06/04/2026
Il giudicare l'altro nasce dal bisogno che l'altro sia come noi vogliamo che sia
L'antidoto al giudizio risiede nello sviluppare la capacità di vedere l'altro ovvero nel poter vedere in che blocchi, paure, condizionamenti l'altro vive.
Ma attenzione lo scopo di imparare a vedere davvero l'altro non ha come fine quello di giustificare tutto nell'altro (questo infatti ci manterrebbe fermi e passivi verso la vita)
Ma ha il fine di:
Sviluppare la saggezza: proprio perché vedo chi è davanti a me (unitamente ai suoi blocchi, paure e condizionamenti), posso orientare le mie scelte, le mie azioni verso quella persona, persino le parole che userò. Occhio, non per manipolarla ma per offrire il meglio di ciò che emana da me in quella circostanza, con quella persona.
Ed il meglio, attenzione un'altra volta, non è necessariamente un sorriso, una parola calda. A volte il meglio, con quella persona, con quelle caratteristiche è una freddezza gentile, o una chiarezza di confine prima d'ora mai esplicitata.
Ma come posso imparare a vedere l'altro?
Che significa anche: come posso sviluppare saggezza e uscire dal giudizio?
Imparando prima a vedere te: i tuoi blocchi, le tue paure, i tuoi condizionamenti, perché questo lavoro ti letteralmente libera te e il tuo cuore proprio dai tuoi blocchi, dalle tue paure e dai tuoi condizionamenti.
Quando Gesù parlava di trave nel nostro occhio, si riferiva proprio a questo. Un occhio che ha una trave in sé, non può vedere l'altro.
Della nostra trave dobbiamo dunque occuparci.
Senza questo Lavoro (affascinante) non potremmo mai vederci davvero e di conseguenza non potremmo mai vedere davvero l'altro, non potremmo orientare le nostre scelte in modo saggio e non potremmo ripulire noi stessi e di conseguenza la realta in cui viviano dal giudizio.
Quante cose invece potremmo conquistare 🕊
ccupandoci della nostra trave!
Siam qui per risorgere
Wilma Riolo - Psicologa e Insegnante di Bioenergetica -