Dott. Gianluca Maini - Medico Oculista

Dott. Gianluca Maini - Medico Oculista Sicurezza e professionalità

Chiuso definitivamente.
👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaCheratocongiuntivite VernalLa cheratocongiuntivite “Vernal” (VKC) è una congiu...
12/10/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Cheratocongiuntivite Vernal

La cheratocongiuntivite “Vernal” (VKC) è una congiuntivite di tipo allergico a decorso cronico.
🔸 Le cause di questa malattia a carico di entrambi gli occhi sono quasi sconosciute. Si ipotizza sia la somma di fattori ambientali e dell’interazione tra il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario.

La patologia si presenta soprattutto nei primi anni di vita del paziente ed in genere scompare spontaneamente con l’inizio della maturità psico-fisica (18-20 anni).
🔸I sintomi si verificano in primavera e aumentano lungo tutto l’arco dell’estate per poi regredire in autunno-inverno.
Tende ad essere fortemente invalidante: chi ne è affetto avverte la presenza di corpuscoli all’interno dell’occhio, nonché forte prurito ed abbondante lacrimazione. Non è esclusa la difficoltà alla visione per la comparsa di un “velo” che impedisce di distinguere lettere ed immagini. Il fastidio alla luce del giorno è più che accentuato. Il soggetto colpito da questa forma di cheratocongiuntivite tende a evitare fonti luminose artificiali costringendosi all’uso di apposite lenti oscurate. La VKC può interessare la cornea con complicanze che se non curate tempestivamente conducono a danni permanenti della vista.

Esistono terapie per prevenire le ricadute e controllare le fasi attive della malattia la cui sicurezza ed efficacia deve essere migliorata. Nelle forme lievi o moderate può essere sufficiente il trattamento antistaminico topico e antinfiammatori non-steroidei.
Il trattamento delle forme croniche di allergie oculari necessita dell'intervento convergente di oculista, allergologo e/o immunologo.
Obiettivo del presente studio è stato verificare in una casistica ampliata di bambini affetti da VKC l’effi cacia del trattamento oculare con la concentrazione minima di ciclosporina 1% e di identifi care eventuali fattori prognostici della malattia nella popolazione oggetto di studio

La ciclosporina ha numerosi effetti favorevoli:

🔸 inibisce l’attivazione dei linfociti T interferendo pertanto con i fenomeni di ipersensibilità cellulo-mediata;
🔸 inibisce la produzione di IL-2 e dei suoi recettori;
🔸 riduce l’espressione degli antigeni del complesso di istocompatibilità di classe II a livello della superficie delle cellule del sistema immunocompetente.

Inoltre la ciclosporina
🔸può interferire con le reazioni di ipersensibilità legate alla degranulazione delle mastcellule, con conseguente effetto anti-pruriginoso;
🔸 riduce il livello di ECP e di eosinofili nelle lacrime, in causa nella formazione delle papille giganti e delle lesioni corneali (ulcera a scudo) nella VKC;
🔸è in grado di penetrare nella congiuntiva, nella cornea e nella sclera dopo somministrazione topica;
🔸controlla rapidamente la flogosi e consente una riduzione dell’utilizzo di steroidi in oltre il 75% dei pazienti trattati fin dal settimo giorno di terapia, la quale va protratta per 4-6 mesi, per evitare possibili recidive nel giro di circa 2 mesi.

Rispetto ai corticosteroidi la ciclosporina
🔸non provoca alterazioni del cristallino;
🔸non aumenta la pressione oculare;
🔸non viene assorbita in modo significativo a livello sistemico attraverso la congiuntiva come documentato dal fatto che i livelli ematici sono generalmente indosabili in questi pazienti.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaRetinite pigmentosaLa retinite pigmentosa è una degenerazione lentamente progr...
14/09/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Retinite pigmentosa

La retinite pigmentosa è una degenerazione lentamente progressiva e bilaterale della retina e dell'epitelio pigmentato retinico, causata da varie mutazioni genetiche.

