Silvano Tramonte

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L’ipocrisia italiana tra diritto, tecnica e ideologiaLa magistratura italiana non è apolitica, è metapolitica: agisce pr...
28/01/2026

L’ipocrisia italiana tra diritto, tecnica e ideologia
La magistratura italiana non è apolitica, è metapolitica: agisce prima e sopra il voto, usando il diritto come strumento di indirizzo culturale. Questo è, al solito, l’ipocrisia italiana, la capziosità di un sistema surrettizio oltre ogni dire.
Il sistema italiano funziona così da decenni: l’ideologia viene negata a parole ma esercitata nei fatti, coperta da lessico tecnico e rituale istituzionale. Non si dice “sono di sinistra”, si dice: sensibilità costituzionale, interpretazione evolutiva, diritti incomprimibili, valori europei.
È la politica senza responsabilità politica: nessun voto, nessuna alternanza, nessuna sanzione democratica. Solo potere esercitato per via indiretta, cioè surrettizia.
Leggi l’articolo intero su EUNOMIS
https://eunomis.org/2026/01/23/il-referendum-che-non-merita-risposta/

19/01/2026
LA CORRETTEZZA DEL GESTO MEDICO.Quando il consenso diventa una bugia e la verità resta sulle spalle di uno soloLa medici...
28/12/2025

LA CORRETTEZZA DEL GESTO MEDICO.
Quando il consenso diventa una bugia e la verità resta sulle spalle di uno solo

La medicina contemporanea si è dotata di una nuova religione laica: il consenso.
Ha adottato una convinzione tanto diffusa quanto raramente messa in discussione: che la decisione corretta sia quella condivisa.
Non più il giudizio clinico del medico, non più la responsabilità individuale, ma la decisione “condivisa”, certificata, verbalizzata.
L’idea è semplice e seducente: se decidiamo insieme, sbagliamo meno.
Così il consenso, il Comitato Interdisciplinare, il protocollo collegiale e la medicina basata sull’evidenza (EBM) vengono presentati come garanzia di qualità, prudenza e sicurezza.
È una bugia moderna.
Rassicurante, istituzionale, ma pur sempre una bugia.
Perché la medicina non è corretta quando è condivisa.
È corretta quando è giusta.
https://eunomis.org/2025/12/28/la-correttezza-del-gesto-medico/

https://eunomis.org/2025/12/27/il-mito-della-sicurezza-e-la-prigionia-delluomo-competente/C’è una bugia che attraversa s...
27/12/2025

https://eunomis.org/2025/12/27/il-mito-della-sicurezza-e-la-prigionia-delluomo-competente/

C’è una bugia che attraversa silenziosamente il nostro tempo, una bugia che tutti ripetono senza più ascoltarne il senso, e che si presenta sotto le forme più rassicuranti: tutela, prudenza, prevenzione, progresso civile. È la bugia secondo cui la sicurezza assoluta sarebbe non solo possibile, ma moralmente doverosa, e che chi la mette in discussione sarebbe irresponsabile o pericoloso.
È una delle bugie più condivise e difese con maggiore convinzione, e chiunque tenti di incrinarla viene additato come deviante, pericoloso, quando non apertamente incosciente o stupido; eppure, paradossalmente, è spesso proprio colui che la contesta a mostrare una coscienza più vigile e responsabile.

Due miei nuovi articoli, un unico filo conduttore: il vuoto del potere contemporaneo.Nel primo, "La destra che non c’è",...
26/12/2025

Due miei nuovi articoli, un unico filo conduttore: il vuoto del potere contemporaneo.
Nel primo, "La destra che non c’è", analizzo una destra smarrita, ridotta a reazione, incapace di visione, che ha rinunciato alla propria funzione storica: governare la realtà senza mentire.
Nel secondo, "Distopia alimenti–automotive nelle regole UE", entro nel cuore della contraddizione europea: precauzione assoluta imposta ai cittadini, rischio “statisticamente accettabile” concesso ai grandi sistemi economici. Una morale selettiva che educa all’obbedienza, non alla responsabilità.
Chi ha voglia di andare oltre gli slogan e guardare la struttura profonda delle cose, troverà pane per i suoi denti.

