26/11/2022
TATYANA CHERNIGOVSKAYA : "COME INSEGNARE AL CERVELLO A STUDIARE"
E una famosa psicolinguista e neurobiologa russa che insegna all'università di S.Pietroburgo, un personaggio molto popolare che svolge una grande attività di divulgazione scientifica.
"Non fate studiare il bambino troppo presto. Quando mi dicono: "Mio figlio ha iniziato ad imparare a leggere a 2 anni", rispondo: "Hai fatto male. A cosa serve? A due anni il suo cervello non è pronto."
Tutti i bambini devono andare a scuola ad una certa età, ma tra i bambini c'è sempre una grade differenza: alcuni sono pronti per la scuola, mentre altri bambini dovrebbero continuare a giocare con gli orsacchiotti ancora per un paio di anni. Anche nelle medie c'è chi fatica a leggere, impiegando tutta la potenza cognitiva per leggere, e così non gli restano forze per capire il senso del testo. Qualsiasi domanda sul tema mette in crisi un alunno di questo tipo.
Davanti a noi c'è un problema difficile: ci troviamo tra l'uomo che scrive con un pennino e legge i libri di carta e quello che legge gli iper testi, ha a che fare con le "icone" dello schermo e non sa scrivere a mano.
Occorre capire che è un altro uomo. Ha un altro cervello.
A noi adulti, questo cervello piace, e siamo certi che non corre alcun pericolo. Ma un pericolo c'è. Se un bambino a scuola non impara a scrivere, se alla scuola materna non ritaglia nulla con le forbici, non lavora con la plastilina o la creta, non maneggia le palline, non riesce a sviluppare le funzioni motorie delle mani.
Ed è ciò che influenza il linguaggio.
Se non lo aiutate a sviluppare queste funzioni, non vi lamentate se il cervello del bambino non funziona.
Ascoltate la musica e abituate a farlo anche i bambini, la musica influenza fortemente la struttura e la qualità della rete neurale.
Quando percepiamo il linguaggio, nell'orecchio arrivano i decibel con gli intervalli... ma questo è fisica.
L'orecchio ascolta ma il cervello sente.
Studiando la musica, il bambino impara a notare i piccoli dettagli, a distinguere i suoni e gli intervalli; si tratta della rifinitura sottile della rete dei neuroni.
Non permettere al cervello di essere pigro. Voi potete ereditare dalla nonna un ottimo pianoforte Steinway, ma dovete imparare a suonarlo.
Così anche un bambino può ereditare un ottimo cervello, ma se questo non si sviluppa, non si sintonizza, prima o dopo si atrofizzerà. Il cervello muore in assenza di un carico cognitivo. Se passerete sul divano 6 mesi, poi non riuscirete ad alzarvi, e la stessa cosa accade al cervello.
Credo che sia chiaro a tutti che Shakespear, Mozart, Puskin ed altre personalità del passato dovessero fare un test IQ, avrebbero fallito. Il test IQ non serve a nulla, perché nessuno dubita della genialità di Mozart, tranne i matti. Non preparate i bambini solo per affrontare quel test...
Fate studiare i maschi e le femmine diversamente. Con i maschietti occorre parlare in modo concreto e laconico, occorre coinvolgerli in un'attività. Hanno tanta energia, ed è meglio non chiuderli in un piccolo spazio. Inventate per loro delle gare, dando dei compiti concreti. E c'è un altro fatto interessante: i maschietti devono trascorrere gli studi negli spazi più freddi, altrimenti si addormenteranno durante la lezione.
Le bambine amano lavorare in gruppo, necessitano del contatto, guardando negli occhi delle compagne. Amano dare una mano alla maestra. Le bambine devono saper affrontare il "rischio controllato": se c'è il rischio che una cada, che cada pure, imparando ad affrontare una caduta. Le bambine non amano i discorsi forti, ma devono essere coinvolte emotivamente. Le bambine adorano il mondo colorato.
Fate gli intervalli. Si crede sia un male, se un bambino si è distratto... e se si è addormentato, sarebbe un disastro. Gli intervalli permettono al cervello di digerire l'informazione ricevuta. E il principale lavoro del cervello si svolge durante il sonno. Per deporre l'informazione nella memoria a lungo termine, serve un po' di tempo e certi processi biochimici, che avvengono durante il sonno..
Non abbiate paura degli errori. Occorre essere consapevoli che l'insegnamento avviene sempre, e non solo dietro alla scrivania."