06/08/2016
VENE VARICOSE,
Osteopatia e patologia:
L' Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le vene varicose (o varici) come delle dilatazioni abnormi e sacculari delle vene, soprattutto degli arti inferiori, che spesso assumono un andamento tortuoso.
Esse rappresentano una patologia frequente ma generalmente ben sopportata, per cui comunemente il paziente adotta spontaneamente rimedi come il riposo con gambe sopraelevate, calze elastiche, massaggi con opportune pomate.
Il fattore che maggiormente influisce sulla pressione sanguigna venosa è la postura; durante la stazione eretta, soprattutto se prolungata, la pressione venosa aumenta notevolmente, fino a dieci volte la pressione normale. Di conseguenza, le occupazioni che richiedono la postura eretta per lunghi periodi di tempo o lunghi percorsi in automobile o in aereo, determinano spesso l'insorgenza di una stasi venosa spiccata e la comparsa di edema (gonfiore per presenza di liquido) a carico dei piedi. Le vene varicose sono molto più frequenti dopo i 50 anni di età, in persone obese e soprattutto di sesso femminile, per la elevata pressione venosa che la gravidanza determina negli arti inferiori. Inoltre, gli alti livelli di estrogeni presenti nel sesso femminile, facilitano il rilasciamento della muscolatura della parete venosa. Si ritiene che la tendenza familiare rilevata nella malattia delle vene varicose sia dovuta ad un alterato sviluppo della parete venosa.
La reale causa della dilatazione delle vene degli arti inferiori, tuttavia, non è ancora stata definita; esistono sostanzialmente due ipotesi per cui si ritengono responsabili, rispettivamente, le valvole e la struttura della parete venosa.