Alimentazione Flessibile

Alimentazione Flessibile Ti guido alla scoperta del mondo dell'alimentazione per ritrovare il tuo equilibrio

Davvero non ci si allena per pigrizia? o c’è dell’altro dietro quello che chiamiamo pigrizia? Perchè io davvero di perso...
27/03/2026

Davvero non ci si allena per pigrizia?
o c’è dell’altro dietro quello che chiamiamo pigrizia?

Perchè io davvero di persone che dicono di non allenarsi perchè pigre, ma che hanno tutte le possibilità per poterlo fare, ne ho incontrate poche.

Non vuole essere un discorso buonista ma far riflettere sul fatto che non tutti abbiamo la stessa storia e le stesse risorse.

- puoi definirti pigro, ma allo sport non sei mai stato educato, e magari per il tuo peso fin da bambino ti facevi fare la giustificazione nell’ora di educazione fisica, perchè in qualche modo per il tuo corpo eri preso in giro dai compagni o ti sentivi inadeguato nei movimenti.

Sono cose che restano addosso come marchi a fuoco.

- puoi definirti pigro, ma magari hai da districarti tra lavoro, gestione della casa, figli e nessun supporto, e finisce che ti abitui a stare in fondo alla scala delle priorità

- puoi definirti pigro, ma vivi in una zona della città senza aree verdi, dove uscire a fare una passeggiata non significa incontrare prati e margherite, ma solo altro cemento, smog e palazzi

- puoi definirti pigro, ma la prima palestra a un costo umano che trovi, sta a più di 30 minuti di strada (e allenarti come pensi di dover fare ti porterebbe via 2 ore e mezza tra tutto)

- puoi definirti pigro ma fai un lavoro che odi e ti lascia senza energie, e pensare di tornare a casa con un altro dovere da compiere, ti butta a terra

- puoi definirti pigro, ma fai fatica ad arrivare a fine mese e tra le tue preoccupazioni andare ad allenarsi sta in fondo alla lista.

questo non è per dire che allora va bene così, ma che ci sarebbe da indagare un po meglio dietro quella che chiamiamo pigrizia, o che un paziente ci porta come pigrizia.

Spesso dietro alla pigrizia c’è una qualità della vita che mette alla prova, ma tutto quel “se vuoi puoi, il tempo, lo spazio e in modo lo trovi”... fanno si che ci si dica “sono pigro”.

25/03/2026

🍻

Si avvicina la Pasqua e quindi vale la pena parlare un po di più di cioccolato.Ad esempio delle differenze tra cioccolat...
25/03/2026

Si avvicina la Pasqua e quindi vale la pena parlare un po di più di cioccolato.

Ad esempio delle differenze tra cioccolato fondente e al latte o in qualunque modo vi pare.

Perchè il cioccolato fondente è sempre messo nelle diete e sembra parte di una "buona alimentazione" o lo troviamo nelle ricette fit, funzionali ecc?

Grazie agli antiossidanti!

Ma dai, ci crediamo davvero?

Negli studi che riguardano gli antiossidanti del cioccolato, i flavanoli (in particolare epicatechina) sono usati cioccolati creati appositamente con elevate quantità di queste molecole, che non troviamo in commercio nella vita reale, o sono studi osservazioni per cui l'effetto "protettivo" sugli eventi cardiovascolari non si può legare come causa-effetto al cioccolato perchè ci sono fattori confondenti.

Esempio magari chi mangia cioccolato fondente potrebbe in generale avere maggiore attenzione all'alimentazione e allo stile di vita rispetto a chi mangia altri dolci o cioccolato.

Anche perchè per arrivare a una quota di antiossidanti significativa si dovrebbe mangiare una quantità di cioccolato che comporta facilmente eccessi calorici (tipo un po come la storia del vino rosso)

Di conseguenza non è un alimento che possiamo mangiare quanto vogliamo solo perchè "si dice che è fondente e quindi fa bene, attiva il metabolismo, protegge il cuore ecc"

E' sempre lil solito giochino per trovare qualcosa di un alimento che lo renda migliore e funzionale.

Gli antiossidanti stanno in altre cose, come frutta e verdura, che sono meno buoni del cioccolato e creano meno hype nei programmi tv.

Quindi allora perchè nelle diete si mette il cioccolato fondente? perchè ha meno zuccheri?

No, spesso ce lo troviamo perchè rispetto a quello al latte o ad altri dolci essendo più amaro e con una consistenza più pastosa, tende a frenare di più. Fa da segnale di stop.
Soddisfa probabilmente prima del cioccolato al latte o di altri alimenti dolci, e se ne mangia facilmente di meno.

