22/01/2026
Sedentarietà e mal di schiena, al collo o alle spalle.
Primo, c'è una relazione. Secondo, lo yoga può aiutarci a contrastarla.
🪑 La parola “sedentarietà” deriva da “sedia”: un oggetto utilissimo, certo, ma che se abusato ci porta a perdere alcune facoltà fondamentali. Il corpo umano è progettato per muoversi, e nella sua naturale economia tende a dismettere ciò che non viene utilizzato.
Ecco perché in una vita trascorsa prevalentemente sulla sedia, una delle conseguenze più comuni è l'accorciamento della catena posteriore. Si contraggono e riducono la loro lunghezza tutti i tessuti che stanno “dietro” di noi: parte posteriore delle gambe, schiena, collo.
Il risultato? Meno mobilità, rigidità diffusa e, spesso, dolore. Riportare lunghezza e flessibilità a questi tessuti è fondamentale: non per arrivare a toccarsi i piedi (che non è un obiettivo in sé), ma per tornare a muoverci con funzionalità nella vita di ogni giorno. Allacciarsi le scarpe senza fatica è già un ottimo traguardo.
🧘🏽♀️ In questo, lo Yoga è un grande alleato.
Attraverso asana (posizioni) e scioglimenti mirati, aiuta a ridare spazio, mobilità e respiro anche ai corpi più rigidi. Alcune asana utili in questo percorso:
1. Uttanasana, la flessione in avanti in piedi: allunga dolcemente tutta la catena posteriore, invita al rilascio e al “lasciar andare”.
2. Adho Mukha Śvānāsana, il cane a testa in giù: decomprime la colonna, allunga gambe e schiena, riequilibra le tensioni.
3. Halasana (nelle sue diverse varianti): favorisce un allungamento profondo della schiena e della zona cervicale.
Non esiste uno stato di rigidità inaffrontabile.
A chi dice: “Non posso fare yoga perché non sono flessibile”, la risposta è sempre la stessa: lo yoga serve proprio a questo. Sono necessarie fiducia, costanza e pratiche adattate. Con il tempo, torneremo a raccogliere senza lamenti un oggetto da terra, e molto di più.
Ti aspetto in sala! 🙏
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