19/02/2026
La luce degli incendi a Dicembre — Matteo Bussola
Il romanzo racconta un incontro casuale tra due adulti, Margherita e Marcello, che si ritrovano seduti sullo stesso treno. L’una fugge dalla propria vita, mentre l’altro vi fa ritorno. In mezzo nasce una conversazione che diventa un atto di verità reciproca. Un romanzo che esplora ciò che resta quando le maschere della quotidianità si sgretolano e il malessere, a lungo trattenuto, emerge.
Nessuno dei due protagonisti è in cerca di soluzioni, bensì di ascolto. Ed è proprio nel tempo sospeso del viaggio che il dialogo tra sconosciuti diventa uno spazio protetto, in cui è possibile dire la verità senza il peso dei ruoli familiari o sociali, abbassando le proprie difese e mettendo a n**o le ferite emotive.
Bussola racconta, attraverso un linguaggio semplice, una sofferenza adulta fatta non di traumi eclatanti, ma di logoramenti emotivi: il peso delle scelte, delle responsabilità e dei ruoli che, col tempo, smettono di somigliare a chi li indossa. Marcello e Margherita, durante il loro dialogo, non cercano risposte o salvezza, ma qualcuno che li veda, almeno per la durata del viaggio.
L’autore esplora con sensibilità la vulnerabilità adulta, il bisogno di essere riconosciuti e ascoltati e il potere trasformativo dell’incontro umano. Non offre risposte, ma apre domande profonde — ed è proprio in questo spazio aperto che risiede la sua forza.
☑ Perché lo consigliamo?
Bussola riesce, attraverso la scrittura, a raccontare una sofferenza sottile ma molto riconoscibile — e non solo adulta: quella di chi si sente bloccato tra ciò che è stato e ciò che avrebbe voluto essere. Non ci sono colpi di scena, ma piccole rivelazioni interiori che lasciano il segno e costruiscono un legame che dura il tempo del viaggio, ma che continua a risuonare a lungo.