"quindi se ha voglia di dolce prenda un quadratino di fondente"

Tuttavia il cioccolato al latte per uguale quantità ha anche meno calorie del fondente, e per una porzione di 10-20-30g le differenze di zuccheri e antiossidanti o qualsiasi altra differenza cercata diventa irrilevante.

E se ne mangiamo di più? irrilevante lo stesso perchè il problema diventa la quantità.

Quindi per tornare alla Pasqua, va bene l'uovo al latte, quello fondente, quello bianco, kinder o al pistacchio. L'importante è come ci regoliamo con le quantità.

Il cioccolato al latte potrebbe darci una regolazione peggiore del fondente? forse si.

Ma se non ce ne fossimo privati tutto l'anno a favore del fondente, forse anche davanti all'uovo riusciremmo a mangiarne una porzione moderata e non mezzo uovo di pasqua.

Chissà!

Eleonora

Davvero non ci si allena per pigrizia? o c’è dell'altro dietro quello che chiamiamo pigrizia? Perchè io davvero di perso...
24/03/2026

Davvero non ci si allena per pigrizia?
o c’è dell'altro dietro quello che chiamiamo pigrizia?

Perchè io davvero di persone che dicono di non allenarsi perchè pigre, ma che hanno tutte le possibilità per poterlo fare, ne ho incontrate davvero poche.

Mi spiego meglio, e non vuole essere un discorso buonista ma farci rendere conto che non tutti abbiamo la stessa storia e le stesse risorse.

- puoi definirti pigro, ma allo sport non sei mai stato educato, e magari per il tuo peso fin da bambino ti facevi fare la giustificazione nell'ora di educazione fisica, perchè in qualche modo per il tuo corpo eri preso in giro dai compagni o ti sentivi inadeguato nei movimenti.

Sono cose che restano addosso come marchi a fuoco.

- puoi definirti pigro, ma magari hai da districarti tra lavoro, gestione della casa, 4 figli e nessun supporto, e quel poco tempo per te che ti resta ti lascia zero energie per dedicarti ad altro, passi quel tempo sul divano ma vallo a spiegare quanto ti costerebbe fare diversamente

- puoi definirti pigro, ma vivi in una zona della città senza aree verdi, dove uscire a fare una passeggiata non significa incontrare prati e margherite, ma solo altro cemento, altro smog e altri palazzi

- puoi definirti pigro, ma la prima palestra a un costo umano che trovi, sta a più di 30 minuti di strada ( e quindi un allenamento richiede 2 ore e mezza. invece che poco più di 1)

- puoi definirti pigro ma fai da 30 anni un lavoro che odi, in una stanza senza finestre, e pensare di tornare a casa e avere un altro dovere da compiere, ti butta a terra

- puoi definirti pigro, ma fai fatica ad arrivare a fine mese e tra le tue preoccupazioni andare ad allenarsi sta in fondo alla lista.

Tutto questo non è per dire che allora va bene così, ma che ci sarebbe da indagare un po meglio dietro quella che chiamiamo pigrizia, o che un paziente ci porta come pigrizia.

Poi che eventualmente si possano trovare tante strategie per fare comunque qualcosa è un' altra storia, sia anche solo fare qualche partita con la Wii.

Ma più spesso di quello che si pensa dietro alla pigrizia c'è una qualità della vita che mette alla prova, che porta via tempio e energie, lasciandone davvero poche per quella che chiamiamo cura di sè.

E a volte noi come professionisti non possiamo neanche immaginarlo, mentre come pazienti tutto quel se vuoi puoi, il tempo, lo spazio e in modo lo trovi... fanno si che ci si dica "sono pigro"

Eleonora

23/03/2026

Perché il cioccolato delle uova può diventare un trigger? 🍫

A differenza della classica barretta, il cioccolato delle uova è qualcosa di molto più stagionale e spesso legato anche a ricordi d’infanzia. Ma non è solo questo a fare la differenza.

🪺- l’abbondanza che può portare a cercare di liberarsene in fretta (lo mangio tutto così me lo tolgo di torno e posso riprendere la dieta) ma anche porta anche automaticamente una regolazione più difficile.

- Rispetto alla stecca classica è meno facile da porzionare . Non ci sono i quadratini che ci dicono la porzione, alcuni pezzi sono più grandi altri più piccoli, più spessi o più sottili.

