Telemaco Milano

Telemaco Milano Telemaco Milano di Jonas Telemaco è un luogo di accoglienza e di ascolto, all’interno del quale è possibile mettere in parola la propria sofferenza.

Nasce a partire dalle teorizzazioni di Massimo Recalcati e dall’esigenza di adattare la clinica psicoanalitica dell’adolescenza ai cambiamenti della contemporaneità, all’interno della logica di cura dei centri Jonas.

Telemaco è lieto di comunicare l’avvio della nuova edizione di ACCADEMIA ADOLESCENZA, ciclo di incontri organizzato da S...
19/02/2026

Telemaco è lieto di comunicare l’avvio della nuova edizione di ACCADEMIA ADOLESCENZA, ciclo di incontri organizzato da Società Milanese di Psicoanalisi, che per il 2026 sarà dedicata al tema “L’adolescenza come opera d’arte. Percorsi clinici di sublimazione”.

Gli incontri si terranno il giovedì alle ore 21.00, in modalità online su piattaforma Zoom.
La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione.

Per iscriversi all’intero ciclo e ricevere il link di accesso valido per tutti gli appuntamenti è possibile compilare il modulo al seguente link:
https://tinyurl.com/ycxvvfp6

Nel post la locandina con il programma dettagliato e le specifiche dei singoli incontri.

15 febbraio 2017 - Telemaco compie oggi 9 anni 🎂🎉
15/02/2026

15 febbraio 2017 - Telemaco compie oggi 9 anni 🎂🎉

Condividiamo alcuni scatti dello spettacolo di ieri: 𝐁𝐑𝐀𝐕𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐄 | 𝐀𝐓𝐈𝐑 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚...
14/02/2026

Condividiamo alcuni scatti dello spettacolo di ieri: 𝐁𝐑𝐀𝐕𝐈𝐒𝐒𝐈𝐌𝐄 | 𝐀𝐓𝐈𝐑 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚
regia Marcela Serli
con Giulia Bertasi, Matilde Facheris e Virginia Zini
musiche originali di Giulia Bertasi

Lo spettacolo nasce da un’osservazione semplice e disturbante: ci sono corpi che imparano molto presto a obbedire.
Cosa comporta diventare famose, eccellere, essere le migliori, le più brave, bravissime? Quanto una bambina può essere padrona del proprio corpo e del proprio sogno? Ed è davvero necessario perdere l’innocenza e la libertà? E gli adulti, quanta responsabilità hanno? Qual è il confine fra disciplina e abuso?

Telemaco ha partecipato in quanto partner del per il progetto “Corpus”.
Il progetto è inserito nell’ambito delle Olimpiadi della cultura.

14 febbraio - Buon San Valentino a tutti e a tutte!
14/02/2026

14 febbraio - Buon San Valentino a tutti e a tutte!

Alcuni scatti dell’incontro di oggi, il primo di tre dal titolo “Conversazioni sull’adolescenza. Dialogo con gli autori”...
09/02/2026

Alcuni scatti dell’incontro di oggi, il primo di tre dal titolo “Conversazioni sull’adolescenza. Dialogo con gli autori”.

Massimo Recalcati ha dialogato con Anna Stefi e Francesca D’Oronzio attorno al suo libro “La luce e l’onda. Cosa significa insegnare?”

Ringraziamo tutti e tutte per la partecipazione e vi aspettiamo al prossimo incontro!



7 febbraio - Giornata contro bullismo e cyberbullismo
07/02/2026

7 febbraio - Giornata contro bullismo e cyberbullismo

Telemaco vi invita al secondo incontro del ciclo di conferenze del Progetto Psicoanalisi nelle Periferie. Maggiori infor...
03/02/2026

Telemaco vi invita al secondo incontro del ciclo di conferenze del Progetto Psicoanalisi nelle Periferie. Maggiori informazioni nel post!