L'iperpigmentazione in una configurazione a spicole ossee nella retina medio-periferica è l'alterazione più evidente all'esame del fondo oculare. Altri reperti comprendono:
🔸 Restringimento delle arteriole retiniche
🔸 Edema maculare cistoide
🔸 Aspetto giallo-cereo del disco ottico
🔸 Cataratta sottocapsulare posteriore
🔸 Cellule nel vitreo (meno frequenti)
🔸 Miopia

L'esame del fondo oculare, l'elettroretinografia e i vari test devono essere estesi ai familiari, quando necessario o richiesto, per stabilire il pattern ereditario. I pazienti con una sindrome ereditaria possono richiedere di sottoporsi a consulenza genetica prima di avere figli.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaUveiteL'uveite è un'infiammazione o infezione dell'uvea. L’uvea è lo strato in...
05/08/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Uveite

L'uveite è un'infiammazione o infezione dell'uvea.
L’uvea è lo strato intermedio della parete dell’occhio, compreso fra sclera e retina, caratterizzato da un’importante vascolarizzazione.

È una malattia oculare rara, ma che può potenzialmente, se non curata portare ad un calo visivo permanente e si distingue mediante una classificazione anatomica in:
👉 anteriore o iridociclite
👉posteriore o coroidite
👉intermedia
👉panuveite

La malattia può essere dovuta ad infezioni oculari oppure conseguenza di patologie sistemiche quali le malattie reumatologiche, la sarcoidosi, la TBC, la lue e molte altre.

Se il paziente è acuto o con grave rischio di perdita di visus la terapia deve essere iniziata immediatamente sulla base della prima ipotesi diagnostica. Mentre nel caso di forme croniche o a lenta evoluzione è più opportuno attendere i risultati delle indagini strumentali o degli esami ematologici richiesti.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaLa catarattaLa cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, piccola ...
13/07/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
La cataratta

La cataratta consiste nell’opacizzazione del cristallino, piccola lente, situato all’interno dell’occhio causato dall’accumulo progressivo delle proteine che avviene con il passare del tempo.
Con l’avanzare di questo processo, il cristallino opacizzato riduce la quantità di luce che passa all’interno dei vostri occhi e la visione diventa annebbiata.

In Italia sono oltre 650.000 gli interventi di chirurgia della cataratta eseguiti ogni anno.

Ecco i diversi tipi di :

👉 Nucleare – è caratteristica dell’età adulta in cui la parte centrale del cristallino è opacizzata

👉 Corticale – coinvolge la parte esterna del cristallino, può anche svilupparsi a seguito di un trauma

👉 Sottocapsulare Posteriore – colpisce solo la parte posteriore del cristallino ed è tipica di chi abbia fatto a lungo uso di Cortisone in collirio o per via generale.

👉 Pseudoesfoliativa o PEX – questa cataratta si esfolia cioè perde parte dello strato esterno (la capsula) con il passare del tempo. Questo si associa al rischio di sviluppare un’altra malattia dell’occhio chiamata Glaucoma e maggiori rischi di complicanze durante l’intervento di cataratta.

👉 Secondaria: è l’opacità della capsula posteriore dove si alloggia il cristallino artificiale inserito nell’occhio durante il primo intervento di cataratta. Viene quindi solo dopo l’intervento di cataratta (da 1 a 5 anni dopo) e non richiede un intervento in sala operatoria ma si cura con un semplice trattamento Laser

I sintomi:
📌 Vista appannata
📌 Elevata sensibilità alla luce con sensazioni di abbagliamento(gli oggetti illuminati sembrano circondati da aloni, fastidio alla luce solare)
📌 Riduzione della visibilità di notte
📌 Diminuzione del contrasto delle immagini (i colori appaiono sbiaditi)
📌 Variazione di miopia, astigmatismo o ipermetropia

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaIl cheratoconoIl cheratocono (KC) è una patologia degenerativa della cornea da...
10/06/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Il cheratocono

Il cheratocono (KC) è una patologia degenerativa della cornea da sempre descritta come "non-infiammatoria" ed esordio generalmente puberale, caratterizzata da assottigliamento ed astigmatismo irregolare progressivi con conseguente riduzione dell'acuità visiva e rischio di trapianto. Il KC è una malattia del collagene corneale di tipo multifattoriale nella quale gli aspetti genetici, molti ancora da decifrare, giocano un ruolo fondamentale, tuttavia molti fattori alla base della progressione dell'ectasia rimangono oscuri. In particolare recentemente la teoria "infiammatoria" non come fattore eziologico ma come meccanismo scatenante o favorente la progressione del cheratocono, specialmente in età pediatrica ma non esclusivamente, sta assumendo una notevole importanza in relazione alla evidence-based medicine ed alle osservazioni cliniche che dimostrano sempre e frequentemente la presenza di comorbidità della superficie oculare quali occhio secco, allergia e strofinamento oculare (eye-rubbing).

