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Conosci la tecnica di estrazione meccanica con lima di Hedström? 🤔In caso di rottura dell’apice radicolare in corso di e...
20/02/2026

Conosci la tecnica di estrazione meccanica con lima di Hedström? 🤔

In caso di rottura dell’apice radicolare in corso di estrazione dentaria si può ricorrere a questa tecnica, in particolare è molto utile in alternativa a interventi chirurgici più invasivi come l’osteotomia o l’accesso transalveolare, specialmente se il frammento è visibile e il canale radicolare residuo risulta essere accessibile.

✳️ Come funziona:
🔸 si seleziona una lima Hedström di dimensione adeguata;
🔸 la lima viene avvitata manualmente all’interno del canale del frammento radicolare;
🔸 Grazie alla geometria tagliente e all’azione “a vite” delle lime Hedström, il frammento può essere trazionato e rimosso delicatamente dal suo alloggiamento osseo.

✳️ Passaggi operativi
1. Valutazione clinico-radiografica;
2. Verifica dimensioni, profondità e accessibilità del frammento;
3. Valuta la curvatura residua del canale radicolare;
4. Campo asciutto e ben visibile. Uso di aspiratori chirurgici e buona illuminazione;
5. Selezione della lima di Hedström: scegli una lima di diametro coerente con il canale del frammento. Deve potersi “incastrare” e avvitare con una leggera pressione;
6. Inserimento e avvitamento;
7. Introduci la lima nel canale del frammento con rotazione oraria lenta e costante;
8. Una volta che senti resistenza stabile, continua per 1-2 giri ulteriori per ancorare la lima;
9. Rimozione del frammento;
10. Esegui un movimento di trazione rettilinea e continua;
11. Se il frammento si muove, estrailo lentamente mantenendo l’asse del canale;
12. Controllo post-estrazione;
13. Verifica visivamente e con RX la rimozione completa del frammento;
14. Irriga abbondantemente l’alveolo con soluzione fisiologica o clorexidina;
15. Gestione della ferita: valuta la necessità di courettage, punti di sutura o medicazioni.

⚠️ Note operative: on forzare mai la lima se non si avvita correttamente: rischio di frattura o spinta del frammento.

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16/02/2026

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10/02/2026

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✳️ Frattura radicolare verticale (VRF): come riconoscerla e come gestirla.La VRF è una delle diagnosi più insidiose in o...
29/01/2026

✳️ Frattura radicolare verticale (VRF): come riconoscerla e come gestirla.

La VRF è una delle diagnosi più insidiose in odontoiatria: spesso tardiva, spesso confusa con un fallimento endodontico.

🔍 ASPETTI DIAGNOSTICI – I RED FLAGS
- Dolore alla masticazione / alla percussione
- Sondaggio parodontale profondo e localizzato
- Fistola persistente su dente endodonticamente trattato
- Lesione ossea verticale o alla RX
👉 I segni sono aspecifici: nessuno da solo è diagnostico.

📸 IMAGING
✔️ RX endorale > spesso non diagnostica
✔️ CBCT > aumenta la sensibilità, ma: lefratture sottili possono non essere visibili e perni e materiali radiopachi creano artefatti
➡️ La diagnosi è clinico-radiologica, non solo radiologica.

🧠 DIAGNOSI DIFFERENZIALE
🔸 fallimento endodontico
🔸 lesione endo-parodontale
🔸 parodontite localizzata
👉 Attenzione a “ritrattare” un dente che in realtà è fratturato.

🛠️ APPROCCI TERAPEUTICI (evidence-based)

🔴 DENTE MONORADICOLATO
➡️ Estrazione = opzione più predicibile
(prognosi sfavorevole se la frattura comunica con il solco).

🟠 DENTE PLURIRADICOLATO
➡️ Possibile amputazione / emisezione della radice fratturatasolo se: la frattura è limitata e c'è un buon supporto parodontale residuo.

🟡 APPROCCI CONSERVATIVI SPERIMENTALI
🔸 reimpianto intenzionale
🔸 adesione dei frammenti
➡️ case report, prognosi incerta > non standardizzati.

⚠️ PROGNOSI
Generalmente sfavorevole. Peggiora se:
🔸frattura completa
🔸infezione cronica
🔸perdita ossea verticale marcata
➡️ Migliore solo in casi selezionati (pluriradicolati, frattura limitata).

TAKE - HOME MESSAGE
👉 La VRF è una diagnosi clinica complessa, non un’immagine CBCT
👉 Ritardare la diagnosi = peggiorare la prognosi
👉 Non tutti i denti vanno “salvati”: biologia > accanimento

➡️ Migliora la tua capacità diagnostica nei casi complessi: approfondisci la gestione della VRF nel corso di Chirurgia Orale: dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata, e rendi le tue decisioni cliniche più consapevoli.

