21/01/2026
(Vita da impresario...)
Ricordo quell'uomo anziano, p***e la moglie dopo cinquant’anni di matrimonio.
Era un uomo gentile, ordinato, troppo composto.
Prima del funerale notai che teneva sempre in tasca un foglio piegato. Non lo leggeva ma lo toccava soltanto.
Con la dovuta delicatezza gli chiesi:
“Vuole metterlo nella bara?”
L’uomo non rispose ma scoppiò a piangere.
Era una lettera che non aveva mai avuto il coraggio di dare a sua moglie.
Allora gli proposi una cosa semplice:
“Se vuole, posso leggerla io. Qui. Solo per lei.”
Dopo un attimo di esitazione, a bassa voce, mi disse di si. Feci uscire tutti dalla stanza e rimanemmo soltanto io e quell'uomo.
La lessi tutta...tranne la frase finale: "Ti amerò per sempre".
Dissi a quell'uomo: "forse e giusto che legga lei queste ultime parole così importanti".
Si fece forza e riuscì a farlo...poi, ringraziandomi, mi disse: “Adesso posso lasciarla andare.”