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Grow Your Mind Corsi di formazione odontoiatrica con metodica learn and try. Fondata da odontoiatri per odontoiatri.

✳️ Frattura radicolare verticale (VRF): come riconoscerla e come gestirla.La VRF è una delle diagnosi più insidiose in o...
29/01/2026

✳️ Frattura radicolare verticale (VRF): come riconoscerla e come gestirla.

La VRF è una delle diagnosi più insidiose in odontoiatria: spesso tardiva, spesso confusa con un fallimento endodontico.

🔍 ASPETTI DIAGNOSTICI – I RED FLAGS
- Dolore alla masticazione / alla percussione
- Sondaggio parodontale profondo e localizzato
- Fistola persistente su dente endodonticamente trattato
- Lesione ossea verticale o alla RX
👉 I segni sono aspecifici: nessuno da solo è diagnostico.

📸 IMAGING
✔️ RX endorale > spesso non diagnostica
✔️ CBCT > aumenta la sensibilità, ma: lefratture sottili possono non essere visibili e perni e materiali radiopachi creano artefatti
➡️ La diagnosi è clinico-radiologica, non solo radiologica.

🧠 DIAGNOSI DIFFERENZIALE
🔸 fallimento endodontico
🔸 lesione endo-parodontale
🔸 parodontite localizzata
👉 Attenzione a “ritrattare” un dente che in realtà è fratturato.

🛠️ APPROCCI TERAPEUTICI (evidence-based)

🔴 DENTE MONORADICOLATO
➡️ Estrazione = opzione più predicibile
(prognosi sfavorevole se la frattura comunica con il solco).

🟠 DENTE PLURIRADICOLATO
➡️ Possibile amputazione / emisezione della radice fratturatasolo se: la frattura è limitata e c'è un buon supporto parodontale residuo.

🟡 APPROCCI CONSERVATIVI SPERIMENTALI
🔸 reimpianto intenzionale
🔸 adesione dei frammenti
➡️ case report, prognosi incerta > non standardizzati.

⚠️ PROGNOSI
Generalmente sfavorevole. Peggiora se:
🔸frattura completa
🔸infezione cronica
🔸perdita ossea verticale marcata
➡️ Migliore solo in casi selezionati (pluriradicolati, frattura limitata).

TAKE - HOME MESSAGE
👉 La VRF è una diagnosi clinica complessa, non un’immagine CBCT
👉 Ritardare la diagnosi = peggiorare la prognosi
👉 Non tutti i denti vanno “salvati”: biologia > accanimento

➡️ Migliora la tua capacità diagnostica nei casi complessi: approfondisci la gestione della VRF nel corso di Chirurgia Orale: dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata, e rendi le tue decisioni cliniche più consapevoli.

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🦷 Mesiodens (11-21): cosa dice la letteratura?Il mesiodens è l’elemento sovrannumerario più frequente, localizzato tra g...
24/01/2026

🦷 Mesiodens (11-21): cosa dice la letteratura?

Il mesiodens è l’elemento sovrannumerario più frequente, localizzato tra gli incisivi centrali superiori.

📊 Epidemiologia
🔹 Prevalenza: 0,1–2%
🔹 Più frequente nel maschio (≈ 2:1)
🔹 Spesso incluso e asintomatico
🔹 Eziologia multifattoriale (iperattività lamina dentale, genetica)

🔍 Perché è clinicamente rilevante?
Perché anche se asintomatico può causare:
🔹 ritardo o mancata eruzione di 11–21
🔹 rotazioni, inclinazioni, diastemi
🔹 malocclusioni complesse
🔹 riassorbimento radicolare degli incisivi
🔹 formazione di cisti dentigera
👉 Molte complicanze compaiono nel tempo, non subito.

