Centro Berne

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Il Centro Berne opera nel campo della psicoterapia, della specializzazione clinica (Scuola di specializzazione post-laurea per psicologi e medici riconosciuta dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica) e della formazione in Counseling. Ha inoltre un'area dedicata a servizi di consulenza per le aziende. Propone eventi divulgativi in ambito psicologico tendenzialmente rivolti a tutti e promuove la conoscenza e la'pprendimento dell'Analisi Transazionale, attraverso incontri tematii specifici. In questi anni il gruppo di psicoterapeuti del Centro ha costruito una propria identità e modalità di lavoro. L’Analisi Transazionale, principale teoria di riferimento, è integrata con altri approcci psicologici, come la Gestalt e la Bioenergetica. Visita la home del nostro sito: https://www.berne.it/
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La Pasqua, al di là del suo significato religioso, porta con sé un’immagine potente: l’idea che qualcosa possa rinascere...
05/04/2026

La Pasqua, al di là del suo significato religioso, porta con sé un’immagine potente: l’idea che qualcosa possa rinascere proprio dove sembrava finito. 🌱

In psicologia questo accade spesso.
Non come un colpo di scena 🎭, non come un miracolo improvviso ✨, ma come un processo lento: una crepa che diventa spiraglio, un gesto minuscolo che cambia direzione, un pensiero nuovo che si fa spazio tra quelli vecchi. 🌿

La rinascita psicologica non è spettacolare.
È quotidiana.
È fatta di micro‑scelte: chiedere aiuto 🤝, dire un no 🚫, concedersi una pausa 🕊️, riconoscere un bisogno 💡, lasciare andare un ruolo che non ci appartiene più. 🎒

Pasqua allora può diventare un promemoria gentile:
non devi “tornare come prima”, puoi diventare qualcosa di diverso.
Puoi attraversare il buio senza doverlo negare.
Puoi rinascere senza doverlo annunciare. 🌄

🌼 Buona Pasqua a chi sta cambiando, a chi sta ricominciando, a chi sta imparando a fiorire nei propri tempi.

👀 Vuoi sapere cosa succede al Centro Berne nelle prossime settimane?Abbiamo raccolto tutto in un’unica pagina, la pagina...
03/04/2026

👀 Vuoi sapere cosa succede al Centro Berne nelle prossime settimane?
Abbiamo raccolto tutto in un’unica pagina, la pagina eventi, con un calendario sempre aggiornato 📅

Un pentolone in ebollizione 🍲, pieno di iniziative interessanti che possono diventare occasioni di incontro 🤝 e trasformazione 🌱

Se ti stai chiedendo “Cosa bolle in pentola?”, la risposta è qui:
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Creiamo relazioni 🤝, manteniamo relazioni 🌱

Il “troppo” è quasi sempre uno specchio 🪞dice più di chi lo pronuncia che di chi lo riceve.Quando qualcuno definisce “ec...
01/04/2026

Il “troppo” è quasi sempre uno specchio 🪞
dice più di chi lo pronuncia che di chi lo riceve.
Quando qualcuno definisce “eccessiva” la sensibilità di un’altra persona, sta rivelando — spesso senza accorgersene — la propria difficoltà a stare vicino alle emozioni 💬💧
soprattutto a quelle che non può controllare o prevedere.

Il “troppo” è la misura di chi si sente messo in difficoltà da ciò che è intenso, vivo, presente 🔥
Non parla della tua profondità, ma della loro soglia emotiva.
È una reazione difensiva: un modo per prendere distanza da qualcosa che li tocca più di quanto vorrebbero, o che non sanno come accogliere.

La sensibilità, invece, non è un eccesso: è una forma di contatto 🤝
È la capacità di restare in relazione con ciò che accade dentro di te e intorno a te, senza anestetizzarlo.

La sensibilità, quindi, non è un difetto.
È una competenza emotiva che parla di autenticità, di ascolto, di capacità di stare. 🌱
E chi sa stare con le proprie emozioni, è più facilitato a stare anche con quelle degli altri.

I confini psicologici non sono muri 🚧, ma sistemi di regolazione che permettono di stare in relazione senza perdere cont...
30/03/2026

I confini psicologici non sono muri 🚧, ma sistemi di regolazione che permettono di stare in relazione senza perdere contatto con sé.
Definiscono ciò che è “mio” e ciò che è “tuo”: emozioni, bisogni, responsabilità, spazio interno. Senza confini chiari, l’Io fatica a orientarsi 🧭.