👉 Come si risolve?
Ad oggi, i farmaci non sono sufficienti a curare il cheratocono, nè a arrestare la pressione. Nelle fasi d'esordio della patologia si può ricorrere ad un trattamento non chirurgico chiamato cross-linking. Si tratta di un trattamento che, grazie all'applicazione locale di una sostanza chiamata riboflavina che viene attivata da una luce ultravioletta.
Essa aiuta a rendere la cornea più stabile e resistente rinforzando i legami delle fibre di collagene che la compongono.

👉 Anelli intra-corneali ad azione contentiva
Se la patologia è invece ad uno stadio più avanzato, si può ricorrere ad un intervento chirurgico. Parliamo dell'inserimento, nella cornea, di anellini di un materiale plastico biocompatibile che contengono la cornea limitandone lo sfiancamento.

👉 Cheratoplastica lamellare o cheratoplastica perforante
Infine, nei casi particolarmente gravi, si più ricorrere ad al trapianto della cornea, che può essere parziale (lamellare) oppure totale (perforante) a seconda della situazione clinica del paziente

È molto importante la diagnosi precoce per intervenire con le migliori tempistiche

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaOcclusioni vascolari retinichePATOLOGIE VASCOLARI Le patologie vascolari retin...
06/05/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Occlusioni vascolari retiniche

PATOLOGIE VASCOLARI
Le patologie vascolari retiniche che si presentano in Pronto Soccorso comprendono occlusioni venose, arteriose, di branca o totali e possono causare la perdita di tutta o parte della vista anche in tempi relativamente brevi, mono o bilateralmente.

🔸 Le BRVO (Branch Retibal Vein Occlusion) colpiscono solitamente la sesta o settima decade.
All'oftalmoscopia appare come un'area triangolare con apice a livello dell'occlusione associata ad emorragie, essudati cotonesi, tortuosità e congestione dell'albero venoso. Dopo la risoluzione dell'iniziale emorrargia, in genere tra i 6 e i 12 mesi, l'evidenza fundoscopica di BRVO cronica può includere edema maculare persistente, microaneurismi, essudazione, emorragie persisitenti, formazione di vasi collaterali intraretinici e neovascolarizzazione delle retina, manicotti venosi, vasi fantasma, emovitreo e gliosi preretinica; la complicanza più frequente è l'edema maculare cistoide.

🔸 Le CRVO (Central Retinal Vein Occlusion) sono occlusioni totali o parziali della vena centrale della retina, coinvolgono una popolazione con età maggiore di 50 anni, generalmente affetta da ipertensione, arteriosclerosi, diabete o glaucoma. Esistono due forme rispettivamente la forma eschemica e la forma non ischemica.
Di solito le occlusioni si verificano al mattino, al risveglio a causa del fisiologico rallentamento circolatorio notturno che a sua volta è responsabile dell'aumentata viscosità.
I pazienti riferiscono la presenza di macchie scure, linee o ghirigori nel campo visivo (floatesi); sono le ombre di piccoli grumi di sangue vetreali fuoriusciti dai vasi della retina. In alcuni casi più gravi di CRVO è possibile avvertire dolore e pressione nell'occhio interessato.

🔸 Le occlusioni arteriose sono causate da ostruzioni dell'arteria centrale della retina (CRAO) o di un ramo (BRAO). Si manifestano con perdite rapide e indolore, parziale o totale del virus.
Nei casi acuti, l'esame del fondo oculare mostra un fondo pallido, o pacco con fovea rossa (macchia rosso ciliegia).
L'occlusione arteriosa può essere dovuta a trombosi o embolia.

