AIED Milano

AIED Milano L’Aied, associazione italiana per l’educazione demografica, è un consultorio familiare accredit

Quando si parla di mental load non si fa riferimento solo ad “avere tante cose da fare”. Significa anche e soprattutto a...
28/01/2026

Quando si parla di mental load non si fa riferimento solo ad “avere tante cose da fare”. Significa anche e soprattutto avere tante cose a cui pensare, continuamente. È quella stanza nella mente con la luce sempre accesa perché le incombenze sono molteplici: organizzare, prevedere, ricordare, prendersi cura.
Nell’incontro clinico si presenta spesso come una stanchezza profonda, che il riposo non è sufficiente a ristorare. Si tratta piuttosto di una fatica mentale che rallenta, distrae, corrode. Nella nostra società e nella struttura dei nuclei familiari questo peso ricade in misura molto maggiore sulle donne. Sono loro, infatti, le custodi della responsabilità emotiva e organizzativa della vita quotidiana, evidenziando come l’imparità di genere nasca in primo luogo nella sfera privata.
Il mental load è un vero e proprio lavoro che però è invisibile, non retribuito e silente. Queste caratteristiche lo rendono difficile da individuare, problematizzare e smantellare. Si fonda un’erronea assunzione di colpa, ben distinta dalla responsabilità che, in quanto tale, può essere condivisa all’interno di una famiglia. Questa colpa invisibile ma ingombrante genera facilmente frustrazione, insoddisfazione, sofferenza e nei casi più estremi, burnout.
Parlare di parità di genere significa allora guardare anche a ciò che accade fuori dai luoghi di lavoro: alla divisione dei compiti, ma soprattutto alla divisione delle responsabilità mentali. Perché non basta “aiutare”, se il peso dell’organizzazione resta sulle spalle di una sola persona.
Come professionisti della salute sappiamo che non esiste una soluzione unica. Ma esiste un primo passo fondamentale: rendere visibile ciò che oggi è dato per scontato. Dare un nome al sovraccarico mentale significa iniziare a prendersene cura, insieme.

Nel contesto educativo contemporaneo, parlare di neurodivergenza significa riconoscere la varietà con cui la mente umana...
26/01/2026

Nel contesto educativo contemporaneo, parlare di neurodivergenza significa riconoscere la varietà con cui la mente umana può funzionare. Autismo, ADHD, dislessia, plusdotazione, e molte altre condizioni rappresentano modi differenti di apprendere, percepire, elaborare informazioni, e relazionarsi.
La scuola, come luogo cardine di crescita e formazione, ha la responsabilità di accogliere questa pluralità, trasformandola in occasione di arricchimento per l’intera comunità scolastica.
Un approccio inclusivo consiste nell’adottare una prospettiva capace di considerare la diversità come un valore. Ciò implica un cambiamento culturale: passare dall’idea che l’alunno “non si adatti” al modello scolastico, alla consapevolezza che è la scuola a dover essere flessibile. La centralità della persona, con le sue risorse e le sue fragilità, diventa il punto di partenza per la progettazione educativa.
Fondamentale è anche la formazione degli insegnanti. Riconoscere i segnali della neurodivergenza, conoscere le strategie più efficaci e comprendere l’importanza di un linguaggio rispettoso permette di costruire relazioni più autentiche e supportive. Inoltre, la collaborazione tra docenti curricolari, insegnanti di sostegno, famiglie e specialisti costituisce una rete preziosa per l’evoluzione positiva del percorso scolastico.
Sul piano emotivo e sociale, la scuola inclusiva favorisce un clima in cui tutti gli studenti possano sentirsi visti e riconosciuti. Lavorare sulla consapevolezza delle differenze, sulla prevenzione dello stigma e sullo sviluppo dell’empatia permette di costruire classi più rispettose e solidali. In conclusione, affrontare il tema della neurodivergenza nell’ambito scolastico significa abbracciare una visione dell’educazione che valorizza la complessità umana.
Investire nell’inclusione oggi significa costruire adulti capaci domani di riconoscere e rispettare la diversità come una risorsa imprescindibile.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello - Oliver Sacks“L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è un saggio ...
19/01/2026

