Dott. Gianluca Rizzo - Biologo Nutrizionista

Dott. Gianluca Rizzo - Biologo Nutrizionista Alimentazione, nutrizione ed educazione alimentare Calcolo della composizione corporea e del fabbisogno calorico.

Consulenze nutrizionali e regimi alimentari personalizzati per benessere, dimagrimento, alimentazione vegana e vegetariana, sportivi, patologie diagnosticate.

🍓 FRUTTA ESSICCATA: CONCENTRATO DI NUTRIENTI O INSIDIA?È un’ottima strategia se la fresca non è reperibile. Ma attenti a...
04/05/2026

🍓 FRUTTA ESSICCATA: CONCENTRATO DI NUTRIENTI O INSIDIA?

È un’ottima strategia se la fresca non è reperibile. Ma attenti a distinguere il processo naturale dall'industria.

🔬 Il principio della concentrazione
L’essiccazione non "crea" zuccheri, ma allontana l'acqua. Concentra tutto: fibre, minerali e vitamine, ma alza anche la densità calorica. La porzione corretta è 20g, per sostituire 150g di fresca.

⚠️ Additivi e conservazione
L'assenza d'acqua limita i microbi, ma non le muffe. Molti prodotti in commercio non sono "pura frutta".

Zuccheri e oli aggiunti: Spesso addizionati per la conservazione (o il sapore). Prodotti "occasionali".

Solfiti (E220-E228): Prevengono l'imbrunimento, ma possono causare cefalee.
👉 Tip del Biologo: Confezioni sigillate e opache indicano spesso tecnologie protettive senza zuccheri o grassi, a differenza delle vaschette trasparenti.

🌍 L'aspetto ecologico
Un vantaggio ambientale: riduce lo spreco alimentare e l’impronta carbonica dei trasporti (pesa l’85% in meno). Attenzione al packaging: preferire formati grandi.

❄️ L'innovazione: la liofilizzazione
Disidratazione a freddo. Preserva le vitamine termolabili e la struttura, offrendo croccantezza senza additivi.

Controllate sempre: lista ingredienti: 100% frutta.

E voi, quale tipo preferite? 👇

🎁 Offerta: Fino al 7 maggio, pacchetto scontato per i corsi sul microbiota intestinale e la dieta antinfiammatoria! Link nel commento!

🎃 Cremosità e Scienza: oltre la panna e i formaggiChi ha detto che per ottenere un condimento avvolgente siano necessari...
29/04/2026

🎃 Cremosità e Scienza: oltre la panna e i formaggi

Chi ha detto che per ottenere un condimento avvolgente siano necessari grassi saturi di origine animale? La cucina vegetale consapevole ci offre soluzioni tecnicamente superiori per densità nutrizionale e profilo organolettico.

Oggi vi mostro come una "ricotta" di soia autoprodotta (trovate il procedimento nella guida che ho reso disponibile su richiesta) possa diventare la base per un piatto bilanciato e gourmet.

🧪 Il procedimento e la sinergia degli ingredienti
Abbiamo creato una base di zucca rossa, rosolata con aglio, rosmarino e zenzero grattugiato. La sfumatura con mirin (o vino) non serve solo al gusto: aiuta l'estrazione di composti aromatici. Una volta frullata insieme alla cagliata di soia, otteniamo un’emulsione ricca e vellutata.

Per massimizzare la stimolazione sensoriale e il valore nutritivo, abbiamo aggiunto ceci croccanti insaporiti con fumo liquido.

🧬 Perché questo piatto funziona?
Dal punto di vista nutrizionale, non stiamo parlando solo di un "primo", ma di un pasto funzionale:

Profilo Proteico: L'unione di soia, grano e ceci garantisce un pool amminoacidico completo.

Fitocomposti: La zucca apporta carotenoidi (precursori della Vitamina A) la cui biodisponibilità è ottimizzata dalla presenza di grassi buoni.

Fibra: La struttura fibrosa dei legumi e della zucca permette una sazietà prolungata.

La sostenibilità non è una rinuncia, ma un’evoluzione del gusto attraverso la conoscenza della materia prima.

🌱 E voi? Quali strategie utilizzate per rendere cremosi i vostri piatti mantenendo un profilo nutrizionale d’eccellenza? Scrivetelo nei commenti!

