21/02/2026
COUNSELOR, APPUNTI SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.
"Un percorso formativo si costruisce partendo da alcune domande:
• Alla fine del percorso, che cosa dovrà saper fare la persona formata?
• Quali competenze dovrà possedere?
• Quali caratteristiche personali, relazionali, etiche dovrà avere sviluppato?
• E con quale obiettivo le applicherà nel suo intervento?
Nella situazione attuale, definire la specificità dell’obiettivo dell’intervento di counseling è il solo modo per renderne chiara la collocazione nel panorama degli interventi di aiuto:
• Cosa può/deve avvenire nell’incontro fra cliente e counselor per poter dire che si tratta di counselling e non di altro?
• E cosa NON deve avvenire, affinché la specificità dell’intervento rispetti anche la specificità di altri interventi professionali?
La risposta è nel tipo di ascolto che ogni counselor deve imparare a utilizzare, e nel tipo di azione comunicativa che deve saper mettere in atto. Chi richiede un aiuto nell’affrontare una situazione di vita difficile incontra prevalentemente professionisti formati a un modello di intervento di tipo medico-clinico: ricerca e individuazione della causa di ciò che sta accadendo, rimozione della causa, restitutio ad integrum.
In realtà, non sempre la ricerca delle cause di una situazione difficile è il modo migliore per fronteggiarla.
Quello che ogni counselor propone al cliente è un intervento
• che non punta all’individuazione di ciò che non funziona in lui, ma all’esplorazione e alla attivazione delle risorse;
• che non ricerca le cause delle difficoltà, ma aiuta a definire obiettivi più chiari e raggiungibili a partire dalle risorse disponibili.
Per attuare un intervento di questo tipo è necessario un profondo cambiamento nell’atteggiamento mentale e nella disposizione relazionale del futuro counselor:
• si tratta di sviluppare un tipo di ascolto che eviti di selezionare gli aspetti disfunzionali nella storia del cliente o di cercarne le cause;
• e un modo di intervenire che eviti le interpretazioni, le spiegazioni, i consigli, le soluzioni.
Per questo è necessaria una formazione personale che renda consapevoli del proprio modo di confrontarsi con le difficoltà del cliente, che sviluppi la capacità di rispettare i limiti e le imperfezioni dell’altra persona e di rinunciare al tentativo di farla cambiare e alla certezza di sapere cosa è meglio per la sua vita.
Anche la competenza tecnica acquista la sua specificità: un colloquio di counselling si basa su atti comunicativi (domande, riassunti, commenti, ristrutturazioni, ecc.) coerenti con questo tipo di relazione di aiuto: sono necessarie competenze linguistiche, retoriche, pedagogiche, narrative che devono essere apprese, affinate, sperimentate e completate da conoscenze antropologiche, sociologiche, filosofiche, storiche, che consentano di vedere la complessità della realtà in cui ogni cliente è immerso, e di collocarsi insieme in un percorso che non è di cura, ma di affiancamento, di fronteggiamento, di sviluppo di competenze e di autonomia."
Grazie a Silvana Quadrino
La formazione del counselor: un percorso specifico per una professione specifica.