03/11/2022
STRETCHING? SI, MA NON SOLO!
Lo Yoga, nella sua componente eminentemente fisica e grossolana (me lo si lasci dire: come lo intende in massima parte l'Occidente) non è che una forma di stretching.
Muscoli, tessuto connettivo, articolazioni: gli asana stimolano l'allungamento e la decontrazione di queste parti del corpo, come in fondo un qualsiasi tipo di stretching.
*Ma che tipo di stretching?*
Anche chi non fa Yoga ma nella sua vita ha fatto sport o frequentato palestre sa che la parola "stretching" è un contenitore di diversi metodi che, se puntano allo stesso obiettivo (allungare e sciogliere muscoli e articolazioni), non lo fanno con le stesse tecniche.
Sebbene ci siano tante peculiarità, è utile distinguere tra metodi di stretching che coinvolgono singoli muscoli o distretti muscolari (stretching "analitici") e metodi di stretching che invece coinvolgono intere catene muscolari (e che quindi possiamo chiamare "globali").
La differenza non è irrilevante, perché secondo le correnti "globali", come ad esempio, appunto, lo Yoga, o il metodo Mézières, il corpo umano nella sua funzionalità muscolare e articolare utilizza non singoli muscoli e nemmeno singoli distretti, ma intere catene di muscoli.
Non è necessario scendere in tecnicismi, ma secondo le teorie dello stretching globale l'allungamento o la contrazione di un singolo muscolo portano, per riflesso, all'accorciamento e alla contrazione dell'intera catena muscolare relativa. Ne consegue che gli stretching "analitici" (es. s. statico, attivo, dinamico, balistico ecc...) secondo questo modo di vedere le cose non sono granché utili, ma rischiano di peggiorare la situazione posturale del soggetto.
Non si vuole tuttavia in questa sede consigliare o sconsigliare alcunché, anche perché le cose non sono mai veramente bianche o nere, e nelle mie lezioni in fase di riscaldamento mi avvalgo senz'altro anche di forme di stretching analitico, soprattutto dinamico e attivo.
Ma come riporta il titolo, se lo Yoga può essere annoverato, senso latu, tra i metodi di stretching, li eccede senza dubbio per le altre finalità che direttamente o indirettamente persegue: il controllo del respiro per esempio, che non è solo un mezzo (come nello stretching statico) per permettere un allungamento ulteriore, ma è un fine intrinseco; il rafforzamento e l'allineamento posturale; il massaggio agli organi interni; la stimolazione ghiandolare e nervosa parasimpatica; non ultima, la chiarezza mentale e la propriocezione del proprio essere a 360°, partendo dal corpo per percepire chiaramente sensazioni, stati d'animo e latenze subconscie.
Riflettiamoci tutte le volte che si incorre nell'assimilazione dello Yoga allo stretching occidentale: è vero, ma sarebbe senz'altro sminuente fermarsi in superficie e non considerare il resto. Come, facendo un'analogia, considerare il teatro una buffonata (è la buffonata che fa parte del teatro, ma non lo esaurisce!)
Sat Nam