Vi invitiamo al secondo incontro del ciclo di conferenze Topografie della cura, nell’ambito del Progetto di Psicoanalisi nelle Periferie (PPP), promosso da , in collaborazione con Telemaco e Gianburrasca, un percorso che mette in dialogo psicoanalisi, spazio urbano e vita contemporanea, per leggere Milano (e le nostre città) a partire dai suoi confini più sensibili.

🗓 11 febbraio 2026 – ore 18.30

📍 Auditorium Fondazione Amplifon – via Ripamonti 133

🎙 “Milano oggi. Un racconto urbano ai margini della città?”

Relatore: Jacopo Lareno Faccini (Urbanista, consulente e ricercatore nel campo delle politiche territoriali)

Coordina: Domenico Letterio (Psicoterapeuta, psicoanalista).

📩 Posti limitati – conferma la tua presenza a:

milano.ppp@jonasitalia.it

𝐿𝑎 𝑔𝑒𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑎 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑡𝑎. 𝐼𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑙 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑏𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒: 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑜𝑐𝑐𝑢𝑝𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑢𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖, 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑠𝑖𝑡𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑖𝑑𝑖. 𝑆𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑖, 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖. 𝐿𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑎, 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑚𝑖, 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑖, 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜𝑣𝑒: 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒. 𝐸̀ 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎 𝑙’𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑎, 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑚𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒. 𝐸𝑑 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐽𝑜𝑛𝑎𝑠 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑓𝑖𝑛 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎. 𝐽𝑜𝑛𝑎𝑠 𝑛𝑜𝑛 “𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎” 𝑖𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑎: 𝑐𝑖 𝑒̀ 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑒̀ 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑣𝑖𝑣𝑒. 𝐼𝑛 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑖𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑣𝑢𝑜𝑡𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑙𝑠𝑎𝑛𝑡𝑒. 𝐸𝑑 𝑒̀ 𝑙𝑖̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑐𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑟𝑒, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒. 𝐿’𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑃𝑃𝑃 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑎 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎: 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐽𝑜𝑛𝑎𝑠 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒. 𝐿𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜, 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜, 𝑚𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑃𝑃𝑃 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙’𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑑𝑖 𝑒 𝑙𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒, 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑎 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜. 𝐿𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑜𝑔𝑔𝑖, 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑖𝑑𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑃𝑃𝑃 𝐽𝑜𝑛𝑎𝑠 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑙𝑖̀ 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑝𝑢𝑙𝑠𝑎, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜𝑙𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜. 𝐶𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑃𝑃𝑃 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑑 𝑖𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜, 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑙𝑖̀ 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑖𝑙 𝑓𝑎𝑛𝑡𝑎𝑠𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜, 𝑠𝑒𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑠𝑝𝑒𝑛𝑡𝑜.


Ieri sera Telemaco Milano ha partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Massimo Recalcati, “La luce e l’onda. C...
03/02/2026

Ieri sera Telemaco Milano ha partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Massimo Recalcati, “La luce e l’onda. Cosa significa insegnare?”, presso l’Auditorium di Cernusco sul Naviglio.

L’incontro, condotto da Marco Erba, ha offerto anche uno spazio di racconto delle attività di Telemaco.

Vi ricordiamo l’appuntamento di lunedì 9 febbraio. Maggiori informazioni nel post!
02/02/2026

Vi ricordiamo l’appuntamento di lunedì 9 febbraio.
Maggiori informazioni nel post!

Telemaco vi invita a partecipare al primo di tre incontri dal titolo “Conversazioni sull’adolescenza. Dialogo con gli autori”.

In questo primo incontro si terrà un dialogo a partire dal testo di Massimo Recalcati “La luce e l’onda. Cosa significa insegnare?” edito Einaudi.
Dialogherà con l’autore Anna Stefi, docente, psicoanalista e vicedirettrice di Doppiozero.
Coordinerà Francesca D’Oronzio, psicoterapeuta e coordinatrice di Telemaco Milano.

