Alimentazione Flessibile

Alimentazione Flessibile Ti guido alla scoperta del mondo dell'alimentazione per ritrovare il tuo equilibrio

11/02/2026

Cosa ne penso della dieta chetogenica?

Partiamo da una cosa che si sottovaluta sempre, la dieta chetogenica nasce come dieta medica, non come una strategia per perdere peso velocemente o una scorciatoia alimentare.

Anche se si, nel breve termine, cioè all'inizio fa perdere un po più di peso, ma non tanto perchè sia superiore ad altre strategia, semplicemente perchè togliendo i carboidrati si tende a buttare fuori più acqua.

Quindi quei chili che sembrano andare giù più svelti sono proprio acqua che sia perde più velocemente.

Infatti quando parlo di dieta medica non intendo solo che non andrebbe fatta a buffo, ma sotto parere medico e supervisione, magari anche con esami del sangue approfonditi prima.

Ma anche che spesso viene usata proprio per facilitare una perdita di peso più rapida prima di interventi chirurgici quando c'è la necessità, al fine di rendere l'intervento più sicuro.

Ma andiamo oltre, è una dieta pericolosa?
Non ci sono papers che dicano che la dieta cheto è pericolosa.

Ma...

E' una dieta pensata per il breve termine, in quanto essendo restrittiva (elimina categorie di alimenti che suppongo poi tu voglia rimangiare nell'arco della tua vita) è difficile da mantenere a lungo.

Non è una dieta che insegna a mangiare, che possiamo considerare dieta= stile di vita e abitudini a lungo termine.

Non insegna a ascoltarsi, a gestire tutti vari alimenti che ci piacciono a costruire abitudini protettive per la salute.

Di conseguenza se ci trovassimo a intraprendere questa via, poi dobbiamo avere il piano B, cioè quello che tutti saltano, il mantenimento, imparare dopo buone abitudini alimentari.

Perchè non possiamo fare una cheto e poi sperare che per miracolo divino tornando a mangiare come prima i chili persi rimangano.

Il problema è che fare bene il mantenimento (quindi la reintroduzione dei carboidrati post cheto) è difficile perchè:
- appena rimetti i carboidrati vedi che il peso risale un po, ti scoraggi e mandi tutto in v***a
- spesso si cede prima, si pensa di non essere riusciti a portare a termine una dieta anche questa volta, e di nuovo si manda tutto in v***a.

La cheto non è una dieta per motivarsi grazie ai risultati rapidi, ma una strategia che va selezionata con consapevolezza, e scelta se non ci sono altre strade.

Anche perchè se la motivazione dipende dai chili in meno, che scendono in fretta, stiamo ancora nella modalità dieta ON-OFF.

Voglio perdere peso il più rapidamente possibile, così da togliermi questo sassolino dalla scarpa e poi smettere la dieta (in cui sto stretta e soffro)

Ma questo ancora una volta fa mandare tutto in v***a.

E forse abbiamo più bisogno di chiederci perchè la nostra motivazione nell'occuparci della nostra alimentazione, sta solo ancorata ai numeri in meno sulla bilancia.

Baci, Eleonora

Post breve sul far finta di mangiare poco.Vedo in tante donne un patter alimentare ricorrente.Pasti principali minimi, t...
10/02/2026

Post breve sul far finta di mangiare poco.

Vedo in tante donne un patter alimentare ricorrente.

Pasti principali minimi, tipo colazione solo con caffè e 2 fette biscottate o 1 yogurt.

Pranzo con verdure, due uova o una scatoletta di tonno o una busta di affettato e un paio di gallette o una fetta di pane o magari anche senza carboidrato.

Cena secondo e contorno.

Ma poi...

Dopo colazione 1 barrettina
Poi magari qualche mandorla
Dopo pranzo due quadretti di cioccolato
A metà pomeriggio un altro yogurt
Poi magari 2 biscotti
dopo cena 1/2 barretta o 2 fette biscottate con qualcosa.

Succhi di frutta, cappuccini, caffè ginseng o zuccherati vari qui e là.

Cosa vi fa ve**re in mente?

Chiaro che si mangia troppo poco nei pasti principali dove dovremmo metterci decisamente più sostanza, e di conseguenza la fame che poi continua a arrivare e il corpo che chiede energia portano a spizzicare su tante piccole cose.

