Studio di Psicologia e Psicoterapia - Dott.ssa Agata Chirico

Studio di Psicologia e Psicoterapia - Dott.ssa Agata Chirico La mia attività professionale si presta ad accogliere e dare risposta alle diverse manifestazioni del disagio psicologico.

Psicologa, Psicoterapeuta ad orientamento sistemico familiare e relazionale, iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Puglia, ricevo presso il mio studio privato in Via Cosimo De Luca 35, Massafra (Ta). Svolgo attività di diagnosi, consulenza e supporto psicologico, colloqui clinici individuali e familiari, terapia di coppia, psicoterapia. Specializzata in Disturbi del comportamento alimentare. Si riceve per appuntamento,

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28/11/2025
20/11/2025

Ormai siamo davanti a una vera emergenza sociale.
E nessuno ha più il diritto di far finta di niente.

Il numero di adolescenti e giovani adulti che manifestano personalità disturbate, aggressive, prive di empatia e totalmente disconnesse dalle conseguenze reali delle loro azioni è cresciuto in modo impressionante. Non parliamo di eccezioni.
Non parliamo di “mele marce”.
Parliamo di un fenomeno dilagante, che si infiltra in ogni ambiente: famiglie “perbene”, quartieri tranquilli, scuole con ottimi voti e ragazzi apparentemente “normali”.

È questo il punto più inquietante:
la maggior parte di questi soggetti non arriva da contesti degradati, non porta scritta in faccia la pericolosità.
Si nascondono sotto la superficie di una normalità costruita, ma dentro covano:
• impulsività estrema,
• assenza di freni inibitori,
• ricerca compulsiva di dominio,
• disprezzo per l’altro,
• vuoto emotivo profondo,
• piacere nel vedere paura, dolore, reazione.

E la cosa che fa più male, professionalmente e umanamente, è questa:
la maggior parte dei genitori non si accorge di nulla.
O, peggio ancora, non vuole accorgersene.

Perché riconoscere un figlio problematico, un figlio violento, un figlio manipolatore, significa accettare che qualcosa si è spezzato nel percorso educativo.
E questo, per molti, è semplicemente inaccettabile.

Così continuiamo a vedere madri e padri convinti che “mio figlio è un bravo ragazzo”, mentre quel bravo ragazzo:
• umilia,
• minaccia,
• controlla,
• aggredisce,
• segue la logica del branco,
• e considera la violenza una modalità perfettamente legittima per affermarsi.

La verità è che la mancata capacità di cogliere per tempo i segnali di personalità disturbate è uno dei mali più grandi del nostro tempo.
C’è una generazione cresciuta senza limiti, senza responsabilità, senza capacità di tollerare la frustrazione, convinta che l’altro sia una pedina, un bersaglio, una preda, un oggetto utile a riempire un vuoto che non si colma mai.

E quando questa struttura psicologica incontra il gruppo, l’adrenalina, la sfida, l’assenza di empatia…
la violenza esplode.
In strada, nelle scuole, nella movida, online.
Come se nulla avesse più peso.

Per questo non possiamo più permetterci il lusso di minimizzare.
Non possiamo più raccontarci la favola rassicurante dei “bravi ragazzi di famiglia normale”.
Questa realtà ci esplode in faccia ogni giorno, e ogni giorno ci ricorda che la prevenzione parte da uno sguardo adulto capace di vedere oltre la superficie.

Serve una presa di coscienza collettiva.
Serve competenza.
Serve coraggio.
Serve la volontà di guardare in faccia ciò che non vogliamo ammettere:
che molti ragazzi stanno sviluppando personalità profondamente disturbanti, e che se non li intercettiamo oggi, domani saranno adulti pericolosi, emotivamente corrosi, capaci di fare danni irreparabili.

E quando arriveremo a quel “troppo tardi”, non potremo dire che non avevamo visto i segnali.
Li vediamo ogni giorno.
È il coraggio di affrontarli che manca.

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15/03/2025

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🎄🎁⛄🎅🦌
24/12/2024

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23/09/2024

Obesità e anoressia sono estremi apparentemente opposti del comportamento alimentare.