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello - Oliver Sacks
“L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è un saggio narrativo che intreccia neurologia, psicologia e filosofia, trasformando la medicina in una profonda riflessione sull’essere umano. Attraverso una serie di casi incontrati nella sua pratica clinica – spesso rari e sorprendenti – Oliver Sacks esplora il legame tra cervello, mente, memoria e identità, dando vita a quelle che lui stesso considera una sorta di “Mille e una notte” della neurologia.
Il celebre caso che dà il titolo al libro racconta di un uomo affetto da agnosia visiva, capace di vedere ma non di riconoscere, fino a scambiare la testa della moglie per un cappello. Accanto a lui incontriamo pazienti colpiti da gravi amnesie, persone intrappolate in tic e compulsioni. Come i gemelli autistici che vivono in un mondo perfettamente ordinato di numeri primi, la cui “guarigione” rischia di cancellarne l’essenza più autentica.
Ciò che rende questo testo una pietra miliare dello studio della mente umana è il viaggio oltre la descrizione clinica: Sacks non riduce mai i suoi pazienti a una diagnosi, ma li racconta come individui unici, con una biografia, un mondo interiore e un modo singolare di abitare la realtà. La perdita di una funzione neurologica diventa così una frattura nell’identità, ma non la cancella assolutamente dando origine ad adattamenti, risorse e nuovi equilibri.
☑ Perché lo consigliamo?
A chi lavora nella relazione d’aiuto insegna uno sguardo etico e relazionale: Sacks non è un semplice risolutore di problemi, non guarda al sintomo come indicatore di patologia, ma abbraccia l’interezza umana. È un accompagnatore empatico, che ascolta, osserva e restituisce dignità ai “misteri” della mente umana.

Il dolore prende forma nell’incontro tra sensazioni fisiologiche, vissuti emotivi e significati psicologici che ciascuno...
16/01/2026

Il dolore prende forma nell’incontro tra sensazioni fisiologiche, vissuti emotivi e significati psicologici che ciascuno attribuisce alla propria esperienza.
La componente fisica è la parte forse più immediata e riconoscibile ad uno stimolo doloroso interno o esterno (un lutto, un pensiero, come una ferita): il corpo risponde ad uno stress attivando meccanismi neurofisiologici che ci fanno percepire sensazioni fisiche, come un mal di pancia o un bruciore. In questo processo biologico, interpretiamo ciò che accade anche alla lue della storia personale, delle memorie, aspettative, difese, sicurezze e vulnerabilità, che possono amplificare o prolungare l’esperienza, oppure attenuarla o negarla. Se la persona sente di non avere margine d’azione, se teme che il dolore non passerà o si percepisce isolata nel gestirlo, può instaurarsi un circolo che alimenta ansia e ipervigilanza, rendendo il dolore più persistente e opprimente. Al contrario, la fiducia nella propria capacità di attraversare ciò che accade, la percezione di supporto e contenimento emotivo, possono riequilibrare la risposta psicofisica, riducendo la sensazione di smarrimento e restituendo una dimensione di maggiore abitabilità all’esperienza.
Sul piano emotivo, il dolore apre spazi intensi e complessi: può evocare frustrazione, rabbia, vergogna, senso di ingiustizia o solitudine profonda. Le emozioni non si limitano ad accompagnare ciò che fa male, ma lo modellano, lo rendono più denso e aggiungono quindi complessità ad un’esperienza già intensa.
Accogliere il dolore nella complessità delle sue dimensioni (psicologica, fisica, emotiva, esistenziale) può ampliare e completare un’esperienza di vita, aprendo nuove possibilità di consapevolezza. Accoglierlo senza negare qualcuna delle sue parti, restando presenti a ciò che accade nel complesso, per quanto difficile, può permettere di recuperare un senso di autenticità con sé stessi e con l’esperienza di vita che ciascuno fa.