Quando i confini vengono violati, la persona può confondere i propri bisogni con quelli dell’altro, assumersi responsabilità emotive che non le appartengono, oppure invadere inconsapevolmente lo spazio altrui. Questo genera cicli relazionali disfunzionali: compiacenza, ipercontrollo, dipendenza, conflitti ripetitivi 🔄.

I confini protetti, invece, non sono rigidità. Sono flessibilità regolata 🌿.
La persona sa riconoscere ciò che sente, sa comunicarlo, sa negoziare.
Il “no” diventa un atto di chiarezza, non di distanza.
La relazione non viene evitata, ma resa più leggibile e sicura.

Dal punto di vista clinico, lavorare sui confini significa intervenire su tre livelli fondamentali:

🧠 Consapevolezza interna: riconoscere bisogni, limiti, segnali corporei, emozioni primarie.
🤝 Regolazione interpersonale: comunicare in modo chiaro, chiedere, dire no, tollerare il conflitto senza viverlo come minaccia.
🪞 Struttura dell’identità: sviluppare un senso di sé stabile, non dipendente dall’approvazione o dal rifiuto dell’altro.

Proteggere i confini non serve a tenere lontani gli altri: serve a incontrarli meglio, con più sicurezza, più responsabilità e più adultità.

Siamo immersi in un’epoca che mette alla prova la forza del desiderare.Lo scotto più grande lo pagano putroppo i giovani...
29/03/2026

Siamo immersi in un’epoca che mette alla prova la forza del desiderare.
Lo scotto più grande lo pagano putroppo i giovani.

Desiderare, sognare, può sembrare inadeguato rispetto al momento storico attuale.
Meglio non esporsi, non sognare troppo, non rischiare la delusione.
Ma è proprio qui che si gioca una partita fondamentale.

Sul piano psicologico, il desiderio è ciò che orienta la crescita: dà direzione, attiva la motivazione, permette di immaginare un futuro possibile.
Quando il desiderio si affievolisce, si affievolisce anche quella sensazione di poter incidere sulla propria vita.
Senza desiderio, il mondo si restringe: le decisioni si orientano alla riduzione del rischio più che alla ricerca di un senso personale.
Crepet parla dell'importanza di costruire uno spazio personale, autentico, che non coincida soltanto con doveri, abitudini e aspettative degli altri, ma che incarni ciò che muove profondamente le nostre pulsioni vitali.

Quando una generazione fatica a desiderare, tutta la comunità perde qualcosa: creatività, innovazione, immaginazione — ma anche la capacità collettiva di pensare alternative, di immaginare futuri possibili, di generare cambiamento.

Il desiderio oggi rischia di spegnersi non per mancanza di ambizioni, ma per mancanza di spazi sicuri in cui coltivarle.
Custodire il desiderio non significa spingere verso il successo, ma offrire contesti in cui i giovani possano:
• esplorare senza paura
• sbagliare senza vergogna
• sognare senza sentirsi ingenui
• costruire senza sentirsi soli

Al Centro Berne crediamo che il desiderio sia un atto di fiducia: verso sé stessi, verso gli altri e verso il futuro.
E che accompagnarlo — soprattutto nei momenti storici più fragili — sia una responsabilità da condividere tutti.

Ti ritrovi nelle parole di questo post? Vuoi scrivere la tua opinione nei commenti? 💭

🔁 Il loop di FrancescoFrancesco iniziava ogni giornata allo stesso modo: un passo, poi un altro, poi un altro ancora 🚶‍♂...
27/03/2026

🔁 Il loop di Francesco
Francesco iniziava ogni giornata allo stesso modo: un passo, poi un altro, poi un altro ancora 🚶‍♂️
Davanti a lui c’era una scala di mattoni, sempre uguale, sempre lì. Non ricordava quando avesse iniziato a salirla. Forse da sempre! 🧱

Ogni volta che avanzava, sembrava ripetere un gesto che non aveva più bisogno di essere pensato, come una frase imparata a memoria e recitata senza voce. 🔄
E mentre procedeva, il suo sguardo rimaneva fisso davanti a sé, non per convinzione, ma per abitudine: una linea retta tracciata da anni, che non aveva mai sentito il bisogno di deviare. 🎯

Poi, senza capire bene come, si ritrovava di nuovo in basso.
Francesco non si chiedeva più perché accadesse.
Non si chiedeva nemmeno se avesse senso.
Faceva ciò che conosceva: ricominciare ♻️

E così, ogni giorno, Francesco saliva la sua scala.
Ogni giorno, Francesco tornava al punto di partenza.
Ogni giorno, Francesco ripeteva il gesto con la stessa cura, la stessa stanchezza, la stessa sensazione 🔁

Non c’era attesa, non c’era promessa.
C’era solo la continuità 🕰️

💬 Cosa ci può dire la storia di Francesco?