Infatti è possibile che pazienti che soffrono di anoressia possano successivamente sviluppare obesità, e viceversa.

Circa il 42% circa dei pazienti con anoressia restrittiva sviluppa condotte di eliminazione e abbuffate nel corso del tempo, con il rischio di raggiungere livelli di obesità (Broomfield et al., 2021).

I fattori che favoriscono il passaggio da anoressia a obesità sono:
➖ diete restrittive
➖ perdita di peso significativa
➖problemi psicologici preesistenti

Viceversa, alcuni pazienti obesi possono sviluppare sintomi di anoressia in risposta a problemi psicologici, sociali e fisici (Matthews, A., et al., 2022; Wolter et al., 2009).

👉🏻 Leggi l’articolo integrale su State of Mind, segui il Link in bio!

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26/01/2024

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Grazie della fiducia riposta in me, in questo 2023. Ho imparato tanto da ognuno di voi, ogni vostro pezzo di storia, con...
29/12/2023

Grazie della fiducia riposta in me, in questo 2023.
Ho imparato tanto da ognuno di voi, ogni vostro pezzo di storia, condiviso nella stanza di terapia, ha cambiato qualcosa dentro di voi, ma soprattutto dentro me.
Con l'affettuoso augurio per un nuovo anno, sereno, ma ricco di obiettivi, propositi e desideri, sono pronta a scrivere con voi nuove pagine di vita.
Sinceri auguri a tutti voi ❤

𝙇𝙖 𝙜𝙖𝙨𝙩𝙧𝙞𝙩𝙚 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙨𝙤𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖. 𝙄𝙡 𝙙𝙤𝙡𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙜𝙚𝙧𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞Nel 1500, il medico naturalista e filosofo Paracelso par...
28/08/2023

𝙇𝙖 𝙜𝙖𝙨𝙩𝙧𝙞𝙩𝙚 𝙥𝙨𝙞𝙘𝙤𝙨𝙤𝙢𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖. 𝙄𝙡 𝙙𝙤𝙡𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙞𝙣𝙙𝙞𝙜𝙚𝙧𝙞𝙗𝙞𝙡𝙞

Nel 1500, il medico naturalista e filosofo Paracelso paragonò lo stomaco ad un laboratorio alchemico, ossia un forno che permette di elaborare e trasformare gli elementi grezzi in sostanze nutritive ed essenziali per l’organismo fisico e dell’anima, attraverso un fuoco interiore. Lo psicoanalista Wilfred Bion, a distanza di secoli, paragonò l’apparato digerente a quello psichico, evidenziando un processo comune ai due meccanismi: l’introiettare dall’ambiente esterno un’esperienza grezza per poi elaborarla e trasformarla in elementi digeribili, emotivi, perlopiù funzionali all’organismo psicosomatico. D’altronde, nei primi anni di vita, il neonato inizierà a relazionarsi con la realtà attraverso l’esperienza del nutrimento, caricando di forti cariche emotive il cibo introiettato (si rimanda agli articoli: Obesità – L’imbottitura dell’anima e Anoressia – Tra narcisismo e conflitti interiori), ed associando la 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 di 𝙛𝙖𝙢𝙚 a forti sentimenti di angoscia di morte e destrutturazione, il 𝙢𝙤𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 del 𝙣𝙪𝙩𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 a un forte appagamento dei suoi desideri di vita e il sentiment𝙤 di 𝙎𝙖𝙯𝙞𝙚𝙩𝙖̀ ad un momento di sicurezza.

Crescendo, continuerà ad ingerire cibo che si caricherà di significati legati all’atmosfera in cui verrà consumato: per questo, il cibo cucinato della propria madre (laddove con quest’ultima si avesse un buon rapporto) sarà sempre il più buono, un alimento proveniente dal nostro paese d’origine sarà carico di nostalgia, ed il cenone di Natale sarà leggero o indigeribile a seconda delle dinamiche familiari. Inoltre, la tradizione popolare, di origine meridionale, di ricevere cibo da amici e parenti nei giorni seguenti il funerale di un proprio caro, ha lo scopo di ricostruire attraverso il nutrimento una sicurezza persa.

