Punto Medico Mirano

Punto Medico Mirano Poliambulatorio che eroga attività medica, visite medico specialistiche ed attività di fisioterapi

Centro di Medicina Mirano/ Punto Medico Mirano augura a tutti i migliori auguri per delle feste serene.Saremo chiusi da ...
30/12/2025

Centro di Medicina Mirano/ Punto Medico Mirano augura a tutti i migliori auguri per delle feste serene.
Saremo chiusi da domani 31/12/2025 al 4/01/2026. Saremo operativi il 5 gennaio 2026 dalle ore 9 alle ore 18.
Dal giorno 7/1/2026 si riparte….Tanti auguri!!

10/12/2025

Hai mai tirato un lenzuolo per stenderlo bene, e sentito che se lo tiri troppo da un lato.. si arriccia dall’altro?

Ecco, il corpo è identico. Ogni volta che lo allunghi, non lo “forzi”: gli stai chiedendo di fidarsi di te.

In questa immagine non ci sono posizioni statiche. Ci sono domande.

Il bicipite chiede: “posso lasciare andare?”
Il tricipite risponde: “solo se mi sostieni.”
Il deltoide, stanco di portare pesi, si lascia andare un secondo.
I flessori del polso, sempre in tensione da smartphone e tastiera, sospirano per la prima volta nella giornata.

Non è stretching.
È riconciliazione.

Per chi non è del mestiere: ogni muscolo che allunghi comunica con il sistema nervoso.
Non è solo una questione di flessibilità, ma di sicurezza percepita: se il corpo si sente protetto, lascia andare; se si sente in pericolo, si contrae.

Per questo il vero stretching non forza, dialoga. Si allunga solo ciò che si fida.

Per i colleghi clinici: rieducazione neuromuscolare attraverso il rilascio tonico riflesso e il miglioramento della stretch tolerance. Coinvolgimento dei meccanocettori di tipo Ib e modulazione del tono basale tramite attivazione parasimpatica.

Approccio somatosensoriale integrato: respiro, contatto e consapevolezza per ristabilire la connessione cervello-muscolo.

E quindi?

Allungare un muscolo non serve a “farlo più lungo”. Serve a insegnargli che può lasciarsi andare senza paura.

Lo stretching non è ti**re un muscolo.
È negoziare la pace tra forza e fiducia.

Prova questo: scegli uno di questi allungamenti, chiudi gli occhi e respira lentamente. Non pensare al muscolo: ascolta dove il corpo ti dice “basta”.
È lì che inizia il lavoro vero, qual è la parte che fa più fatica a fidarsi?

Il corpo non vuole flessibilità estrema.
Vuole solo sapere che non deve difendersi da te.

Post divulgativo a scopo educativo.
Non sostituisce la valutazione fisioterapica personalizzata.

Il forum sul “ Mal di schiena” è stato un incontro di successo…interessante e illuminante per molti. Ringraziamo i parte...
10/12/2025

Il forum sul “ Mal di schiena” è stato un incontro di successo…interessante e illuminante per molti. Ringraziamo i partecipanti, ma un ringraziamento speciale va alla Dott.ssa Duska Milinkovic che è riuscita a trasmettere in modo semplice dei concetti fondamentali per conoscere e affrontare il dolore lombare. L’informazione scientifica e fisioterapica è fondamentale per completare il percorso riabilitativo, ma ancora più importante è comprendere che la gestione del dolore lombare è un percorso da fare prima con il supporto dei professionisti, fino alla gestione in autonomia. La Back School è una tecnica per la gestione della lombalgia nel lungo termine, gli effetti benefici sono stati confermati anche da alcuni partecipanti al forum.

Vi aspettiamo al prossimo incontro formativo, seguiteci…sarà però a gennaio…

05/12/2025

Centro di medicina Mirano

05/12/2025

📣 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐈𝐑𝐎𝐈𝐃𝐄 – 𝐌𝐈𝐑𝐀𝐍𝐎 | 𝐕𝐄 📣

Sono aperte le iscrizioni per una mezza giornata di prevenzione gratuita della tiroide, rivolte ai cittadini di Venezia e provincia.
Sono disponibili 12 visite gratuite per la prevenzione dei tumori tiroidei.

