05/02/2026
Parkinson e Alimentazione: cosa dice la scienza? 🧠🥦
Il morbo di Parkinson è una sfida crescente per la salute pubblica, ma la letteratura scientifica ci conferma che la nutrizione non è solo un contorno: è un vero e proprio fattore di rischio modificabile e uno strumento terapeutico prezioso.
🚫 I fattori di rischio: Esiste una correlazione tra l'alto consumo di latticini e l'aumento del rischio di Parkinson. Questo sembra dovuto sia alla presenza di pesticidi bioaccumulati, sia alla capacità dei latticini di abbassare i livelli di acido urico (che ha un ruolo protettivo nel cervello). Anche l'eccesso di grassi saturi e carni lavorate favorisce uno stato infiammatorio che accelera la neurodegenerazione.
✅ I fattori protettivi: Il caffè si conferma un alleato (grazie alla caffeina), così come i cibi ricchi di flavonoidi (bacche, frutti rossi, verdure a foglia). Ma la vera marcia in più arriva dai modelli alimentari a base vegetale.
🌱 L'importanza del "Plant-Based": Una dieta vegetale ben pianificata non solo apporta fitonutrienti neuroprotettivi, ma gestisce due problemi critici del paziente parkinsoniano:
1️⃣ Assorbimento della Levodopa: Le fibre e una corretta ridistribuzione proteica migliorano la disponibilità del farmaco, riducendo le fasi "off".
2️⃣ Salute intestinale: Combatte la stitichezza, sintomo precocissimo e comune della malattia, migliorando la qualità della vita.
La prevenzione e il supporto alla terapia passano inevitabilmente per ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno. La personalizzazione del piano nutrizionale resta però fondamentale.
Potete leggere l'articolo completo (in inglese) qui: 🔗 https://www.mdpi.com/2304-8158/15/3/514
dr.ssa Luciana Baroni
SOCIETA' SCIENTIFICA DI NUTRIZIONE VEGETARIANA - SSNV
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