Psicoterapia BREVE

Psicoterapia BREVE Terapia Cognitivo-Comportamentale, tecniche di gestione dell'Ansia e dello Stress, problemi di coppi

Cuba e la sua capitale hanno occupato i media mondiali per decenni, contribuendo a mettere a n**o le nefandezze di un em...
08/01/2022

Cuba e la sua capitale hanno occupato i media mondiali per decenni, contribuendo a mettere a n**o le nefandezze di un embargo fuori dalla storia sottaciuto colpevolmente dall'intero pianeta. Non ci sono termini per definire questa ingiustizia perpetrata ai danni di un popolo che ha cercato di organizzare una propria autonoma esistenza con orgoglio e dignità. Ma esiste una Cuba ancorata alle passioni e ai sentimenti personali che la rendono una meta ambita. Un libro scritto dall'amico Dott. Ciotti Mario, di cui ho curato la prefazione, si cala vertiginosamente nella psicologia di chi ha conosciuto L'Avana e l'ha resa una tappa per alimentare la sfera sentimentale. Si tratta di un piacevole e accattivante romanzo autobiografico che può far riflettere sulle tante sfaccettature psicologiche dell'affettività. I sentimenti, la passione, la politica, la sociologia in un turbinio di emozioni in questo libro vengono evocate come fantasmi delle proprie inclinazioni e predilezioni sentimentali.

02/11/2021

Ogni giorno nel nostro Paese vi sono persone che decidono di togliersi la vita. Questo comportamento autodistruttivo rappresenta una delle inquietudini che hanno angosciato generazioni di Psicologi e Sociologi. In linea di massima il comportamento suicidario non è interpretabile poiché il suicida non può più spiegarci alcunché del gesto e, soprattutto perché, solitamente non vi è una sola causa che spinge una persona a togliersi la vita ma spesso una concomitanza di fattori infausti. E. Durkheim, condusse un'analisi sociologica interessante che attribuiva sempre e comunque la causa del suicidio alla società. Ebbene, ritengo la sua posizione corretta sul piano scientifico, proprio in ragione del fatto che la spinta al suicidio ha sempre motivazioni psicologiche, con cause di varia natura, ma sempre e comunque con radici sociali. In buona sostanza è la società che ingenera le condizioni psicologiche che possono portare al gesto disperato. Qualche esempio: la frustrazione quotidiana di fronte alle ingiustizie; l’isolamento sociale causato spesso dalla competizione (viene usato il termine concorrenza per addolcire il concetto); le frustrazioni quotidiane legate al mancato raggiungimento di obiettivi anche di natura materiale; l’individualismo (e i suoi epifenomeni, quali il rampantismo sociale, il desiderio di protagonismo, la smania del successo narcisitico-esibizionista, ecc.), solo per citarne alcuni tra i più significativi. L’obiezione potrebbe essere quella relativa ai casi psicopatologici di depressione. In tali soggetti (questa psicopatologia viene distinta in una tassonomia variegata), potremmo sostenere unicamente la motivazione psicopatologica? Si e no! Se da un lato la depressione può insorgere anche per cause di natura organica, dall'altro una società che ha eretto a sistema la competizione e la corsa al profitto legittima chiedersi come potrebbe non scatenare problemi psicopatologici in ampi strati della popolazione e far sprofondare nel quadro clinico della depressione una moltitudine di individui in continua crescita.

02/09/2021

Nel pieno rispetto della prima legge della stupidità descritta dal buon Cipolla ritengo la polemica montata ad arte sulle posizioni espresse da Montanari Tomaso sulla giornata del ricordo delle foibe un esempio di stupidità disarmante e allarmante! Montanari rettore Università per stranieri di Siena, lo considero una delle rare teste pensanti che fanno capolino di tanto in tanto nell'agone del dibattito pubblico, rappresenta (ormai una mosca bianca, poveri noi!) un autentico baluardo contro l'imbecillità dilagante e contro la feccia culturale inoculata a piccole dosi dalla peggiore classe politica della storia della Repubblica (mi riferisco a quella dell'ultimo trentennio in particolare). Riflettere sulla storia e sulla società aiuta l'equilibrio psicologico. Noi siamo delle unità bio-psico-sociali dinamiche ed integrate.