15/12/2025

Fascismo e destra non sono la stessa cosa. Questo saggio smonta la più grande mistificazione politica della storia italiana.

24/11/2025

Di fronte alla follia perversa che ci sta portando allo sfascio e alla distruzione della civiltà possiamo fare solo una cosa. Noi singoli individui. Non siamo del tutto disarmati, anzi. Abbiamo un'arma poderosa nelle nostre mani, lenta ma alla fine vincente. LA STRATEGIA DEL NO.
La Strategia del NO nasce da tre pilastri:
Resistenza passiva
Non collaborare con ciò che corrompe, non alimentare ciò che manipola.
Restare fermi, impermeabili, impenetrabili.
Disobbedienza civile non violenta
Rifiutare l’obbedienza quando l’obbedienza diventa complicità.
Non alzare la mano, ma togliere il consenso.
Integrità personale come arma
Il potere moderno non teme la forza, teme chi non può comprare, intimidire o sedurre.
Il NO non è opposizione: è sottrazione.
E la sottrazione disarma ogni sistema totalizzante.
Io l'ho formulato così:
la libertà non si conquista attaccando, ma sottraendosi.
Il NO è la forza dell’uomo che non ha bisogno di essere accolto.
Questa sytrategia è la versione etica contemporanea di Gandhi, Solženicyn, Capitini e della non-cooperazione.
Non è protesta.
È separazione morale.
E in un'epoca di divisioni procurate e premeditate, separarsi moralmente da tutto ciò, respingendo il canto delle sirene di questa società che ci vuole comprare con le comodità, coi gadget e col fatuo inconsistente del virtuale, la separazione morale è facile, priva di costi, portatrice di economie funzionali e consolidamento personale.

Esempio luminoso fi STRATEGIA DEL NO: resistenza passiva e disobbedienza civile...
10/11/2025

Esempio luminoso fi STRATEGIA DEL NO: resistenza passiva e disobbedienza civile...

Asta da un centesimo in una fattoria pignorata nel Michigan (1936). Nelle aste da un centesimo, i contadini si accordavano per fare offerte bassissime, ottenendo un ritorno minimo per il creditore. L’acquirente finale restituiva poi la proprietà al contadino in difficoltà. Le corde del boia servivano da avvertimento per chi provava a fare offerte sleali.

Questa fotografia inquietante del 1936 cattura un’asta da un centesimo in una fattoria pignorata del Michigan, uno degli atti di resistenza più ingegnosi e audaci emersi durante la Grande Depressione. Quando le banche confiscavano le fattorie dopo che le famiglie non riuscivano più a pagare il mutuo, le comunità locali spesso prendevano la situazione nelle proprie mani.

I contadini si radunavano in grandi gruppi e si accordavano in anticipo per offrire solo pochi centesimi su ogni oggetto — dal bestiame alla terra — facendo crollare i prezzi dell’asta quasi a zero. L’“acquirente” finale, solitamente un vicino fidato, restituiva poi la proprietà al proprietario originale, garantendo che la famiglia potesse rimanere sulla propria terra.

Le corde viste penzolare sullo sfondo non erano decorative; servivano come minaccioso avvertimento per gli estranei che avessero tentato di fare offerte più alte. Non erano minacce vuote — solidarietà e sopravvivenza lasciavano poco spazio al tradimento.

Le aste da un centesimo divennero potenti simboli di unità e resistenza rurale. Non si trattava solo di salvare una fattoria, ma di preservare un modo di vivere, un’offerta disperata alla volta.

Indirizzo

Piazza Castello. 5
Milan
20121

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 19:00
Martedì 11:00 - 19:00
Mercoledì 10:30 - 19:00
Giovedì 11:00 - 19:00

Telefono

+3902877065

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