Fabiana Gamba Psicologa

Fabiana Gamba Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fabiana Gamba Psicologa, Psicologo, Via tiziano, 4, Mantova.

Sono Fabiana Gamba, psicologa, laureata in psicologia clinica, ho un master in Neuropsicologia e psicopatologia forense e un master in Disturbi dell'apprendimento.

26/11/2022

TATYANA CHERNIGOVSKAYA : "COME INSEGNARE AL CERVELLO A STUDIARE"

E una famosa psicolinguista e neurobiologa russa che insegna all'università di S.Pietroburgo, un personaggio molto popolare che svolge una grande attività di divulgazione scientifica.

"Non fate studiare il bambino troppo presto. Quando mi dicono: "Mio figlio ha iniziato ad imparare a leggere a 2 anni", rispondo: "Hai fatto male. A cosa serve? A due anni il suo cervello non è pronto."
Tutti i bambini devono andare a scuola ad una certa età, ma tra i bambini c'è sempre una grade differenza: alcuni sono pronti per la scuola, mentre altri bambini dovrebbero continuare a giocare con gli orsacchiotti ancora per un paio di anni. Anche nelle medie c'è chi fatica a leggere, impiegando tutta la potenza cognitiva per leggere, e così non gli restano forze per capire il senso del testo. Qualsiasi domanda sul tema mette in crisi un alunno di questo tipo.
Davanti a noi c'è un problema difficile: ci troviamo tra l'uomo che scrive con un pennino e legge i libri di carta e quello che legge gli iper testi, ha a che fare con le "icone" dello schermo e non sa scrivere a mano.
Occorre capire che è un altro uomo. Ha un altro cervello.
A noi adulti, questo cervello piace, e siamo certi che non corre alcun pericolo. Ma un pericolo c'è. Se un bambino a scuola non impara a scrivere, se alla scuola materna non ritaglia nulla con le forbici, non lavora con la plastilina o la creta, non maneggia le palline, non riesce a sviluppare le funzioni motorie delle mani.
Ed è ciò che influenza il linguaggio.
Se non lo aiutate a sviluppare queste funzioni, non vi lamentate se il cervello del bambino non funziona.
Ascoltate la musica e abituate a farlo anche i bambini, la musica influenza fortemente la struttura e la qualità della rete neurale.

Quando percepiamo il linguaggio, nell'orecchio arrivano i decibel con gli intervalli... ma questo è fisica.
L'orecchio ascolta ma il cervello sente.
Studiando la musica, il bambino impara a notare i piccoli dettagli, a distinguere i suoni e gli intervalli; si tratta della rifinitura sottile della rete dei neuroni.
Non permettere al cervello di essere pigro. Voi potete ereditare dalla nonna un ottimo pianoforte Steinway, ma dovete imparare a suonarlo.
Così anche un bambino può ereditare un ottimo cervello, ma se questo non si sviluppa, non si sintonizza, prima o dopo si atrofizzerà. Il cervello muore in assenza di un carico cognitivo. Se passerete sul divano 6 mesi, poi non riuscirete ad alzarvi, e la stessa cosa accade al cervello.

Credo che sia chiaro a tutti che Shakespear, Mozart, Puskin ed altre personalità del passato dovessero fare un test IQ, avrebbero fallito. Il test IQ non serve a nulla, perché nessuno dubita della genialità di Mozart, tranne i matti. Non preparate i bambini solo per affrontare quel test...
Fate studiare i maschi e le femmine diversamente. Con i maschietti occorre parlare in modo concreto e laconico, occorre coinvolgerli in un'attività. Hanno tanta energia, ed è meglio non chiuderli in un piccolo spazio. Inventate per loro delle gare, dando dei compiti concreti. E c'è un altro fatto interessante: i maschietti devono trascorrere gli studi negli spazi più freddi, altrimenti si addormenteranno durante la lezione.
Le bambine amano lavorare in gruppo, necessitano del contatto, guardando negli occhi delle compagne. Amano dare una mano alla maestra. Le bambine devono saper affrontare il "rischio controllato": se c'è il rischio che una cada, che cada pure, imparando ad affrontare una caduta. Le bambine non amano i discorsi forti, ma devono essere coinvolte emotivamente. Le bambine adorano il mondo colorato.