Che quando la ripetizione diventa abitudine, l’abitudine diventa identità.
La ripetizione è rassicurante, ma ingabbia 🪤
E ciò che ripetiamo senza pensarci finisce per guidare la nostra vita più di qualsiasi scelta consapevole.

25/03/2026

Ogni relazione significativa nasce da un desiderio che non sempre riusciamo ad esprimere: essere accettati così come siamo. ✨
In questo incontro esploreremo i bisogni fondamentali che ci guidano nelle relazioni di tutti i giorni e lo faremo in modo pratico, concreto, con esercitazioni e condivisioni in gruppo. 🤝
Sarà un modo nuovo per ascoltare e ascoltarsi. Ci apriremo in modo autentico a nuove consapevolezze. 🌿

📌 Mi vedi? Mi senti? Mi rispondi?
🗓️ Sabato 18 aprile 2026, ore 09.30–13.30
📍 Centro Berne, piazza Vesuvio 19 – Milano
🎤 Conduce: Pier Luigi Spatola
🎫 Costo di partecipazione: € 40,00
🔗 Altre info e iscrizione: https://www.berne.it/event/mi-vedi-mi-senti-mi-rispondi/

Un invito a guardarsi con occhi nuovi. Perché ogni relazione inizia da un bisogno che merita spazio. 💛

Parlare di salute oggi significa superare l’idea che il benessere sia solo una questione prettamente medica. Oggi sappia...
23/03/2026

Parlare di salute oggi significa superare l’idea che il benessere sia solo una questione prettamente medica. Oggi sappiamo che ciò che viviamo fuori dallo studio medico — le relazioni, il movimento, la creatività, la partecipazione — incide profondamente sul nostro equilibrio psicofisico. 🌿

Il social prescribing nasce proprio qui: nella consapevolezza che la cura non può limitarsi a “riparare” ciò che non funziona, ma deve anche nutrire ciò che ci sostiene. È un cambio di paradigma che integra medicina e vita quotidiana, riconoscendo che sentirsi parte di una comunità, contribuire, essere utili, può diventare un vero fattore di salute. 🤝
Non è cioè un’aggiunta accessoria: è un modo nuovo di intendere la cura, più completo, più umano, più vicino alla complessità delle persone.

In questa concezione, perché un'esperienza come il volontariato può fare la differenza?

Il volontariato non è solo “dare una mano”: in molti casi diventa un vero spazio di cura.
E questo accade per ragioni molto concrete:

✨ Rimette in movimento parti di sé che la sofferenza tende a spegnere.
✨ Ricostruisce legami reali.
✨ Dà un ruolo, non solo un supporto.
✨ Genera significato.
✨ Integra corpo, mente e relazione.

Può essere quindi inteso come un intervento dalle potenzialità terapeutiche proprio perché agisce in quella zona sottile — fatta di relazioni, identità, partecipazione — che la medicina tradizionale non può raggiungere. 🌱

Nelle situazioni più banali — una fila al supermercato 🛒, un gesto scortese 😒, un’ingiustizia minima — si attivano spess...
22/03/2026

Nelle situazioni più banali — una fila al supermercato 🛒, un gesto scortese 😒, un’ingiustizia minima — si attivano spesso i nostri automatismi più antichi. Non reagiamo solo all’evento, ma alla storia che quell’evento risveglia.

In Analisi Transazionale questo si vede bene: il Bambino Adattato interpreta la scena con le lenti del passato 👶🏻, dove essere messi da parte significava davvero “non contare”. Il Genitore Critico 📣 riprende il copione e lo amplifica con giudizi e doverizzazioni: “Avresti dovuto…”, “Non sei abbastanza…”. È il classico dialogo interno che alimenta la tensione e ci trascina fuori dal contesto presente.

Il punto di svolta arriva quando entra in gioco l’Adulto 🧠: lo stato dell’Io capace di stare nei fatti, distinguere il qui‑e‑ora dal là‑e‑allora, e rimettere proporzione dove gli altri stati dell’Io portano dramma o rigidità. Un semplice respiro 🌬️ diventa allora un atto di regolazione: interrompe la reazione automatica, riporta ossigeno, rallenta il sistema, e permette all’Adulto di riformulare l’esperienza. Non per negarla, ma per ricontestualizzarla: “È fastidioso, sì. Ma non è un attacco personale.”

