11/02/2026
Mi state scrivendo in tantissimi, preoccupati per certi post che circolano su Facebook su CBT e sicurezza alimentare.
Curioso però: da mesi cerco di mettervi in guardia da questo tipo di contenuti indecenti… dove eravate fino a ieri?
Siete qui solo per le ricettine?
Parlo ai professionisti.
Se basta un post dal tono terrorizzante a far vacillare le vostre certezze, allora c’è un problema serio. Significa che la formazione è stata trascurata e che durante le lezioni di HACCP si è probabilmente sonnecchiato. I risultati, purtroppo, si vedono.
Non siate così sprovveduti da seguire sedicenti “esperti” senza titoli e senza competenze.
La formazione vera è un’altra cosa. E soprattutto: non è gratis e non si improvvisa.
Avete tutti un consulente HACCP: veterinario, microbiologo o figura con titoli equivalenti. È lui il vostro riferimento. Consultatelo.
Se non è in grado di rispondere alle vostre domande, cambiatelo con un professionista più aggiornato e approfondite ciò che vi crea dubbi. È pagato anche per assumersi una parte di responsabilità.
D’altronde, se foste malati, vi fareste curare da qualcuno che non è medico?
Parlo ora agli appassionati.
Voi siete i più esposti e comprensibilmente spaventati da questi allarmi continui. Capisco la confusione: ogni settimana compaiono decine di post con titoli catastrofici.
Ma proprio questo dovrebbe farvi sorgere un dubbio: dietro c’è spesso uno schema di psico-marketing basato sull’engagement, sul farvi sentire “parte di una missione”, mentre in realtà vi rende solo vittime passive della paura.
Avete già fornito la vostra mail per visualizzare informazioni che si trovano banalmente in rete? Bravi ragazzi, ora siete schedati nel database.
Io qui mi fermo. Francamente sono anche un po’ stanco di fare debunking al guru del terrore di turno.
In questo gruppo, da 11 anni, si parla di CBT sotto ogni aspetto.
Non ci siamo mai nascosti. Abbiamo una storia concreta e verificabile: migliaia di professionisti che la applicano ogni giorno con responsabilità e rigore, e appassionati che l’hanno portata nelle loro case con le stesse attenzioni di un professionista.
La CBT non è il problema.
Il problema è la disinformazione.