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🦷 Mesiodens (11-21): cosa dice la letteratura?Il mesiodens è l’elemento sovrannumerario più frequente, localizzato tra g...
24/01/2026

🦷 Mesiodens (11-21): cosa dice la letteratura?

Il mesiodens è l’elemento sovrannumerario più frequente, localizzato tra gli incisivi centrali superiori.

📊 Epidemiologia
🔹 Prevalenza: 0,1–2%
🔹 Più frequente nel maschio (≈ 2:1)
🔹 Spesso incluso e asintomatico
🔹 Eziologia multifattoriale (iperattività lamina dentale, genetica)

🔍 Perché è clinicamente rilevante?
Perché anche se asintomatico può causare:
🔹 ritardo o mancata eruzione di 11–21
🔹 rotazioni, inclinazioni, diastemi
🔹 malocclusioni complesse
🔹 riassorbimento radicolare degli incisivi
🔹 formazione di cisti dentigera
👉 Molte complicanze compaiono nel tempo, non subito.

🛠️ APPROCCIO TERAPEUTICO (evidence-based)

📌 Diagnosi precoce
RX periapicale / occlusale / OPT
➡️ CBCT se posizione incerta o vicinanza alle radici

📌 Trattamento di scelta
✔️ Rimozione chirurgica precoce in dentizione mista
➡️ favorisce l’eruzione spontanea degli incisivi (fino al 70–75%)

📌 Approccio combinato
Se l’incisivo non erompe dopo 6–12 mesi:
➡️ esposizione chirurgica + trazione ortodontica

👁️ Osservazione con follow-up radiografico solo se asintomatico, non interferente e in dentizione permanente stabile.

⚠️ COSA SUCCEDE SE NON LO TRATTI?
❌ Aumento della complessità ortodontica
❌ Peggioramento estetico
❌ Rischio di lesioni cistiche
❌ Riassorbimenti radicolari irreversibili
👉 Il “wait and see” non è sempre neutro.

💡 Take-home message
Il mesiodens non è un reperto radiografico banale:
👉 diagnosi precoce = trattamento più semplice
👉 trattamento tardivo = problemi complessi

➡️ Dalla diagnosi precoce alla chirurgia guidata: iscriviti al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e rendi le tue scelte cliniche più prevedibili.

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✳️ Crepe coronali, bruxismo e approccio conservativo: quando il paziente ha poche risorse.🔍 Diagnosi prima di tutto Crac...
20/01/2026

✳️ Crepe coronali, bruxismo e approccio conservativo: quando il paziente ha poche risorse.

🔍 Diagnosi prima di tutto
Cracked Tooth Syndrome ≠ frattura verticale.
Valuta: vitalità pulpare, estensione della crack (transilluminazione, test masticatorio), sintomi.

🔧 Prima linea: trattamento conservativo
Se la polpa è vitale o con pulpiti reversibili:
🔸 Splinting (temporaneo o interno) → riduce la propagazione della crepa
🔸 Restauro adesivo diretto in composito → effetto di “splintaggio interno”
Evidenza: buona sopravvivenza nel medio termine senza endodonzia

💸 Perché funziona anche nei low-budget
- Conserva struttura dentale
- Riduce costi e invasività
- Permette monitoraggio nel tempo
- Riparare > sostituire (migliore prognosi biologica)

❌ Quando non basta:
🔸 sintomi sono persistenti
🔸 crepa estesa in dentina profonda
🔸 carico occlusale elevato non controllabile
➡️ Copertura cuspidale (intarsio o corona) = gold standard prognostico

🦷 Bruxismo
🔺 Aumenta il rischio di fallimento
✅ Non controindica restauri diretti o indiretti se:
- disegno corretto
- controllo occlusale
- bite notturno come protezione

👉 Nei denti con crepe coronali non sempre “devitalizzare e incapsulare” è la prima scelta.

✳️ Un approccio adesivo, ben indicato e controllato, può essere clinicamente efficace e biologicamente più corretto.

➡️ Dalla diagnosi alla gestione clinica delle crepe coronali: approfondisci questi temi nel corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e migliora il tuo approccio conservativo.

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✳️ SOCKET SHIELD: quanto accorciare lo shield e quanto deve essere spesso?La Socket Shield Technique non fallisce per il...
15/01/2026

✳️ SOCKET SHIELD: quanto accorciare lo shield e quanto deve essere spesso?