👉 Se ti è sembrato interessante, salva questo carosello per i giorni in cui la fila sembra più lunga della tua pazienza… e la cassiera più simpatica di un lunedì mattina senza caffè ☕😅

Le capacità relazionali dell’essere umano sono molto più antiche e raffinate di quanto immaginiamo: prima ancora di parl...
20/03/2026

Le capacità relazionali dell’essere umano sono molto più antiche e raffinate di quanto immaginiamo: prima ancora di parlare, il nostro corpo riconosce volti, ritmi, intenzioni; prima ancora di capire, ci sincronizziamo. La psicologia lo descrive come bisogno di attaccamento, la medicina come regolazione neurofisiologica, gli studi del comportamento come strategia evolutiva.

Siamo progettati per entrare in relazione, per trasformarci nell’incontro, per espanderci oltre i confini dell’“io”. È questo che rende possibile quella “meraviglia di possibilità” evocata nel carosello: la nostra natura profondamente sociale, capace di creare sicurezza, innovazione, comunità e cambiamento attraverso il semplice fatto di esserci l’uno per l’altro.

Ogni volta che entriamo in relazione, con un partner, un figlio, un amico, un terapeuta, un gruppo, stiamo attivando competenze antiche e raffinatissime. Stiamo usando un patrimonio biologico, psicologico e culturale che ci permette di crescere, cambiare, ripararci, reinventarci.

La nostra capacità di essere noi non è un’eccezione. È la nostra natura più profonda 🌿.

La prima seduta è un momento sospeso: due persone che non si conoscono ancora, ma che stanno già ascoltando molto più de...
15/03/2026

La prima seduta è un momento sospeso: due persone che non si conoscono ancora, ma che stanno già ascoltando molto più delle parole.
C’è chi arriva con il cuore che batte forte, chi con un nodo allo stomaco, chi con la speranza di trovare finalmente un posto dove non dover essere “forte”.
In quei primi minuti non si decide il futuro, ma si percepisce una possibilità.

Scegliere un terapeuta non è scegliere un servizio: è scegliere una relazione. 🤝
La prima seduta serve a capire se quella relazione può diventare un terreno fertile. 🌱

Non importa se emergono emozioni miste o se non tutto è chiaro: importa se c’è spazio per te, per il tuo ritmo, per il tuo corpo che parla.
Quando qualcosa dentro dice “qui potrei lasciarmi andare”, non è intuizione vaga: è il tuo sistema interno che riconosce un ambiente sicuro.
E questo è il vero punto di partenza. ✨

13/03/2026

Scopri la nostra Scuola Triennale di Counseling ad indirizzo analitico‑transazionale 🌿: un percorso formativo aperto anche a chi non ha conoscenze pregresse in ambito psicologico o sociale 🎓. Il nostro programma è completo e articolato, e partecipando alla presentazione della Scuola potrai constatarlo di persona.

📅 25 maggio 2026
Ti aspettiamo alla serata di presentazione per conoscere da vicino il metodo, il corpo docente 👥 e le opportunità professionali che il percorso offre.

Da quasi 30 anni formiamo counselor competenti e sensibili alla relazione 🤝, e ogni anno attiviamo nuove convenzioni di tirocinio con enti, aziende, strutture sanitarie e molte altre realtà del territorio.
La nostra formazione è riconosciuta da AssoCounseling 🏅 e risponde a standard formativi di eccellenza.

La segreteria è a disposizione per qualsiasi informazione 📩 e per fissare un appuntamento conoscitivo personalizzato ☎️.

📌 Presentazione della Scuola Triennale di Counseling
🗓️ Lunedì 25 maggio, ore 18.30-20.30
📍Centro Berne, piazza Vesuvio 19 - Milano
🎤 Conducono: Manuela Giago, coordinatrice e docente del Corso; Giorgio Piccinino, counselor e docente del Corso
🎫 Partecipazione libera con obbligo di prenotazione
🔗 Altre info e iscrizione: https://www.berne.it/event/25-maggio-2026-serata-di-presentazione-della-scuola-triennale-di-counseling/
📇 Per contattarci direttamente: 02.4987357 (14.30-18.30) - info@bernecounseling.it - www.bernecounseling.it

💙 Se il Counseling è la direzione che vuoi intraprendere, scegli un percorso di qualità.

Indirizzo

Piazza Vesuvio 19
Milan
20144

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 18:30
Martedì 14:30 - 18:30
Mercoledì 14:30 - 18:30
Giovedì 14:30 - 18:30
Venerdì 14:30 - 18:30

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