Dottor Luca Avoledo

Dottor Luca Avoledo Biologo Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Master in Naturopatia. Aiuto le persone a stare meglio partendo da ciò che mangiano.

Scienza, natura e buon senso. Questo è ciò che cerco di fare ogni giorno attraverso la mia attività alla Clinica del Cibo, la comunicazione su radio, giornali e TV, la divulgazione tramite social e blog. Ho scelto di utilizzare un linguaggio chiaro e accessibile ma non superficiale, semplice ma non semplicistico, convinto che mai come nell’era della conoscenza apparentemente alla portata di tutti ci sia necessità di un’informazione corretta e fondata sulla competenza professionale. Ciò è ancor più vero quando si parli di salute e alimentazione, àmbiti in cui i luoghi comuni e i “sentito dire” si sprecano e le conseguenze, prima o poi, si pagano. lucaavoledo.it
laclinicadelcibo.it

ESISTE LA DIETA CONTRO L'ALZHEIMER?È una domanda che non nasce per curiosità, ma per necessità. Arriva da chi ha visto l...
03/02/2026

ESISTE LA DIETA CONTRO L'ALZHEIMER?
È una domanda che non nasce per curiosità, ma per necessità. Arriva da chi ha visto la malattia da vicino, da chi teme di riconoscerne i primi segnali, da chi assiste un genitore e si chiede se non si potesse fare qualcosa prima: esiste davvero una dieta contro l'Alzheimer?

La risposta va data senza incertezze: no, non esiste una dieta che curi l’Alzheimer. Ma sarebbe sbagliato dire che l'alimentazione non conti. Perché oggi sappiamo che ciò che mangiamo può influenzare il rischio di sviluppare la malattia e il modo in cui evolve nel tempo.

Il cervello non si ammala all’improvviso. Prima che compaiano i disturbi di memoria, passano anni, e spesso decenni, di infiammazione silenziosa, alterazioni metaboliche, problemi di microcircolo. In questo scenario, l'alimentazione non è un dettaglio: è parte del contesto biologico in cui il cervello invecchia.

Spiego cosa mangiare nel commento.

IL TUO REFLUSSO È UNICO. ECCO PERCHÉ LE CURE STANDARD NON FUNZIONANO PER TUTTILe esperienze dei pazienti mostrano chiara...
02/02/2026

IL TUO REFLUSSO È UNICO. ECCO PERCHÉ LE CURE STANDARD NON FUNZIONANO PER TUTTI
Le esperienze dei pazienti mostrano chiaramente che il reflusso gastroesofageo non è uguale per tutti: in ogni persona nasce da una combinazione differente di cause e fattori aggravanti, che può includere alimentazione, abitudini quotidiane, postura, stress e molto altro ancora.

In questa infografica ho racchiuso alcuni esempi, che ho riscontrato in miei pazienti.

Nel commento, poi, trovi la mia Guida completa sulla malattia da reflusso gastroesofageo, con tutte le informazioni che ti servono.

🥐☕️ COLAZIONE SÌ O COLAZIONE NO? COSA FARE SE AL MATTINO NON HAI FAMEHo partecipato nuovamente, pochi giorni fa, a una p...
29/01/2026

🥐☕️ COLAZIONE SÌ O COLAZIONE NO? COSA FARE SE AL MATTINO NON HAI FAME
Ho partecipato nuovamente, pochi giorni fa, a una puntata di Obiettivo Salute - Radio 24 , ospite di Nicoletta Carbone.

Abbiamo amabilmente chiacchierato sul primo pasto della giornata: da fare? Non fare? Come comporlo? Quando consumarlo? E come regolarsi se non si ha appetito?

🔹 Nel mio commento qui sotto puoi ascoltare tutto quello che ci siamo detti.

👉 E tu, fai regolarmente colazione? Oppure non hai fame e la salti? Scrivimelo nei commenti.

STITICHEZZA E INTESTINO SENSIBILE: COME USARE LA MANNA DEL FRASSINOLa manna del frassino è uno di quei rimedi naturali c...
28/01/2026

STITICHEZZA E INTESTINO SENSIBILE: COME USARE LA MANNA DEL FRASSINO
La manna del frassino è uno di quei rimedi naturali che arrivano da lontano e che meritano di essere riscoperti. Utilizzata da secoli nella tradizione mediterranea – soprattutto in Sicilia – è una sostanza completamente naturale estratta dalla corteccia di Fraxinus ornus, ottenuta senza danneggiare la pianta.

