16/12/2025
Il Natale è, più di ogni altro momento dell’anno, un tempo di attesa.
Attesa di incontrare, di ritrovarsi, di sentirsi accolti.
Ma anche attesa di qualcosa che ancora non sappiamo nominare del tutto.
Nella nostra cultura, l’attesa è spesso vissuta come una perdita di tempo, un fastidio da eliminare il prima possibile. Vogliamo risposte subito, soluzioni rapide, cambiamenti immediati.
Eppure, dal punto di vista psicologico, l’attesa è uno spazio fondamentale.
Attendere non è stare fermi.
È tollerare l’incertezza, reggere la frustrazione del “non ancora”, permettere ai processi interiori di maturare.
È un tempo silenzioso in cui qualcosa, dentro di noi, si sta organizzando.
La pazienza dell’attendere non significa rassegnazione, ma fiducia: fiducia che ogni passaggio abbia bisogno del suo ritmo, che non tutto può essere forzato, che alcune trasformazioni richiedono tempo.
Il Natale ci ricorda proprio questo: che le cose più importanti non arrivano di colpo, ma vengono preparate lentamente, nel buio, nel silenzio, nella cura.
Forse, oggi, il vero regalo è concederci di attendere senza colpevolizzarci.
Di restare in ascolto.
Di avere pazienza con noi stessi.