02/03/2026
Una delle credenze più diffuse quando si parla di AI, ma anche di innovazioni tecnologiche in generale, è il classico “è sempre stato così”.
Tale slogan è finalizzato a inibire le preoccupazioni rispetto all’AI, evidenziando che a ogni innovazione tecnologica c’è sempre stata una qualche resistenza culturale, poi superata. Quindi, chi si preoccupava, chi sollevava qualche dubbio… sbagliava.
Uno slogan simile contiene due conseguenze, probabilmente entrambe sbagliate: la prima, che ciò che è già avvenuto in passato era giusto e ci si preoccupava per nulla; la seconda, che le innovazioni sono tutte uguali… se non aveva senso preoccuparsi all’epoca, perché farlo ora?
Rispetto alla prima, non è affatto difficile individuare gli innumerevoli casi in cui l’innovazione è stata, ed è, estremamente dannosa e sarebbe stato decisamente meglio preoccuparsi ancora di più: abitando vicino a Porto Marghera, credo di poter dire con certezza che si sarebbero salvate molte vite evitando di abbracciare l’innovazione (se qualcuno sta pensando che quella era un’industria spietata che pensava solo ai guadagni a discapito della salute delle persone… le Big Tech agiscono invece per filantropia?). Non per forza ciò a cui ci siamo abituati andava bene, non per forza abitudini oggi consolidate sono benefiche; abbiamo sbagliato, continuiamo a sbagliare.
La seconda conseguenza dello slogan “è sempre stato così”, ovvero che le innovazioni siano tutte uguali, è similmente errata. Vogliamo davvero paragonare l’impatto e la pervasività di un’invenzione come la lavastoviglie a quella dell’IA? Vogliamo davvero fare un unico calderone di tutte le trovate umane, poste tutte sullo stesso piano, con l’etichetta “tecnologia”? Può avere un senso a livello categoriale, logico, speculativo, ma trovo che anche questa argomentazione rappresenti l’ennesima giustificazione per fare ciò che si vuole: la tecnologia c’è da sempre, quindi ben venga anche l’IA. E’ una modalità di razionalizzazione pigra, comoda, per risultare al passo con i tempi.
L’inferenza che porta a considerare tutta la tecnologia buona, soltanto perché alcune tecnologie lo sono state, è davvero ottusa. Una fionda e l’AI sono entrambe tecnologie, ciononostante stiamo parlando di due dispositivi completamente diversi in termini di impatto, pervasività, “potenza”, influenza.
La televisione, l’automobile o il termostato e l’AI sono tutte tecnologie, ma non sono omologhe; tra loro vi è un salto qualitativo che rende l’AI un elemento del tutto a parte. Si tratta di uno strumento relazionale e attivo. Si tratta di una nuova nicchia tecnologica, a cui possiamo far appartenere Internet, i social network, gli assistenti vocali, gli smartphone... Una famiglia di elementi relazionali, con i quali gli animali umani stanno progressivamente instaurando una relazione sempre più simmetrica.