13/04/2025
Queste foto mi fanno piangere.
È come se chiudessero un viaggio lungo 10 anni
Le 2 bimbe non sono figlie mie, ma forse, ora, è un po' come lo fossero
Era il 2015.
Quel giorno la mia bambina di 10 anni avrebbe dovuto parlare sul palco del Dreamers Day, davanti a 600 persone.
Si dichiarava timida, diceva di vergognarsi, era certa di non riuscire.
Ci siamo fermati, poco prima di iniziare.
Abbiamo fatto con calma quei passi di introspezione necessari a trasformare la paura in coraggio, la timidezza in forza, la vergogna in uno sguardo sereno, basato sul respiro dalla pancia.
Salita sul palco, tutto andò alla grande, lesse le pagine del Piccolo Dreamer e scese felice di esser riuscita a superare le sue piccole grandi paure.
Aveva cambiato la rotta del suo destino, scrivendo coraggio dove, in alternativa ci sarebbe stata paura e da quella paura avrebbe creato ogni certezza relativa al parlare in pubblico.
Ieri, Manuale delle Relazioni, stessa scena.
Sono io a condurre però, queste due bimbe sono presenti perché i genitori volevano presenziare, quindi abbiamo fatto in modo che potessero esserci.
Come mio consueto, per far sentire i bambini parte della vita, anche se sarebbero state in disparte, le ho presentate e proposto di ve**re sul palco a salutare.
A, la più grande, ha vissuto lo stesso momento della mia bambina, di 10 anni fa.
Guardava in basso, in lei vinceva la vergogna.
Durante una pausa le ho chiesto cosa pensasse del fatto che comunque, lei, sul palco ci era stata ed ora era ancora viva.
"Sono contenta"
E come ti senti a ripensarci?
"Bene"
Vuoi tornare dopo, sul palco, provando a vedere cosa provi, adesso?
"Si"
Il resto è storia, nel giro di pochi istanti ha cambiato la sua vita.
Oggi sa che può parlare in pubblico, alla fine ha dichiarato, a voce piena, "mi sento forte"...
Per quella dolce anima che era convinta dell'imbarazzo, questo è un risultato preziosissimo.
Ed io piango, grato di questa opportunità, che la vita mi dona, come a dirmi che non importa se con la mia bambina la vita è stata spietata, poiché c'è sempre un modo, prima o poi, per dar significato a quanto di buono, invece, la vita può offrire.
Grazie piccole A & A
Lo "zio" Ste