Anche nei rituali, il cibo si connota di forti significati emotivi: il pane ed il vino divengono sacri, mentre il digiuno diviene uno strumento per liberarci di tutte le cariche emotive terrene per avvicinarci ad un’emotività divina.

In quest’ottica, la gastrite rappresenta, dunque, una difficoltà nel digerire la carica emotiva associata al cibo e l’impossibilità di ribellarsi. Rappresenta un sentimento di contrarietà e rabbia che non può essere espresso, in quanto si ha timore di distruggere il rapporto verso l’altro, preferendo dunque trattenere dentro di sé tali sentimenti, andando a “sporcare” la carica emotiva del cibo ingerito. Tale disturbo, se psicosomatico, è strettamente correlato con l’autostima del soggetto, poiché nell’individuo gastrico c’è una tendenza alla fuga e all’evitamento del problema, piuttosto che nell’affrontare e cercare di risolvere il problema con l’altro, vi è un’incapacità di trasformazione di elementi grezzi (un torto subito, sentimenti di rabbia, un disappunto) in elementi più digeribili ed accettabili (chiarimenti o anche litigi). Il soggetto gastrico preferisce, dunque, tenere tutto “dentro di sé”, più precisamente nella propria pancia, e questa rabbia inespressa porta l’acido gastrico ad aggredire la parete gastrica: non riuscendo ad “aggredire” l’altro, l’individuo indirizza tale aggressività verso un obiettivo diverso, il proprio corpo-stomaco ed il cibo ingerito.

I sintomi correlati alla gastrite possono essere facilmente interpretati secondo quanto emerso:

la nausea ed il vomito sono il tentativo di liberarsi di queste emozioni dolorose e inaccettabili. Se la funzione digerente è associata alla capacità di elaborare le proprie emozioni e pensieri emotivi, allora cercare di evacuare un’esperienza emotiva senza prima elaborarla, non permetterà al soggetto di ricevere quegli elementi emotivi digeriti che gli forniranno anche gli strumenti per affrontarla la prossima volta;
il gonfiore permette di riempire lo stomaco di qualcosa di inesistente, aria, nel tentativo di colmare una carenza emotiva e di autostima;
L’acidità rappresenta l’aggressività e la rabbia mai espressa, il dover ingoiare troppi “bocconi amari”, associati ad una mancanza di autostima e sicurezza di sé e del rapporto con gli altri tali da impedire uno sfogo esterno. Il timore di perdere il legame con l’altro, talvolta, è così forte, che impedisce al soggetto di esprimere la propria rabbia o sentimenti di ribellione, rimanendo in una situazione di dipendenza passiva ambivalente.
L’Esofagite da reflusso, ossia un bruciore retrosternale che può salire verso la gola e la cavità orale, può simboleggiare la paura di affrontare qualcosa di nuovo, preferendo tornare sui propri passi, proprio quando si è spinti da una carica aggressiva verso la distruzione del vecchio verso il nuovo. Si manifesta in soggetti dubbiosi e incerti che quando hanno ormai raggiunto il limite di sopportazione, cedono a improvvisi scatti d’ira o si rifugiano in patologie autoaggressive e autopunitive verso anche un senso di colpa non espresso.

Tutte le patologie che interessano lo stomaco manifestano, dunque, un difficile rapporto con la digestione della vita che si sta vivendo , delle relazioni e delle esperienze con l’altro. La difficoltà principale è iniziare a “mangiare da soli, con le proprie forze”,ossia, raggiungere un’autonomia che permetta di strutturare dei legami con l’altro senza il timore di distruggerli attraverso “attacchi violenti” e successivi sensi di colpa. D’altronde, per costituire una relazione sana, con amici, partner o parenti, è importante che entrambe le parti possano essere riconosciute nella loro pienezza e che non debbano mai omettere parti di sé per il benessere dell’altro, poiché il risultato sarebbe un Mister Hyde che cerca di fuoriuscire dal nostro stomaco, mentre il dottor Jekyll lo reprime costantemente.