📅 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎?
Giovedì 11 dicembre dalle 8.30 alle 12.30

📍 𝐃𝐎𝐕𝐄?
Centro di medicina di Mirano in via della Vittoria 88.

🌐 𝐂𝐎𝐌𝐄?
Prenotati online al link https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/registrazione-visite/

01/12/2025

Eccoci di nuovo insieme in questo fantastico lunedì con un nuovo episodio di “Anatomia Spassosa: esploriamo il corpo umano con un sorriso!” 😀

Oggi scendiamo nelle profondità più protette del nostro corpo.. quelle dove i nervi non ammettono scherzi. Parliamo del sacco durale!

Sì, hai letto bene: c’è un “sacco” dentro la colonna vertebrale, e non contiene merendine.. ma qualcosa di molto più prezioso!

Il sacco durale è come uno zaino tecnico da escursionista, solo che invece di proteggere borraccia e panino.. protegge midollo spinale, radici nervose e liquido cerebrospinale.

Un involucro forte, resistente, elastico, che custodisce la parte più delicata della nostra “rete elettrica”.

Cos’è e dov’è?

Il sacco durale è la porzione della dura madre che avvolge il midollo spinale e le radici nervose, formando una specie di tubo protettivo che inizia alla base del cranio, scende lungo tutto il canale vertebrale, e termina a livello di S2 circa.

All’interno contiene: midollo spinale (fino a L1-L2), cauda equina e liquido cerebrospinale (che fa da ammortizzatore interno)

Insomma.. è il cannone istituzionale della neuroprotezione!

A cosa serve?

Protegge il midollo spinale da urti, pressioni e trazioni, mantenendo un ambiente stabile ai nervi grazie al liquido cerebrospinale. Permette scorrimento sicuro tra midollo e vertebre e distribuisce le pressioni interne durante movimenti, salti e flessioni.

È il casco integrale del sistema nervoso centrale.

Curiosità divertente

Immagina il sacco durale come il palloncino più importante della tua vita: se lo schiacci da una parte, lui si gonfia dall’altra, sempre proteggendo ciò che contiene.

E pensa che ogni volta che ti muovi, lui ondeggia dolcemente insieme al liquido cerebrospinale: una specie di neuro-acquario da viaggio! 🤭

Funzionamento buffo

Quando salti, corri, pieghi la schiena o ti tocchi le punte dei piedi, il sacco durale si allunga, si accorcia e scivola con te.
Come un elastico di alta qualità, segue ogni movimento senza mai incepparsi.

È il “bodyguard flessibile” del midollo!

Nella vita di tutti i giorni

Il sacco durale lavora quando ti muovi velocemente, ti siedi a lungo, fai stretching, sollevi pesi o salti giù dal letto. E soprattutto quando i nervi vengono stirati (pensa al test di Lasègue).. sì, anche lì è lui che protegge e accompagna!

Parole complicate, spiegate semplici

Dura madre: la membrana più esterna e robusta che avvolge cervello e midollo.

Liquido cerebrospinale: il “brodo protettivo” che ammortizza tutto.

Cauda equina: fascio di radici nervose a forma di coda di cavallo.

Forame di coniugazione: buco da cui i nervi escono dal sacco.

Come può soffrire?

Il sacco durale può essere coinvolto in ernie discali che lo comprimono, stenosi del canale vertebrale, aderenze durali dopo interventi, infiammazioni meningeee, lacerazioni durali in traumi o chirurgia e mal di schiena irradiato, perché quando il sacco viene stirato.. i nervi protestano!

Momento educativo leggero

Muoviti spesso: a lungo andare, la rigidità lombare “stressa” anche le meningi. Respira bene: il liquido cerebrospinale si muove anche con il diaframma. Stretching dolce, non aggressivo e cura il core: maggiore stabilità equivale a meno pressioni inutili sul sacco durale.

E soprattutto: dolore irradiato o sintomi neurologici vanno SEMPRE valutati da un professionista sanitario.

Curiosità scientifica

Il sacco durale “galleggia” letteralmente nel canale vertebrale: il liquido cerebrospinale si muove con il battito cardiaco, l’atto respiratorio e perfino con i cambi di postura.

È così importante che in risonanza magnetica se ne studia la forma e le pressioni, in anestesia spinale si lavora proprio dentro lo spazio subaracnoideo e nelle malattie meninge è la prima struttura a cambiare comportamento.

Un involucro che non si vede, ma senza il quale.. nulla funzionerebbe.

Conclusione

La prossima volta che ti tocchi la schiena o fai un piegamento, pensa al tuo sacco durale: il custode silenzioso che protegge il tuo sistema nervoso 24 ore su 24, senza mai chiedere ferie!

Ci vediamo lunedì prossimo con un’altra meraviglia del corpo umano.. sempre con il sorriso! 🤗

28/11/2025

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di "Patologie Spiritose: tra curiosità e leggerezza!" Oggi parliamo di un fenomeno che colpisce tutti, prima o poi: il crampo muscolare. Quel momento tragico in cui, nel cuore della notte o nel bel mezzo di una corsa, il tuo polpaccio si trasforma in una morsa d’acciaio e ti costringe a una coreografia da film drammatico. 😁

Cos’è e dov’è?

Il crampo muscolare è una contrazione involontaria, improvvisa e dolorosa di uno o più muscoli. Colpisce spesso polpacci, piedi o cosce, ma può comparire praticamente ovunque ci sia un muscolo pronto.. a ribellarsi.

Il dolore è acuto e la contrazione così forte da far sembrare il muscolo “indurito come un sasso”.

Curiosità divertente

I crampi non guardano in faccia nessuno: colpiscono atleti, sedentari e anche dormiglioni notturni! Pare che il crampo del polpaccio notturno sia uno dei motivi più frequenti per cui gli adulti “saltano dal letto come ninja”.

E nei calciatori? Beh, quando li vedi stesi sul campo dopo 90 minuti.. non sempre è una simulazione!

Come si sviluppa?

Le cause possono essere molteplici: affaticamento muscolare o sforzo eccessivo, disidratazione e perdita di sali minerali (sodio, potassio, magnesio), cattiva circolazione o compressione nervosa, posture mantenute troppo a lungo e scarso riscaldamento o allungamento insufficiente.

Il risultato? Il muscolo “va in tilt”: le fibre si contraggono e non riescono più a rilassarsi, come un computer bloccato senza tasto reset.

Nella vita quotidiana

Chi non ha mai avuto un crampo mentre nuotava in mare e ha iniziato a sventolare come una bandiera in tempesta? Si è stiracchiato a letto e ha urlato come in un film horror? Ha corso o pedalato troppo senza idratarsi a dovere?

Il crampo è democratico: colpisce tutti, ma sempre nei momenti peggiori!

Parole complicate, spiegate semplici

Contrazione involontaria: il muscolo si accorcia da solo, senza che tu lo voglia.

Elettroliti: sali minerali che servono a mantenere l’equilibrio elettrico tra le cellule muscolari.

Ischemia: riduzione temporanea del flusso sanguigno in un muscolo, che può favorire il crampo.

Accenni di fisioterapia

La fisioterapia può aiutare a prevenire e ridurre la frequenza dei crampi: esercizi di stretching regolare, soprattutto prima e dopo l’attività fisica, mobilizzazioni articolari per migliorare il flusso sanguigno, massaggi decontratturanti o tecniche miofasciali per rilassare le fibre muscolari ed educazione all’idratazione e alimentazione adeguata (magnesio, potassio e calcio aiutano!).

In caso di crampi ricorrenti, è utile indagare anche eventuali cause neurologiche o vascolari.

Curiosità scientifica

I crampi sono più frequenti nelle ore notturne e con il freddo, perché la ridotta circolazione e la bassa temperatura aumentano l’eccitabilità neuromuscolare.
Diversi studi hanno mostrato che lo stretching serale riduce fino al 60% la frequenza dei crampi notturni.

Conclusione

Il crampo muscolare è come un piccolo blackout del corpo: arriva all’improvviso, fa male da morire, ma per fortuna passa in fretta. Con un po’ di prevenzione e movimento, puoi tenerlo alla larga, e magari continuare a dormire tranquillo, senza improvvisarti contorsionista nel cuore della notte!

A sabato prossimo per il prossimo episodio! 🤗

Lo staff di FISIOTERAPIA del Centro di Medicina Mirano/Punto Medico Mirano e’ composto da 15 professionisti che collabor...
28/11/2025

Lo staff di FISIOTERAPIA del Centro di Medicina Mirano/Punto Medico Mirano e’ composto da 15 professionisti che collaborano con gli specialisti.
Per INFO E PRENOTAZIONI chiama lo 041/5701995 o scrivi a mirano@centrodimedicina.com

Diamo il benvenuto nello staff del Centro di Medicina Mirano / Punto Medico Mirano alla DOTT.SSA IRENE MERLOSpecializzan...
27/11/2025

Diamo il benvenuto nello staff del Centro di Medicina Mirano / Punto Medico Mirano alla DOTT.SSA IRENE MERLO
Specializzanda in Medicina dello Sport ed esercizio fisico

Laureata in Medicina e chirurgia presso l’Università di Padova e specializzanda in Medicina dello Sport e dell’esercizio
fisico presso l’Università di Chieti Pescara.
Ha frequentato un master triennale in agopuntura e medicina tradizionale cinese Presso l’Istituto A.M.A.B di Bologna.
Esercita presso Studi privati come Medico e come medico di squadra, a chiamata, in quanto aggregata FMSI.
Ha sviluppato le sue competenze principalmente nel campo di medicina sportiva e cardiologia sportiva, oltre a
medicina antalgica mediante l’utilizzo dell’agopuntura, della coppettazione e della moxibustione, secondo i principi
della medicina tradizionale cinese.
Membro attivo nella promozione dell’esercizio fisico e della prevenzione, in associazione con Exercise Is Medicine.
Membro di Aggregato di FMSI, dal 2022.

PRESTAZIONI EROGATE:
Visita medico-sportiva per la certificazione alla pratica sportiva non agonistica.

Per INFO e PRENOTAZIONI chiama lo 041/5701995 o scrivi a mirano@centrodimedicina.com ti ricontatteremo noi

27/11/2025

Finalmente è martedì! Benvenuti a un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”

Oggi parliamo di un nervo che.. ti tiene letteralmente in vita. È lui che ti fa respirare, sbadigliare, sospirare e, quando serve, singhiozzare: il nervo frenico!

Un nervo tanto sottovalutato quanto essenziale, perché ogni suo impulso accende il ritmo più vitale di tutti: il respiro.

Dove sta?

Il nervo frenico nasce nel plesso cervicale, precisamente dalle radici C3, C4 e C5, il famoso mantra degli studenti di anatomia:

“C3, 4, 5 keep the diaphragm alive!”

Il suo percorso è tanto elegante quanto funzionale: origina nel collo, anteriormente al muscolo scaleno anteriore. Scende nel torace, davanti all’ilo polmonare, accanto al pericardio e ai grandi vasi. Raggiunge il diaframma, dove si divide in rami terminali che ne innervano la porzione centrale.

Ne abbiamo due, destro e sinistro, e ciascuno segue un tragitto leggermente diverso per adattarsi alla posizione del cuore e del fegato.
Un vero esempio di biomeccanica personalizzata!

Che cosa fa?

Il nervo frenico è principalmente motorio, ma anche sensitivo in alcune sue ramificazioni.

Funzione motoria: è il comandante in capo del diaframma, il principale muscolo respiratorio. Coordina ogni inspirazione, ogni sbadiglio, ogni respiro profondo.

Funzione sensitiva: innerva pleura, pericardio, peritoneo e capsula epatica, fornendo la sensibilità viscerale di queste strutture.

In pratica, ogni respiro che fai parte da un suo impulso. E quando lui tace.. l’aria non arriva.

Come si lamenta?

Quando il nervo frenico si irrita o viene compresso, può causare dolore riferito alla spalla o al collo (per la sua origine cervicale), difficoltà respiratoria o sensazione di “respiro corto”, singhiozzo persistente (scariche anomale del nervo), paralisi diaframmatica, monolaterale o bilaterale, con affanno soprattutto da sdraiati.

E se il dolore “al diaframma” si irradia alla spalla.. non è magia: è neuroanatomia pura.

Ruolo nella vita quotidiana

Il nervo frenico lavora senza sosta, giorno e notte. Ogni volta che respiri, tossisci, ridi, sbadigli o fai uno sforzo, lui è al tuo fianco.
E quando ti emozioni, cambia ritmo con te, perché respiro e stato emotivo sono inseparabili.

È il simbolo perfetto della connessione tra postura, respiro ed emozione. Un nervo “ponte” tra fisiologia e percezione.

Patologie e disfunzioni

Paralisi del diaframma (post-traumatica, chirurgica, tumorale), irritazioni da infiammazioni toraciche (pleurite, pericardite), lesioni cervicali alte (traumi C3–C5), singhiozzo cronico da irritazione riflessa o disfunzione vagale, dolore riflesso da patologie epatiche o diaframmatiche.

Curiosità neurologica

Il singhiozzo nasce proprio da una scarica involontaria del nervo frenico, seguita dalla chiusura improvvisa della glottide. È un riflesso arcaico, un piccolo “errore evolutivo”, ma anche un esempio perfetto di come cervello e respiro siano intrecciati.

E in fisioterapia respiratoria, stimolare il frenico indirettamente attraverso il diaframma può migliorare la ventilazione e ridurre lo stress. Un esempio di come la neurologia possa diventare.. terapeutica.

Approccio fisioterapico

Il fisioterapista può agire sul nervo frenico in modo mirato e globale: educazione alla respirazione diaframmatica, tecniche manuali per liberare il torace e migliorare la mobilità del diaframma, mobilizzazione cervicale dolce (zona di origine del nervo), trattamento fasciale del torace, diaframma e pavimento pelvico, esercizi posturali integrati per armonizzare respirazione e allineamento.

E, come diciamo sempre ai pazienti: “non serve solo respirare, serve respirare bene.”

Conclusione

Il nervo frenico è il direttore d’orchestra del respiro. Lavora in silenzio, ma dirige ogni nota del tuo ritmo vitale.

Quando ti fermi un attimo, inspira e senti come tutto il corpo si muove insieme. Dietro quel gesto automatico, c’è lui, il nervo che ti tiene in vita.

Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia.. perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 🤗

Nota bene

Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 👏

27/11/2025

📣 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐌𝐌𝐄𝐋𝐋𝐀 – 𝐌𝐈𝐑𝐀𝐍𝐎 | 𝐕𝐄 📣

Sono aperte le iscrizioni per una mezza giornata di prevenzione gratuita della mammella, rivolte ai cittadini di Venezia e provincia.
Sono disponibili 6 visite senologiche più ecografie mammarie gratuite per la prevenzione dei tumori mammari.

📅 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎?
Venerdì 28 novembre dalle 8.30 alle 12.30

📍 𝐃𝐎𝐕𝐄?
Centro di medicina di Mirano in via della Vittoria 88.

🌐 𝐂𝐎𝐌𝐄?
Prenotati online al link https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/registrazione-visite/

27/11/2025

📣 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐆𝐑𝐀𝐓𝐔𝐈𝐓𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐌𝐄𝐋𝐀𝐍𝐎𝐌𝐀 – 𝐌𝐈𝐑𝐀𝐍𝐎 | 𝐕𝐄 📣

Sono aperte le iscrizioni per una giornata di prevenzione gratuita del melanoma, rivolte ai cittadini di Venezia e provincia.
Sono disponibili 24 visite dermatologiche gratuite con dermatoscopia per la prevenzione dei tumori della pelle.

📅 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎?
Venerdì 28 novembre dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30

📍 𝐃𝐎𝐕𝐄?
Centro di medicina di Mirano in via della Vittoria 88.

🌐 𝐂𝐎𝐌𝐄?
Prenotati online al link https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/registrazione-visite/

Indirizzo

Via Della Vittoria 88
Mirano
30035

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