La Socket Shield Technique non fallisce per il concetto, ma per errori dimensionali dello shield. Due parametri sono critici e spesso sottovalutati:
🔹 altezza (profondità) dello shield
🔹spessore residuo
Vediamo cosa dice la letteratura.

🔍 ALTEZZA DELLO SHIELD (rispetto al margine gengivale)
Le evidenze cliniche e sperimentali concordano su alcuni punti chiave: lo shield NON deve arrivare al margine gengivale;
✔️ Lo shield va accorciato fino al livello della cresta ossea o leggermente sotto
✔️ In termini clinici: circa 3–4 mm apicale al margine gengivale libero
✔️ Uno shield troppo coronale aumenta il rischio di:esposizione mucosa, infiammazione cronica e necessità di rifiniture o rimozione secondaria;
💡 Messaggio chiave: uno shield corto protegge meglio la cresta di uno shield lungo.

🦷 SPESSORE IDEALE DELLO SHIELD
Qui la letteratura è sorprendentemente coerente:
✔️ Spessore minimo accettabile: ~1 mm
✔️ Spessore ideale: 1–2 mm
✔️ Molti autori indicano ≥1,5 mm come valore ottimale
Perchè?
🔹 sotto 1 mm ↑ rischio di frattura e riassorbimento
🔹 sopra 2 mm ↑ difficoltà chirurgica e rischio di interferenza con la fixture
👉 Lo shield deve essere biologicamente stabile ma non ingombrante.

📌 RICAPITOLANDO - VALORI PRATICI
✳️ Altezza dello shield:
- a livello crestale o leggermente sotto
- ≈ 3–4 mm apicale al margine gengivale
✳️ Spessore dello shield:
- ideale 1–2 mm
- preferibile ≥1,5 mm
✳️ Distanza impianto–shield:
- 1–2 mm, senza contatto diretto

⚠️ PERCHÉ QUESTO È CRITICO?
Le principali complicanze della SST (esposizione dello shield, infiammazione, fallimento estetico) sono correlate a shield troppo lunghi o troppo sottili.
Non è una tecnica “artistica”: è geometria biologica.

➡️ Non improvvisare misure e spessori. Porta la Socket Shield nella chirurgia reale con il corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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✳️ Socket Shield: a che distanza va posizionato l’impianto?Socket Shield Technique (SST): funziona solo se rispetti la b...
09/01/2026

✳️ Socket Shield: a che distanza va posizionato l’impianto?

Socket Shield Technique (SST): funziona solo se rispetti la biomeccanica.

Il punto che tutti sbagliano? 👉 La distanza tra impianto e frammento radicolare (shield).

🔍 Cosa dice la letteratura
Le evidenze cliniche + studi sperimentali (Hürzeler 2010; Gluckman 2018) concordano:
👉 La fixture deve essere posizionata palatalmente allo shield
👉 Gap ideale: ~1 mm
👉 Range sicuro: 1–2 mm
Perché?
🔹 Gap ≤2 mm → tendenza naturale a rigenerazione ossea (come nel “jumping gap” degli impianti immediati).
🔹 Gap >2 mm → rischio maggiore di riempimento con tessuto molle → si consiglia graft.

🦷 Regola pratica da seguire in chirurgia
🔹 Posiziona l’impianto decisamente palatale, evitando qualsiasi contatto con lo shield.
🔹 Mantieni un gap implant–shield di 1–2 mm: è il punto ottimale per favorire neoformazione ossea e stabilità a lungo termine.
🔹 Se il gap è >2 mm, valuta innesto (Autologo/xenoinnesto) per evitare la contrazione del buccal bone e il collasso dei tessuti molli.
🔹 Smussa il bordo coronale dello shield per ridurre esposizioni.
🔹CBCT pre-op per determinare spazio, spessore buccale e traiettoria sicura dell’osteotomia.

🔧 In sintesi (per non sbagliare):
IDEALE → ~1 mm
ACCETTABILE → 1–2 mm
>2 mm → graft indicato

👉🏻 Porta la Socket Shield dalla teoria alla chirurgia reale, iscriviti al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e perfeziona la tua pratica clinica.

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✳️ Se lo shield “sporge” dal profilo gengivale cosa fare👉 Complicanza non rara dopo Socket Shield: il frammento buccale ...
07/01/2026

✳️ Se lo shield “sporge” dal profilo gengivale cosa fare

👉 Complicanza non rara dopo Socket Shield: il frammento buccale può esporsi coronalmente rispetto al profilo gengivale.
La gestione corretta può fare la differenza tra un esito estetico ottimale e un problema cronico.