- I quadratini della barretta in modo simile alle monoporzioni danno una regolazione anche inconscia della quantità è come se scegliessero per te il quanto, mettendoti un piccolo confine.

- Mentre con l’uovo oltre alla quantità maggiore dobbiamo anche autoregolarci il che diventa più difficile e da un’idea meno chiara di quanto stiamo mangiando .

Questo può essere il perché, come gestirlo dipende da cosa funziona meglio per noi, anche regalarlo è un’opzione per ridurre la fatica connessa a questi alimenti ♥️

Contro chi sostiene che il colesterolo alto non sia un problema (e così i grassi saturi nella dieta), sono uscite le nuo...
18/03/2026

Contro chi sostiene che il colesterolo alto non sia un problema (e così i grassi saturi nella dieta), sono uscite le nuove Linee Guida Cardiologiche.

Ne parliamo perché negli ultimi 2-3 anni ci siamo rotti le p***e di contenuti pro colesterolo, dieta carnivora, b***o, pancetta e carne rossa.

Cosa ci dicono:

1. si ribadisce che un componente importante nel controllo del colesterolo LDL è limitare, evitare, ridurre i grassi saturi nella dieta, e che questo sia più legati a colesterolo alto nel sangue rispetto che al colesterolo alimentare (cioè gli alimenti che contengono colesterolo)

Dove troviamo grassi saturi? formaggi, carni e affettati grassi, e tra i grassi vegetali l'olio di cocco e palma (principalmente)

In quanto viene CONFERMATA l'associazione tra livelli alti di LDL e assunzione di grassi saturi, mentre le fonti di grassi polinsaturi (da pesce, frutta secca, semi e soia) vanno privilegiate.

Questo non da adesso, ma lo sappiamo e diciamo da parecchio tempo, NULLA DI NUOVO.

2. viene suggerito di fare screening precoce, anche da giovani se c'è familiarità con patologie cardiovascolari, e in ogni caso a partire dai 30 anni.

3. vengono definite soglie più stringenti, target di Colesterolo LDL più bassi a seconda del livello di rischio del paziente.
(sotto i 100 per chi è a basso rischio, sotto i 70 per chi è a rischio medio, e sotto 55 per chi è a rischio alto)

Significa che più sei a rischio e predisposto più i tuoi livelli di LDL dovranno essere bassi.

E questo non viene fatto per vendere più statine come sostiene qualche guru, ma perchè più teniamo basso il colesterolo e più abbassiamo il nostro rischio di eventi avversi.

4. si suggerisce di misurare la Lipoproteina A almeno 1 volta nella vita , e di considerare la Apo-B in alcune situazioni ( ve la cito sempre perchè i vari guru ne parlano a sproposito, cioè non conta solo quella, conta ANCHE quella) e lo stato infiammatorio va tenuto d'occhio misurando la Proteina-C reattiva

5. patologie infiammatorie come L'obesità, l'artrite e il lupus aumentano il rischio

Ditelo a chi sostiene che il colesterolo sia benefico (fa anche cose buone , ma semi cit. questo lo dicevano anche di mussolini), a chi proporne 15 uova al giorno, e mangia panetti di b***o come fossero Magnum.

La placca arteriosclerotica si forma già a partire dalla giovinezza, per questo sono consigliati screening precoci e i fattori di rischio che abbiamo oggi, cioè obesità e sedentarietà, fumo e alcol aggravano la situazione, per questo sono consigliati i controlli regolari.

le evidenze sono importanti, e chi le rinnega per fare Hype e Like non ha scoperto nessun segreto, è sono un cre***o.

Non ho altro da aggiungere vostro onore.

Fonti:

2026 ACC/AHA multisociety guideline delivering evidence-based recommendations for dyslipidemia management, cholesterol lowering, and cardiovascular risk reduction.

17/03/2026

Sono sempre troppo pochi 🥟

Quando abbiamo parlato di carne trasformate, affettati ecc, e del fatto che siano inserite nei cancerogeni di classe A d...
17/03/2026

Quando abbiamo parlato di carne trasformate, affettati ecc, e del fatto che siano inserite nei cancerogeni di classe A da IARC e OMS, è venuta fuori spesso una polemica.

"eh ma se sono cancerogene, allora perché danno il prosciutto in ospedale?"

domanda più che legittima, quindi ne parliamo.

Il punto è questo, i menù ospedalieri devono far fronte a una serie di problematiche dei pazienti.

Primo tra tutti la malnutrizione.

Quando stiamo male non abbiamo un grande appetito, perchè siamo in convalescenza, siamo preoccupati ad esempio prima di un intervento, sia perchè per molte persone è semplicemente stressante stare in quell'ambiente.