🔬 Lievito Alimentare: Oltre il Sapore, una Scelta Nutrizionale StrategicaSpesso usato come alternativa al formaggio, il ...
27/04/2026

🔬 Lievito Alimentare: Oltre il Sapore, una Scelta Nutrizionale Strategica
Spesso usato come alternativa al formaggio, il lievito alimentare in scaglie (inattivo) è un ingrediente che merita un’analisi tecnica approfondita. Non è solo una questione di gusto "umami", ma di qualità della matrice alimentare.

⚖️ Il Confronto: Lievito vs Parmigiano
Sebbene l'apporto complessivo in una dieta sia esiguo (se ne usano pochi grammi), la sostituzione a parità di calorie è illuminante:

Parmigiano/Stagionati: Apportano proteine, ma anche una quota rilevante di grassi saturi e colesterolo.

Lievito Alimentare: A parità calorica, offre un profilo dominato da proteine e fibre, con zero colesterolo.
Sostituire il classico "tocco di formaggio" con il lievito significa spostare l'introito dai grassi animali alle fibre prebiotiche.

🛡️ Fibre e Beta-glucani
Il lievito alimentare è una fonte preziosa di beta-glucani, fibre solubili note per la loro azione immunomodulante e per la capacità di favorire il controllo dei livelli di colesterolo ematico. Un piccolo gesto quotidiano per la salute del microbiota e del sistema cardiovascolare.

💊 Il Punto sulle Vitamine: B9 e B12
Facciamo chiarezza per evitare errori comuni:

Folati (B9): Sono naturalmente presenti in alte concentrazioni. Fondamentali per la sintesi del DNA e la salute cellulare.

Vitamina B12: Il lievito NON ne produce naturalmente. La trovate solo nei prodotti fortificati (comuni nel mercato USA). Se cercate la B12, leggete sempre l'etichetta!

🚫 Mito da Sfatare: Intolleranze e Gonfiore
Molti temono il lievito alimentare per presunte "intolleranze ai lieviti". È importante precisare che:

È un lievito inattivo: Viene disattivato tramite calore. Non ha potere lievitante e non può dare origine a fermentazioni intestinali.

Evidenze scientifiche: La "sensibilità al lievito" non è una condizione clinicamente dimostrata nella popolazione generale (salvo patologie specifiche come il morbo di Crohn).

In sintesi, un alleato versatile, sicuro e nutrizionalmente denso.

E voi, lo utilizzate già per arricchire i vostri piatti? Scrivetelo nei commenti! 👇

Gnocchi di riso e Yuba: un binomio tra tradizione asiatica e densità nutrizionale 🥢Oggi portiamo in tavola un piatto che...
21/04/2026

Gnocchi di riso e Yuba: un binomio tra tradizione asiatica e densità nutrizionale 🥢

Oggi portiamo in tavola un piatto che coniuga versatilità in cucina e interessanti proprietà bromatologiche: gli gnocchetti di riso cinesi saltati con verdure e yuba.

🔹 Cosa sono esattamente?
A differenza dei classici gnocchi di patate della nostra tradizione, questi dischetti ovali sono composti esclusivamente da farina di riso e acqua. La loro texture caratteristica, definita spesso "chewy" o gommosa, deriva dalla struttura amidacea del riso che, una volta reidratato o cotto dal fresco, assorbe perfettamente i condimenti senza sfaldarsi. Dal punto di vista nutrizionale, rappresentano una fonte di carboidrati complessi naturalmente priva di glutine.

🔹 Il valore aggiunto: la Yuba
Per bilanciare il carico glicemico e aumentare la quota proteica, abbiamo aggiunto la yuba (conosciuta anche come "pelle di tofu").
Si tratta del film proteico-lipidico che si solidifica sulla superficie del latte di soia durante il riscaldamento. Una volta raccolta ed essiccata, la yuba diventa un ingrediente straordinario:

Profilo aminoacidico completo: è un concentrato proteico (42%) ad alto valore biologico.

Fitocomposti: è ricca di isoflavoni, molecole studiate per il loro ruolo protettivo a livello metabolico.

Zero colesterolo: come tutti gli alimenti di origine vegetale, ne è naturalmente priva, rendendola ideale per la gestione del profilo lipidemico in una dieta plant-based.