Ma a cosa serve davvero la manna? E perché viene ancora utilizzata in ambito terapeutico?

La manna del frassino è conosciuta soprattutto per le seguenti azioni.

🔹 Lassativa dolce e fisiologica
Agisce richiamando acqua nell'intestino, favorendo l'evacuazione senza irritare la mucosa. È particolarmente indicata in caso di:
- intestino pigro
- vera e propria stitichezza, occasionale o cronica
- soggetti sensibili (bambini, anziani, donne in gravidanza).

🔹 Ben tollerata dall'intestino
A differenza di molti lassativi stimolanti, non provoca crampi, urgenza o dipendenza.

🔹 Utile in caso di disbiosi e intestino sensibile
La sua azione osmotica è delicata e non infiammatoria, e quindi la manna è adatta anche a chi soffre di intestino irritabile (al contrario dei lassativi a base di erbe ad antrachinoni: senna, frangola ecc.).

🔹 Supporto nelle diete depurative
Favorendo la regolarità intestinale, contribuisce ai processi di eliminazione delle tossine.

Come si utilizza
Può essere assunta sciolta in acqua, tisane o latte vegetale. Il dosaggio va sempre personalizzato, perché anche i rimedi naturali vanno usati con criterio.

Un rimedio naturale, ma non banale
Il fatto che sia naturale non significa che vada utilizzata "a caso". La manna del frassino è uno strumento utile, ma consiglio sempre di inserirla in un contesto più ampio che tenga conto di alimentazione, idratazione, stile di vita e salute intestinale.

La natura offre soluzioni intelligenti, se sappiamo usarle bene.
La manna del frassino ne è un perfetto esempio: semplice, antica, ma ancora straordinariamente attuale.

I 5 MOTIVI PIÙ COMUNI PER CUI TI CADONO I CAPELLI (E LE SOLUZIONI)Caduta dei capelli femminile: perché succede, cosa la ...
27/01/2026

I 5 MOTIVI PIÙ COMUNI PER CUI TI CADONO I CAPELLI (E LE SOLUZIONI)
Caduta dei capelli femminile: perché succede, cosa la favorisce, quando preoccuparsi e quali strategie nutrizionali e di stile di vita possono davvero aiutare: trovi tutto nel mio commento.

LA NUOVA PIRAMIDE ALIMENTARE USA, TRA CRITICHE E SPUNTI UTILI ANCHE PER L'ITALIALe Linee guida alimentari per gli americ...
26/01/2026

LA NUOVA PIRAMIDE ALIMENTARE USA, TRA CRITICHE E SPUNTI UTILI ANCHE PER L'ITALIA

Le Linee guida alimentari per gli americani 2025-2030, pubblicate all’inizio dell’anno, hanno suscitato un coro di critiche, soprattutto in Europa: troppo permissive con i grassi animali, troppo generose con le proteine, troppo “americane”, si è detto. Eppure, guardando con attenzione il documento, emergono anche aspetti innovativi e condivisibili, alcuni dei quali avvicinano sorprendentemente gli USA al modello mediterraneo e offrono spunti utili per il dibattito italiano.

Innanzitutto, la piramide statunitense rifiuta con decisione i cibi ultraprocessati, promuovendo il consumo di alimenti veri, minimamente o affatto trasformati, freschi e di stagione. Un punto da applaudire: evidenziare che la vera insidia per la salute proviene da zuccheri aggiunti, additivi e prodotti industriali altamente trasformati.

Nelle nuove linee guida USA, poi, le proteine trovano un ruolo che dovrebbe essere considerato con una certa attenzione anche da questa parte dell’Oceano. Mentre in Italia spesso viene sottovalutata la loro importanza nella dieta, le linee guida USA propongono un apporto di 1,2-1,6 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, valorizzando pollame, pesce, carne rossa, uova e latticini come fonti principali.

È in particolare questo aspetto che merita una riflessione un po’ più approfondita.