Quindi si chiude lo stomaco e alimenti come il prosciutto cotto che sono molto appetibili per la maggior parte delle persone, si mangiano volentieri anche se non si ha fame e si tratta anche di un alimento ricco di proteine.

Spesso sono una delle poche cose che un paziente mangia volentieri, e l'obiettivo è non essere in carenza in un momento fragile.

Inoltre la ristorazione ospedaliera nella maggior parte dei casi non è un servizio di cui si usufruisce a lungo, ma solo per pochi giorni di degenza.

E ovviamente l'aumento del rischio di tumore al colon legato alle carni trasformate, non è legato a un consumo sporadico di poche fette, ma quotidiano.

Tuttavia è anche vero che si potrebbero trovare alternative.

Il problema degli affettati nelle mense c'è ma non è tanto a livello ospedaliero, bensì più nelle mense scolastiche e aziendali, perchè si tratta di servizi a cui ci si appoggia per lungo tempo.

La ristorazione collettiva non dovrebbe avere solo l'obiettivo di far si che chi ne usufruisce mangi quanto proposto (vedi ad esempio le mense scolastiche dove i bambini si lamentano sempre di non trovare cose che gli piacciono e tornano a casa affamati perchè hanno mangiato poco e niente)

Ma anche il ruolo soprattutto nei più piccoli di costruire gusti, preferenze e abitudini alimentari.

Quindi ad esempio ha molto più senso discutere sul perchè venga dato ancora a scuola, piuttosto che sul perchè venga dato in ospedale.

Perchè se un bambino si abitua a mangiare spesso prosciutto, essendo anche un cibo particolarmente buono, ci sono più probabilità che lo mangi troppo spesso anche da grande.

Mentre per una persona ricoverata, giochiamo proprio su altri obiettivi.

Quindi paradossalmente ha molto meno senso dare il prosciutto a un bambino sano che a una persona malata.

Ma anche qui, nella mensa delle mie scuole elementari per quanto posso ricordarmi, il prosciutto mi veniva dato quasi solo con il menù in bianco richiesto quando tornavo a scuola dopo che non ero stata molto bene.

Poi che mia madre lo richiedesse con una comunicazione sul diario semplicemente quando io le dicevo che quello che ci sarebbe stato proposto il giorno dopo non mi piacesse, bhe è un'altra storia.

Eleonora

13/03/2026

Se dovessi dirlo in modo più schietto sarebbe che il fit viene spesso usato per ridurre il senso di colpa nel mangiare qualcosa che percepiamo come sbagliato.

Quando invece ciò che serve è normalizzare il cibo e imparare a gestire le quantità.

Una differenza di poche calorie per porzione è irrisoria, c’è invece più differenza nel modo in cui percepiamo un cibo, con più o meno tranquillità in base alle sue caratteristiche nutrizionali.

L’uovo di Pasqua è un alimento che entra nella nostra quotidianità solo per un periodo molto breve, che può essere vissuto come tale.

E non ha bisogno di essere cambiato

Altrimenti è il solito gioco del controllo.

09/03/2026

Non è solo comodo, può essere anche utile:

⏰ avere le verdure gia pronte fa si che sia più facile mettere in tavola un piatto bilanciato anche quando si è stanchi perché il grosso è gia fatto, e questo aiuta a non cadere nel mangiare la prima cosa che trovo in frigo o ordinare da asporto.

🌮rende più semplice assemblare un piatto anche all’ultimo: se ho già le verdure a partire da quelle posso chiedermi che cosa ci sta bene insieme alla verdura che ho scelto, l’abbinamento viene spontaneo (esempio: broccoli= pasta, asparagi= uova)

💬Riduce il pensiero al cibo, spendo meno tempo a pensare a cosa dovrò preparare e cucinare oggi e il cibo occupa meno spazio nella giornata

🥨Riduce gli spizzichi, se arrivo a casa molto affamata posso assemblare al volo un pasto in pochi minuti, ma anche perché se spendo meno tempo a cucinare si tende a spizzicare meno (sto meno a contatto con il cibo)

🥬Si mangiano più spesso verdure e questo fa bene in generale

Ricordiamoci ancora una volta che l'ordine con cui mangiamo i cibi non cambia il modo in cui li assimiliamo, né comporta...
09/03/2026

Ricordiamoci ancora una volta che l'ordine con cui mangiamo i cibi non cambia il modo in cui li assimiliamo, né comporta effetti diversi sul peso.

