22/02/2026
L’intelligenza artificiale viene sempre più utilizzata per fornire informazioni su temi sensibili, compresa la salute s3ssuale. Ma quanto è davvero affidabile rispetto a un professionista sanitario?
Uno studio ha analizzato 195 domande reali ricevute dal centralino del Melbourne S*xual Health Centre.
Le stesse domande sono state sottoposte a infermiere esperte e a tre chatbot: due addestrati con prompt specifici (Alice e Azure) e la versione standard di OpenAI, cioè ChatGPT.
Le risposte sono state valutate da un gruppo di esperti in modo cieco, considerando:
• correttezza complessiva
• accuratezza
• sicurezza
• chiarezza e accessibilità
• completezza delle informazioni
• qualità delle indicazioni fornite
I risultati sono interessanti. Il chatbot “Alice” ha ottenuto la percentuale più alta di correttezza complessiva (85,2%). Azure si è fermato al 69,3%. ChatGPT al 64,8%.
I chatbot ottimizzati con prompt specifici hanno quindi superato la versione base.
Un dato rassicurante: tutti i chatbot hanno ottenuto punteggi molto alti in termini di sicurezza, con Azure che ha raggiunto quasi il 98%. Questo significa basso rischio di fornire indicazioni potenzialmente dannose.
Cosa significa in pratica?
L’AI può essere uno strumento utile per informazioni generali, soprattutto quando le persone provano imbarazzo a parlare di s3ssualità. Ma non sostituisce il ragionamento clinico, l’inquadramento personalizzato e la responsabilità professionale.
L’intelligenza artificiale è un possibile supporto informativo, non un sostituto della relazione ter**eutica. La tecnologia può facilitare l’accesso, ma la competenza clinica resta insostituibile.
📚Bibliografia: Latt PM, Aung ET, Htaik K, Soe NN, Lee D, King AJ, Fortune R, Ong JJ, Chow EPF, Bradshaw CS, Rahman R, Deneen M, Dobinson S, Randall C, Zhang L, Fairley CK. Evaluation of artificial intelligence (AI) chatbots for providing sexual health information: a consensus study using real-world clinical queries. BMC Public Health. 2025 May 15;25(1):1788.