🦷 PERCHÉ ACCADE?
L’esposizione può derivare da:
🔸 posizionamento coronale errato dello shield
🔸 pressione protesica o trauma
🔸 scarsa igiene locale
È una complicanza trattabile, ma va gestita subito. La letteratura clinica attuale (PubMed) ci dà linee operative concrete.

🧠 ALGORITMO CLINICO - COSA FARE
1️⃣ Esposizione minima, senza infiammazione
✔️ Rifinisci il profilo coronale con fresa diamantata sotto irrigazione
✔️ Livella il profilo gengivale senza creare lembi ampi
✔️ Istruzioni di igiene + collutorio antisettico
Obiettivo: mantenere volume e mucosa vestibolare.
Minimamente invasivo = risultato estetico migliore.

2️⃣ Se c’è infiammazione o secrezione
✔️ Terapia topica antisettica
✔️ Antibiotico solo se indicato clinicamente
✔️ Controllo ravvicinato
Se persiste → andare a passo 3.

3️⃣ Esposizione ampia o difetto estetico
👉 Considera un innesto di tessuto connettivo (CTG)
🔸 aumenta la copertura
🔸 riduce recessioni successive
🔸 migliora il profilo gengivale
Approccio consigliato: flapless o piccolo lembo per preservare volume.

4️⃣ Se c’è infezione profonda o mobilità dello shield
❗È indicata la rimozione controllata dello shield
🔸 debridement del difetto
🔸 eventuale bone graft / membrana
🔸rivalutazione dell’impianto
Non improvvisare: piani chirurgici definiti e minimamente traumatici.

📌 KEY POINTS
✔️ Non tutti gli shield esposti richiedono rimozione
✔️ Minimizza l'ampiezza dei lembi → preserva tessuto vestibolare
✔️ Rifinitura coronale spesso risolve il problema
✔️ CTG nei casi estetici o esposizioni ampie
✔️ Rimozione solo se infiammazione profonda o mobilità

👉🏻 Vuoi approfondire le tue conoscenze sullo shield? Puoi farlo durante il nostro corso teorico - pratico di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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✳️ Osteonecrosi dei mascellari & impianti: cosa sappiamo e come ridurre il rischioLe osteonecrosi dei mascellari correla...
02/01/2026

✳️ Osteonecrosi dei mascellari & impianti: cosa sappiamo e come ridurre il rischio

Le osteonecrosi dei mascellari correlate a farmaci (MRONJ) e quelle post-radioterapia (ORN) sono condizioni rare ma potenzialmente invalidanti. In implantologia è fondamentale riconoscere i fattori di rischio e pianificare con attenzione

1️⃣ Impianti pre-esistenti: sono un rischio?
Gli impianti non sono di per sé causa di MRONJ, ma possono diventare un sito di innesco in presenza di peri-implantite cronica, traumi protesici o ripetute manipolazioni chirurgiche. La letteratura, seppur eterogenea, identifica la peri-implantite come importante fattore precipitante.

2️⃣ Nuovi impianti in pazienti a rischio

Nei pazienti in terapia antiresorptiva ad alta dose (oncologica, EV) o in terapia combinata antiangiogenica/antiresorptiva, il rischio di MRONJ è aumentato. Nei pazienti in terapia a basso dosaggio per osteoporosi i dati sono meno netti e la decisione deve essere sempre personalizzata.

3️⃣ Valutazione del rischio: workflow pratico
🔸 Anamnesi farmacologica completa
🔸 Confronto con medico curante/oncologo
🔸 Valutazione clinica dei tessuti + imaging mirato (rx endorali ± CBCT)

4️⃣ Come ridurre le complicanze
PRIMA > eliminare foci infettivi, ottimizzare igiene, consenso informato dedicato.
DURANTE > chirurgia minimamente invasiva e tecniche atraumatiche.
DOPO > follow-up ravvicinato e trattamento precoce della peri-implantite.
La prevenzione resta l’arma più efficace.

5️⃣ MRONJ peri-implantare: come intervenire
Approccio iniziale conservativo (antibiotici, antisepsi, rimozione dei fattori irritativi, debridement limitato). La chirurgia più estesa è riservata ai casi avanzati o refrattari, in ambito multidisciplinare.

🔎 Take-home message
🔸 Non tutti i portatori di impianti svilupperanno MRONJ, ma peri-implantite e impianti possono essere trigger.
🔸 Valutazione farmacologica, imaging appropriato e collaborazione medico-odontoiatrica riducono il rischio.

👉 Vuoi approfondire la gestione chirurgica dei pazienti complessi e ridurre il rischio di complicanze? Iscriviti al nostro corso teorico-pratico di Chirurgia Orale: dalla dissezione anatomica alla GBR avanzata.