🛠️ APPROCCIO TERAPEUTICO (evidence-based)

📌 Diagnosi precoce
RX periapicale / occlusale / OPT
➡️ CBCT se posizione incerta o vicinanza alle radici

📌 Trattamento di scelta
✔️ Rimozione chirurgica precoce in dentizione mista
➡️ favorisce l’eruzione spontanea degli incisivi (fino al 70–75%)

📌 Approccio combinato
Se l’incisivo non erompe dopo 6–12 mesi:
➡️ esposizione chirurgica + trazione ortodontica

👁️ Osservazione con follow-up radiografico solo se asintomatico, non interferente e in dentizione permanente stabile.

⚠️ COSA SUCCEDE SE NON LO TRATTI?
❌ Aumento della complessità ortodontica
❌ Peggioramento estetico
❌ Rischio di lesioni cistiche
❌ Riassorbimenti radicolari irreversibili
👉 Il “wait and see” non è sempre neutro.

💡 Take-home message
Il mesiodens non è un reperto radiografico banale:
👉 diagnosi precoce = trattamento più semplice
👉 trattamento tardivo = problemi complessi

➡️ Dalla diagnosi precoce alla chirurgia guidata: iscriviti al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e rendi le tue scelte cliniche più prevedibili.

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✳️ Crepe coronali, bruxismo e approccio conservativo: quando il paziente ha poche risorse.🔍 Diagnosi prima di tutto Crac...
20/01/2026

✳️ Crepe coronali, bruxismo e approccio conservativo: quando il paziente ha poche risorse.

🔍 Diagnosi prima di tutto
Cracked Tooth Syndrome ≠ frattura verticale.
Valuta: vitalità pulpare, estensione della crack (transilluminazione, test masticatorio), sintomi.

🔧 Prima linea: trattamento conservativo
Se la polpa è vitale o con pulpiti reversibili:
🔸 Splinting (temporaneo o interno) → riduce la propagazione della crepa
🔸 Restauro adesivo diretto in composito → effetto di “splintaggio interno”
Evidenza: buona sopravvivenza nel medio termine senza endodonzia

💸 Perché funziona anche nei low-budget
- Conserva struttura dentale
- Riduce costi e invasività
- Permette monitoraggio nel tempo
- Riparare > sostituire (migliore prognosi biologica)

❌ Quando non basta:
🔸 sintomi sono persistenti
🔸 crepa estesa in dentina profonda
🔸 carico occlusale elevato non controllabile
➡️ Copertura cuspidale (intarsio o corona) = gold standard prognostico

🦷 Bruxismo
🔺 Aumenta il rischio di fallimento
✅ Non controindica restauri diretti o indiretti se:
- disegno corretto
- controllo occlusale
- bite notturno come protezione

👉 Nei denti con crepe coronali non sempre “devitalizzare e incapsulare” è la prima scelta.

✳️ Un approccio adesivo, ben indicato e controllato, può essere clinicamente efficace e biologicamente più corretto.

➡️ Dalla diagnosi alla gestione clinica delle crepe coronali: approfondisci questi temi nel corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e migliora il tuo approccio conservativo.

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✳️ SOCKET SHIELD: quanto accorciare lo shield e quanto deve essere spesso?La Socket Shield Technique non fallisce per il...
15/01/2026

✳️ SOCKET SHIELD: quanto accorciare lo shield e quanto deve essere spesso?

La Socket Shield Technique non fallisce per il concetto, ma per errori dimensionali dello shield. Due parametri sono critici e spesso sottovalutati:
🔹 altezza (profondità) dello shield
🔹spessore residuo
Vediamo cosa dice la letteratura.

🔍 ALTEZZA DELLO SHIELD (rispetto al margine gengivale)
Le evidenze cliniche e sperimentali concordano su alcuni punti chiave: lo shield NON deve arrivare al margine gengivale;
✔️ Lo shield va accorciato fino al livello della cresta ossea o leggermente sotto
✔️ In termini clinici: circa 3–4 mm apicale al margine gengivale libero
✔️ Uno shield troppo coronale aumenta il rischio di:esposizione mucosa, infiammazione cronica e necessità di rifiniture o rimozione secondaria;
💡 Messaggio chiave: uno shield corto protegge meglio la cresta di uno shield lungo.