In cucina, la sua consistenza tenace la rende un eccellente sostituto strutturale della carne, capace di arricchire la densità calorica e nutritiva del pasto in modo equilibrato.

Conoscevate già questi ingredienti?
La varietà è la chiave per non rendere monotona l’alimentazione vegetale e assicurarsi tutti i nutrienti necessari.

🎁 VUOI APPROFONDIRE?
Se vuoi imparare a gestire meglio le fonti proteiche vegetali, è disponibile la mia guida gratuita sul Tofu: tecnica di preparazione, consigli per il gusto e basi scientifiche per inserirlo correttamente nel tuo piano alimentare.

👉 Per riceverla, commenta questo post con la parola "TOFU" e te la invierò in privato!

🥑 Avocado: tra evoluzione, biochimica e consapevolezza nutrizionale.Spesso celebrato come "superfood", l'avocado (Persea...
18/04/2026

🥑 Avocado: tra evoluzione, biochimica e consapevolezza nutrizionale.

Spesso celebrato come "superfood", l'avocado (Persea americana) merita un’analisi che superi le mode del momento. Dal punto di vista evolutivo, questo frutto rappresenta un'eccezione: a differenza della maggior parte della frutta, che accumula zuccheri semplici, l'avocado ha selezionato un profilo biochimico unico, caratterizzato da un'elevata quota di lipidi.

Perché è diverso?
Non possiamo cadere nel riduzionismo alimentare giudicando un alimento solo dai suoi macronutrienti. La matrice alimentare dell'avocado è preziosa: è ricco di acidi grassi monoinsaturi (principalmente acido oleico), fibra, potassio, vitamina E e fitosteroli.

Tuttavia, la scienza ci impone oggettività:

Densità energetica: Con circa il 15-20% di grassi, apporta mediamente dalle 160 alle 230 kcal per 100g (a seconda della varietà e maturazione).

Gestione del peso: In un contesto di dieta ipocalorica, il suo inserimento va calcolato con attenzione per non eccedere nel bilancio energetico giornaliero.

In sintesi: l'avocado è un ottimo alleato della salute cardiovascolare, ma va consumato con consapevolezza, considerandolo più come una fonte di grassi di qualità (simile all’olio EVO o alla frutta a guscio) che come una comune porzione di frutta.

💡 Mini-guida alla maturazione:
Per godere appieno delle sue proprietà organolettiche, la maturazione è fondamentale:

1️⃣ Acerbo (duro al tatto): Lasciatelo a temperatura ambiente (meglio se vicino a una mela o banana per accelerare grazie all'etilene).
2️⃣ Pronto (cede a una leggera pressione): Ideale da tagliare a fette o cubetti. È il momento in cui il profilo dei micronutrienti è ottimale.
3️⃣ Molto maturo (molto morbido): Perfetto per essere trasformato in crema o guacamole. Se presenta macchie scure estese all'interno, i processi ossidativi sono già avanzati.

E voi, come lo inserite nei vostri piani alimentari? Scrivetelo nei commenti! 👇

La dieta non è un segreto: perché condividere la salute a tavola? 🥗Esiste un falso mito duro a morire: l'idea che la "di...
15/04/2026

La dieta non è un segreto: perché condividere la salute a tavola? 🥗

Esiste un falso mito duro a morire: l'idea che la "dieta" sia un protocollo isolato, quasi una terapia farmacologica da nascondere ai familiari. Ma è davvero così?

Certamente, il piano alimentare è personalizzato sulle esigenze del singolo. Tuttavia, i principi di una sana alimentazione non sono esclusivi: ciò che previene il rischio cardiovascolare non può certo favorire il diabete! Al contrario, la letteratura scientifica conferma che un modello alimentare bilanciato è lo strumento principale di prevenzione primaria e coadiuvante nel trattamento delle patologie cronico-metaboliche.

Ecco perché "estendere" le buone abitudini alla famiglia è una scelta vincente:

1️⃣ Sostenibilità e Aderenza: Condividere lo stesso pasto alleggerisce il carico psicologico del "sacrificio" e aumenta le probabilità di successo a lungo termine.
2️⃣ Evoluzione dei Ruoli: Preparare mille piatti diversi (un compito che, per retaggi sociali, ricade spesso sulle donne) crea stress e disordine gestionale. La tavola deve tornare a essere un momento di convivialità, non un ristorante "à la carte".
3️⃣ Educazione Alimentare: Non ha senso nascondere i frollini ai bambini se sono considerati "non idonei" per noi. Il gusto si educa: se un alimento è occasionale, lo deve essere per tutti. Non esistono "cibi per chi può permetterselo", ma abitudini sane che proteggono la crescita dei più piccoli.