E potrebbe esserci anche un loop, "so che spizzico, quindi per rientrare e compensare mangio poco ai pasti perchè tanto poi non so tenermi" ( quando è più un: non riesco a evitare gli spizzichi perchè mangio troppo poco ai pasti)

Ma non solo.
Mangiare di frequente tante piccole cose evidenzia anche un altro aspetto.

La paura di vedersi nel piatto, di trovarsi davanti, porzioni consistenti.

Forse essere legati a un'idea di fondo che dovremmo mangiare poco o che in quanto donne dovremmo mangiare poco.

In ogni caso, piccole porzioni danno l'illusione di mangiare poco, perchè si mangiano sempre gli alimenti in piccole quantità.

E quindi è una bella illusione (probabilmente per proteggersi da varie paure) che alla fine non mangiamo tanto.

In questi casi quello su cui c'è bisogno di lavorare non è come fare per non spizzicare, quella è la conseguenza.

Il lavoro più grande è accettare di mettersi nel piatto porzioni adeguate.

"eh ma a me piace avere la mezza barrettina a fine pasto, chiudere con 2 biscotti, mangiarmi il cioccolatino con il caffè, quindi per farlo preferisco evitare i carboidrati ai pasti"

Questo non è mangiare bene, e nessuno sta dicendo che questi cibi sono da evitare.

Ma quando mangi adeguatamente queste cose le inserisci meno di frequente perchè ne senti meno il bisogno.

Mangiare 180 volte al giorno porzioni da 20 grammi non è una strategia vincente, perchè non va ricadere sugli alimenti che sono davvero nutrienti.

Il resto ci può stare, tutto può rientrare nell'alimentazione, ma questo mangiare poco e spesso è solo un espediente perchè in realtà si ha paura di mangiare.

Partiamo da lì.

Eleonora

09/02/2026

Sul ci sarebbe moltissimo da dire.

Perché l’alimentazione è solo una parte del quadro generale, ma lavorare sull’alimentazione rimane una parte importante per ridurre un po di rumore ❤️

Oggi parliamo di Food Noise.Un termine che forse conoscete, forse no, forse ne fate esperienza spesso senza sapere di co...
09/02/2026

Oggi parliamo di Food Noise.

Un termine che forse conoscete, forse no, forse ne fate esperienza spesso senza sapere di cosa di tratta.

Il Food noise è un termine, non tanto tecnico, ma condiviso, che fa riferimento al pensiero costante al cibo.

E' come se si abbia nella testa un ronzio, una radio sempre accesa a volume più o meno alto che parla di cibo.

Quando ad esempio stiamo mangiando, ma pensiamo già al pasto successivo.

Quando facciamo calcoli mentali su cosa abbiamo mangiato e cosa “possiamo ancora permetterci”

Quando pensiamo a un cibo e si attiva una trattativa tra “lo prendo, non lo prendo”

Quando ripensiamo con giudizio a quello che abbiamo mangiato sentendoci in colpa.

Quando a seguito di questo pianifichiamo di compensare.

Ma anche quando ci distrae da altre attività che stiamo facendo e ci porta a pensare a un certo alimento che sta in dispensa, o in sala relax in ufficio.

Tutto questo ha diverse cause, quella alimentare è la restrizione, che sia perchè in generale mangiamo troppo poco, o perchè ci vietiamo ( o cerchiamo di non mangiare) alcuni alimenti.

E a livello biologico, come spesso accade, il food noise ha una funzione legata alla sopravvivenza.

Se mangiamo sempre troppo poco, se cerchiamo di stringere e ridurre, il pensiero che torna continuamente al cibo serve a metterci in moto.

Mangiare è un bisogno primario e è così importante che se il cibo scarseggia perchè ci limitiamo, il pensiero deve tornare sul cibo per dare la spinta e la motivazione a cercarlo e a soddisfare così un bisogno fondamentale.

E il fatto che ci spiga verso cibi che sono particolarmente calorici e di conseguenza golosi, non è mancanza di forza di volontà, è che quei cibi possono (meglio di altri, o più velocemente di altri) garantire di recuperare le energie che mancano.

Difficile farlo con le carote, più probabile farlo con i biscotti.

Ecco perchè più cerchiamo di controllare e più il cibo diventa centrale nei nostri pensieri.

Come riduciamo il food noise? come si abbassa il volume di quella radio?

I punti sono sempre quelli ( a livello nutrizionale, poi c'è la parte psi e di stile di vita), evitare troppe restrizioni, garantirsi un'alimentazione equilibrata ma anche appagante, non escludere alimenti che ci piacciono ma imparare a gestirli nell'insieme delle nostre abitudini.