🦷 SPESSORE IDEALE DELLO SHIELD
Qui la letteratura è sorprendentemente coerente:
✔️ Spessore minimo accettabile: ~1 mm
✔️ Spessore ideale: 1–2 mm
✔️ Molti autori indicano ≥1,5 mm come valore ottimale
Perchè?
🔹 sotto 1 mm ↑ rischio di frattura e riassorbimento
🔹 sopra 2 mm ↑ difficoltà chirurgica e rischio di interferenza con la fixture
👉 Lo shield deve essere biologicamente stabile ma non ingombrante.

📌 RICAPITOLANDO - VALORI PRATICI
✳️ Altezza dello shield:
- a livello crestale o leggermente sotto
- ≈ 3–4 mm apicale al margine gengivale
✳️ Spessore dello shield:
- ideale 1–2 mm
- preferibile ≥1,5 mm
✳️ Distanza impianto–shield:
- 1–2 mm, senza contatto diretto

⚠️ PERCHÉ QUESTO È CRITICO?
Le principali complicanze della SST (esposizione dello shield, infiammazione, fallimento estetico) sono correlate a shield troppo lunghi o troppo sottili.
Non è una tecnica “artistica”: è geometria biologica.

➡️ Non improvvisare misure e spessori. Porta la Socket Shield nella chirurgia reale con il corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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✳️ Socket Shield: a che distanza va posizionato l’impianto?Socket Shield Technique (SST): funziona solo se rispetti la b...
09/01/2026

✳️ Socket Shield: a che distanza va posizionato l’impianto?

Socket Shield Technique (SST): funziona solo se rispetti la biomeccanica.

Il punto che tutti sbagliano? 👉 La distanza tra impianto e frammento radicolare (shield).

🔍 Cosa dice la letteratura
Le evidenze cliniche + studi sperimentali (Hürzeler 2010; Gluckman 2018) concordano:
👉 La fixture deve essere posizionata palatalmente allo shield
👉 Gap ideale: ~1 mm
👉 Range sicuro: 1–2 mm
Perché?
🔹 Gap ≤2 mm → tendenza naturale a rigenerazione ossea (come nel “jumping gap” degli impianti immediati).
🔹 Gap >2 mm → rischio maggiore di riempimento con tessuto molle → si consiglia graft.

🦷 Regola pratica da seguire in chirurgia
🔹 Posiziona l’impianto decisamente palatale, evitando qualsiasi contatto con lo shield.
🔹 Mantieni un gap implant–shield di 1–2 mm: è il punto ottimale per favorire neoformazione ossea e stabilità a lungo termine.
🔹 Se il gap è >2 mm, valuta innesto (Autologo/xenoinnesto) per evitare la contrazione del buccal bone e il collasso dei tessuti molli.
🔹 Smussa il bordo coronale dello shield per ridurre esposizioni.
🔹CBCT pre-op per determinare spazio, spessore buccale e traiettoria sicura dell’osteotomia.

🔧 In sintesi (per non sbagliare):
IDEALE → ~1 mm
ACCETTABILE → 1–2 mm
>2 mm → graft indicato

👉🏻 Porta la Socket Shield dalla teoria alla chirurgia reale, iscriviti al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e perfeziona la tua pratica clinica.

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✳️ Se lo shield “sporge” dal profilo gengivale cosa fare👉 Complicanza non rara dopo Socket Shield: il frammento buccale ...
07/01/2026

✳️ Se lo shield “sporge” dal profilo gengivale cosa fare

👉 Complicanza non rara dopo Socket Shield: il frammento buccale può esporsi coronalmente rispetto al profilo gengivale.
La gestione corretta può fare la differenza tra un esito estetico ottimale e un problema cronico.