Entro settimane o mesi dall'occlusione si manifesta nel 20% circa dei pazienti una neovascolarizzazione della retina o dell'ride con glaucoma secondario. L'emorragia vitreale può essere una conseguenza di una neovascolarizzazione il retinica.
Il trattamento con fotocoagulazione laser è occasionalmente richiesto nelle occlusioni arteriose e può essere posticipato fino alla comparsa di neovascolarizzazione.
tuttavia, in presenza di neovascolarizzazione del segmento anteriore e sopratutto quando si verifica il glaucoma neovascolare è utile eseguire una terapia anti-VEGF in associazione.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaLa retina e l'epitelo pigmentato🔸Gli antimalarici di sintesi, riprendono la Cl...
07/04/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
La retina e l'epitelo pigmentato

🔸Gli antimalarici di sintesi, riprendono la Clorochina e l'Idrossiclorochina, sono indicati nella cura delle patologie infiammatorie quali reumatoide o il lupus. Le prime descrizioni di tossicità retinica, dovuta all'assunzione di queste sostanze, risalgono al 1959.

▶Queste lesioni maculari, attribuite agli antimalarici di sintesi, possono richiedere la diagnosi differenziale con una degenerazione maculare collegata all'età, una distrofia combinata dei coni e dei bastoncelli, una distrofia classica dei coni, una ceroidolipofuscinosi neuronale, una "fenestrated sheen macular dystrophy", Sindrome di Stargardt, un fundus flavimaculatus.

Sono stati identificati alcuni fattori di rischio dello sviluppo dell'intossicazione maculare relativamente all'assunzione degli antimalarici di sintesi:
👉 durata del trattamento oltre i 5 anni
👉 obesità
👉 patologia renale o epatica
👉 età oltre i 60 anni
👉 lesione muscolare preesistente
👉 trattamento precedente tramite antimalarici

L'esame di base di questi pazienti, trattati con antimalarici di sintesi, si basa sulla valutazione dell'acutezza visiva, l'esame con lampada a fessura, test della griglia di Amsler, l'esame del fondo oculare, il campo visivo 10.2 e la visione dei colori.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaAttenzione alle lenti a contatto🔸  La conoscenza della complicanze all'uso del...
04/03/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Attenzione alle lenti a contatto

🔸 La conoscenza della complicanze all'uso delle lenti a contatto (LAC) è un bagaglio di nozioni estremamente importante nella pratica clinica di un oculista. 🔸

Una classificazione delle patologie oculare determinata dall'uso delle lenti a contatto, si presenta sempre insufficiente dato che i disturbi tipici del portatore di LAC sono spesso la conseguenza di più fattori che interagiscono sulla fisiologia del segmento anteriore.

👉 Così alcune forme di facile diagnosi, come in caso d'ipossia corneale, possono essere il risultato di molteplici condizioni: uso eccessivo, LAC strette, vecchie o sporche. Ciascuna di queste condizioni però rappresenta una patogenetica a se stante e può presentarsi da sola o assieme alle altre.
L'intolleranza alle LAC è secondaria ad un "occhio secco".
Anche in questo caso la forma è spesso multifattoriale, caratterizzata da modificazioni primitive e secondarie all'uso delle LAC della superficie oculare.

CLASSIFICAZIONE DELLE COMPLICANZE ALL'USO DI LENTI A CONTATTO
🔸inidoneità locale o generale
🔸 fattori lesivi ambientali
🔸 applicazione errata
🔸 manutenzione errata o insufficiente
🔸 infezioni
🔸 complicanze allergiche
🔸 le sindromi da uso eccessivo

COMPLICANZE SETTICHE
Cheratiti e cheratouveiti importanti si manifestano quasi sempre solo dopo molti giorni dalla comparsa dei primi sintomi, in seguito ad errori terapeutici e/o al protrarsi del porto delle LAC.
Gravi ascessi corneali invece possono presentarsi anche a distanza di poche ore dopo i primi segni di intolleranza; i germi responsabili sono altamente virulenti (più spesso Pseudomonas Aureoginosa) e richiedono un rapido intervento terapeutico con antibiotico-terapia. Spesso congiuntiviti e cheratocongiuntiviti virali (forse da adenovirus), si manifestano solo con il porto delle LAC. L'esame obiettivo rivela la presenza di infiltrati corneali sottopiteliali su cornea riepitelizzata.

