07/03/2026
“Papà, posso giocare con loro?”
È bastato un sì, un occhiolino e hanno giocato per un’ora intera: pakistani, indiani, iraniani, un bambino di Israele e un italiano, mio figlio.
Quasi senza capirsi, l’un l’altro.
L’amore vince, su tutto.
Un pallone, solo un pallone e nessuna malizia, se non la voglia di stare insieme mentre dall’altra parte del mondo i missili colpiscono le rispettive regioni con la scusa nascosta delle religioni.
Loro hanno da insegnarci qualcosa, e mentre li osservavo sono tornato negli anni 80, quando ero piccolo.
Niente smartphone, solo un pallone e tanta voglia di giocare. Quando uno cade in terra, non si chiedono perché e neanche chi è stato, si danno semplicemente la mano e continuano a giocare con le ginocchia sbucciate.
I grandi, che sono quelli che li hanno messi al mondo, sono quelli che litigano su chi abbia ragione, sui social, in strada, al bar, ignorando quello che invece sarebbe l’insegnamento da dare ai propri figli.
Quei figli che, da grandi, spero non vadano a guardare i commenti dei genitori sui social, poiché probabilmente si vergognerebbero di essere i loro stessi figli.
Prendete i vostri figli, fate passare la maggior parte del loro tempo con voi, facendo le cose che facevate voi da piccoli, vi renderete conto che c’è tanto da fare, invece di occuparsi delle cose che non sono controllabili da ognuno di voi e di noi.
Perché le guerre cominciano dalle bacheche Facebook in poi, estendendosi nel mondo, con frequenze che tutto sono, tranne che approvate da chi si dice di credere.
Pace ☮️