International Longevity Science Association

International Longevity Science Association Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di International Longevity Science Association, Medicina e salute, Piazzale Maciachini 11, Milan.

International Longevity Science Association nasce dalla ferma convinzione che anche in Italia esista la possibilità di un favorevole sviluppo di un approccio clinico a tutte le tecniche disponibili per una Longevità in Salute.

19/01/2026

La medicina del futuro è sempre più personalizzata e sistemica 🧠Il dottor Filippo Strozzi racconta come il percorso formativo ILSA abbia ampliato la sua visione clinica, integrando la specializzazione con una lettura più completa del paziente.Le patologie complesse richiedono oggi una gestione che consideri l’intero equilibrio dell’organismo, in particolare quello ormonale ⚖️Un approccio che valorizza la collaborazione tra specialisti e una medicina realmente centrata sulla persona.👉🏼 Segui .eu e scopri la community che promuove la medicina della longevità..eu

Le uova tornano al centro della ricerca nutrizionale con una prospettiva aggiornata. 🍳Lontane dai pregiudizi sul coleste...
16/01/2026

Le uova tornano al centro della ricerca nutrizionale con una prospettiva aggiornata. 🍳

Lontane dai pregiudizi sul colesterolo, gli studi recenti mostrano che un consumo moderato non aumenta il rischio cardiovascolare, ma anzi fornisce proteine di alta qualità, vitamine e minerali essenziali.

Il vero fattore di rischio non è l’uovo in sé, ma l’equilibrio complessivo della dieta e le modalità di cottura. 🙌🏼

💬 Leggi l’articolo completo “Uova e salute: una rivalutazione scientifica del loro ruolo nella dieta” sul nostro blog.
🔗https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/uova-e-salute-una-rivalutazione-scientifica-del-loro-ruolo-nella-dieta?Itemid=138
eu

Tecnologia e innovazione entrano davvero in clinica quando supportano decisioni consapevoli 📊Osservare, misurare e inter...
15/01/2026

Tecnologia e innovazione entrano davvero in clinica quando supportano decisioni consapevoli 📊

Osservare, misurare e interpretare correttamente i dati è parte integrante di un approccio moderno alla longevità.

Da qui nasce una medicina più strutturata, orientata alla prevenzione e alla personalizzazione ⚙️

👉🏼 Segui .eu e scopri la community che promuove la medicina della longevità.
eu

14/01/2026

L’innovazione passa anche da soluzioni semplici e integrate 💧

Domenico presenta Farmacqua Nutriv, un dispositivo che unisce acqua alcalina, ozonizzata e un formulato integrativo pensato per l’uso quotidiano.

Un supporto che permette di affiancare all’idratazione un’integrazione funzionale, facilmente inseribile nella routine ⚙️

Tecnologia e nutrizione si incontrano per offrire nuove possibilità di supporto al benessere.

📩 Sei un’azienda innovativa nel campo della longevità e vuoi collaborare con ILSA?

Invia la tua candidatura a ilsa@akesios.it

👉🏼 Ti aspettiamo!
eu

Dai laboratori di ricerca arriva una nuova frontiera per la medicina rigenerativa: il trapianto di mitocondri sani. 🧬Que...
13/01/2026

Dai laboratori di ricerca arriva una nuova frontiera per la medicina rigenerativa: il trapianto di mitocondri sani. 🧬

Queste “centrali energetiche” cellulari, se infuse in tessuti danneggiati, hanno mostrato risultati promettenti nel ripristinare funzioni metaboliche, ridurre infiammazione e rallentare l’invecchiamento cellulare.

La sfida ora è renderla una pratica clinica sicura e standardizzata, capace di rivoluzionare la longevità umana. 🔬

💬 Leggi l’articolo completo “Il trapianto di mitocondri: una nuova speranza per la medicina e la longevità” sul nostro blog.
🔗https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/il-trapianto-di-mitocondri-una-nuova-speranza-per-la-medicina-e-la-longevita?Itemid=138
eu

