16/02/2026
📢 𝐂𝐀𝐋𝐋 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐀: Progetto Photo-Book sulle modificazioni corporee in persone transgender
𝐎𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨:
Questo progetto nasce dall’incontro tra 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐧𝐬 𝐀𝐋𝐀 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐄𝐓𝐒 e 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨, ideatrice e curatrice del progetto.
Un incontro fatto di ascolto, di domande condivise, di visioni che si sono riconosciute. Da una parte, uno spazio che ogni giorno accoglie, sostiene e accompagna persone transgender nei loro percorsi di vita. Dall’altra, una ricerca artistica che interroga il corpo come 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨.
Da questo dialogo è nato il desiderio comune di costruire un progetto che non parlasse 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 persone transgender, ma 𝐜𝐨𝐧 le persone transgender.
𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨
Il photo-book è dedicato alle 𝐦𝐨𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨𝐫𝐞𝐞, intese non come gesto isolato o puramente estetico, ma come parte di un 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 spesso complesso, stratificato e profondamente personale. Il corpo non viene considerato come un oggetto da correggere o da esibire, ma come un luogo vivo, attraversato da scelte, tempi, desideri e relazioni.
Troppo spesso i corpi transgender vengono raccontati attraverso 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 , 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞, 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢𝐭à 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐬𝐢𝐯𝐞 o ridotti a logiche di “𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨” che cancellano la complessità dei percorsi individuali. In questi racconti, il corpo diventa un caso, un simbolo o una dimostrazione, raramente una voce.
Questo progetto prende una direzione diversa. Il corpo non viene spiegato, valutato o corretto: il corpo viene 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨.
La fotografia diventa così uno 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, non di appropriazione: un luogo in cui il corpo può esistere senza doversi giustificare, senza essere semplificato o ricondotto a categorie rigide. Uno spazio in cui la trasformazione non è spettacolo, ma presenza, e in cui l’immagine non pretende di dire tutto, ma lascia emergere ciò che vuole mostrarsi.
𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐧𝐝𝐨
La call è rivolta a 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫 che si trovano in un 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨, in particolare: 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫 𝐞 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐠𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫.
La partecipazione è aperta a persone di 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐝’𝐞𝐭à 𝐚𝐦𝐩𝐢𝐚; sono inclusi/e 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢, con 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢.
Il progetto non intende valutare o uniformare i percorsi, ma accogliere la pluralità delle esperienze legate alla medicalizzazione: tempi differenti, vissuti soggettivi, relazioni diverse con il proprio corpo e con le trasformazioni in atto. Ogni percorso è considerato legittimo nella sua specificità.
𝐌𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Il progetto si fonda su alcuni principi chiari e non negoziabili: consenso informato e continuo, rispetto dei limiti personali, possibilità di anonimato, nessun obbligo di mostrare il volto o parti specifiche del corpo, tempi e modalità concordati insieme.
Ogni partecipazione sarà costruita in 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨, senza forzature. Accanto alle immagini potranno essere presenti parole, frammenti o testimonianze, 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 dalla persona partecipante. Nessuna esposizione non scelta, nessuna narrazione imposta.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞
Raccontare i corpi transgender con rispetto è un atto culturale e politico. Significa restituire complessità, sottrarsi alle semplificazioni e affermare che il corpo non è una spiegazione da fornire, ma una 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.
Questo progetto intende lasciare una traccia che non riduce, non addomestica e non tradisce l’esperienza delle persone coinvolte.
𝐂𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢
Per chi desidera partecipare o avere maggiori informazioni, è possibile scrivere direttamente a: 📩 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨
✉️ 𝐬𝐭𝐞𝐩𝐡.𝐚𝐧𝐝𝐫𝐞𝐥𝐥𝐨@𝐠𝐦𝐚𝐢𝐥.𝐜𝐨𝐦
Ogni richiesta sarà accolta con attenzione, rispetto e riservatezza. 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐧𝐨𝐧 è 𝐮𝐧 𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞. È 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨.