Psicologa.eleonorabernardi

Psicologa.eleonorabernardi Psicologa psicoanalitica per genitori, bambini, adolescenti e giovani adulti.

28/01/2026
17/01/2026

"In un certo senso, ogni terapia che ha successo si conclude con un fallimento.

Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti.

Sa, tuttavia, che la sua crescita non è terminata e che il processo creativo iniziato in terapia è adesso sotto la sua personale responsabilità.

Non termina la terapia camminando su una nuvoletta. Chi lo fa è destinato alla ricaduta.

Chi invece rimane con i piedi per terra, ha imparato ad apprezzare la realtà e ha sviluppato un atteggiamento creativo verso i problemi che incontrerà. Ha sperimentato la gioia, ma anche il dolore. Se ne va con un senso di auto-realizzazione che comprende il rispetto per la saggezza del suo corpo. Ha riguadagnato il suo potenziale creativo."

(Alexander Lowen)

Grazie di questo estratto alla sempre ricca di contenuti Porcelli
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17/01/2026

📚LETTUR📚 LETTURE PSICOANALITICHE
a cura di Andrea Braun e Carla Rigoni

Venerdì 23 gennaio 2026
⏰ Ore 21.00 – 22.15

Il Centro Veneto di Psicoanalisi (CVP) invita alla presentazione del libro “Entrare in contatto con il bambino autistico” di Luisa Bush De Ahumada e Jorge Ahumada.
La curatrice dell’edizione italiana Marina Montagnini ne discute con Lucia Fattori.

📍 L’incontro si svolgerà in presenza e online su Zoom.
La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti.
📩 Per iscriversi: inviare una mail a carlarigoni4@gmail.com
entro giovedì 22-01-2026, specificando presenza o online.

11/01/2026
Nel mezzo della tempesta il massimo che possiamo fare è sopravvivere;solo dopo potremo raccogliere i cocci di ciò che è ...
06/01/2026

Nel mezzo della tempesta il massimo che possiamo fare è sopravvivere;
solo dopo potremo raccogliere i cocci di ciò che è stato distrutto
e prenderci cura di ciò che resta.

Giocare, pregare, rammendare: che ci sia un filo rosso che li unisce? Come ci insegna Winnicott, uno dei più grandi psic...
05/01/2026

Giocare, pregare, rammendare: che ci sia un filo rosso che li unisce?

Come ci insegna Winnicott, uno dei più grandi psicoanalisti infantili, il gioco sancisce l’inizio della vita simbolica, che si radica in quello spazio terzo tra l’interno e l’esterno definito area transazionale;

l’atto del pregare, inteso in questo caso come simbolo del concetto più ampio di vita culturale di cui fanno parte anche la fruizione dell’arte e della musica, lo studio delle scienze, la lettura etc, rappresenta una delle forme che il gioco assume in età adulta, nel corso della quale continua a consentirci di alimentare la vita di vitalità e di attribuire un senso personale al mondo attraverso la possibilità della creatività;

quello del rammendare, pur non essendo di certo un concetto psicoanalitico, mi è sembrato metaforicamente risonante con il “mestiere di vivere” che pare invitarci, per una vita davvero viva, a tessere creativamente lembi strappati, orditi bucati, trame intrecciate con fili che non sempre possiamo scegliere.

“È la percezione creativa più di ogni altra cosa che fa sì che l’individuo abbia l’impressione che la vita valga la pena di essere vissuta” Winnicott.

Opere esposte presso

“Crescere è discendere.”James Hillman Fotografie di Rodney Smith esposte presso
04/01/2026

“Crescere è discendere.”
James Hillman

Fotografie di Rodney Smith esposte presso

24/11/2025

Luigi Boccanegra, psicoanalista del Centro Veneto di Psicoanalisi, a proposito della supervisione nelle istituzioni psichiatriche, scrive: “Come accade all'inizio di una relazione terapeutica individuale (E. Gillieron), anche nella "presa in carico" istituzionale è possibile individuare (se le condizioni di libertà di espressione e di osservabilità, garantite dalla cultura del servizio, sono adeguate) il formarsi di enunciati narrativi condivisi che tendono a riassumere in modo collusivo le aspettative e le delusioni che da parte del contesto inter-istituzionale, sia il paziente e i suoi familiari che gli operatori del servizio hanno accumulato nel tempo.
Infatti, nei due esempi clinici che riferirò brevemente, le tracce di queste angosce figurano all'inizio della breve storia clinica (che viene ricostruita in gruppo dai membri dell'équipe alla presenza del supervisore), e più precisamente risultano sedimentate nelle parti del racconto più descrittive che riguardano i percorsi terapeutici precedenti, prefigurando in questo modo i caratteri dello sfondo inter-istituzionale ("paesaggio") in cui viene ad inquadrarsi la nuova “presa in carico”.
Valorizzando il rapporto di reversibilità figura-sfondo, come suggerisce Di Chiara nel suo lavoro sulla Gradiva come modello, si potrebbe dire che come la città pietrificata (Pompei) e il vulcano (Vesuvio), per le implicite vicissitudini di solidificazione e di fusione che richiamano, svolgono una funzione di cornice facilitante che inquadra il ritrovamento riuscito tra i due protagonisti del racconto, cioè tra Hanold e Zoe, così il "paesaggio" istituzionale è depositario fin dall'inizio di alcune identificazioni proiettive massicce, dalla cui comprensione "a posteriori" (après coup) dipende buona parte dell'esito evolutivo del nuovo trattamento”.

Boccanegra L. J. (1998), Storie di remota equità, in (a cura di G. Rugi e E. Gaburri) Il campo gruppale, Borla, Roma, pag. 213

19/11/2025
02/11/2025

Il 2 novembre 1975 veniva ucciso Pier Paolo Pasolini.
, durante l'orazione funebre disse: "Abbiamo perso prima di tutto un . E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo".
Vorremmo, in suo onore, invitare tutti alla visione del meraviglioso documentario "Comizi d'amore", del 1964.
In questo emozionante film, andava in giro con un microfono intervistando le persone sui temi dell'amore e della sessualità.
Era l'Italia del dopoguerra e del boom economico, un'Italia divisa in ceti sociali e aree geografiche che di fronte alle domande gentili di Pasolini si mostrava con naturalezza.

Tra gli intervistati c'è anche Cesare Musatti, in una conversazione con Moravia che rimase iconica.
Su tutti giganteggia l'umanità del poeta: con fare intimo e dritto crea uno spazio di parola accogliente ma chiede anche a ciascuno di trovare il coraggio di incaricarsi di ciò che si dice e poi di ciò che si è.
Buona visione:
https://youtu.be/JKGvqxBZWS0

Sul sito del CVP segnaliamo anche il bell'articolo: "Pier Paolo Pasolini. Poeta Intellettuale Mimetico" di Andrea Rapisarda e Sonia Grandis https://www.centrovenetodipsicoanalisi.it/pier-paolo-pasolini-poeta-intellettuale-mimetico/

Quanti siamo dentro?Uno nessuno e centomila. Contemporaneamente.Ph. Vivian Maier
17/10/2025

Quanti siamo dentro?
Uno nessuno e centomila. Contemporaneamente.

Ph. Vivian Maier

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