Dott.ssa Serena Petroncini

Dott.ssa Serena Petroncini Psicologa Psicoterapeuta presso Salus Medical Center, via Concordia 12 - 48022 Lugo (RA).

Il dott. Matteo Lancini centra pienamente il carattere dell'emergenza attuale, ovvero la sofferenza psichica di una quan...
28/12/2025

Il dott. Matteo Lancini centra pienamente il carattere dell'emergenza attuale, ovvero la sofferenza psichica di una quantità enorme di pre-adolescenti e adolescenti che, per coloro che lavorano nel campo della salute mentale in età evolutiva, è possibile registrare con rilevanza.
"Gli adolescenti sono cresciuti in un contesto in cui gli adulti hanno chiesto loro di non esprimere emozioni che potessero disturbare l’equilibrio familiare e scolastico. Le ultime generazioni credo siano cresciute non potendo esprimere le emozioni perché noi gli chiedevamo di non provarle, quindi in realtà non è che proteggevamo loro dalle frustrazioni, abbiamo chiesto loro di non essere emotivamente disturbanti per proteggere noi. La società contemporanea rimuove completamente la paura, la tristezza e la rabbia perché gli adulti risultano impegnati a gestire i propri bisogni" (e la loro, di emotività).

Lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini ha analizzato il disagio delle nuove generazioni durante un'intervista al Vodcast delle Idee, il canale YouTube del Festival delle Idee.

Sempre più giovani vivono con ansie e paure intensissime sul proprio presente e prossimo futuro, amplificate dal contest...
26/12/2025

Sempre più giovani vivono con ansie e paure intensissime sul proprio presente e prossimo futuro, amplificate dal contesto sociale, economico, culturale e politico in cui stiamo vivendo: l'esposizione costante attraverso social e media dei drammi e delle brutture del mondo in cui siamo immersi non possono che alimentare un senso di angoscia ed impotenza enormi, spesso difficilissimi da gestire per chi ancora non si sente padrone della propria vita e non possiede strumenti emotivi e cognitivi del tutto maturi (questo vale anche per gli adulti.)
La realtà, dunque, non va negata, né minimizzata, bensì va presentata per quella che è, cioè COMPLESSA. Chi sta crescendo deve essere aiutato a comprendere che dentro la complessità si può VIVERE, e non sopravvivere annaspando: l'adulto, in questo, ha un ruolo fondamentale di mentore.
Allenare il pensiero critico (non polemico, bensì critico e analitico), imparando a scegliere cosa e chi guardare, cosa e chi ascoltare; leggere, aprendo i propri pensieri con curiosità e pazienza; osservare che cosa funziona e non che cosa, al contrario, è indecente solo per confermare costantemente la propria visione negativa del mondo e dell'essere umano, sentendosi poi in dovere e in diritto di sputare sentenze su quanto il mondo sia orribile; fare leva sulle risorse personali, riconoscendole in sé stessi e negli altri; costruire una cultura personale interna veramente sentita e voluta basata sull'affrontare, vivendola con forza e chiedendo legittimamente aiuto quando da soli non ce la si fa.
La complessità richiede atteggiamenti e comportamenti conseguenti di natura altrettanto complessa ed articolata: ce la si può fare, ma ci vuole impegno e senso di responsabilità adulti, partendo prima di tutto dal singolo e senza preoccuparsi che mezzo mondo non faccia altrettanto.

La fatica delle feste e, in particolare, del Natale. Condivido la riflessione del dott. Stefano Rossi che, con semplicit...
19/12/2025

La fatica delle feste e, in particolare, del Natale. Condivido la riflessione del dott. Stefano Rossi che, con semplicità, ci legittima a scegliere.

Mai come in questi ultimi anni si registra una crescita sostanziale di giovani adolescenti altamente sofferenti, pieni d...
10/12/2025

Mai come in questi ultimi anni si registra una crescita sostanziale di giovani adolescenti altamente sofferenti, pieni di risorse personali ed intelligenze multiple, ma con dolori interni e vuoti così invalidanti da rappresentare, per noi professionisti, un'emergenza. Servizio pubblico e professionisti privati necessitano di intersecarsi sempre di più in nome del benessere dei giovani, collaborando in sinergia poiché questa è l'unica strada funzionante.

Sette posti letto dedicati a ragazze e ragazzi tra gli 11 e 17 anni che stanno attraversando un momento di forte difficoltà e fragilità, con la possibilità di essere seguiti da équipe di quasi 30 professionisti tra psicologi, neuropsichiatri, educatori e terapisti.

E' il nuovo reparto di Psichiatria e Psicoterapia dell'Età evolutiva per pazienti minori inaugurato questa mattina all'ospedale Maggiore di Bologna. Il primo dedicato all'Area Vasta Emilia Centrale, cioè i territori di Bologna, Imola e Ferrara, e il secondo del genere in regione, dopo quello analogo gestito dall'Ausl Romagna all'ospedale Infermi di Rimini.

