04/01/2026
Il della Meloni espone gli italiani in Venezuela al rischio di ritorsioni. A partire da Alberto Trentini
Definire , come ha fatto la Meloni, l'intervento di Trump in Venezuela senza che si sia prodotto un cambio di regime (regime change) è stato per lo meno improvvido. Da quello che si capisce dalla nomina alla Presidenza ad interim della vicepresidente Delcy Rodríguez, le cui dichiarazioni pubbliche sono nel segno del patriottismo bolivariano e della continuità, è difficile immaginare un cambio di regime a breve. Un capo di governo di uno Stato estero, l'Italia, che in Venezuela ha una comunità di connazionali stimata in 160.000 persone, non appoggia un'azione militare illegale, senza essere certa che dopo ci sarebbe stato un nuovo governo, di segno diverso e in sintonia con chi ha aggredito il paese. La dichiarazione di dell'intervento USA verrà inteso dalla Rodríguez, dai chavisti/maduriani e dall'apparato militare venezuelano come un sostegno italiano ad una azione ostile, ad una aggressione al loro stato sovrano. Non contano le discussioni sulla liceità giuridica della aggressione USA, per la quasi totalità del mondo illegale, conta come verrà vista l'Italia e gli italiani lì residenti od ostaggi, come Alberto Trentini in carcere dal 15 novembre 2024. Oggi la nuova presidente vedrà l'Italia come l'unico Paese europeo che ha "convalidato" l'attacco USA e da ciò deriva uno stato di rischio per i nostri connazionali. E vedere che il giorno dopo l'aggressione allo stato sovrano del Venezuela, con le cancellerie di tutto il mondo concentrate e preoccupate del fatto e intente a prevenirne le possibili conseguenze, la Meloni sia in giro a fare "faccine e teatrino" in Spagna, con il franchista Abascal, è disarmante e irresponsabile. Inadeguatezza e servilismo a Trump sono la cifra di ogni politica estera ed interna della Meloni e del suo governo. Da qui in avanti, se accade qualcosa a qualche nostro connazionale, Alberto Trentini compreso, sappiamo a chi chiedere conto.
ps
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