E talvolta anche con un aiuto farmacologico, che non è una scorciatoia, ma una mano per poter poi lavorare più facilmente su queste cose in modo più lucido e con meno rumore.

Eleonora

Parliamo di insulino resistenza, visto che la storia dell'indice glicemico ancora non è chiara.Quando mangiamo alimenti ...
03/02/2026

Parliamo di insulino resistenza, visto che la storia dell'indice glicemico ancora non è chiara.

Quando mangiamo alimenti che contengono carboidrati, i carboidrati vengono digeriti.

Cosa sono i carboidrati? una lunga catena di zuccheri, legati uno all'altro.

Questa è già la prima differenza tra carboidrati semplici (zuccheri liberi) e carboidrati complessi.

Si arriviamo sempre a zuccheri, ma i primi non hanno bisogno di digestione, vengono assorbiti così, i secondi hanno bisogno di digestione, cioè di enzimi che vadano a tagliare la catenella e liberare i singoli zuccheri, e questo allunga i tempi con cui li assorbiamo.

Ma poi tutto si riduce a single molecole di zucchero che assorbiamo.

Questi zuccheri vanno nel sangue, si fanno un giretto, arrivano al pancreas e questo produce insulina.

A che serve l'insulina?
é come una chiave che va ad aprire le porticine in vari tessuti per fare entrare lo zucchero nei muscoli, nelle cellule di grasso ecc, dove viene utilizzato.

Tutto bene è fisiologia.

Il problema non è lo zucchero, che rimane il nostro carburante principale.

Il problema è che quando mangiamo cronicamente in eccesso, cioè quando mangiamo spesso troppo, sopra ai nostri fabbisogni, iniziamo a accumulare grasso.

E quando le cellule di grasso sono piene, questo grasso inizia a depositarsi fuori dalla sede dove dovrebbe stare (sotto la pelle) e si accumula tra gli organi.

Andando a formare quello che si chiama grasso viscerale, e se siamo in condizione di sovrappeso o obesità e non facciamo attività fisica, succede che le porticine a cui va a bussare l'insulina non funzionano più bene.

Generando la famosa insulino resistenza, perchè se quelle porticine non si aprono a dovere lo zucchero resta nel sangue.

Così il pancreas produce più insulina per far si che arrivino più chiavi alle porticine, ma a una certa se non facciamo qualcosa per migliorare la situazione, il pancreas non ce la fa più e si sfocia nel diabete di tipo 2.

Quindi i carboidrati sono un problema?

No, gli eccessi sono un problema, gli eccessi di tutto, di energia, di zuccheri, di grassi saturi.

Non è solo una questione di indice glicemico.

Perché se sto nelle quantità raccomandate di zuccheri giornalieri, se non mangio in eccesso, e se faccio movimento regolarmente, anche se mi mangio qualcosa a alto indice glicemico questo viene ben gestito.

Se faccio merenda con una merendina, non è un problema.

Se mangio tutti i giorni piatti ipercalorici anche se non alti a livello di indice glicemico (parmigiana, carbonara, lasagne, fritti ecc) metto comunque peso, aumento comunque il grasso viscerale, inizio ad avere porticine che si aprono a fatica.

Il problema sono le abitudini nella prevenzione, e le abitudini sono complessive.
Non è un singolo fattore a fare la differenza.

Poi che una buona alimentazione non sia fatta solo di merendine lo sappiamo, è un grade grazie al ca**o.

Ma una merendina in una buona alimentazione non è un problema.

Eleonora

Tutti quelli che non puzzano sono grassi.Probabilmente avete sentito parlare di ftalati nei profumi e dei loro possibili...
29/01/2026

Tutti quelli che non puzzano sono grassi.

Probabilmente avete sentito parlare di ftalati nei profumi e dei loro possibili effetti sulla tiroide, e di rimando sul peso corporeo.

Ma è vero che a seconda di dove spruzziamo il Profumo, sul collo o sui polsi ad esempio, questo va a interferire con la tiroide ?

E gli ftalati sono davvero un problema?

Intanto si tratta di una famiglia di sostanze chimiche che in cosmetica possono comparire come solventi o fissativi delle fragranze (soprattutto il dietilftalato, o DEP). 

Gli ftalati sono anche classificati come interferenti endocrini, cioè possono interferire con il sistema ormonale in certe condizioni. 

MA

Se anche una review recente ha trovato associazione tra livelli più alti di metaboliti di ftalati nel sangue o nelle urine e ormoni tiroidei

non significa che le persone che usano profumo quotidianamente svilupperanno disturbi tiroidei, ma che c’è una relazione che vale la pena indagare con più studi. È un segnale di attenzione, non una sentenza di rischio certo.

E sull’aumento di peso e metabolismo?

L’idea che gli ftalati possano agire come “obesogeni” cioè influenzare il metabolismo favorendo accumulo di grasso, è stata studiata, ma i risultati sono inconsistenti e spesso dipendono da:

- il tipo di ftalato
- la popolazione considerata
- l’età e altri fattori ambientali (dieta, stile di vita, altri inquinanti)

Non esiste oggi un’evidenza forte e universalmente accettata che spieghi come piccole esposizioni quotidiane tramite profumi portino conseguenze sull’aumento di peso.

Come entriamo in contatto con gli ftalati?

Le principali vie di esposizione sono tre:

- Inalazione (quando profumi e fragranze vaporizzano nell’aria)
- Assorbimento cutaneo (attraverso la pelle)
- Ingestione (principalmente tramite cibo da imballaggi di plastica o polveri domestiche)

Quindi se spruzzi il profumo sul collo o sui polsi, i composti che vengono assorbiti entrano nel sangue e vengono distribuiti in tutto il corpo tramite la circolazione: non esiste un “percorso diretto” non fa differenza dove si spruzza il profumo, non è peggio spruzzarlo sul collo o meglio spruzzarlo sui polsi solo perchè la tiroide sta nel collo.

Il trasporto è sempre sistemico. 

Ma quello che ci interessa davvero è quanta di questa sostanza entra nel corpo?

La quantità di ftalati assorbita dalla pelle o inalata è generalmente molto bassa rispetto ai limiti che gli enti regolatori considerano sicuri. 

In altre parole, anche se alcuni profumi contengono ftalati come DEP, le dosi che arrivano nel nostro organismo con l’uso quotidiano sono molto inferiori a quelle che negli studi sperimentali causano effetti avversi.

Quindi?
Quindi ne abbiamo parlato per capire la cosa ma tutta sta manfrina era per dire che il profumo non è un problema, e soprattutto non cambia una cippa dove lo spruzziamo.

E che gli ftalati considerato pericolosi sono vietati nei cosmetici in UE

Ah, ultimate cosa, non si accumulano, vengono metabolizzati e eliminati nelle 24 ore.

Se problema è il peso che non riuscite a perdere o che state mettendo, le cause possono essere tante, ma I profumi non sono tra queste

Baci

28/01/2026

Di cosa vuoi ammalarti oggi?

Scegli, perché tanto a sentire I social qualsiasi cosa fai pesti una 💩

Sarà forse che è solo tutto molto terroristico per fare views?

La butto lí eh…

Per la nostra salute è meglio un cibo biologico o un cibo da agricoltura convenzionale? Per la salute è uguale.Non cambi...
28/01/2026

Per la nostra salute è meglio un cibo biologico o un cibo da agricoltura convenzionale?

Per la salute è uguale.

Non cambia nulla perchè a livello di sicurezza entrambi i cibi sono sicuri, la tutela del consumatore è altissima in entrambi i casi.

Nessuno ci vende cibo avvelenato, al contrario di quello che dicono alcuni video del tipo. "l'uomo è l'unico animale che spruzza veleno sul proprio cibo"

Il biologico non nasce per essere una maggiore tutela del consumare, non ce ne è bisogno.

Eh ma nel biologico non si usano i pesticidi!
Falso, si usano, ma se ne possono usare solo alcuni, quelli a minor impatto ambientale, quelli a base rame, zolfo o pireto.
Così come non sono ammessi concimi di sintesi, ma letame e altri concimi organici

Così come non si possono usare OGM, ma i in realtà in Italia gli OGM non si possono usare neanche nell'agricoltura tradizionale.

Quindi non è vero che il biologico è più sano perchè non ha residui di pesticidi, ha residui di quelli che sono utilizzati per il bio.

Ma in generale per tutti i prodotti bio e non, questi residui sono sotto i limiti di sicurezza e non hanno impatto sulla salute.

Però il cibo biologico è più buono, ed è più salutare perchè più ricco di vitamine e minerali.

Falso anche questo, non ci sono differenze significative ne nel gusto e nemmeno nell'apporto di micronutrienti.

Quello che distingue il cibo biologico da quello convenzionale è il metodo produttivo.

Il biologico è una certificazione di processo, non si salubrità.

Una certificazione a cui noi poi ci appiccichiamo una serie di aspettative che però non ci sono, per le immagini da famiglia del Mulino Bianco con l'agricoltore in salopette che coglie a mano le sue mele, per colpa della nostra nostalgia dei tempi che furono, del romanticizzare l'idea del cibo e della chemofobia dilagante.

L'obiettivo del biologico è di un minore impatto ambientale.

Sia attraverso il tipo di pesticidi e concimi ammessi per il bio, sia per le pratiche di coltivazione che prevedono la rotazione delle colture, cioè coltivare sullo stesso campo prodotti diversi di anno in anno per non impoverire il terreno.

Per gli animali invece, quelli allevati con metodo biologico possono mangiare solo cibi biologici (per garantire gli sforzi ambientali su tutta la catena) e c'è più attenzione al benessere animale, le galline possono razzolare, le vacche da latte stare al pascolo.

Perchè ve ne parlo? per infrangere i vostri sogni?

Sempre per abbattere dei fasi miti di sicurezza e salute legati al cibo e permettervi di fare scelte consapevoli.

E' chiaro che pure dell'impatto ambientale ce ne dovrebbe fregare qualcosa, ma spesso si compra biologico non perchè si è allineati a questo tipo di interessi, ma perchè si pensa di fare una scelta più sana per la propria famiglia.

Compro le merendine biologiche per i miei figli perchè fanno meglio.

No, compri le merendine biologiche per i tuoi figli perchè al massimo le tue azioni nel tuo piccolo un giorno lasceranno loro un mondo un po' meno inquinato.

E perchè il latte e le uova con cui è stata fatta quella merendina arrivavano da animali a cui è stata garantita una vita un po' più felice.

Fine, bene il biologico, ma con la consapevolezza giusta.

Eleonora

26/01/2026

Dopo il mio video di ieri non possiamo non parlare di Acrilammide.

Sostanza che 30 anni fa è stata classificata come probabile cancerogeno (2A) per l'uomo.

Perchè si è visto che ad alte dosi, può aumentare il rischio di cancro.

Allora l'utente Pinco Pallo aveva ragione, il pane tostato fa male!

Fermi tutti, le evidenze le abbiamo, ma le abbiamo intanto per dosi altissime, 10 mila volte superiori a quelle che possiamo raggiungere con l'alimentazione.

E per di più sapete su cosa abbiamo evidenze?

Sui topi, i simpatici animali da laboratorio che si prestano ai nostri esperimenti quando non abbiamo evidenze sull'uomo, perchè a loro possiamo somministrare dosi che vogliamo di quello che ci pare.

Ecco perchè come cancerogeno è inserita nel gruppo 2 e non nel gruppo 1 (evidenze sull'uomo).

Ma queste dosi sono 10 mila volte superiori a quelle che noi possiamo assumere con il cibo.

Cibo tipo il caffè, nelle patatine fritte, nei prodotti da forno..in cui effettivamente si, c'è acrilammide, ma a quantità molto basse.

Il punto quando viene fatto terrorismo sugli alimenti è che spesso per quanto una cosa sia vera (esiste questa sostanza in questi cibi) non viene considerata la dose, quanto ci arriva di quella cosa dal cibo.

Per esempio per arrivare a dosi problematiche, in grado di aumentare il rischio di cancro con il caffè, dovremmo bere tipo 400 caffè al giorno.

Crepiamo di infarto ben prima che l'acrilammide possa portare a degenerazione tumorale le nostre cellule.

Nell'uomo non ci sono ancora evidenze significative, e pur essendo il rischio molto basso, comunque l'EFSA comunque raccomanda una riduzione dell'assunzione di acrilammide da ciò che mangiamo.

Come?

Evitando di mangiare prodotti a base di amidi e proteine troppo cotti, cioè bruciati, come pane annerito,le parti di torte e prodotti da forno che si bruciano quando le lasciamo troppo in forno, patate fritte con parti scure, le parti nere della carne alla griglia, perchè quando il cibo arriva a quel punto, si brucia, ne contiene un’elevata quantità.

Ovviamente il cibo bruciato fa anche schifo oltre a fare male, e quindi basta imparare a cucinare decentemente, o avere lo sbatti di rifarsi il toast quando lo scordiamo nel tostapane, o grattare via le parti nere.