12/08/2021

La sanità dovrebbe essere il fiore all'occhiello di un Paese evoluto e moderno. La sanità dovrebbe essere garantita a tutti nella stessa qualità e nella stessa misura. Occorre vigilare e ricordare i politicanti e le forze politiche che negli anni hanno permesso di debellare (privatizzazioni e tagli lineari) la sanità pubblica. Purtroppo le politiche dissennate sulla sanità hanno visto protagonisti esponenti di forze politiche di destra e forze politiche di sinistra. È una vergogna inaccettabile il ridimensionamento delle unità ospedaliere la contrazione dei posti letto e la penosa situazione lavorativa in cui versa il personale medico e paramedico. La psicoterapia, per esempio, dovrebbe essere garantita ed organizzata in modo serio dal sistema sanitario. Oggi abbiamo una realtà di offerta di servizi in questo settore che giudicherei imbarazzante da tutti i punti di vista! Ci sono molte persone che non possono permettersi una psicoterapia o che, se costretti a seguirla, possono farlo solo a costo di sacrifici enormi. Personalmente ritengo sia doveroso applicare tariffe differenziali in ogni ambito sanitario e della cura della persona così da poter permettere a tutti di potersi curare facilmente. È ridicola e a tratti urticante quella ipocrisia di sistema che incentiva la prevenzione della salute a più livelli e di fatto non agevola i percorsi sanitari per perseguirla. Perché Mario Draghi deve avere più probabilità di salvarsi di me nel caso di una patologia grave? Vi capita di non eseguire un esame diagnostico per evitare l'assurda trafila burocratica? A me si, e non sono un fatalista!

12/08/2021

Alcune leggi sembrano non avere incidenza sulla nostra vita. A ben vedere non esiste una legge che prima o poi nel bene o nel male non intaccherà la nostra esistenza e quella dei nostri cari. La riforma della giustizia della minestra (non mi sembra ci sia stato un plebiscito né per lei né per il suo governo) Cartabia è una di queste e se non verrà modificata sarà destinata ad avere nel tempo conseguenze esiziali sulla società. È vergognoso che le forze più progressiste della nostra nazione abbiamo accettato un compromesso al ribasso e abbiano svenduto la giustizia per un piatto di lenticchie. Ne pagheremo le conseguenze.

12/08/2021

In risposta ad un quesito che mi è stato posto da una persona gentile. Il quesito: "Dottore vorrei sapere secondo lei quali possono essere considerati approcci psicoterapeutici seri e affidabili" . Naturalmente la risposta è complessa e articolata; richiederebbe sicuramente uno spazio molto più lungo ed una sede diversa da questa. Tuttavia posso provare a formulare una sorta di graduatoria sulla base del grado di efficacia e serietà dimostrate dai vari approcci, sulla scorta della mia esperienza clinica. Per quanto riguarda la letteratura sull'argomento mi asterrei dal prenderla in considerazione per la scarsa qualità della ricerca condotta in questo campo. In precedenti post ho già evidenziato quelli che possono essere considerati i requisiti di base per una psicoterapia di qualità. Per quanto riguarda gli approcci e le scuole di psicoterapia personalmente considero valide e utili le seguenti scuole: cognitivo-comportamentale; sistemico-relazionale; terapia rogersiana centrata sul cliente (quest'ultima da valutare con cautela). Per le restanti, psicoanalisi e derivati o approcci similari, consiglierei invece di optare per una scelta più utile, quale potrebbe essere quella di rivolgersi a un amico o a un parente saggio,(rischio danni inferiore). Se non si ha la possibilità di poter contare su uno di questi due, allora meglio il medico di base come estrema ratio. Mi è capitato molto spesso di ricevere pazienti che provenivano da anni di pellegrinaggi presso studi psicoanalitici et similia. Non ho mai ricevuto pazienti provenienti da altri colleghi degli approcci sistemico-relazionali e rogersiani. Un dato questo che in minima parte suffraga le mie convinzioni sulla pericolosità degli altri approcci. P.S. Spesso ricevo domande e richieste di informazioni e chiarimenti in forma privata, sarebbe vantaggioso per tutti se venissero lanciate con un post pubblico su questo spazio, anche in forma anonima. Ovviamente fanno eccezione le domande con contenuti sensibili e personali.