🦷 PERCHÉ ACCADE?
L’esposizione può derivare da:
🔸 posizionamento coronale errato dello shield
🔸 pressione protesica o trauma
🔸 scarsa igiene locale
È una complicanza trattabile, ma va gestita subito. La letteratura clinica attuale (PubMed) ci dà linee operative concrete.

🧠 ALGORITMO CLINICO - COSA FARE
1️⃣ Esposizione minima, senza infiammazione
✔️ Rifinisci il profilo coronale con fresa diamantata sotto irrigazione
✔️ Livella il profilo gengivale senza creare lembi ampi
✔️ Istruzioni di igiene + collutorio antisettico
Obiettivo: mantenere volume e mucosa vestibolare.
Minimamente invasivo = risultato estetico migliore.

2️⃣ Se c’è infiammazione o secrezione
✔️ Terapia topica antisettica
✔️ Antibiotico solo se indicato clinicamente
✔️ Controllo ravvicinato
Se persiste → andare a passo 3.

3️⃣ Esposizione ampia o difetto estetico
👉 Considera un innesto di tessuto connettivo (CTG)
🔸 aumenta la copertura
🔸 riduce recessioni successive
🔸 migliora il profilo gengivale
Approccio consigliato: flapless o piccolo lembo per preservare volume.

4️⃣ Se c’è infezione profonda o mobilità dello shield
❗È indicata la rimozione controllata dello shield
🔸 debridement del difetto
🔸 eventuale bone graft / membrana
🔸rivalutazione dell’impianto
Non improvvisare: piani chirurgici definiti e minimamente traumatici.

📌 KEY POINTS
✔️ Non tutti gli shield esposti richiedono rimozione
✔️ Minimizza l'ampiezza dei lembi → preserva tessuto vestibolare
✔️ Rifinitura coronale spesso risolve il problema
✔️ CTG nei casi estetici o esposizioni ampie
✔️ Rimozione solo se infiammazione profonda o mobilità

👉🏻 Vuoi approfondire le tue conoscenze sullo shield? Puoi farlo durante il nostro corso teorico - pratico di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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✳️ Osteonecrosi dei mascellari & impianti: cosa sappiamo e come ridurre il rischioLe osteonecrosi dei mascellari correla...
02/01/2026

✳️ Osteonecrosi dei mascellari & impianti: cosa sappiamo e come ridurre il rischio

Le osteonecrosi dei mascellari correlate a farmaci (MRONJ) e quelle post-radioterapia (ORN) sono condizioni rare ma potenzialmente invalidanti. In implantologia è fondamentale riconoscere i fattori di rischio e pianificare con attenzione

1️⃣ Impianti pre-esistenti: sono un rischio?
Gli impianti non sono di per sé causa di MRONJ, ma possono diventare un sito di innesco in presenza di peri-implantite cronica, traumi protesici o ripetute manipolazioni chirurgiche. La letteratura, seppur eterogenea, identifica la peri-implantite come importante fattore precipitante.

2️⃣ Nuovi impianti in pazienti a rischio

Nei pazienti in terapia antiresorptiva ad alta dose (oncologica, EV) o in terapia combinata antiangiogenica/antiresorptiva, il rischio di MRONJ è aumentato. Nei pazienti in terapia a basso dosaggio per osteoporosi i dati sono meno netti e la decisione deve essere sempre personalizzata.

3️⃣ Valutazione del rischio: workflow pratico
🔸 Anamnesi farmacologica completa
🔸 Confronto con medico curante/oncologo
🔸 Valutazione clinica dei tessuti + imaging mirato (rx endorali ± CBCT)

4️⃣ Come ridurre le complicanze
PRIMA > eliminare foci infettivi, ottimizzare igiene, consenso informato dedicato.
DURANTE > chirurgia minimamente invasiva e tecniche atraumatiche.
DOPO > follow-up ravvicinato e trattamento precoce della peri-implantite.
La prevenzione resta l’arma più efficace.