Ma un normale grado di tostatura no problem, così come una quantità ragionevole di caffè (tipo 3 al giorno e non 400)

Se la cancerogenicità ci spaventa partiamo prima dall'alcol (si anche vino e birra) e dal fumo, che sono nettamente più importanti.

" ma la dottoressa X dice che..."
queste sono le evidenze, noi singoli professionisti non siamo nessuno.

https://www.airc.it/.../corr.../acrilammide-e-rischio-cancro
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/acrylamide
https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/.../j.efsa.2015.4104

Eleonora

24/01/2026

Congelate il pane per conservarlo.

Tostate il pane perchè dopo che lo scongelate almeno è più buono, altrimenti rimane gnucco, soprattutto se come me lo scongelate in microonde.

Fine.

Fate le cose perché sono buone, perché sono pratiche, perchè vi piace di più, non perché ne digerite il 2% in meno.

O mangiatene 2 grammi in meno nel caso, che è uguale (ugualmente inutile)

❤️baci

21/01/2026

Prodotti veg aromatizzati possono essere un primo approccio molto valido per scoprire il mondo dei cibi veg.

Apprezzare nuovi gusti.

E poi magari imparare a cucinare queste cose da noi.

Qui vi segnalo un profilo che pubblica ricette spaziali con il tofu nella sua rubrica Tofu SOS

Non so se avete visto la notizia per cui il prosciutto cotto è classificato come cancerogeno di classe 1 dall'OMS, ma og...
21/01/2026

Non so se avete visto la notizia per cui il prosciutto cotto è classificato come cancerogeno di classe 1 dall'OMS, ma oggi ne parliamo meglio.

Questa cosa non è una novità, è già da un bel po' che sappiamo (dal 2015) che le carni trasformate sono in questa categoria.

Carni trasformate= carni salate, affumicate, stagionate o conservate per migliorarne durata e sapore:
salumi, salsicce, wurstel, bacon, prosciutto, carne in scatola.

(ditelo a quelli che sostengono che mangiare bacon a colazione è cosa buona)

Intanto i cancerogeni del gruppo 1 sono quelle sostanze per cui abbiamo certezza che aumentino il rischio di tumore sull'uomo (in questo caso in particolare quello al colon-retto)

Il Gruppo 1 ci dice quanto è solida la prova scientifica, non quanto è potente il cancerogeno.

Infatti nei cancerogeni di classe 1 abbiamo anche l'alcool e il fumo, ma questi sono cancerogeni molto più potenti delle carni trasformate.

Per quanto si abbia la certezza di un aumento del rischio con l'esposizione a queste cose, diversa è la percentuale di aumento del rischio (ovvero non fanno tutti male alle stesso modo)

Mi spiego meglio, prendendo l'esempio di un collega medico, Gianluca Citino che lo ha spiegato in modo molto chiaro e divertente.

Sappiamo che queste cose fanno male ma:
- mangiare carni trasformate fa male quanto sb****re il mignolo contro uno spigolo
- bere alcolici e come ricevere un pugno in faccia
- fumare è come ricevere una sprangata sui denti

Quindi?
Quindi non è che il prosciutto è una cosa che non possiamo più mangiare.

Magari può essere un'indicazione di buon senso cercare di stare su piccole porzioni. Tipo quei 50 g A SETTIMANA.

Che è tipo mezza busta dell'affettato in busta che comprate.

Potremmo ancora meglio decidere di non averlo nello nostra spesa settimanale e di tenerci la possibilità di mangiarlo nella socialità, un po' come l'alcool.

Cioè di mangiarlo quando capita su una pizza, in un tagliere di aperitivo, quando facciamo una gita al mare o in montagna.

Il problema non sono SOLO i conservati (nitrati e nitriti e sale), quindi non cambia se fatto in casa da zii, parenti e amici.

Il problema delle carni trasformate è il contenuto di ferro eme, che viene concentrato in queste carni rispetto alla carne fresca.

- il ferro eme può favorire la formazione di composti N-nitroso
- aumenta lo stress ossidativo
- può danneggiare la mucosa intestinale
Questo crea un ambiente favorevole alla cancerogenesi.

Ma ripeto il problema non è il consumo di un panino ogni tanto, ma il consumo abituale.

Airc infatti ci dice che il rischio aumenta del 18% con un consumo abituale di 50 g di carne trasformata AL GIORNO.

Ce lo possiamo mangiare ogni tanto, ma meno è meglio.

Fine, nulla di nuovo, sono 10 anni che se ne parla, va mangiato poco.

Indirizzo

Via Albricci 9
Milan

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