Rete Milano

Rete Milano Siamo una ODV nata per dare un primo aiuto emergenziale
ai profughi in transito da Milano Ogni tipo di supporto è svolto gratuitamente.

Rete Milano è una Organizzazione Di Volontariato (ODV) nata per dare un primo aiuto emergenziale ai profughi in transito da Milano e in arrivo principalmente dalla rotta balcanica. La pagina Facebook di Rete Milano si propone di promuovere contenuti utili a elevare l'informazione e la sensibilità dei cittadini, e di aumentare le connessioni fra persone e i collegamenti con strutture e associazion

i già attive. Rete Milano è costituita esclusivamente da volontari: il nostro scopo è di rendere più efficienti gli sforzi di tutti coloro che, a livello individuale, si impegnano nella solidarietà, e di coloro che sono disponibili ad aiutare in qualunque modo, offrendo collegamenti, suggerimenti, tempo, risorse. Sia per quanto riguarda attività dei volontari sia per le risorse che mettiamo a disposizione delle persone che aiutiamo.

Ci sono giorniCi sono giorni in cui non si scrive non perché non ci sia nulla da raccontare ma perché ci sarebbe troppo ...
23/04/2026

Ci sono giorni
Ci sono giorni in cui non si scrive non perché non ci sia nulla da raccontare ma perché ci sarebbe troppo e manca anche il tempo per farlo o la stanchezza ha la meglio.
Storie che si accavallano una con l’altra, messaggi che tolgono il fiato e allora bisogna solo fare un respiro profondo e buttarsi. Cosa fare con una coppia curda con 5 bambini tra i 2 e i 14 anni respinta due giorni prima dall’Austria? Bambini che andavano a scuola, parlavano il tedesco, avevano una loro piccola vita in costruzione ributtati indietro come oggetti indesiderati in un paese sconosciuto.
Partono i messaggi nelle chat: chi può ospitare solo per una notte poi vediamo ? … Chi può fare da tassista? Non abbiamo pulmini per 7 persone cariche anche di trolley e borsoni..
Ed ecco in pochi minuti la magia della rete tra noi volontari e poi l’aiuto dei meravigliosi servizi sociali che con l’aiuto di mediatori e avvocati cercano di ricostruire la storia passata per capire come costruirne una nuova qui da noi.
Il volontario che ospita la prima sera, quelli che i giorni seguenti accompagnano la famiglia in ostello avanti e indietro, quelli che li portano dai servizi sociali per ben 3 volte e poi a fare e dopo 3 giorni riti**re il test per la Mantoux necessario per essere inseriti in comunità. Avanti e indietro, quanti km abbiamo macinato con la macchina carica? Per non affondare 7 persone si stanno aggrappando disperatamente a noi e quando si comincia (forse ) a ti**re il fiato ecco lunedì scorso fratello e sorella afgani. Lei massacrata al confine. Un braccio rotto, l’addome operato malamente da rioperare.. lui affetto da epilessia. In questo caso meravigliosi sempre gli amici dell’Associazione Naga. Ora la ragazza è in ospedale per accertamenti. E poi ieri sera una famiglia iraniana con due bimbi piccolissimi segnalata da MesaPopular Per loro last minute gli ultimi 4 posti presso il dormitorio di via San Marco La famigliona curda nel frattempo è ancora in un limbo ma a Verona dove però siamo supportati da meravigliosi volontari dall’associazione One Bridge To -La rete vince ancora. Da soli non andremmo da nessuna parte. Grazie a tutti 🌹

Piccola storia di Natale. Anche se Natale non è Luciana e Patrizia, volontarie ieri sera in Centrale sapevano che avrebb...
12/04/2026