La novità sta nella scelta di dedicare il reparto esclusivamente ai più giovani che stanno attraversando una fase particolarmente acuta legata alla propria salute mentale. Al suo interno sono previste camere singole, spazi dedicati alla musica, al relax e alla condivisione. I professionisti che lo gestiranno, tutti di nuova assunzione, coprono l'intero spettro delle competenze necessarie in questa particolare tipologia di assistenza, con l'obiettivo di rendere i ragazzi stessi protagonisti del loro percorso di cura, condividendo gli elementi del progetto, le attività diagnostiche e terapeutiche, sia individuali, sia di gruppo, cercando di alleviarne la sofferenza e ridurre al massimo il tempo di permanenza in ospedale.

Quello di Bologna è il primo reparto aperto dopo la delibera regionale approvata a fine 2024 per l'attivazione di reparti ospedalieri dedicati alla psicopatologia in età evolutiva: all'orizzonte sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire da Parma già nei primi mesi del 2026

Mai dimenticare questa semplice espressione, poiché possiede un potere enorme ed estremamente rassicurante.
02/12/2025

Mai dimenticare questa semplice espressione, poiché possiede un potere enorme ed estremamente rassicurante.

Con parole semplici, ci viene spiegato cosa accade dentro alla persona quando il focus di chi parla e, inevitabilmente, ...
24/11/2025

Con parole semplici, ci viene spiegato cosa accade dentro alla persona quando il focus di chi parla e, inevitabilmente, di chi ascolta è orientato a confermare una visione negativa e non funzionante del mondo. Oggi, più che mai, è bene accorgercene e correre ai ripari.

Persone che si lamentano sempre: non è solo “carattere”, è inquinamento emotivo che può cambiare il tuo cervello più di quanto pensi. Ho scritto cosa succede a loro, a chi li ascolta (tutti i giorni) e come proteggersi senza sentirsi cattivi: 👉 https://short.do/cGsJi0

20 novembre: giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
20/11/2025

20 novembre: giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Fare leva sulle paure altro non fa che traghettarci verso la paura stessa.
19/11/2025

Fare leva sulle paure altro non fa che traghettarci verso la paura stessa.

La mia generazione è cresciuta con prassi "educative" frutto di una cultura tradizionale e normativa, dove picchiare un ...
07/11/2025

La mia generazione è cresciuta con prassi "educative" frutto di una cultura tradizionale e normativa, dove picchiare un figlio rappresentava un gesto per cui il genitore, spesso, neanche si interrogava o, qualora lo facesse, una volta passato il senso di colpa immediato, poi reiterava questa prassi le volte successive. Questi gesti sono gravi ed essere cresciuti così non ci legittima a ripetere tali modalità, con la scusante del "Siamo poi tutti qua..non è morto nessuno per due schiaffoni". Oggi, in quanto adulti, possiamo dirci che i nostri genitori hanno fatto ciò di cui erano capaci, con limiti assolutamente enormi, e con un contesto culturale attorno che non poneva attenzione sufficiente al benessere del bambino.
Non ho mai incontrato, nel corso del mio lavoro, bambini o ragazzi che, nel comunicarmi l'aggressività del proprio genitore (anche se saltuaria) non mostrassero una viscerale sofferenza rispetto a quei momenti.
Nel 2025, dobbiamo categoricamente proporre altro ai nostri bambini e ragazzi.

In molti genitori italiani persiste una convinzione davvero dura a morire: l’idea che i bambini possano imparare qualcosa quando sono picchiati o sgridati duramente.
Ormai nessun genitore ammetterebbe apertamente di essere a favore delle punizioni corporali, eppure quando aumenta la confidenza c’è sempre qualcuno che se ne esce con frasi come: «Però quando ci vuole, ci vuole».

Prima di tutto, le punizioni fisiche, o comunque le punizioni degradanti, indeboliscono e minano il legame tra genitori e figli. Se un rapporto di fiducia reciproca è alla base di uno sviluppo sano, quando i genitori puniscono fisicamente o emotivamente i bambini, questi imparano che i genitori non sempre li proteggono. Le punizioni umilianti, fisiche o meno, compromettono lo sviluppo emotivo e comportamentale.

Quando un adulto, un genitore o qualcuno che esercita un ruolo educativo su un bambino utilizza le punizioni, produce inoltre l’effetto di minarne l’autostima. I bambini hanno bisogno di sentirsi accettati, accolti. Le punizioni fisiche possono generare nei confronti dei genitori rancore e ostilità che i figli non riescono a esprimere direttamente, attivando sentimenti di rabbia e risentimento repressi.

Questi comportamenti diventano un modello di risoluzione aggressiva delle situazioni conflittuali che il bambino tenderà a riprodurre nei propri rapporti di forza.

Infine, le punizioni corporali aumentano la probabilità di lesioni nel bambino, poiché chi le infligge non sempre riesce a controllare la propria forza.
Non è possibile confidare ancora nell’efficacia delle punizioni fisiche o umilianti. Una buona organizzazione educativa risolve il problema a monte.

