13/01/2026
ABITIAMO DENTRO UN “CAPOLAVORO”: il corpo
Le luci natalizie si sono spente, gli addobbi tolti, i rituali sociali sono finiti, ora accendiamo le luci “dentro” di noi.
Accendiamo anche la gentilezza, la chiarezza e la voglia di prenderci cura di noi stessi.
Incorniciamo e valorizziamo il positivo con buone occasioni attraverso la pratica e lo studio.
Inizio con l'accendere le luci dei riflettori, puntati sul DIAFRAMMA.
Per eccellenza il muscolo della respirazione.
👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!
Istruzioni facili da mettere in pratica sul tappetino e, meglio ancora, se le applichiamo nella vita quotidiana.
🌿 Dove si colloca il diaframma, dentro di noi?
🌿 Come lavora?
🌿 Quali sono i suoi poteri?
👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!
Non è una ripetizione per errore, è per non dimenticare.
E' molto interno, è molto sensibile.
Registra tutto,
sempre, giorno e notte.
Lui comanda e organizza.
E' il controllore del fluire delle emozioni e controllato da esse.
Decide e lascia in sospeso.
E' volontà e sopravvivenza.
Fa digerire, fa circolare il sangue, sgombera e trattiene.
Mediante la sua prima contrazione al momento della nascita, segna, lui solo, il “passaggio”: dalla vita fetale alla venuta al mondo.
Si può imparare a nuotare sott'acqua trattenendo il respiro per periodi sempre più lunghi, ma esistono limiti che neppure un campione olimpionico può superare senza rischiare di morire.
I cantanti lirici si trovano di fronte a una barriera simile; quale tenore non vorrebbe riuscire a tenere un do di petto soltanto un po' più a lungo per innervosire il soprano!
👉 Ma il diaframma non lavora da solo!
La prima immagine che accompagna questo testo ci aiuta a chiarire le idee.
Il disegno è semplice, tanto da far sorridere.
E' ben evidenziato il diaframma in rapporto agli organi:
- quelli che stanno al di sopra – cuore e polmoni
- quelli che stanno al di sotto – fegato/stomaco/intestino
In breve, il diaframma divide in due parti il corpo.
Non è una divisione che “separa”, al contrario evidenzia una regia unica, una supervisione coordinata...
👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!
FUNZIONI
1 – funzione fonatoria
2 – funzione digestiva
3 – funzione intestinale
4 – attività dello psoas, o muscolo “dell'anima” per il suo legame con le emozioni
5 – attività del pavimento pelvico, o secondo diaframma
6 – da tenere in grande considerazione, il nervo vago e il nervo frenico. Questo tandem è così importante da meritare un approfondimento speciale.
Ritorno al diaframma.
GENERALITA'
Ha la forma di un paralume, attaccato alla base delle costole.
Da un lato c'è l'organizzazione, che vuol dire – sopravvivenza garantita.
Qui sono al sicuro.
Qui tutto funziona automaticamente, quindi l'inconscio: respirazione, circolazione del sangue, digestione, evacuazione.
Dall'altro lato c'è la superiorità del sistema nervoso cosciente che può esercitare leggeri o pesanti influssi sul sistema nervoso incosciente.
E' facile da capire: il diaframma occupa un posto significativo sul comando nervoso.
Eppure, non lo sentiamo quasi mai... fino al momento in cui si contrae...
Quando lo sentiamo, è il momento in cui la respirazione può essere reclutata dalla volontà.
Con il controllo volontario posso iniziare “il respiro yogico completo, voluto e cosciente”.
Qui, inizia la grande ascesa: fisica, mentale e spirituale.
E' il primo passo per la conoscenza ultima, la liberazione dal senso di limitazione dell'io individuale.
Qui è necessaria un'analisi approfondita della meccanica/tecnica respiratoria, che farò successivamente.
Ma andiamo per gradi.
Respiro addominale: ad ogni inspirazione di scarsa ampiezza il diaframma scende, prende appoggio sui visceri; assieme al suo centro chiamato “centro frenico, il paralume cambia forma.
Massaggio degli organi digestivi.
L'aria entra nei polmoni
Leggera espansione del ventre
Suggestione del ritmo cardiaco.
Attivazione del sistema nervoso parasimpatico (relax).
Stimolazione del nervo vago, artefice della calma.
Ad ogni espirazione, di scarsa ampiezza, il diaframma risale con la corrispondenza ritrazione del ventre.
Ecco l'effetto “pompa”interna.
👉 👉 L'espiro è la chiave per la liberazione.
E' un movimento passivo, regalato dall'elasticità della cintura muscolare della vita e addominale.
Mi esercito in questo, affinché la espirazione diventi un po più durevole dell'inspiro.
Senza sforzo.
Senza comprimere l'aria.
E' la melopea del soffio.
E' un canto silenzioso.
E' la fiamma della candela che piano, piano si spegne.
Qui tutti i giochi fisici, energetici, psichici che si devono fare... si fanno, da soli.
🌾 Non spingo, non forzo... attendo.
🌿 Alla fine c'è la “nientezza”, c'è il riposo del soffio.
🎋 Qui c'è shunia.
💥 Stupore e meraviglia.
Grazie, Silvia