14/02/2026
“Se saprai starmi vicino, e potremo essere diversi… allora sarà amore e non sarà stato vano aspettarsi tanto.”
La frase di Pablo Neruda ha trovato nel nostro laboratorio esperienziale una risonanza viva, concreta, quasi tangibile.
Durante il lavoro sulle relazioni non siamo rimasti nella teoria: lo abbiamo sentito nel corpo. Attraverso esercizi, sguardi, silenzi, vicinanze e distanze, abbiamo sperimentato cosa significhi davvero “stare in relazione”. Non come concetto, ma come esperienza fisica: quanto spazio mi serve? Cosa provo quando l’altro si avvicina? Dove sento fatica, dove sento apertura?
È emerso con chiarezza quanto sia delicato e potente l’equilibrio tra connessione e differenza. Essere diversi non è stato un limite, ma una ricchezza. Ognuno ha portato la propria storia, sensibilità, ritmo. Il gruppo era ricco proprio perché autentico: persone disposte a mettersi in gioco, a mostrarsi, a rischiare un po’ di vulnerabilità.
Nel corpo abbiamo percepito che la vera vicinanza non invade e non trattiene; sostiene. Non uniforma; accoglie. E quando questo accade, si crea uno spazio di fiducia dove le differenze non separano, ma ampliano.
Forse è questo il senso più profondo dell’attesa di cui parla Neruda: aspettare relazioni capaci di presenza vera, di rispetto, di libertà.
Grazie a tutti per la fiducia che ci avete donato, forza motrice dei nostri progetti ❤️