Trasformare l'ambiente domestico in un contesto facilitante è il primo passo per il cambiamento. Se in casa entrano solo alimenti di qualità, il benessere diventa un patrimonio comune.

E tu, riesci a condividere i tuoi obiettivi con chi vive con te o ti ritrovi a mangiare a parte? Raccontami la tua esperienza nei commenti! 👇

🌿 Oggi portiamo in tavola la bieta rossa. Ma ti sei mai chiesto da dove derivi questa colorazione così intensa?🛡️ Una pr...
13/04/2026

🌿 Oggi portiamo in tavola la bieta rossa.
Ma ti sei mai chiesto da dove derivi questa colorazione così intensa?

🛡️ Una protezione solare... biochimica
A differenza di noi, le piante non possono spostarsi all'ombra quando il sole scotta. Per sopravvivere allo stress ossidativo causato dai raggi UV e gestire il delicato rapporto con l'ossigeno, hanno evoluto una "tecnica" biochimica: i pigmenti.

Nel caso della bieta rossa, parliamo delle betalaine (pigmenti tipici anche della barbabietola), potenti molecole antiossidanti che proteggono i tessuti vegetali.

🧪 Dal piatto alle nostre cellule
Consumando regolarmente vegetali, noi "prendiamo in prestito" queste difese. Ecco cosa succede nel nostro organismo:

Stimolazione endogena: Non si tratta solo di "tamponare" i radicali liberi. Gli antiossidanti vegetali stimolano i nostri sistemi enzimatici di difesa, rendendoci più resilienti allo stress ossidativo.

Il valore del Fitocomplesso: Una pillola di vitamine non è la stessa cosa. L'efficacia reale deriva dall'assorbimento fisiologico della molecola all'interno del suo fitocomplesso (l’insieme coordinato di sostanze che ne potenzia l’azione e ne regola la biodisponibilità).

🍎 Un’occasione da non perdere
Troppo spesso rinunciamo a questi benefici per pigrizia (la verdura è "noiosa" da pulire) o per falsi miti (come la paura ingiustificata che la frutta faccia ingrassare). Il regno vegetale è quasi l’unico fornitore di queste sostanze protettive: ogni porzione saltata è un’opportunità persa per la nostra salute.

E tu, come cucini la bieta rossa? La preferisci saltata in padella, al vapore o inserita in torte salate? Scrivimi le tue ricette preferite qui sotto nei commenti! 👇

Vi aspetto!
09/04/2026

Vi aspetto!

🏵️🏵️🏵️ SAVE THE DATE 🏵️🏵️🏵️

🌿🌿🌿CENA 22 APRILE ORE 20.30🌿🌿🌿

Ogni anno in aprile si celebra l'Earth Day, la Giornata della Terra con l'obiettivo di sottolineare la necessità di conservare le risorse naturali. Il nuovo rapporto IPCC il gruppo Intergovernativo sui cambiamenti climatici riconosce il ruolo importantissimo di una alimentazione sempre più vegetale. Ogni cittadino consapevole può e dovrebbe cambiare le sue abitudini alimentari e scegliere cibi 100% vegetali.
Ed è per questo motivo che uniti in tutta Italia le sedi LAV organizzano un evento in occasione della Giornata della Terra per fare conoscere la fattibilità di un pranzo 100% vegetale senza tralasciare il gusto e la bontà.
La sede LAV LAV Sede di Messina sarà presente al Panama Bistrot il 22 aprile per una gustosissima cena dove potremmo rispondere a tutte le vostre domande e ai vostri dubbi.
Nostro gradito ospite Dott. Gianluca Rizzo - Biologo Nutrizionista che approfondirà la tematica cibo e ambiente.