🗓️ lunedì 9 febbraio
🕒 18.30
📍Auditorium Stefano Cerri, Via Carlo Valvassori Peroni 56 (Milano)

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni, rivolgersi a telemacomilano@jonasitalia.it

Vi aspettiamo!

27 gennaio - Giornata della memoria
27/01/2026

27 gennaio - Giornata della memoria

Telemaco vi invita a partecipare al primo di tre incontri dal titolo “Conversazioni sull’adolescenza. Dialogo con gli au...
22/01/2026

Telemaco vi invita a partecipare al primo di tre incontri dal titolo “Conversazioni sull’adolescenza. Dialogo con gli autori”.

In questo primo incontro si terrà un dialogo a partire dal testo di Massimo Recalcati “La luce e l’onda. Cosa significa insegnare?” edito Einaudi.
Dialogherà con l’autore Anna Stefi, docente, psicoanalista e vicedirettrice di Doppiozero.
Coordinerà Francesca D’Oronzio, psicoterapeuta e coordinatrice di Telemaco Milano.

🗓️ lunedì 9 febbraio
🕒 18.30
📍Auditorium Stefano Cerri, Via Carlo Valvassori Peroni 56 (Milano)

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni, rivolgersi a telemacomilano@jonasitalia.it

Vi aspettiamo!

"Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita. La morte è arrivata p...
07/01/2026

"Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita. La morte è arrivata prepotente, come un terribile intruso, ad un appuntamento alla quale non era invitata. Non ci sono parole perché una tragedia così non sarebbe dovuta succedere. Non è l’esuberanza festosa dei giovani ad avere scatenato il disastro ma, come quasi sempre in questi casi, l’imperizia e, probabilmente, l’avidità degli adulti rei di non mettere al primo posto la sicurezza. I morti e i feriti sono tutti giovanissimi. Potevano essere, come ancora si dice, i nostri stessi figli. Ma non toccherebbe mai a loro morire. A loro toccherebbe solo vivere. Perché non si può morire così a quindici anni."