24/06/2021

Psicoterapia, a chi rivolgersi? Qualche riflessione utile per la scelta.

Gli interventi in ambito psicologico vengono considerati dalla maggior parte delle persone come una prassi terapeutica consolidata che si fonda su evidenze scientifiche. In realtà nella psicologia e nella terapia di natura psicologica (quindi la terapia della prevenzione e della cura delle problematiche psicologiche di tipo nevrotico, caratterizzate dalla possibilità di guarigione e da un adattamento accettabile alla vita sociale) la frammentazione teorica regna sovrana nella pratica clinica. Dunque, ci si può imbattere in (sedicenti) professionisti titolati che utilizzano strategie e metodi di intervento privi di qualunque fondamento empirico, che in taluni casi sconfinano in autentiche pratiche esoteriche, oscure e misticizzanti.
In questa giungla di approcci teorici e terapie psicologiche come deve orientarsi una persona che sente il bisogno di un aiuto psicologico? Provo ad elencare una serie di punti che possano garantire un minimo di serietà professionale:

1) Intanto, prima imprescindibile condizione è che lo Psicologo sia iscritto all’Ordine degli Psicologi e sia inserito nell’elenco degli Psicoterapeuti. Non è detto che questo garantisca la qualità della prestazione professionale, ma almeno aiuta a selezionare chi ha quantomeno dovuto compiere per legge oltre 9 – 10 anni di studio specialistico. L’Ordine Nazionale degli Psicologi a tal fine dovrebbe condurre delle puntuali verifiche e dei capillari controlli su chi pratica la professione senza averne titolo; per non parlare delle modalità operative dal profilo deontologico almeno discutibile. Infatti, spesso si viene a conoscenza (a volte in ritardo per un eventuale intervento riparativo) di prassi scabrose e inquietanti da parte di colleghi che interpretano in modo delirante la professione e maneggiano “strumenti tecnici” in modo tanto stravagante quanto pericoloso.

2) Chiarezza nel percorso terapeutico proposto. Lo Psicologo – Psicoterapeuta deve illustrare, al termine di qualche seduta iniziale finalizzata alla diagnosi, quale percorso terapeutico intraprendere sulla scorta degli elementi di valutazione diagnostica ricavati dalle prime 3-4 sedute. Il paziente ha il diritto di sapere quale sia la diagnosi e quali possano essere le prospettive dell'intervento. Dovrebbe esserci massima trasparenza e chiarezza in tutti i momenti della terapia a vantaggio sia del cliente che dello stesso professionista. Lo Psicoterapeuta dovrebbe anche porsi con un atteggiamento da ricercatore e orientare ogni contingenza terapeutica alla costante verifica dell’efficacia. Il cliente (il termine paziente sottende l’inevitabile idea della patologia che non dovrebbe costituire l’unica condizione per il consulto psicologico) deve essere messo nella condizione di poter verificare autonomamente l’efficacia del percorso. Posto che è proprio la prova dei fatti a consentire il cambiamento, naturalmente se è stata stabilita una valida relazione di fiducia. La flessibilità dello Psicologo, ossia la sua capacità di riprogrammare il piano di intervento, garantisce momento per momento che la terapia abbia successo. In buona sostanza, il cliente sarà portato a cambiare le sue modalità interpretative, o le sue cattive abitudini cognitive e comportamentali ecc., solo se, verificando l’efficacia delle strategie e dei consigli dello psicologo, acquisisce la consapevolezza di un effettivo miglioramento della sua condizione di vita.