Piccola storia di Natale. Anche se Natale non è

Luciana e Patrizia, volontarie ieri sera in Centrale sapevano che avrebbero trovato ad aspettarle due coppie afgane con 5 bambini arrivati nel pomeriggio. Presso il dormitorio di via San Marco riservato ai transitanti non c’era posto, dovevamo trovare una soluzione per la notte per 9 persone … Per la coppia con un bambino l’aiuto e’ arrivato da una delle nostre famiglie solidali che non finiremo mai di ringraziare. Per gli altri 6 fino all’ultimo nessuna soluzione… Poi l’idea, in mancanza di meglio, di una sistemazione di fortuna presso lo spazio che di solito utilizziamo per i nostri eventi. Certo al caldo e al sicuro ma sul pavimento e con il conforto solo di un sacco a pelo. Ben poca cosa..
E poi arrivano loro. Mali e Costa d’Avorio. Due ragazzi aiutati fin dal loro arrivo nel 2017 presso il centro di accoglienza di via Sammartini dove alcuni di noi, poi fondatori di Rete Milano, facevano volontariato. Ora hanno un lavoro sicuro e una vita serena in un comodo appartamento. Portateli da noi, non c’è problema. Ma siete sicuri? Sono 6…Ma tu sai in quanti condividiamo una camera in Africa 🤣?
Erano sicuri e li hanno accolti con un abbraccio. Il mondo in una stanza. Il cuore si è allargato. L’empatia di chi ce l’ha fatta verso chi è ancora in cammino. Perché il bene genera bene 😊

A volte l’amore non basta. Amina, iraniana,  non aveva ancora 10 anni quando nel 2021 è arrivata a Milano con il papà Ar...
04/04/2026

A volte l’amore non basta.

Amina, iraniana, non aveva ancora 10 anni quando nel 2021 è arrivata a Milano con il papà Arya. Il papà era molto spaventato e soprattutto spaesato. Era anche stanco e non solo per il viaggio massacrante. In Bosnia aveva avuto un infarto, ma questo lo avremmo scoperto solo molti giorni dopo. Non parlava inglese, era lei, uno scricciolo di bambina, a tradurre per lui dall’inglese al farsi quello che gli dicevamo e a guidarlo in tutto e per tutto.
Serena, una nostra volontaria si è offerta di ospitarli nell’attesa di un posto in accoglienza che però non arrivava mai. Il ritornello era che il posto ci sarebbe stato subito per una mamma con bambino/i, ma lui era un papà…
Nel frattempo Arya e’ stato operato d’urgenza al cuore. Salvo per miracolo grazie a Serena, insospettita dal suo aspetto sempre affaticato, strano in un uomo di soli 40 anni.
Il posto in un centro di accoglienza è arrivato solo dopo un mese e mezzo. Tutto sembrava risolto. Il compleanno dei suoi 10 anni è stato con noi che le abbiamo regalato dopo tanto tempo non solo giochi ma un momento di vera serenità. Amina ha cominciato ad andare a scuola e in pochi mesi è stata in grado di parlare benissimo italiano. Era allegra, felice, coccolata.
Il papà invece era sempre al palo. Non faceva niente per integrarsi, non si occupava né di se stesso ne’ di lei. La bambina sarebbe stata completamente abbandonata a se stessa se non fosse stato per due volontarie che con permessi speciali hanno cominciato a seguirla in tutto e per tutto facendole trascorrere anche week end e vacanze fuori dal centro. Qualche mese fa però qualcosa ha cominciato ad incrinarsi.
Amina ormai adolescente, già insofferente alle regole e agli orari imposti dal centro forse non ha retto quella vita normale solo trai banchi di scuola ma per il resto diversa da quello delle sue compagne. O forse lo stato del papa’ sempre più depresso e dedito all’alcool. E’ scappata due volte per poi tornare da sola dopo qualche giorno. Il trasferimento in un’altra comunità solo per ragazzine della sua età e più accogliente non è servito a risolvere il suo stato di malessere perché nel frattempo è scoppiata la guerra in Iran. Il colpo finale la morte di parenti a lei molto cari e la continua preoccupazione per la sorella maggiore da sola a Teheran.
15 giorni fa è scappata di nuovo. Il telefono da allora è scollegato e sembra svanita nel nulla.
I servizi sociali hanno avvisato la polizia e il Tribunale dei minori.
Noi siamo, impotenti, in attesa.
P.S da ieri abbiamo la certezza che Amina sia a Milano. Non sappiamo dove ma è sicuramente insieme al papà …

Ci sono anime gentili che la durezza e le ingiustizie della vita non riescono a scalfire. Afgano, richiedente asilo, da ...
17/03/2026