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🔍 Cos’è la concrescenza?Anomalia rara (0,1–1%) in cui due denti sono uniti solo dal cemento radicolare, senza fusione de...
29/12/2025

🔍 Cos’è la concrescenza?
Anomalia rara (0,1–1%) in cui due denti sono uniti solo dal cemento radicolare, senza fusione dentinale.
Spesso coinvolge secondo e terzo molare superiore e può passare inosservata fino all’estrazione.

✳️ Perché cambia la chirurgia?
Non si estraggono due denti separati, ma un unico blocco radicolare irregolare.
Questo aumenta il rischio di fratture, dislocazione nel seno mascellare e trauma operatorio se non pianificata.

🛠️ COME APPROCCIARE CHIRURGICAMENTE UNA CONCRESCENZA (protocollo pratico)

1️⃣ Diagnosi pre-operatoria accurata
RX endorali con diverse angolazioni; CBCT nei casi dubbi, soprattutto nei settori posteriori superiori. Valutare morfologia radicolare, grado di fusione cementizia e rapporto con il seno mascellare.

2️⃣ Lembo chirurgico
Privilegiare la visibilità rispetto all’estetica. Preferire lembi ampi (a bolla o triangolari) per un accesso completo alle superfici radicolari.

3️⃣ Ostectomia preliminare
Rimuovere osso vestibolare e distale quanto necessario per liberare la massa radicolare ed evitare lussazioni forzate, mantenendo continuità della parete vestibolare nei superiori.

4️⃣ Mobilizzazione controllata
Evitare le leve tradizionali aggressive. Utilizzare elevatori delicati e movimenti progressivi e circonferenziali per ridurre il rischio di frattura o dislocazione.

5️⃣ Valutazione dello splitting radicolare
Indicata solo nelle concrescenze pure, quando non è presente interconnessione dentinale e solo se riduce il rischio chirurgico.

6️⃣ Gestione del seno mascellare
Nei superiori privilegiare movimenti vestibolari. In caso di mobilità improvvisa, sospendere la manovra e gestire il possibile coinvolgimento del seno con tecniche appropriate.

7️⃣ Curettage e chiusura del sito
Curettage delicato, irrigazione abbondante e chiusura ermetica del lembo con monofilamento quando necessario.

🧠 Conclusione clinica La concrescenza non è un problema se viene diagnosticata prima. Radiologia, pianificazione e chirurgia controllata sono la chiave: non forza, ma metodo.

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Rilascio dei lembi linguali: la fase che decide il successo delle GBR verticali 👅Il rilascio linguale adeguato non è un ...
08/12/2025

Rilascio dei lembi linguali: la fase che decide il successo delle GBR verticali 👅

Il rilascio linguale adeguato non è un dettaglio: è spesso la differenza tra una GBR verticale di successo e un fallimento.

Se i lembi non vengono adeguatamente mobilizzati e chiusi senza tensione, aumentano il rischio di deiscenza, esposizione della membrana, infezione e perdita della rigenerazione ossea.

📌 Cosa evidenzia la letteratura
🔸 La deiscenza dei tessuti molli compromette il guadagno osseo verticale e la predicibilità della GBR.
🔸 La tecnica di rilascio — compreso il rilascio subperiosteo/ del miloiodeo quando necessario — riduce la tensione primaria e le complicanze. Studi anatomici mostrano come diverse tecniche influenzino avanzamento, vascolarizzazione e rischio di apertura del lembo.
🔸 Le revisioni cliniche confermano che micromovimenti, tensione residua e gestione inadeguata dei tessuti molli sono tra i principali fattori tecnici associati agli insuccessi della GBR verticale.

⚠️ Perché imparare il rilascio linguale prima di operare
🔸 Una chiusura sotto tensione riduce le percentuali di successo e aumenta esposizioni, infezioni e perdita del graft.
🔸 Il rilascio linguale richiede sensibilità, precisione e conoscenza anatomica: eseguirlo “alla cieca” aumenta il rischio di ematomi, parestesie o necrosi del lembo.

🦴 Perché esercitarsi su un preparato anatomico fresco fa la differenza
🔸Solo sul tessuto reale puoi valutare tridimensionalmente spessore, mobilità del lembo, piani muscolari e vascolarizzazione.
🔸 Puoi provare diverse tecniche di rilascio (sottoperiosteo, incisioni di scarico, scollamento in aree critiche), riconoscere la tensione residua e testare la chiusura senza mettere a rischio un paziente.
🔸 Il risultato? Meno deiscenze, maggiore stabilità del rigenerato e più sicurezza clinica.

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Indirizzo

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Merate
23807

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