Per approfondimenti:

R. Morelli, P. Fornari, V. Caprioglio, D. Marafante, P. Parietti; Dizionario di Psicosomatica; Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, 2007, Milano

F. Agresta, 2010, Il linguaggio del corpo in psicoterapia. Glossario di psicosomatica, Alpes, 2010, Roma

30/06/2023

Educare vuol dire togliere.

Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia.
Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in questa scatola magica, non ti serve a niente no? Se sei stato servito e riverito come un piccolo lord rimbecillito su un divano, ti hanno svegliato alle 7 meno un quarto la mattina, ti hanno portato a scuola, ti hanno riportato a casa, ti hanno fatto vedere immancabilmente Maria De Filippi perché non è possibile perdersi una puntata di Uomini e Donne, perché sapete che è un’accusa pedagogicamente brillantissima.
Ma una cosa di buon senso, il coraggio di dire di no? Vedete io me lo ricordo, tanti anni dopo, l’1 in matematica e non mi ricordo le centinaia di volte che mi hanno dato 6, perché il 6 non dice niente, è scialbo, è mediocre. Me lo disse mio padre quando tornai a casa. “Papà ho preso 1 in matematica”.
Pensai che avrebbe scatenato gli inferi, non sapevo cosa sarebbe successo a casa mia. Lui invece mi disse: “fantastico, 4 lo prendono in tanti, invece 1 non l’avevo mai sentito. E quindi hai un talento figliolo”. E poi passava dall’ironia ad essere serio: “Cerca di recuperare entro giugno se no sarà una gran br**ta estate”. Fine. Non ne abbiamo più parlato. Perché lui credeva in me. E quando credi in un ragazzo non lo devi aiutare, se è bravo ce la fa. Perché lo dobbiamo aiutare? Io aiuto una signora di 94 anni ad attraversare la strada, ci mancherebbe altro. Perché devo aiutare uno di 18? Al massimo gli posso dire: “Sei connesso? Ecco, questa è la strada , tanti auguri per la tua vita”. Si raccomandano le persone in difficoltà, non un figlio. Perché devi raccomandare un figlio? Perché non ce la fa? Che messaggio diamo? Siccome tu non ce la fai, ci pensa papà. Tante volte ho sentito dire da un genitore: io devo sistemare mio figlio. “Sistemare”. Come un vaso cinese. Dove lo sistemi? Dentro la vetrinetta, sopra l’armadio? Hai messo al mondo un oggetto o hai messo al mondo un’anima? Se hai messo al mondo un’anima non la devi sistemare, l’anima va dove sa andare.
Educare non ha nulla a che fare con la democrazia, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. In uno stagno gli anatroccoli stanno dietro all’anatra. Avete mai visto un’anatra con tutti gli anatroccoli davanti? È impossibile, è contro natura. Perché le anatre sono intelligenti, noi meno.
Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che spera che devi restare a casa fino a sessant’anni, così diventi una specie di badante gratis. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare.

[Paolo Crepet]

01/06/2023

Educhiamo i nostri figli all'Amore, ma non ad elemosinarlo o rincorrerlo. L'amore pretende RISPETTO. Reciprocità, Non possesso.

Ma soprattutto Educhiamoli alla frustrazione, ai NO. Educhiamoli ai confini, ai limiti e non a costruirsi un Ego ipertrofico.

Non aggiungo nulla sulla vicenda di oggi..
Ma è tempo di riflettere, tutti.

Riposa in pace Giulia.

"Chissà quando è più forte, l’amore per una madre. Forse da piccoli, quando la vediamo perfetta. O da adolescenti, quand...
14/05/2023

"Chissà quando è più forte, l’amore per una madre.
Forse da piccoli, quando la vediamo perfetta.
O da adolescenti, quando la vediamo tutta sbagliata.
O da grandi, quando la vediamo finalmente umana.
Oppure quando non c’é più e scopriamo sulla pelle che, anche in modo impacciato, ridondante o silente, era la sola persona disposta a cederci tutto".

Auguri Mamme! ❤

Indirizzo

Via Cosimo De Luca 35
Massafra
74016

Orario di apertura

Martedì 18:00 - 21:30
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 15:00 - 21:00

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