Ci sono anime gentili che la durezza e le ingiustizie della vita non riescono a scalfire.
Afgano, richiedente asilo, da dicembre una vita ai margini in attesa di un posto in accoglienza.
Il suo appuntamento per una doccia e qualche vestito pulito era oggi alle 10. E’ arrivato puntuale con un fiore di magnolia che mi ha offerto sorridendo con un inchino…
Mi sono vergognata per quel niente che riusciamo a dargli

Per condividere le nostre esperienze di accoglienza per aiutarci ad aiutare Ci saremo anche noi Grazie a Diego Saccora e...
15/03/2026

Per condividere le nostre esperienze di accoglienza
per aiutarci ad aiutare
Ci saremo anche noi
Grazie a Diego Saccora e a tutti gli organizzatori

URGENTE bisogno di telefoni di qualsiasi tipologia purché abbiano possibilità di collegamento Internet e sbloccati da PI...
11/03/2026

URGENTE bisogno di telefoni di qualsiasi tipologia purché abbiano possibilità di collegamento Internet e sbloccati da PIN. Non dimenticate i vecchi telefoni in un cassetto… per tante persone in viaggio fanno la differenza. Chi ci può aiutare ci scriva su messenger grazie 🙏

Quando è venuto in guardaroba per una doccia, un paio di scarpe e poche altre cose gli abbiamo chiesto il nome da regist...
07/03/2026

Quando è venuto in guardaroba per una doccia, un paio di scarpe e poche altre cose gli abbiamo chiesto il nome da registrare. Quando ha detto Lucky io e Piera ci siamo scambiate uno sguardo che lui ha colto. Si ha detto con un sorriso, in realtà non sono molto fortunato …
In effetti cosa c’è di fortunato nel nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato? Nel dover scappare e nel ritrovarsi ora per strada, nonostante la richiesta di asilo.
Non ce la siamo sentita di fargli promesse bugiarde. Le possibilità di accoglienza anche per chi ne avrebbe diritto sono limitate. Tanti, troppi vivono ai margini appoggiandosi alle piccole grandi associazioni del terzo settore. Gli abbiamo dato quello che chiedeva. Gli andava bene tutto, ogni cosa offerta veniva messa nello zaino con un sorriso. Lo abbiamo salutato con un arrivederci ma non potevamo sapere che non lo avremmo più rivisto .. Oggi ho saputo da questo post della Caritas che Lucky, nigeriano richiedente asilo a Milano è morto su quel maledetto tram 9. Sono rimasti con noi i suoi sorrisi riconoscenti, la sua dignità e la sua ironia. Buon viaggio Lucky ovunque tu sia ora

Don Selmi: «Sul tram deragliato non c’erano cittadini e clandestini. Solo fratelli e sorelle»

"Nella giornata di ieri è stata identificata anche la seconda vittima del deragliamento del tram 9 avvenuto, lo scorso venerdì, in via Vittorio Veneto a Milano. Si tratta di Okon Johnson Lucky, cittadino nigeriano, che avrebbe compiuto 50 anni il prossimo agosto. Sulle prime, nella concitazione dei soccorsi, la sua identità era stata scambiata con quella di Abdou Karim Tourè, 56enne senegalese, gravemente ferito nell’incidente.

Ad accomunare i due uomini, oltre al coinvolgimento nel sinistro e al fatto di essere originari dell’Africa, la loro condizione di vita: entrambi persone senza dimora. Abdou Karim Tourè risulta inserito nel circuito dell’assistenza pubblica garantito dal Piano freddo del Comune di Milano; Okon Johnson Lucky nello scorso ottobre si era rivolto al Sai, lo Sportello accoglienza immigrati di Caritas Ambrosiana, chiedendo assistenza per presentare alle autorità italiane richiesta di Protezione internazionale, e in quella occasione aveva dichiarato come luogo di riferimento Piazza Duca d’Aosta. Viveva, insomma, in luoghi di fortuna nei pressi della Stazione Centrale.

