23/01/2026
𝐋'𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐅𝐫𝐞𝐮𝐝
Secondo Freud, l’innamoramento non è mai una scelta del tutto consapevole.
Quando crediamo di scegliere qualcuno, in realtà stiamo riconoscendo qualcosa che ci appartiene da molto tempo.
L’attrazione improvvisa, intensa, quasi inevitabile, non nasce qui e ora: è la risonanza di un passato che chiede ancora ascolto. Riporta in superficie bisogni emotivi irrisolti, assenze affettive, ferite che non hanno mai trovato uno spazio per essere nominate.
Spesso non vediamo l’altro per ciò che è davvero.
Gli affidiamo, senza rendercene conto, una missione che non gli compete: rimediare a ciò che non ha causato.
È per questo che alcuni amori appaiono totalizzanti, urgenti, persino eccessivi. Non stanno nascendo, stanno proseguendo una storia iniziata molto prima.
Ma nessuno può riempire un vuoto che non è suo. Quando questa illusione cade, l’amore può mutare in dipendenza, frustrazione o risentimento.
Freud lo sottolineava con chiarezza: finché non riconosci cosa stai tentando di sanare attraverso l’altro, non stai scegliendo davvero, stai semplicemente ripetendo.
Una relazione è matura solo quando smette di essere una riparazione inconscia e diventa un incontro autentico tra due individui completi, non tra una ferita aperta e una promessa di salvezza.