3) In ogni psicoterapia è sempre contemplata un’analisi psicologica. Questa non è appannaggio esclusivo della psicoanalisi; come non lo è la sua profondità di azione. Ritengo che a partire dai primi mesi di vita ogni individuo sia soggetto ad una quantità di fattori (stimoli) evolutivi che crescono a ritmo vertiginoso ed esponenziale col passar degli anni. Rovistando nei meandri della psiche e riportando alla coscienza esperienze pregresse e presunti conflitti irrisolti si può cadere in una fallacia di ragionamento che semplifica e banalizza la complessità della personalità di ogni individuo. È estremamente difficile stabilire quale groviglio di cause e concause possano aver causato quella particolare problematica di quella specifica personalità in quel frangente dell'esistenza. La personalità di ognuno di noi e le sue tante sfaccettature sono la risultante di una miriade di fattori che si sono susseguiti nel tempo. Ne consegue la riflessione di considerare paludosa e criptica ogni interpretazione che uno psicoanalista può fornire sul paziente e in particolare sul suo passato. Se la psicologia sul piano del valore scientifico su una scala da 1 a 10 si colloca a livello 5, la psicoanalisi non supera il livello 1. I cambiamenti che il cliente realizza a partire dall’inizio della terapia lo condurranno ad una lenta e graduale modificazione di aspetti discrepanti della propria personalità che nel tempo sostituiranno i vecchi ed erronei schematismi comportamentali (pattern cognitivi) con un nuovo habitus che struttura una personalità più integrata socialmente.

4) Una psicoterapia che si rispetti nel giro di 10 – 15 sedute al massimo dovrebbe produrre dei cospicui miglioramenti nella condizione di vita del cliente. Può anche durare un anno con sedute a cadenza settimanale ma il cliente deve avere la percezione chiara ed evidente almeno di un miglioramento. Quando si supera la durata dell’anno e non si sono registrati evidenti cambiamenti, nella maggior parte dei casi, si sconfina in una sorta di accanimento terapeutico che può portare ad effetti iatrogeni di dipendenza. Trovo assurdo che alcuni colleghi “detengano” in terapia per anni dei poveri malcapitati, peraltro anche con una frequenza di 2 sedute a settimana.

5) Il cliente deve sentirsi libero (sul piano essenzialmente psicologico legato al rapporto terapeutico) in qualsiasi momento di interrompere la psicoterapia.
Quanto umilmente espresso si pone il fine di agevolare la scelta del professionista in chi sente la necessità di rivolgersi ad uno specialista in un particolare momento della sua esistenza e si basa sulla ormai quasi trentennale esperienza condotta sul campo e dal confronto con professionisti seri e intelligenti.

21/06/2021

La psicoterapia con soggetti in età evolutiva è consigliabile, è praticabile? Può avere un senso e un’efficacia un qualsivoglia percorso psicoterapeutico con bambini e ragazzi? In età evolutiva il percorso terapeutico di natura psicologica deve potersi orientare alla rimozione dell’insieme di cause che possono dar origine alle problematiche psicologiche nei bambini, dunque, alle 2 agenzie responsabili della formazione del minore: famiglia e scuola.
La funzione educativa della famiglia, soprattutto nell’età prescolare, è insostituibile. La famiglia forgia la personalità del bambino, le sue attitudini, la sua fiducia, le sue facoltà intellettive. Con la scolarizzazione subentrano le figure degli insegnanti che inevitabilmente finiscono col dividerne le sorti educative con la famiglia. Possiamo subito fissare un primo presupposto base per un intervento educativo efficace che coinvolga i due contesti presi in esame: in qualsiasi condizione si operi e chiunque sia il professionista (docente, psicologo, pedagogista, ecc.) l’intervento sul bambino rende imprescindibile il vincolo metodologico legato del coinvolgimento dei genitori in qualsiasi progetto educativo, rieducativo, abilitativo o riabilitativo che si voglia realizzare. Per dirla tutta, sarebbe improduttivo qualunque intervento di natura psico-pedagogica se trascurasse la necessità di coinvolgere direttamente genitori e insegnanti nel programma di modificazione comportamentale ideato. Ovviamente, fatte salve quelle condizioni di disabilità (ad esempio: dislessia, disartria, o problematiche di tipo genetico o strutturale) che richiedono l’intervento dello specialista (logopedista, psicologo specialista, neuro psicomotricista, ecc.). Riassumendo, se i bambini non presentano particolari problematiche di natura organica che possano ripercuotersi sullo sviluppo psichico, l’intervento su di essi dovrebbe essere prevalentemente (quando non esclusivamente) indiretto, ossia condotto dallo psicologo sull’intero ambiente sociale che circonda il bambino. La psicoterapia con i bambini la ritengo fallimentare e in taluni casi addirittura pericolosamente controproducente. Gli psicologi potrebbero creare dei problemi enfatizzando piccoli conflitti personali, ingenerando un effetto iatrogeno da accanimento terapeutico.

11/06/2021

Data l’elevata domanda di consulenze riguardanti i disturbi di condotta (in particolare irrequietezza, iperattività, rispetto delle regole, motivazione allo studio, disorganizzazione nelle attività quotidiane, comportamenti di opposizione, ecc.) vi propongo un’approfondita riflessione su quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato essere la principale causa del malessere emozionale nel corso dello sviluppo: l’incoerenza.
Un piano educativo che si rispetti in qualsiasi contesto in cui si opera su soggetti in età evolutiva avvierà una sorta di strategia di sistema che preveda continuità e coerenza tra scuola e famiglia. La prima concerne un’ipotesi di lavoro che attui sinergie tra scuola e extrascuola. La seconda riguarda, invece, l’abuso di stili educativi improntati a comportamenti contrastanti in base alle circostanze e alle persone. Potremmo così declinare le diverse forme di incoerenza.
Intragenitoriale: lo stesso genitore che punisce o ignora o, addirittura, gratifica un comportamento in base al suo stato d’animo del momento.
Inter-genitoriale: la madre sanziona il figlio, il padre ignora la decisione della madre. Tanto frequente quanto esiziale nei suoi risvolti pedagogici.
Inter-generazionale: riguarda principalmente quel tipo di incoerenza che si determina tra genitori e nonni. Quest’ultimi, com’è noto, hanno il cuore debole con i loro nipoti e, spesso, disattendono o disconfermano gli atteggiamenti dei genitori, specie in loro assenza.
Scuola-famiglia: abbiamo, inoltre, un tipo di incoerenza tanto frequente quanto deleterio nei risvolti, che riguarda i metodi e gli stili educativi adottati in famiglia e a scuola. Quando subentra il conflitto tra i due sistemi si ingenera una pericolosa ambiguità educativa nei ragazzi. Purtroppo questo accade spesso proprio con le famiglie in cui sono presenti problemi comportamentali e che, paradossalmente, avrebbero bisogno proprio di maggiore coerenza nelle strategie educative.
Valori dominanti in società e quelli dei genitori e docenti: una società che elegge a sistema valori quali la concorrenza e la competizione può creare conflitto e contraddizione nella dialettica di rapporto educativo tra discente e docente, nonché tra genitore e figlio. D’altra parte è sotto gli occhi di tutti l’enorme diffusione del comportamento aggressivo che, spesso, riceve legittimazione sociale. Il docente e il genitore si trovano a dover vogare controcorrente nel momento in cui si propongono di fornire alternative più efficaci della condotta aggressiva giudicata vincente.
Nel caso dell’incoerenza tra scuola e famiglia, quando non è praticabile una misura che ne contenga gli effetti, è indispensabile che almeno all’interno di uno dei contesti si persegua con fermezza una logica coerente; questo consentirebbe di presentare, insisto, in almeno uno dei contesti significativi, ad esempio quello scolastico, un proficuo sistema di stimoli coerente che potrebbe negli anni rappresentare il modello di riferimento vincente responsabile della formazione della personalità. Analizzando, invece, le conseguenze sul piano dello sviluppo affettivo di uno stile educativo incoerente, la principale è quella di provocare nel bambino un senso di insicurezza e una certa tensione emotiva, ingenerata dall’imprevedibilità comportamentale delle figure di riferimento. Sul piano della personalità si potrebbe profilare, negli anni, lo sviluppo di un carattere ansioso e insicuro, con una propensione all’aggressività come logica soluzione alla penosa sensazione di ansia e insicurezza.

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Via Campofattore
Marino
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