Fate gli intervalli. Si crede sia un male, se un bambino si è distratto... e se si è addormentato, sarebbe un disastro. Gli intervalli permettono al cervello di digerire l'informazione ricevuta. E il principale lavoro del cervello si svolge durante il sonno. Per deporre l'informazione nella memoria a lungo termine, serve un po' di tempo e certi processi biochimici, che avvengono durante il sonno..
Non abbiate paura degli errori. Occorre essere consapevoli che l'insegnamento avviene sempre, e non solo dietro alla scrivania."

25/11/2022

L’UMILIAZIONE NON HA MAI UN VALORE EDUCATIVO
L’umiliazione non ha mai un valore educativo.
E’ qualcosa che ti fa sentire sbagliato.
Un educatore competente ti dice “Hai fatto uno sbaglio”.
Mai e poi mai ti dirà qualcosa che ti fa sentire sbagliato.
L’umiliazione è stata la strategia preferita della cosiddetta “pedagogia nera”.
Alice Miller ha approfondito, nei suoi magnifici libri, i danni che essa ha prodotto su intere generazioni.
Michael Haneke, nel film “Il nastro bianco” ha mostrato i danni dell’umiliazione come metodo educativo, in una storia che congela il cuore.
L’umiliazione usata come strumento educativo costringe a vivere nella paura e rende l’apprendimento una strategia finalizzata a compiacere l’educatore.
Genera dipendenza. Mai autonomia e crescita.
Se “funzioni bene” a scuola, ti premio e ti stimo.
Se “funzioni male” a scuola, ti umilio e ti punisco.
Umiliare per promuovere la crescita è sempre – e ribadisco SEMPRE – controproducente.
Ci sono parole che in educazione non dovrebbero mai essere evocate.
MAI.
Una di queste parole è umiliazione.
L’umiliazione a volte – è vero – promuove il riscatto. Ma quasi sempre genera vendetta e dolore inutile.

Spero, penso e presumo che citare una simile parola in un discorso che cerca di spiegare quali sono le “leve” che fanno crescere, sia stato solo un enorme e grossolano errore. Un errore che nel discorso della persona massimamente autorevole in ambito educativo, suona davvero inaccettabile. Se così fosse, occorre – con umiltà (la cui radice etimologica è identica a quella di umiliazione) – saper dire “Ho fatto uno sbaglio. Non lo farò più”. E’ così che si comprende che la persona che fa uno sbaglio in realtà non è una persona “sbagliata”.

Un'ultima riflessione: le parole sono importanti. Chi ha il privilegio di gestire una posizione autorevole deve imparare a selezionarle con una cura assoluta. Sentire la responsabilità di ciò che si dice è un dovere inevitabile e necessario di chi ha il privilegio di poter dire parole che hanno un peso.

05/10/2022

ENPAP ha attivato un progetto di percorso /psicoterapico totalmente per tutti i cittadini a partire dai 16 anni di età per il trattamento di e .

Per attivare gratuitamente a tali percorsi è necessario accedere al seguente sito https://viveremeglio.enpap.it/

Su questo sito è possibile effettuare on line un questionario anonimo. Sulla base dei risultati del questionario il cittadino verrà indirizzato al percorso più idoneo e potrà scegliere in base alla propria provincia di residenza uno dei professionisti che hanno aderito al progetto ed iniziare il trattamento psicologico/psicoterapeutico.

21/12/2021

Il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ha modificato le modalità di espletamento del test di teoria per tutti i candidati al conseguimento delle patenti A e B

05/10/2021

10 cose che una persona con   vorrebbe che tu sapessi:
05/10/2021

10 cose che una persona con vorrebbe che tu sapessi:

25/09/2021

22/09/2021

Indirizzo

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Mantova
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Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
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