5️⃣ MRONJ peri-implantare: come intervenire
Approccio iniziale conservativo (antibiotici, antisepsi, rimozione dei fattori irritativi, debridement limitato). La chirurgia più estesa è riservata ai casi avanzati o refrattari, in ambito multidisciplinare.

🔎 Take-home message
🔸 Non tutti i portatori di impianti svilupperanno MRONJ, ma peri-implantite e impianti possono essere trigger.
🔸 Valutazione farmacologica, imaging appropriato e collaborazione medico-odontoiatrica riducono il rischio.

👉 Vuoi approfondire la gestione chirurgica dei pazienti complessi e ridurre il rischio di complicanze? Iscriviti al nostro corso teorico-pratico di Chirurgia Orale: dalla dissezione anatomica alla GBR avanzata.

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🔍 Cos’è la concrescenza?Anomalia rara (0,1–1%) in cui due denti sono uniti solo dal cemento radicolare, senza fusione de...
29/12/2025

🔍 Cos’è la concrescenza?
Anomalia rara (0,1–1%) in cui due denti sono uniti solo dal cemento radicolare, senza fusione dentinale.
Spesso coinvolge secondo e terzo molare superiore e può passare inosservata fino all’estrazione.

✳️ Perché cambia la chirurgia?
Non si estraggono due denti separati, ma un unico blocco radicolare irregolare.
Questo aumenta il rischio di fratture, dislocazione nel seno mascellare e trauma operatorio se non pianificata.

🛠️ COME APPROCCIARE CHIRURGICAMENTE UNA CONCRESCENZA (protocollo pratico)

1️⃣ Diagnosi pre-operatoria accurata
RX endorali con diverse angolazioni; CBCT nei casi dubbi, soprattutto nei settori posteriori superiori. Valutare morfologia radicolare, grado di fusione cementizia e rapporto con il seno mascellare.

2️⃣ Lembo chirurgico
Privilegiare la visibilità rispetto all’estetica. Preferire lembi ampi (a bolla o triangolari) per un accesso completo alle superfici radicolari.

3️⃣ Ostectomia preliminare
Rimuovere osso vestibolare e distale quanto necessario per liberare la massa radicolare ed evitare lussazioni forzate, mantenendo continuità della parete vestibolare nei superiori.

4️⃣ Mobilizzazione controllata
Evitare le leve tradizionali aggressive. Utilizzare elevatori delicati e movimenti progressivi e circonferenziali per ridurre il rischio di frattura o dislocazione.

5️⃣ Valutazione dello splitting radicolare
Indicata solo nelle concrescenze pure, quando non è presente interconnessione dentinale e solo se riduce il rischio chirurgico.

6️⃣ Gestione del seno mascellare
Nei superiori privilegiare movimenti vestibolari. In caso di mobilità improvvisa, sospendere la manovra e gestire il possibile coinvolgimento del seno con tecniche appropriate.

7️⃣ Curettage e chiusura del sito
Curettage delicato, irrigazione abbondante e chiusura ermetica del lembo con monofilamento quando necessario.

🧠 Conclusione clinica La concrescenza non è un problema se viene diagnosticata prima. Radiologia, pianificazione e chirurgia controllata sono la chiave: non forza, ma metodo.

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Rilascio dei lembi linguali: la fase che decide il successo delle GBR verticali 👅Il rilascio linguale adeguato non è un ...
08/12/2025

Rilascio dei lembi linguali: la fase che decide il successo delle GBR verticali 👅

Il rilascio linguale adeguato non è un dettaglio: è spesso la differenza tra una GBR verticale di successo e un fallimento.

Se i lembi non vengono adeguatamente mobilizzati e chiusi senza tensione, aumentano il rischio di deiscenza, esposizione della membrana, infezione e perdita della rigenerazione ossea.