Ergo non serve ristrutturare il modo in cui mettiamo a tavola i pasti.

Posso mangiare prima una fonte di carboidrati e poi una di proteine con verdure.

O posso mangiare tutto insieme come spesso capita, cioè un secondo con contorno accompagnato dal pane, senza che debba mangiare prima la verdura, poi la carne e il pane alla fine da solo, No sense.

Lo stomaco non è una partita a Tetris, quindi le cose non si stratificano una sopra a l'altra, ne si annullano secondo l'ordine in cui le mettiamo.

Mangiare prima la verdura, poi una fonte di proteine e per ultima una di carbo non fa perdere peso "perchè l'ordine è importante", ma solo se eventualmente porta a mangiare di meno.

(anche se questa cosa non viene detta)

Mangiare prima la verdura, grazie al volume di questo alimento, si potrebbe percepire prima la sensazione di sazietà, e quindi poi mangiare meno del resto.

Questo è eventualmente l'unico beneficio.

Ma se mi assicuro di avere una buona quota di verdure nel pasto, e non mangio troppo velocemente, è indifferente quando le metto come ordine mentre mangio, perchè daranno in goni caso benefici sulla sazietà.

Non è questione di ordine, ma di volume.

E spesso consigliare di mettere la verdura prima (come metodo per perdere peso), magari fa si che chi si dimentica spesso questo alimento, o non ne mangia tanta, effettivamente ne mangerà di più, aiuterà la sazietà e alla fine mangerà meno, avendo probabilmente nel complesso anche un'alimentazione migliore.

Così le cose sono spiegate.

Dire "l'ordine degli alimenti fa dimagrire" è semplicemente una bella favola.

Eleonora

05/03/2026

Il cibo non cura.

E la frase attribuita a Ippocrate: "Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo" è una frase che se mal interpretata può essere pericolosa.

Perchè può far pensare che a sto punto si possano evitare farmaci o curare malattie appoggiandosi solo all'alimentazione.

Il nostro modo di mangiare può aiutarci a prevenire, cioè ridurre il rischio di qualcosa.

Ma per moltissime patologie il cibo non cura, né esistono alimentazioni per....

esempio la dieta per la tiroide, per il lipedema, per la sclerosi multipla.

Spesso spacciate come dieta antinfiammatoria a cui si toglie qualche altro alimento senza reale evidenza scientifica, come ciò che ha glutine, i latticini, magari anche i legumi.

Quando la vera dieta antinfiammatoria è una mediterranea o una dieta in generale a maggior parte vegetale.

Perchè dico che cercare di curarsi con il cibo è pericoloso? perchè se penso di farlo attraverso il cibo evitando i farmaci probabilmente peggioro il rischio.

Vedi ad esempio tutto il discorso sulle statine e il colesterolo.

Ma anche perchè quando arriva una diagnosi inaspettata prima cosa che si tende a fare è cercare su Google: come mangiare in caso di...
alimenti da evitare per....

Quando c'è una diagnosi che ci piove addosso dal nulla, il cibo sembra la cosa su cui è più facile agire per riavere un'idea di controllo della situazione, per recuperare quel controllo che ci sembra di aver perso tutto d'un tratto sulla nostra vita e la nostra salute.

Ho scoperto di soffrire di qualcosa, la mia salute sfugge al mio controllo e agire sul cibo, che entra nelle nostre vite diverse volte al giorno, mi dà l'idea di riprendere le redini della situazione.

A volte però questo causa altri problemi, che possono essere carenze o un peggioramento della qualità della vita in un momento già fragile e del rapporto con il cibo.

E' vero che non tutti i medici sono formati nel campo dell'alimentazione, perchè la medicina è così vasta che ci si specializza su un campo specifico.

Ma è anche vero che se ci fossero informazioni estremamente importanti da un punto di vista nutrizionale per la vostra patologia il medico ve lo direbbe.

E se non ve lo dice spesso non è perchè è poco interessato, impreparato o con un approccio semplicistico, ma perchè davvero non ci sono grandi eliminazioni da fare.

Certo si può mangiare meglio se le nostre abitudini alimentari possono essere migliori, e questo può dare una mano nel contesto complessivo.

Ma probabilmente questo non prevederà grandi esclusioni alimentari, quando più un avvicinarsi il più possibile, finché riusciamo senza eccessivo stress a quelle che sono le linee guida, a partire dal nostro punto di partenza.

Eleonora

Indirizzo

Via Albricci 9
Milan

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Alimentazione Flessibile pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Alimentazione Flessibile:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare