11/06/2021
Data l’elevata domanda di consulenze riguardanti i disturbi di condotta (in particolare irrequietezza, iperattività, rispetto delle regole, motivazione allo studio, disorganizzazione nelle attività quotidiane, comportamenti di opposizione, ecc.) vi propongo un’approfondita riflessione su quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato essere la principale causa del malessere emozionale nel corso dello sviluppo: l’incoerenza.
Un piano educativo che si rispetti in qualsiasi contesto in cui si opera su soggetti in età evolutiva avvierà una sorta di strategia di sistema che preveda continuità e coerenza tra scuola e famiglia. La prima concerne un’ipotesi di lavoro che attui sinergie tra scuola e extrascuola. La seconda riguarda, invece, l’abuso di stili educativi improntati a comportamenti contrastanti in base alle circostanze e alle persone. Potremmo così declinare le diverse forme di incoerenza.
Intragenitoriale: lo stesso genitore che punisce o ignora o, addirittura, gratifica un comportamento in base al suo stato d’animo del momento.
Inter-genitoriale: la madre sanziona il figlio, il padre ignora la decisione della madre. Tanto frequente quanto esiziale nei suoi risvolti pedagogici.
Inter-generazionale: riguarda principalmente quel tipo di incoerenza che si determina tra genitori e nonni. Quest’ultimi, com’è noto, hanno il cuore debole con i loro nipoti e, spesso, disattendono o disconfermano gli atteggiamenti dei genitori, specie in loro assenza.
Scuola-famiglia: abbiamo, inoltre, un tipo di incoerenza tanto frequente quanto deleterio nei risvolti, che riguarda i metodi e gli stili educativi adottati in famiglia e a scuola. Quando subentra il conflitto tra i due sistemi si ingenera una pericolosa ambiguità educativa nei ragazzi. Purtroppo questo accade spesso proprio con le famiglie in cui sono presenti problemi comportamentali e che, paradossalmente, avrebbero bisogno proprio di maggiore coerenza nelle strategie educative.
Valori dominanti in società e quelli dei genitori e docenti: una società che elegge a sistema valori quali la concorrenza e la competizione può creare conflitto e contraddizione nella dialettica di rapporto educativo tra discente e docente, nonché tra genitore e figlio. D’altra parte è sotto gli occhi di tutti l’enorme diffusione del comportamento aggressivo che, spesso, riceve legittimazione sociale. Il docente e il genitore si trovano a dover vogare controcorrente nel momento in cui si propongono di fornire alternative più efficaci della condotta aggressiva giudicata vincente.
Nel caso dell’incoerenza tra scuola e famiglia, quando non è praticabile una misura che ne contenga gli effetti, è indispensabile che almeno all’interno di uno dei contesti si persegua con fermezza una logica coerente; questo consentirebbe di presentare, insisto, in almeno uno dei contesti significativi, ad esempio quello scolastico, un proficuo sistema di stimoli coerente che potrebbe negli anni rappresentare il modello di riferimento vincente responsabile della formazione della personalità. Analizzando, invece, le conseguenze sul piano dello sviluppo affettivo di uno stile educativo incoerente, la principale è quella di provocare nel bambino un senso di insicurezza e una certa tensione emotiva, ingenerata dall’imprevedibilità comportamentale delle figure di riferimento. Sul piano della personalità si potrebbe profilare, negli anni, lo sviluppo di un carattere ansioso e insicuro, con una propensione all’aggressività come logica soluzione alla penosa sensazione di ansia e insicurezza.