Il ruolo delle proteine nella dieta è cruciale, a ogni età. Dati recenti indicano che quasi il 60% degli italiani dichiara di aver ridotto il consumo di carne, spesso senza considerare adeguati compensi nutrizionali. Questo fenomeno coincide con un’odierna, irrazionale, diffidenza verso alimenti nutrienti quali innanzitutto la carne rossa, ma anche i latticini, considerati erroneamente “critici”, mentre la scienza spiega distintamente che un apporto proteico insufficiente aumenta il rischio di perdita muscolare, fragilità ossea e declino funzionale, problemi specialmente rilevanti in terza e quarta età.

L'Italia è il secondo paese più anziano del mondo, con oltre 14 milioni di over 65. Abbiamo uno degli indici di vecchiaia più alti del pianeta: nel 2024, il rapporto tra ultrasessantacinquenni e minori di 14 anni ha superato il 180%, significando quasi due anziani per ogni giovane. Le previsioni, per giunta, ci dicono che questo scenario è destinato a peggiorare.

Il 10-20% della popolazione italiana oltre i 65 anni è colpita dalla sarcopenia, la perdita progressiva di massa e forza muscolare legata all’invecchiamento. Inizia già prima dei 50 anni, accelera dopo i 70 e si associa a disabilità, perdita di autonomia e aumento della mortalità. Questo rende la sarcopenia una problematica sanitaria di rilievo.

Preservare il muscolo è essenziale per invecchiare in salute. Metanalisi e studi osservazionali mostrano che un aumento dell’assunzione quotidiana di proteine può ridurre il rischio di perdita muscolare e fragilità. E, in questo, le proteine nobili giocano un ruolo di primo piano.

È vero che le raccomandazioni italiane dei LARN 2025 suggeriscono livelli proteici leggermente più alti nei soggetti anziani - 1,1 g/kg di peso corporeo al giorno rispetto ai 0,9 g/kg/die per gli adulti con meno di 64 anni -, proprio per favorire la sintesi proteica e contrastare la perdita di forza. In questo contesto l’atteggiamento delle nuove Dietary Guidelines USA, che valorizzano proteine di alta qualità, potrebbe aiutare in Italia a riformulare un dibattito spesso appiattito su semplificazioni nutrizionali e sulla difesa di un modello alimentare sempre e comunque “carboidrato-centrico”. Persino quando dati scientifici precisi e completi attestano ormai con chiarezza che le diete a basso tenore di carboidrati possono essere vantaggiose nella strategia di prevenzione e cura dell’obesità e del diabete, due condizioni in preoccupante crescita anche nella patria della dieta mediterranea.

Peraltro non si può mancare di ricordare che le evidenze scientifiche di cui disponiamo dimostrano che un consumo di proteine fino a 2 g/kg/die è da considerarsi del tutto sicuro per l’adulto sano.

Naturalmente, questo non significa avvallare consumi incontrollati di carne, latticini o altri cibi proteici: la moderazione e il contesto alimentare complessivo restano fondamentali. Proprio qui la piramide USA presta il fianco alle critiche: il libero ricorso ai grassi saturi costituisce un punto controverso. L’eccesso di grassi saturi - che pure, in sé, non vanno criminalizzati - è correlato a un maggiore rischio cardiovascolare e fatica a trovare giustificazione anche all’interno di un approccio bilanciato.

Ciò che riscuote interesse è il concetto di qualità complessiva della dieta, più che l’attenzione, in positivo o in negativo, al singolo alimento. In questo senso, gli USA fanno un passo avanti rispetto a modelli più rigidi, valorizzando alimenti “integri”, vegetali in abbondanza e varietà nelle scelte. Un approccio coerente con le evidenze scientifiche: sappiamo ormai con certezza che i benefici non vengono da uno specifico nutriente o da una limitazione estrema, ma dall’insieme dei cibi e delle combinazioni.

In definitiva, la nuova piramide americana, pur criticabile su alcuni punti, può essere vista come un invito a ripensare la dieta americana (e italiana) in chiave più moderna, enfatizzando ciò che funziona - cibo vero, cereali integrali, proteine nobili, largo consumo di verdura e frutta, varietà - e correggendo ciò che scientificamente merita di essere rivisto.

🫀 COENZIMA Q10, L'ALLEATO NATURALE DEL TUO CUOREHai mai sentito parlare del Coenzima Q10 e del suo ruolo nella salute ca...
23/01/2026

🫀 COENZIMA Q10, L'ALLEATO NATURALE DEL TUO CUORE
Hai mai sentito parlare del Coenzima Q10 e del suo ruolo nella salute cardiovascolare?