Il puerperio è il periodo che inizia subito dopo il parto e che termina con la ripresa dell’attività ciclica delle ovaie...
13/01/2026

Il puerperio è il periodo che inizia subito dopo il parto e che termina con la ripresa dell’attività ciclica delle ovaie. Ha una durata compresa tra le 4 e le 8 settimane.
Le prime 2 ore del puerperio, vengono invece definite “post partum” e sono caratterizzate da cambiamenti drastici, che segnano il passaggio dallo stato gravidico a quello puerperale.
La maternità è un viaggio unico, fatto di emozioni, domande e scoperte: presso il Consultorio AIED Milano troverai ascolto, supporto e risorse per affrontare questo percorso con serenità.
Con un approccio accogliente e competente, il nostro obiettivo è fornirti informazioni, sostegno e strumenti per vivere la maternità con consapevolezza e tranquillità.
Chiamaci allo 02 6671 4156
oppure scrivici a areasanitaria@aiedmilano.com

AIED Milano, attraverso la competenza della sua equipe, propone servizi di qualità per aiutare le persone ad affrontare ...
09/01/2026

AIED Milano, attraverso la competenza della sua equipe, propone servizi di qualità per aiutare le persone ad affrontare momenti di vita o situazioni difficili da gestire per cui possono aver bisogno di un aiuto professionale, ma allo stesso tempo attento all'unicità della persona e alle sue esigenze.
Per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e su come accedervi puoi:
🔴 visitare il nostro sito web www.aiedmilano.com
🔴 contattarci allo 02 6671 4156
🔴 scriverci via mail a info@aiedmilano.com

Il consultorio AIED nasce con lo scopo di battersi affinché le persone possano decidere liberamente per la propria vita ...
31/12/2025

Il consultorio AIED nasce con lo scopo di battersi affinché le persone possano decidere liberamente per la propria vita affettiva e riproduttiva, del proprio corpo e della propria sessualità. Crediamo che scegliere, ogni giorno, di stare dalla parte dell’umanità sia l’impegno più grande e necessario.
È importante ricordare che ogni diritto conquistato non è una meta definitiva, ma un invito costante all’impegno e alla cura: i diritti, infatti, richiedono continua volontà collettiva.
Concludere l’anno significa quindi riconoscere quanto è stato fatto, ricordare cosa resta da fare e rinnovare, giorno dopo giorno, la nostra responsabilità e partecipazione in questo viaggio verso l’uguaglianza e la parità dei diritti. Come dire: “Non solo per me, ma per tutti”.
In questo senso AIED, con le battaglie che ha seguito negli anni, dall’apertura di un’associazione laica che promuove la procreazione libera e responsabile, all’abolizione dell’articolo 553 del Codice Penale, alla legge sul divorzio, a quella sull’interruzione di gravidanza, fino ad arrivare oggi all’educazione sessuale nelle scuole, ci ricorda che quelle per i diritti non sono solo lotte giuridiche, ma anche culturali: cambiare il pensiero e non solo le leggi.
In un mondo in continua evoluzione, i diritti umani riguardano tutti. Possiamo fermarci, riflettere, ringraziare chi ha aperto la via e, insieme, impegnarci a percorrerla fino in fondo.
Che il 2026 continui a essere un anno di responsabilità condivisa, libertà, consapevolezza e cura.
Per tutti.

In queste giornate di festa, tutto il team di AIED Milano vi augura un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!              ...
24/12/2025

In queste giornate di festa, tutto il team di AIED Milano vi augura un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!

AIED Milano vi informa che il consultorio sarà chiuso per le vacanze natalizie a partire dal 22 dicembre 2025.Il consult...
16/12/2025

AIED Milano vi informa che il consultorio sarà chiuso per le vacanze natalizie a partire dal 22 dicembre 2025.
Il consultorio sarà aperto fino al 19 dicembre 2025.
Tutte le nostre attività riprenderanno regolarmente mercoledì 7 gennaio 2026.

L'Assistente sociale è quella figura professionale che si pone come agente di cambiamento focalizzata sulla prevenzione ...
12/12/2025

L'Assistente sociale è quella figura professionale che si pone come agente di cambiamento focalizzata sulla prevenzione e soluzione dei problemi di natura sociale.
All'interno di AIED si occupa di accoglienza nell'area sanitaria per chi accede all'ambulatorio ginecologico.
Accompagna la donna e/o la coppia nell'iter delle interruzioni di gravidanza sia prima che dopo la scelta favorendo una scelta il più possibile possibile libera e consapevole.
Offre consulenze sociali per le situazioni che necessitano di informazioni/orientamento sui servizi territoriali o sui propri diritti/doveri, lavora in collaborazione con gli altri operatori consultoriali sulle casistiche più complesse.
Fornisce consulenze sia individuali che in gruppo (all'interno del corso di preparazione al parto) relative ai diritti e alla tutela della maternità/paternità.
Chiamaci allo 0266714156 per avere maggiori informazioni.

Tutto sull’amore - bell hooks Con questo libro, bell hooks – scrittrice, attivista e femminista – rimette l’amore al cen...
08/12/2025

Tutto sull’amore - bell hooks
Con questo libro, bell hooks – scrittrice, attivista e femminista – rimette l’amore al centro del dibattito pubblico, convinta che, nonostante sia il nucleo delle nostre vite, se ne parli sempre troppo poco. Troppo spazio, invece, è lasciato a emozioni e dinamiche più “rumorosi”: l’odio, la competizione, il possesso, la paura. Il punto di partenza è la definizione dello psichiatra M. Scott Peck: l’amore “come volontà di estendere il proprio sé al fine di favorire la crescita spirituale propria o di un'altra persona. L'amore è un atto di volontà, più precisamente, è al contempo un’intenzione e un’azione. La volontà implica anche una scelta. Non siamo costretti ad amare. Scegliamo di farlo”.
hooks ci invita a riconoscere che l’amore non è un sentimento che ci accade, ma una scelta consapevole, fatta di rispetto, responsabilità e libertà. Secondo l’autrice, la società capitalistica ha smesso di parlare d’amore perché l’amore – quello vero, trasformativo – metterebbe in discussione le sue logiche di dominio, efficienza e isolamento. Quello descritto nel libro è un amore che non tollera alcuna forma di controllo, prevaricazione o violenza e che non teme la fatica e la vulnerabilità: anzi, le accoglie come parti essenziali della crescita.
☑ Perché lo consigliamo?
Questo libro ci aiuta a riportare chiarezza in un momento storico in cui la parola amore viene troppo spesso accostata a fatti di cronaca segnati da possesso, gelosia e violenza. In un Paese in cui i femminicidi continuano a ricordarci quanto profondamente sia radicata l’idea distorta di un amore che controlla, sommerge, corregge, hooks ci offre una bussola preziosa: l’amore non è dipendenza, non è fusione che annulla, non è passione che divora, non è potere sull’altro. L’amore autentico è un atto di volontà che parte da sé e si estende verso l’altro senza mai togliergli spazio, voce o dignità.

Non essere cattivo - Claudio CaligariSono da poco passati 10 anni dall’uscita di questo lungometraggio, ultimo del regis...
05/12/2025

Non essere cattivo - Claudio Caligari
Sono da poco passati 10 anni dall’uscita di questo lungometraggio, ultimo del regista, in cui si parla di solitudine, violenza e dipendenze e dove le relazioni si snodano tra conforto e sofferenza.
Ambientato nella periferia della Roma degli anni ‘90, Vittorio e Cesare sono due amici con storie familiari problematiche alle spalle.
Vittorio vede in Cesare un modello di mascolinità e di forza. Cesare, a sua volta, vede in Vittorio un amico e un compagno fedele. Tuttavia, la loro amicizia è segnata da una serie di eventi violenti e autodistruttivi, tra lo spaccio di sostanze e gravose criticità familiari.
Quello che sembra fare la differenza in termini di scelte di vita e di cura è la rete e il supporto che si è creato negli anni, nonostante la fatica, la sofferenza e gli eventi di vita avversi. È difficile staccarsi l’uno dall’altro, portando avanti i progetti personali, tanto che il finale non sarà scontato per entrambi.
☑ Perché lo consigliamo?
Il film affronta temi attuali come la violenza, la dipendenza e la solitudine, offrendo una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Lo consigliamo a chi vuole cogliere la possibilità di esplorare la fragilità e la vulnerabilità attraverso la vita di due giovani, travolti dalle circostanze e dalle loro stesse sofferenze. È un film che invita a riflettere sulla società e sulla vita.

Indirizzo

Via Vitruvio, 43
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Giovedì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 14:00

Telefono

+390266714156

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