📌 Cosa evidenzia la letteratura
🔸 La deiscenza dei tessuti molli compromette il guadagno osseo verticale e la predicibilità della GBR.
🔸 La tecnica di rilascio — compreso il rilascio subperiosteo/ del miloiodeo quando necessario — riduce la tensione primaria e le complicanze. Studi anatomici mostrano come diverse tecniche influenzino avanzamento, vascolarizzazione e rischio di apertura del lembo.
🔸 Le revisioni cliniche confermano che micromovimenti, tensione residua e gestione inadeguata dei tessuti molli sono tra i principali fattori tecnici associati agli insuccessi della GBR verticale.

⚠️ Perché imparare il rilascio linguale prima di operare
🔸 Una chiusura sotto tensione riduce le percentuali di successo e aumenta esposizioni, infezioni e perdita del graft.
🔸 Il rilascio linguale richiede sensibilità, precisione e conoscenza anatomica: eseguirlo “alla cieca” aumenta il rischio di ematomi, parestesie o necrosi del lembo.

🦴 Perché esercitarsi su un preparato anatomico fresco fa la differenza
🔸Solo sul tessuto reale puoi valutare tridimensionalmente spessore, mobilità del lembo, piani muscolari e vascolarizzazione.
🔸 Puoi provare diverse tecniche di rilascio (sottoperiosteo, incisioni di scarico, scollamento in aree critiche), riconoscere la tensione residua e testare la chiusura senza mettere a rischio un paziente.
🔸 Il risultato? Meno deiscenze, maggiore stabilità del rigenerato e più sicurezza clinica.

👉🏻 Perfeziona la gestione dei lembi e impara le tecniche avanzate di rilascio al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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Impianti Trans-sinusali: anatomia, indicazioni e sicurezza 🦴Gli impianti trans-sinusali - con ancoraggio alla parete nas...
06/12/2025

Impianti Trans-sinusali: anatomia, indicazioni e sicurezza 🦴

Gli impianti trans-sinusali - con ancoraggio alla parete nasale o alla parete distale del seno mascellare - rappresentano una soluzione affidabile nei casi di grave atrofia posteriore del mascellare.

Ma richiedono una conoscenza anatomica impeccabile e una pianificazione chirurgica di livello avanzato.

✳️ Come ridurre il rischio

🔹Conoscere decorso e varianti anatomiche.
🔹 Progettare incisioni nella safety zone, valutando spessore e profondità del palato.
🔹 Tecniche preventive: pre-sutura, punti di controllo emostatico, uso corretto di vasocostrittori ed emostatici locali.

⚠️ Se si verifica una lesione

🔹 Compressione diretta e continua.
🔹 Valutare una sutura palatale emostatica (palatal pre-suturing / suture emostatiche).
🔹 Applicare emostatici locali, tamponamento con agenti riassorbibili ed eventuale revisione chirurgica.
🔹Per emorragie arteriose massive o non controllabili: angiografia selettiva ed embolizzazione endovascolare.

🔍 Vantaggi dell’esercitarsi su ca****re

Solo sul tessuto reale puoi osservare il decorso dell’arteria, riconoscere varianti anatomiche, valutare lo spessore del palato e provare tecniche di gestione dell’emorragia. Competenze che, in chirurgia orale, riducono davvero il rischio di complicanze.

✅ L’anatomia reale è la vera maestra.

Un corso di dissezione su preparato fresco non solo migliora la manualità, ma costruisce quella consapevolezza clinica che rende sicuri anche gli interventi complessi come gli impianti trans-sinusali.

👉🏻 Prenota ora il tuo post al corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata e perfeziona la tua pratica clinica.

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Formazione anatomica: perché conoscere l’arteria palatina salva il paziente 🔬L’arteria palatina può essere lesionata in ...
04/12/2025

Formazione anatomica: perché conoscere l’arteria palatina salva il paziente 🔬

L’arteria palatina può essere lesionata in diverse procedure odontoiatriche, ad es. durante il prelievo di tessuto palatino (SCTG/FGG), approcci palatali profondi, in alcuni accessi chirurgici al tuber e, più raramente, in estrazioni o impianti posteriori.