Vi aspettiamo ❤️

🔬 Ricerca, Tecnologia e Futuro: verso Foods 2026Anche quest’anno ho il piacere di confermare il mio impegno come Associa...
07/04/2026

🔬 Ricerca, Tecnologia e Futuro: verso Foods 2026
Anche quest’anno ho il piacere di confermare il mio impegno come Associate Editor per la rivista internazionale Foods e, con onore, la mia partecipazione nel comitato scientifico della 7th International Electronic Conference on Foods (Foods 2026).

Il titolo di questa edizione parla chiaro: "Future Foods Powered by Smart, Healthy & Emerging Technologies". Siamo a un vero e proprio crocevia: dove la tradizione alimentare incontra le tecnologie emergenti per rispondere alle sfide della sicurezza alimentare e della salute globale. 🌍

Dal 28 al 30 ottobre 2026, esperti da tutto il mondo si confronteranno in un evento virtuale su temi che rappresentano il cuore pulsante della scienza dell'alimentazione moderna:

- AI e nuove tecnologie applicate al food;Alimenti funzionali e nutrizione avanzata;

- Sostenibilità e sicurezza dei sistemi alimentari;

- Microbiologia, biotecnologie e analisi chimico-fisiche.

Il mio obiettivo, sia come editor che come professionista, rimane quello di contribuire a una visione della nutrizione che sia basata su evidenze solide, ma sempre aperta all'innovazione che può migliorare concretamente la vita delle persone e la salute del pianeta.

Invito ufficialmente colleghi, ricercatori e studiosi a unirsi a noi per condividere le proprie ricerche e intuizioni. Il futuro del cibo si scrive oggi, attraverso il rigore della scienza e il coraggio dell'innovazione. 🚀

Potete trovare tutte le informazioni ufficiali e le modalità di partecipazione sul sito di MDPI Foods.
Link nel commento

Strategie nutrizionali per la Pasqua: tra fisiologia e psicologia 🐣Le festività rappresentano un momento cardine della n...
03/04/2026

Strategie nutrizionali per la Pasqua: tra fisiologia e psicologia 🐣

Le festività rappresentano un momento cardine della nostra convivialità. Spesso, però, si cade nel pericoloso binomio "eccesso-punizione". Approcciare le feste in modo sostenibile significa armonizzare l'aspetto nutrizionale con quello psicologico.

Ecco come gestire questi momenti senza estremismi:

🚫 Regola n. 1: No ai digiuni compensativi. A meno di indicazioni cliniche specifiche (come una colonscopia), saltare i pasti è controproducente. Questo approccio predispone a un introito calorico maggiore e meno controllato nel pasto successivo.

🍰 Regola n. 2: Evitare le privazioni selettive. In assenza di divieti medici, privarsi dei dolci tipici aumenta il desiderio edonico. La restrizione forzata è spesso il preludio a una perdita di controllo.

Le strategie vincenti:

Consapevolezza edonica: Consumate il pasto in serenità. Mangiate senza sensi di colpa, ma evitate la mentalità dell’"ultima cena". Il digiuno preventivo prepara il corpo all'eccesso.

Visione d’insieme: Sapere che anche il giorno dopo seguirà un pasto bilanciato (e non un semplice centrifugato di verdure) aiuta a stabilizzare il segnale di sazietà e a gestire meglio le porzioni odierne.

🎁 Il Bonus Sostenibile:
L'uovo di Pasqua è una tradizione, ma analizziamolo criticamente. Spesso il costo del cioccolato è raddoppiato (se non triplicato) a causa di packaging e sorprese che vengono rapidamente dimenticate. Se non siete legati al rito dell’apertura, una tavoletta di cioccolato della stessa tipologia offre lo stesso momento piacevole a una frazione del prezzo e con un impatto ambientale nettamente inferiore.

Buona Pasqua in serenità, con il giusto focus e il piacere della condivisione! 🕊️

🌿 Finocchietto selvatico: tra botanica, tradizione e sicurezza alimentareSiamo nel pieno del periodo balsamico per la ra...
01/04/2026

🌿 Finocchietto selvatico: tra botanica, tradizione e sicurezza alimentare

Siamo nel pieno del periodo balsamico per la raccolta delle tenere cimette di finocchietto selvatico. Sebbene dal punto di vista botanico si tratti della medesima specie del fi*****io orticolo (Foeniculum vulgare), esistono differenze sostanziali che meritano un approfondimento.