Capita spesso – gli operatori e i volontari di Casa della Ca**tà e Caritas Ambrosiana lo sanno per esperienza – che le persone senza dimora trascorrano del tempo, durante la giornata, sui mezzi pubblici della città. Una soluzione pratica per ripararsi alle insidie del clima (freddo, pioggia, calura eccessivi) e per riempire i ricorrenti tempi morti tra un appuntamento e l’altro (la mensa, il dormitorio, gli uffici pubblici) della tipica giornata da homeless. Capita spesso anche che la presenza di queste persone sia considerata con sospetto, se non con fastidio, da altri viaggiatori. Nonostante il fatto che, per lo più, si tratti di presenze dimesse e tranquille. Più che da razzismo o crudeltà, il disagio può nascere dallo specchiarsi in un’esistenza ai margini, e dall’inconscia paura di essere costretti, un giorno, a trovare rifugio in un tram, non avendo altre certezze cui affidarsi.

Non si sa se Okon Johnson Lucky e Abdou Karim Tourè viaggiassero insieme. La loro presenza sul mezzo deragliato è però un monito a tutti noi, e alle nostre istituzioni, a intensificare gli sforzi di accoglienza, assistenza e inclusione che rendono una comunità più umana. La città (enti pubblici e del privato sociale) ha fatto molto, negli ultimi anni, per irrobustire gli interventi a favore degli homeless, nel periodo invernale e non solo. Ma ancora meglio si può fare. E, soprattutto, si possono modificare e rendere più umane, più realistiche e meno escludenti politiche migratorie e prassi burocratiche che hanno, come esito principale, la produzione e l’incremento di situazioni di irregolarità. Le quali umiliano chi vi si trova coinvolto, e di certo non alimentano sentimenti di sicurezza e coesione nella comunità.

Si dice spesso, con espressione retorica, che in fondo, in questa vita, siamo tutti sulla stessa barca. Di sicuro Okon e Abdou erano sullo stesso tram che conduceva verso le loro case, il loro lavoro e i loro affetti Fernando Favia, l’altra vittima del deragliamento, e i numerosi feriti. Provenienze diverse, storie lontane, impegni e attese distinti: ma su quel tram – un unico viaggio, il medesimo destino – non c’erano cittadini e clandestini, ricchi e poveri, inclusi ed esclusi. Solo fratelli e sorelle, ai quali Caritas e Casa della Ca**tà intendono esprimere la solidarietà più sincera e la preghiera più commossa."

di don Paolo Selmi per ChiesadiMilano

Mi chiama l’altra sera alle 22.0 Faustaaaa… ho il furgone pieno con tante cose per Rete Milano, va bene se passo a casa ...
28/02/2026

Mi chiama l’altra sera alle 22.0 Faustaaaa… ho il furgone pieno con tante cose per Rete Milano, va bene se passo a casa tua domani alle 6.30? 😳😳😳 No dai… vuoi farmi divorziare?
allora 6.45?
No no dai passo io quando posso però ho una Panda piccolissima.
E alle 11? Eh ma a quell’ora sono sempre in guardaroba.
Va be’ allora ti porto tutto lì.
Ma è dall’altra parte di Milano!!!
Cosa vuoi che sia ? Mi piace guidare
Ed eccolo qui, fantastico Eri di Aiutility
Il furgone davvero carico di tanti capí utilissimi.
Grazie a lui instancabile e sempre sorridente, a Cristina Campanini e alla meravigliosa Aiutility 🌹

Riunione ieri sera presso Casa delle donne di via Marsala. Bellissimo incontrare vecchi  e nuovi volontari e tra i nuovi...
27/02/2026

Riunione ieri sera presso Casa delle donne di via Marsala. Bellissimo incontrare vecchi e nuovi volontari e tra i nuovi tanti ragazzi giovanissimi e pieni di entusiasmo. Per fare un po’ il punto, scambiarci informazioni e confrontarci sulle criticità delle nostre attività. Perché non è sempre facile. Anzi, tutto è molto difficile e faticoso. Ma noi teniamo duro 💪🏼💪🏼💪🏼. Stay hungry, stay foolish

20/02/2026

Gli scaffali pantaloni uomo tg 32-34 piangono …
Chi ha qualcosa da regalarci?
Grazie !!!

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