Importanti consapevolezze per gli Insegnanti.
01/11/2025

Importanti consapevolezze per gli Insegnanti.

In un’intervista su la Repubblica, Daniela Lucangeli spiega che i Disturbi Specifici dell’Apprendimento dislessia, discalculia, disgrafia non si manifestano quasi mai da soli.
Oggi sappiamo che dietro a una difficoltà di lettura o di scrittura non c’è quasi mai un solo “disturbo”, ma un intreccio di funzioni che faticano insieme: l’attenzione, la memoria di lavoro, i processi esecutivi, la gestione emotiva.
In altre parole, non è solo la decodifica del testo a essere complessa: è tutto il sistema cognitivo ed emotivo che si trova sotto pressione.

Gli abbonati possono leggere l’articolo qui https://www.repubblica.it/salute/2025/10/03/news/settimana_dislessia_dsa_intreccio_difficolta-424888704/?ref=RHLM-BG-P26-S7-T1-mgzn

Qui un’anticipazione:
“Mio figlio è dislessico”. Per anni, questa frase ha significato ricevere un’etichetta precisa: difficoltà di lettura, distinta e separata dalla disgrafia (scrittura), dalla discalculia (calcolo) o da altri disturbi dell’apprendimento. Oggi, però, le cose sono cambiate.
“Un tempo – spiega Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione all’Università di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento – l’attenzione era concentrata soprattutto nel distinguere con rigore diagnostico ogni singolo disturbo: la dislessia era separata dalla disgrafia, la discalculia da altri deficit, e così via. Era fondamentale che la comunità scientifica, clinica ed educativa riconoscesse la specificità di ciascun disturbo come un problema reale del neurosviluppo, mostrando che non si trattava di “pigrizia” o “scarso impegno” del bambino, ma di vere e proprie difficoltà con basi neurobiologiche precise”.
Oggi la prospettiva è diversa. “Sempre più spesso incontriamo profili complessi, con difficoltà che si intrecciano: la lettura può essere compromessa insieme alla scrittura, ai calcoli, all’attenzione, alla memoria, ai processi esecutivi e persino alla regolazione emotiva”, spiega Lucangeli. “È invece raro trovare bambini che presentino soltanto un disturbo specifico, anche severo, di dislessia in forma isolata. Non si tratta soltanto di un problema specifico, ma di una vulnerabilità più ampia, una comorbidità, che riguarda diversi aspetti dello sviluppo cognitivo ed emotivo”.

Per capire cosa significa basta pensare a un bambino che legge lentamente e, nello stesso tempo, commette errori di ortografia, fatica a memorizzare le tabelline e si distrae facilmente. O a una ragazza che rende bene nei compiti orali ma va in ansia davanti a una verifica scritta, perché la memoria di lavoro e la scrittura le costano uno sforzo enorme. In pratica, non si tratta quasi mai di un disturbo isolato, ma di un intreccio che rende le giornate scolastiche piene di ostacoli: leggere un testo, svolgere una divisione, prendere appunti o restare concentrati diventano sfide che si sommano e si amplificano a vicenda.

Un'interessante analisi che ci aiuta a riflettere sulla rilevanza del ruolo paterno, soprattutto quando un figlio cresce...
22/10/2025

Un'interessante analisi che ci aiuta a riflettere sulla rilevanza del ruolo paterno, soprattutto quando un figlio cresce.

⭕️ FIGLI VIOLENTI?

Ancora un giovane ( 23 anni) ucciso dirane una rissa.
Ancora una coltellata.
Ancora un epilogo tragico.

Da dove arriva tutta questa violenza?
Perché le nuove generazioni sono così affascinate dalle risse, i pestaggi ed i coltelli?

Ti condivido un estratto del mio libro.

“Meno i padri sono presenti, più i figli maschi li cercano inconsciamente nella violenza del coltello.
L’infanzia, per molti aspetti, è l’età delle madri. La saggezza materna aiuta i padri ad essere affettivi, presenti ed empatici.
L’adolescenza però è anche e soprattutto l’età dei padri.
Il padre rappresenta la forza giusta che custodisce senza aggredire, contiene senza mortificare.
Se un figlio non trova nel padre la nobiltà della forza, rischia di essere acciecato dalla fascinazione della violenza.
La cultura del coltello che sta riemergendo in questi anni ci parla di questo vuoto.
Per dirla con Nietzsche: chi non ha un padre, se lo deve dare.”

Genitori in ansia - Trasforma le tue paure nelle ali di tuo figlio (Feltrinelli)
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"Il dolore non è solo fisico o solo mentale, ma è un segnale che coinvolge l’intero organismo vivente". D. Lucangeli.
27/09/2025

"Il dolore non è solo fisico o solo mentale, ma è un segnale che coinvolge l’intero organismo vivente". D. Lucangeli.

“Abbiamo troppo sottovalutato il dolore della mente ed oggi ne stiamo pagando le conseguenze”. Non usa giri di parole Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento. Il 23 settembre la do...

Indirizzo

Salus Medical Center, Via Concordia 12
Lugo
48022

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:30

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