✳️ La lesione può portare a sanguinamento difficilmente controllabile e, nei casi più gravi, a necessità di interventi avanzati.

Come ridurre il rischio:
🔸 Conoscere esattamente il decorso e le varianti anatomiche.
🔸 Progettare incisioni/scarichi nel “safety zone” e misurare spessore e profondità del palato.
🔸 Tecniche preventive: pre-sutura palatale o posizionamento di punti di controllo emostatico prima dell’incisione, utilizzo corretto di vasocostrittori e agenti emostatici locali.

Se si verifica una lesione:
1️⃣ Compressione locale diretta e pressione continua.
2️⃣ Valutare sutura palatale emostatica (tecniche di “palatal pre-suturing” / suture hemostatiche).
3️⃣ Emostatici locali, tamponamento con agenti/riassorbibili e, se necessario, revisione chirurgica e legatura diretta.
4️⃣ Per emorragie arteriose massive o non controllabili, considerare angiografia selettiva e embolizzazione endovascolare.

Perché esercitarsi su un preparato anatomico fresco durante un corso di dissezione è fondamentale: solo sul tessuto reale puoi visualizzare il decorso arterioso, riconoscere varianti, apprezzare lo spessore dei tessuti palatini e provare tecniche di contenimento emorragico - abilità che riducono significativamente il rischio di danno in sala operatoria.

💡 Conoscere per non ferire: la dissezione anatomica insegna a prevenire, a reagire con rapidità e a scegliere la strategia più sicura per il paziente.

👉🏻 Partecipa al nostro Corso di Chirurgia Orale dalla Dissezione Anatomica alla GBR avanzata: impara a riconoscere, prevenire e gestire le complicanze vascolari sul tessuto reale.

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Capire il nervo facciale per proteggerlo: il valore della dissezione anatomica 🧠Nella pratica odontoiatrica quotidiana n...
02/12/2025

Capire il nervo facciale per proteggerlo: il valore della dissezione anatomica 🧠

Nella pratica odontoiatrica quotidiana non isoliamo il nervo facciale.
Eppure, conoscerlo davvero - nel suo decorso, nelle sue diramazioni e nelle sue varianti - è fondamentale per evitare danni potenziali durante procedure chirurgiche che gli si avvicinano più di quanto immaginiamo.

Per questo, lavorare su un preparato anatomico fresco permette un livello di comprensione impossibile da ottenere solo da testi e immagini.

Durante la dissezione puoi:

🧩 Visualizzare tridimensionalmente il tragitto del nervo facciale, dalla sua emergenza fino alla suddivisione dei suoi rami, comprendendo la complessità reale dei tessuti che lo circondano.

🎯 Riconoscere le zone di rischio durante procedure in aree limite per l’odontoiatria: accessi preauricolari, interventi sul ramo mandibolare, manipolazione dei tessuti molli del terzo medio-inferiore del volto.

⚠️ Capire come si generano le lesioni: trazioni, compressioni, strumenti rotanti, scollamenti troppo aggressivi… vedere il nervo dal vivo aiuta a interiorizzare i meccanismi del danno.

🛡️ Imparare a proteggerlo: la dissezione ti insegna quali piani rispettare, dove si trovano le vie sicure, come preservare la sua integrità anche nelle manovre più delicate.

🧠 Coltivare consapevolezza chirurgica: perché prevenire è sempre meglio che gestire una paresi post-operatoria.

La dissezione del nervo facciale non è una tecnica da replicare in studio.È un’esperienza che forma la mente prima ancora della mano, e che rende ogni chirurgo più prudente, preciso e consapevole.

Perché conoscere un nervo è il primo passo per non toccarlo mai.

👉🏻 Vuoi approfondire le tue conoscenze sul nervo facciale? Puoi farlo durante il nostro corso teorico - teorico di Chirurgia Orala dalla Dissezione Anatomica alla GBR Avanzata.

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