Nel mio articolo sul blog - completamente rivisto e aggiornato - ti spiego perché questa molecola è così importante per il cuore, in quali situazioni la sua integrazione può fare la differenza, quali sono i dosaggi indicati in prevenzione e nelle diverse patologie cardiache e come scegliere le formulazioni più efficaci, con i riferimenti scientifici.

🔗 Leggi l’articolo completo nel mio commento.

CIBI "HIGH PROTEIN": UNA MODA UTILE O SOLO BEN CONFEZIONATA?Un fenomeno in crescita che incrocia bisogni reali, marketin...
20/01/2026

CIBI "HIGH PROTEIN": UNA MODA UTILE O SOLO BEN CONFEZIONATA?
Un fenomeno in crescita che incrocia bisogni reali, marketing aggressivo e scelte alimentari sempre meno consapevoli. Serve uno sguardo critico, che vada oltre l’etichetta.

🔹🔹🔹

Negli scaffali dei supermercati è in atto una piccola rivoluzione silenziosa. Tanti yogurt, dessert, barrette, pane, pasta, latte, gelati e snack sfoggiano orgogliosamente la scritta “high protein”, spesso accompagnata da colori scuri, vistosi caratteri grafici e richiami al fitness. Il messaggio è semplice e potente: più proteine uguale più salute. Ma, come spesso accade in nutrizione, la realtà è meno immediata e decisamente più complessa.

Partiamo da un punto fermo, che va chiarito senza ambiguità: l’apporto proteico è fondamentale. Mi hai sentito tante volte dire che le proteine sono essenziali per la salute muscolare, il metabolismo, il sistema immunitario e il mantenimento della massa magra, soprattutto con l’avanzare dell’età. E in molte persone – anziani, soggetti sedentari, chi segue diete ipocaloriche o sbilanciate – l’introito proteico è effettivamente sottostimato. Su questo, la letteratura scientifica è chiara.

Il problema nasce quando un’esigenza reale viene intercettata dal marketing. I cibi “high protein” industriali non sono semplicemente alimenti naturalmente ricchi di proteine, ma prodotti a cui vengono aggiunte proteine isolate o concentrate, come siero del latte (whey), caseina o il loro mix (indicato sulle etichette come proteine del latte), o proteine vegetali da soia, pi***lo o frumento. Sono ingredienti aggiunti per aumentare il valore proteico, certo, ma ottenuti tramite processi industriali e inseriti in alimenti che spesso non nascono per essere naturalmente proteici.

Ti spiego cosa c'è che non va nel commento.

🧠 DEPRESSIONE: APPROCCI NATURALI DI SUPPORTO (NUTRIZIONE, INTEGRAZIONE, STILE DI VITA)La depressione è una condizione co...
16/01/2026

🧠 DEPRESSIONE: APPROCCI NATURALI DI SUPPORTO (NUTRIZIONE, INTEGRAZIONE, STILE DI VITA)
La depressione è una condizione complessa, che merita rispetto, competenza e un approccio integrato.

Accanto ai percorsi medici e psicologici, esistono strategie naturali di supporto che possono contribuire al benessere emotivo e mentale.

In questo articolo approfondisco:
✔️ il ruolo della nutrizione sull’equilibrio neurochimico
✔️ l’importanza di stile di vita e movimento
✔️ quali integrazioni nutraceutiche e fitoterapiche hanno evidenze scientifiche di supporto.

📊 Ho riassunto alcuni punti chiave anche in questa infografica chiara e pratica.

💬 Domanda per te:
secondo la tua esperienza, qual è l'aspetto che incide di più sul benessere mentale?
🔹 alimentazione
🔹 sonno
🔹 stress
🔹 attività fisica
🔹 altro

Scrivilo nei commenti 👇

👉 Leggi l’articolo completo nel mio commento.


Indirizzo

LA CLINICA DEL CIBO Del Dottor Luca Avoledo, Via Rodolfo Farneti, 14
Milan
20129

Sito Web

https://about.me/lucaavoledo, https://www.linkedin.com/in/luca-avoledo/, https://www.youtub

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