29/01/2026
BREVE RIFLESSIONE DI UNA TERAPEUTA
Un tempo poche persone venivano in terapia e lo facevano quasi con vergogna.
Oggi invece fin e’ strano in terapia non esserci mai andati. Il che e’ un bene in termini di prevenzione e intervento precoce sul disagio psichico.
PERO’ … (c’e’ sempre un PERO’) dovremmo ricordarci, noi terapeuti intendo, che siamo figure di cura e non star del web. Che abbiamo una responsabilita’ etica e sociale.
Siamo terapeuti e i nostri video divulgativi, post sui social e podcast dovrebbero mantenersi entro limiti etici, di psicoeducazione e di corretta informazione. Anche veicolare pensiero individuale, ma sempre tenendo ben a mente i confini professionali.
Anche sui social dovremmo fare prevenzione e psicoeducazione, interrogandoci su come cio’ che diciamo potrebbe essere interpretato, riflettendo sulle nostre parole e sulla nostra responsabilita’ etica.
No alle diagnosi improvvisate sui casi di cronaca come al Bar dello Sport, no alle pillole di un minuto di tuttologia su temi clinici complessi (dalla dipendenza affettiva ai disturbi d’ansia, all’ADHD), no a test (😱😱😱😱) di “pre-screening a crocette”… etc etc
Cosa ci sta succedendo?
pesiamo le nostre parole, scegliamole con cura e pensiamo all’effetto che potrebbero avere su chi ci ascolta, specie sui ragazzi.
Restiamo terapeuti, restiamo umani.