12/01/2026

Se hai frequentato primi due moduli di formazione ILSA, al fine del conseguimento Certificazione in “Medicina della Longevità” riservato ai Laureati in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e in “Operatore sanitario della longevità” riservato alle altre professioni sanitarie, dovrai seguire anche il 3’ Modulo di Alta Formazione. Questo ti permetterà di entrare nell’ “elenco” di Professionisti delle Salute nel contesto della Medicina della Longevità. Il 3° Modulo, a partire dal 2026, si otterrà con la partecipazione ad un numero di Workshop tale da raggiungere un totale di 50 crediti ECM con la partecipazione a un numero minimo di 4 workshop entro 2 anni. I workshop possono anche essere seguiti contemporaneamente al 1° e 2° modulo.Sono il Dott. Bevacqua e in relazione a questo ti invito a partecipare al nostro workshop di Medicina Funzionale della Longevità, di cui sono il direttore scientifico, che ti conferirà 15 crediti ECM.Ti aspetto a Parma, il 17/18 gennaio. Per iscrizioni vai sul sito ILSA, ti ricordo che i posti sono limitati..eu

Con l’età, molte persone sperimentano un lieve calo della memoria o della concentrazione.Quando queste difficoltà vanno ...
10/01/2026

Con l’età, molte persone sperimentano un lieve calo della memoria o della concentrazione.

Quando queste difficoltà vanno oltre la normale dimenticanza, ma non arrivano alla demenza, si parla di mild cognitive impairment (MCI).

Se il problema è legato a disturbi della circolazione cerebrale, come ipertensione o microlesioni vascolari, si parla di MCI vascolare.

In questo campo, gli scienziati sono ancora alla ricerca di trattamenti efficaci.

Uno studio abbastanza recente pubblicato su Frontiers in Aging Neuroscience ha analizzato le potenzialità della citicolina, una sostanza naturalmente presente nell’organismo e già utilizzata per supportare il cervello in caso di ictus o traumi.

È composta da due elementi fondamentali, la colina e la citidina, e può essere assunta per via orale in modo sicuro e ben tollerato.

Leggi l’articolo completo sul nostro blog: https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/longevita-cognitiva-il-ruolo-emergente-della-citicolina?Itemid=138

Con l’età, molte persone sperimentano un lieve calo della memoria o della concentrazione. Quando queste difficoltà vanno oltre la normale dimenticanza, ma

Chi convive con un dolore cronico sa che non si tratta solo di una sensazione fisica, ma di un’esperienza che può invade...
10/01/2026

Chi convive con un dolore cronico sa che non si tratta solo di una sensazione fisica, ma di un’esperienza che può invadere la mente, modificare l’umore e cambiare il modo in cui si affronta la vita quotidiana.

Proprio per questo, capire dove e come il cervello “mantenga acceso” il segnale del dolore è una delle grandi sfide della neuroscienza moderna.

Un gruppo di ricercatori ha recentemente individuato un piccolo nucleo di neuroni nel tronco encefalico che sembra agire come un vero e proprio interruttore del dolore persistente.

Queste cellule nervose, situate in una regione chiamata nucleo parabrachiale laterale (LPBN), ricevono e integrano segnali proveniente dal corpo, collegandoli alle aree cerebrali che elaborano emozioni, motivazione e sopravvivenza.

L’aspetto più sorprendente della scoperta è che questi neuroni non controllano il dolore acuto (quello immediato e protettivo, che serve a evitare un danno maggiore) ma il dolore che continua anche quando la ferita è ormai guarita.

È come se, in alcune circostanze, il cervello non riuscisse a spegnere un allarme ormai inutile.

I ricercatori hanno osservato che questi neuroni rispondono a un particolare messaggero chimico, il neuropeptide Y (NPY), una sostanza rilasciata in condizioni di fame, sete o paura.

Leggi l’articolo completo sul nostro blog: https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/il-cervello-e-il-dolore-che-non-passa-scoperto-linterruttore?Itemid=138

Chi convive con un dolore cronico sa che non si tratta solo di una sensazione fisica, ma di un’esperienza che può invadere la mente, modificare l’umore e c

C’è un legame che va oltre il semplice benessere fisico: fare esercizi con i pesi potrebbe rallentare l’invecchiamento b...
10/01/2026

C’è un legame che va oltre il semplice benessere fisico: fare esercizi con i pesi potrebbe rallentare l’invecchiamento biologico, non solo quello visibile.

È quanto suggerisce uno studio pubblicato su Biology che ha esaminato la relazione tra allenamento contro resistenza (strength training) e la lunghezza dei telomeri in un campione rappresentativo di adulti statunitensi.