❤️

Non si può morire a quindici anni
la Repubblica - 3 gennaio 2026

Non ci sono parole, si dice in questi casi. E si dice la verità. Non ce ne sono infatti per descrivere la disperazione dei sopravvissuti alla tragedia di questo Capodanno, che si è consumata in un locale nel quale si festeggiava la notte di San Silvestro. Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita. La morte è arrivata prepotente, come un terribile intruso, ad un appuntamento alla quale non era invitata. Non ci sono parole perché una tragedia così non sarebbe dovuta succedere. Non è l’esuberanza festosa dei giovani ad avere scatenato il disastro ma, come quasi sempre in questi casi, l’imperizia e, probabilmente, l’avidità degli adulti rei di non mettere al primo posto la sicurezza. I morti e i feriti sono tutti giovanissimi. Potevano essere, come ancora si dice, i nostri stessi figli. Ma non toccherebbe mai a loro morire. A loro toccherebbe solo vivere. Perché non si può morire così a quindici anni. Sono ragazzi e ragazze travolti dalla morte proprio nell’età in cui la vita dovrebbe aprirsi alla vita nel modo più spensierato e più gioioso. È forse questa situazione a rendere tutto ancora più insensato e atroce, a renderlo psichicamente indigeribile. Non toccherebbe mai a loro. Toccherebbe a noi, piuttosto. Alle vecchie generazioni. A chi la vita l’ha più o meno già vissuta.
La tragedia è certamente nella morte atroce tra le fiamme, ma è soprattutto nell’inversione brutale dell’ordine naturale delle cose. Se è vero che la morte nella forma umana della vita è sempre prematura, viene sempre troppo in anticipo, innaturale, ingiusta, lo è certamente ancora di più quando le sue vittime sono delle vite all’inizio della vita. Ne La stanza del figlio (2001) Nanni Moretti era riuscito a cogliere il dramma di questo testacoda osceno: non sono i genitori che si congedano dai loro figli, come dovrebbe naturalmente accadere, ma sono i genitori ad essere costretti ad assistere alla perdita brutale e inattesa di chi hanno generato. Non si può accettare, non si può metabolizzare in nessun modo. Nel racconto di quel film il dolore per la perdita del figlio finisce per separare i genitori inchiodando ciascuno di loro in una solitudine senza scampo. Non c’è niente di più straziante che vedere un figlio morire. In questo modo poi. Non c’è la lenta disperazione di una malattia; c’era solo una festa, un rito propiziatorio. La morte irrompe dove avrebbe dovuto esserci solo la vita. Niente di più sconvolgente.
Un’amica ha raccontato di un suo conoscente che ha trascorso delle ore a cercare di mettersi in contatto con il proprio figlio che sapeva essere andato proprio in quel locale. Nessuna risposta al telefono. Poi ha sentito la voce del figlio comparire improvvisamente ed esclamare: “papà!”. Si era salvato perché, nel momento dello scoppio dell’incendio, era uscito a fumare. Un caso la morte, un caso la vita: testa o croce. Quest’uomo ha descritto l’incontro al telefono con la voce del figlio come una vera e propria resurrezione. Pensava potesse essere tra i morti e invece lo ha ritrovato. Un istante che vale una intera vita. Ma per i genitori dove invece questo istante benedetto è stato precluso, dove il figlio o la figlia si sono allontanati per sempre? Cosa accade a questi genitori che restano e che però non potranno più ascoltare la voce dei loro figli? Un’ombra scura discende improvvisamente sulla loro vita togliendo ogni luce al mondo. È quello che conosciamo come il trauma del lutto. In questi casi però il trauma appare ancora più violento e insopportabile perché, come abbiamo visto, contraddice l’avvicendamento naturale tra le generazioni. La giustizia che dovrà colpire i veri responsabili di questo disastro non sarà sufficiente a sanare questa ferita.
La morte di un figlio mostra con una violenza che non ha eguali che nessun genitore – nemmeno i più premurosi e i più sensibili – può garantire la vita dei propri figli, perché l’intrusione insensata della morte fa drammaticamente parte della vita. Può accadere con una malattia, con un incidente stradale, con un qualunque altro passo falso o imprevisto… Ma la vita stroncata nel pieno della vita chiede giustizia. La chiede come un grido ostinato. Non solo e non tanto quella che verrà garantita, come tutti ci auguriamo, dai tribunali degli uomini. Domanda una giustizia che oltrepassa ogni giustizia. Perché di fatto non c’è consolazione possibile per chi resta di fronte a questa perdita. Solo una disperazione che tramortisce anche i più forti. Certo, quello che abbiamo condiviso con chi non è più qui può sempre restare con noi. Ogni volta che qualcuno che abbiamo profondamento amato ci abbandona, qualcosa di lui non può non restare con noi e tra di noi, non può mai morire del tutto. Resta la luce viva dei ricordi incancellabili che sono destinati ad appartenere alla nostra vita per sempre. Ma resta anche una domanda di giustizia che rivolgiamo alla vita, e che non possiamo non rivolgere con accanimento: perché? perché proprio a noi? perché proprio in questa maldetta notte? La morte diviene reale quando, mettendoci le mani addosso, ci strappa la vita di chi amiamo o la nostra stessa vita… Ma la sola solidarietà che conta inizia proprio da qui. Nel riconoscerci uguali di fronte all’inesorabilità e all’insensatezza senza parole della morte, che può sempre arrivare. Se capissimo davvero questo, la guerra di tutti contro tutti lascerebbe il posto a quella pietas che sola ci rende umani…

[Cover: Ann Hamilton, Sense]

Indirizzo

Via Pestalozza 12
Milan
20131

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