🔬 La differenza botanica
A differenza della varietà dulce (il classico fi*****io da mercato), il finocchetto selvatico non produce il tipico "grumolo" bianco e carnoso. Si sviluppa invece con un fusto epigeo ramificato e foglie filiformi, investendo le proprie energie nella produzione di oli essenziali (come l'anetolo) che conferiscono il caratteristico sentore di anice.

🍽 In cucina: una versione "sea-friendly"
In questi giorni lo abbiamo utilizzato per una rivisitazione vegetale della celebre pasta con le sarde. Per ricreare la complessità aromatica del mare senza l'uso di derivati animali, abbiamo impiegato alghe nori in fiocchi, mantenendo fede alla tradizione con l'immancabile "mollica atturrata". Un ottimo modo per coniugare fitochimica e gusto!

⚠️ Attenzione al riconoscimento: il rischio Ferula
La raccolta spontanea richiede competenza. Il finocchietto può essere confuso con la Ferula communis (finocchiaccio), pianta molto comune in Sicilia e tossica.
Come distinguerle?

L'olfatto: Il finocchietto profuma intensamente di anice; la Ferula ha un odore erbaceo sgradevole o nullo.

Dimensioni: La Ferula è un gigante botanico che può superare i 3 metri, con fusti legnosi storicamente usati per i tipici sgabelli dei pastori ("furrizzi").

🍷 Lo sapevate? Il termine "infinocchiare" nasce proprio dalle proprietà organolettiche di questa pianta. In passato, gli osti offrivano semi o pezzi di fi*****io agli avventori prima di servire un vino di scarsa qualità: l'aroma del fi*****io "ingannava" le papille gustative, rendendo gradevole anche un vino mediocre.

E voi, utilizzate il finocchietto selvatico nelle vostre preparazioni? "Infinocchiate" il vostro palato? Conoscevate il rischio di confusione con la Ferula? Scrivetelo nei commenti! 👇

Olio a crudo o soffritto? La scienza oltre l’abitudine. 🫒🥘Chi segue i miei piani alimentari lo sa: tendo a suggerire l’u...
30/03/2026

Olio a crudo o soffritto? La scienza oltre l’abitudine. 🫒🥘

Chi segue i miei piani alimentari lo sa: tendo a suggerire l’uso dell’olio extravergine di oliva (EVO) a crudo. Non è tanto per una questione di stabilità termica — con le porzioni calibrate che utilizziamo, è difficile friggere — quanto per una gestione precisa del dosaggio e per preservarne intatto l'aroma.

Tuttavia, questo non esclude affatto il soffritto mediterraneo, che rappresenta una base preziosa per la nostra cucina.

🔬 Cosa dice la ricerca recente?
Proprio di recente, all’interno di un research topic che sto curando, è stato accettato uno studio clinico condotto su una popolazione urbana sudamericana. I dati evidenziano un’associazione significativa tra il consumo regolare di soffritto e un minor rischio di diabete di tipo 2.

Perché questa base è così efficace?
La magia avviene nella sinergia della padella. Saltare lentamente in olio EVO ingredienti come cipolla, aglio, carote e pomodori non è solo tradizione, ma biochimica applicata:

Biodisponibilità: La cottura in grassi sani aumenta la capacità del nostro corpo di assorbire polifenoli e carotenoidi (come il prezioso licopene del pomodoro).

Effetto Antinfiammatorio: Questi composti agiscono inibendo le vie di produzione delle citochine pro-infiammatorie.

Precedenti evidenze avevano già mostrato benefici sulla riduzione dell'aggregazione piastrinica e sui biomarcatori infiammatori, oltre a una correlazione tra l'uso del soffritto e una minore aggressività del tumore alla prostata.

In studi epidemiologici, il soffritto è considerato un vero e proprio "proxy" di aderenza alla Dieta Mediterranea: un indicatore di qualità alimentare che va ben oltre il singolo ingrediente.

Insomma, che sia a crudo per precisione o in soffritto per salute e sapore, l'importante è che l'olio EVO resti il protagonista della vostra tavola con la giusta misura.

👇 E voi? Utilizzate abitualmente il soffritto come base per i vostri piatti o preferite aggiungere l'olio esclusivamente a crudo a fine cottura? Raccontatemi le vostre abitudini nei commenti!

Indirizzo

Via Industriale 24
Messina
98123

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