I telomeri sono sequenze di DNA che proteggono le estremità dei cromosomi, come dei “cappucci” che impediscono l’usura durante le divisioni cellulari.

Man mano che le cellule si replicano, i telomeri si accorciano progressivamente.

Quando diventano troppo corti, la cellula entra in senescenza o muore (un meccanismo centrale dell’invecchiamento biologico).

Diversi fattori, come fumo, obesità, dieta poco sana e stress ossidativo, accelerano questo accorciamento.

Viceversa, uno stile di vita sano è spesso associato a telomeri più lunghi.

Gli autori hanno utilizzato i dati del sondaggio NHANES (1999-2002), includendo 4.814 adulti statunitensi di età compresa tra 20 e 69 anni.

Leggi l’articolo completo sul nostro blog: https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/muscoli-e-cromosomi-la-forza-che-allunga-la-vita-cellulare?Itemid=138

C’è un legame che va oltre il semplice benessere fisico: fare esercizi con i pesi potrebbe rallentare l’invecchiamento biologico, non solo quello visibile.

I telomeri, come sappiamo, sono come i cappucci alle estremità dei lacci delle scarpe: proteggono i cromosomi e, con ogn...
10/01/2026

I telomeri, come sappiamo, sono come i cappucci alle estremità dei lacci delle scarpe: proteggono i cromosomi e, con ogni divisione cellulare, si accorciano un po’.

Quando diventano troppo corti, la cellula smette di replicarsi o entra in senescenza, ossia in una sorta di “pensionamento” biologico.

È uno dei meccanismi più studiati per comprendere l’invecchiamento e le malattie età-correlate.

Un’analisi derivata dal grande studio VITAL (studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di grandi dimensioni) ha cercato di capire se la vitamina D possa avere un ruolo in questo processo.

Sono stati seguiti oltre mille uomini e donne tra i 50 e i 70 anni, a cui per quattro anni sono stati somministrati quotidianamente 2.000 UI di vitamina D3, oppure un placebo.

I ricercatori hanno valutato la lunghezza dei telomeri nei leucociti, i globuli bianchi del sangue. Risultato?

Chi aveva assunto vit. D mostrava un accorciamento minore rispetto al gruppo di controllo: in termini pratici, un “risparmio” biologico che corrisponde a circa tre anni.

Leggi l’articolo completo sul nostro blog: https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/vitamina-d-un-alleato-contro-il-tempo?Itemid=138

I telomeri, come sappiamo, sono come i cappucci alle estremità dei lacci delle scarpe: proteggono i cromosomi e, con ogni divisione cellulare, si accorcian

Il folato, noto anche come vitamina B9, è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento del cervello e dell’orga...
10/01/2026

Il folato, noto anche come vitamina B9, è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento del cervello e dell’organismo.

Presente in svariati alimenti (spinaci e broccoli, fagioli e lenticchie, agrumi, kiwi, fragole, avocado, noci e mandorle, fegato, frattaglie, uova, così come in alcuni cereali integrali e il lievito di birra), viene assorbito dall’intestino e trasformato dal fegato in diverse forme biologicamente attive.

Tra queste, la più importante è il metiltetraidrofolato (MTHF), capace di attraversare la barriera emato-encefalica e influenzare direttamente la salute cerebrale.

Diversi studi hanno evidenziato come una carenza di folati sia associata a un aumento del rischio di depressione e a una risposta meno efficace ai trattamenti antidepressivi.

Il folato partecipa infatti al cosiddetto ciclo del carbonio a un atomo, un processo biochimico che consente la produzione di S-adenosilmetionina (SAMe), fondamentale per la sintesi di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina.

Un deficit di folati o di vitamina B12 può determinare livelli elevati di omocisteina, un amminoacido potenzialmente neurotossico, e ridurre la disponibilità di SAMe, contribuendo così all’insorgenza o al peggioramento dei sintomi depressivi.

Leggi l’articolo completo sul nostro blog: https://longevityscience.eu/index.php/component/zoo/item/folati-depressione-e-demenza-un-legame-silenzioso-ma-cruciale?Itemid=138

Il folato, noto anche come vitamina B9, è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento del cervello e dell’organismo. Presente in svariati alimen

Indirizzo

Piazzale Maciachini 11
Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando International Longevity Science Association pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a International Longevity Science Association:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram