13/03/2026
Quando il mondo corre troppo veloce, quando sento il peso delle responsabilità o quando un problema mi sembra insormontabile, non cerco soluzioni complicate.
Prendo la macchina e vado da Maria.
Maria è la donna che mi ha cresciuta, che mi ha tenuta a battesimo e che oggi, a 92 anni, è il mio più grande riferimento.
Non vado da lei solo per un saluto: vado da lei perché ho bisogno di tornare alla vita vera.
Davanti a un piatto di tagliatelle fatte in casa da lei e a una risata con suo figlio Enzo, tutto si ridimensiona. In un attimo, lo stress sparisce e i problemi tornano a essere solo fatti da affrontare, non montagne da scalare.
Le chiedo: "Maria, ma qual è il segreto?". E lei, tra una battuta e un sorriso, mi ricorda che la longevità non è non avere rughe, ma avere il cuore leggero. Lei, che ha visto il terremoto dell'Aquila portarle via la casa e che ha affrontato la perdita del marito, non ha mai perso la sua lucidità e la sua ironia.
Non l'ho mai vista piangere, non perché non abbia sofferto, ma perché ha scelto la leggerezza.
Da lei imparo di nuovo: il valore delle cose semplici (come leggere un libro invece di guardare la TV), il valore del "per sempre" e dell'amare chi ci sta vicino (indossa ancora la fede e ha quella del marito al collo), e che non serve essere "cazzute" a tutti i costi come ci vuole la società oggi, ma basta essere donne vere, umane e presenti.
Maria è il mio antidoto alla frenesia. Mi insegna che la vera forza non è alzare la voce, ma saper sorridere anche quando devi ricostruire tutto da zero. Mi insegna che essere lucide a 92 anni è il traguardo più bello, perché significa aver vissuto ogni giorno con amore.
Il mio augurio per te è lo stesso che faccio a me stessa: ti auguro di avere una "Maria" nella vita. Qualcuno che, con la semplicità di un gesto e la saggezza di una vita intera, sappia riportarti a casa e ricordarti chi sei davvero. E ti auguro di essere tu stessa “Maria”.👑