Particolare attenzione deve essere data alla grave cheratite da acantoameba (ancora molto rara, ma in aumento). È tipica dei portatori di LAC, ha un esordio come cheratocongiuntivite aspecifica e le comuni terapie non danno alcun beneficio.
Solamente il dolore "sproporzionato" al danno biologico può mettere in sospetto. Nelle fasi tardive il quadro clinico più frequente è quello dell'ascesso anulare con uveite media.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaDry Eye (Occhio secco)Il dry eye, o occhio secco, è una malattia delle lacrime...
10/02/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Dry Eye (Occhio secco)

Il dry eye, o occhio secco, è una malattia delle lacrime e della superficie oculare che porta fastidi e disturbi visivi oltre all'instabilità del film lacrimale con potenziale danno alle strutture anteriori dell’occhio.
🔸 Al paziente, di per sè, la lacrimazione sembra essere un fattore ordinario, ma sottovalutare l'importanza delle lacrime non consente di mettere in luce l'enorme complessità della loro composizione, struttura, funzione e di come esse interagiscano con il sistema della superficie oculare, in modo da rendere la superficie refrattiva regolare e stabile al di sopra della superficie corneale - a sua volta relativamente irregolare -, e di quanto una perdita di tale equilibrio sia disturbante.

I pazienti infatti, diventano consapevoli dell'importanza di un equilibrio della superficie oculare solo quando avvertono i fastidi legati al cosiddetto "occhio secco" oppure cominciano a percepire una visione transitoriamente disturbata e limitata.
Vi è evidenza che qualsiasi anormalità della superficie oculare può scatenare lo squilibrio in tutti gli altri componenti della dinamica lacrimale, per cui si parla di ocular surface disease - OSD.

👉Man mano che è aumentata la comprensione della patofisiologia della OSD si è capito come questa malattia sia complessa e spesso multifattoriale.

Ultimamente è stato dimostrato come altri componenti quali cellule immunitarie, cellule della matrice, ormoni e persino il microbioma, siano in grado di regolare l'omeostasi della superficie oculare.
È stata anche avanzata l'ipotesi secondo cui l'OSD sia una malattia autoimmune localizzata, originata da uno squilibrio nelle vie immuno-regolatorie e pro-infiammatorie protettive della superficie oculare, per cui nella OSD l'OSM subisce un danno dell'immuno-omeostasi, con conseguente infiammazione cronica.

Per una corretta diagnosi si utilizzano coloranti vitali e strumenti che permettono di valutare precisamente la natura della secchezza oculare.

Alcuni consigli:
✔ Favorire l'illuminazione naturale stando attenti a evitare i riflessi delle finestre sui monitor
✔ Fare delle pause di 15 minuti ogni due ore durante l’attività al computer
✔ Aerare naturalmente e quotidianamente le stanze
✔ Assicurarsi che negli ambienti chiusi ci sia una buona percentuale di umidità: deve essere tra il 35% e il 45% per evitare disturbi. Un umidificatore può essere di grande aiuto
✔ Evitare l'utilizzo di lenti a contatto se le si porta poco o se si avvertono sintomi a carico della superficie oculare
✔ Curare l'igiene oculare: palpebre e ciglia devono essere mantenute sempre pulite

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaLa retinopatia diabeticaLa retinopatia diabetica rappresenta un’importante com...
14/01/2021

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
La retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica rappresenta un’importante complicanza microangiopatica del diabete mellito.
🔸 Costituisce la principale causa di cecità legale negli individui di età compresa tra i 20 e i 65 anni di età nei paesi industrializzati.
L’eziopatogenesi non è ancora ben chiara ma si ritiene che la microangiopatia vascolare sia dovuta all’ esposizione all' iperglicemia per un periodo tale da indurre importanti modificazioni biochimiche e morfologiche nella struttura vascolare: danno vascolare endoteliale, perdita di periciti, ispessimento della membrana basale dei capillari, aumento dell’adesività piastrinica, aumento dell’aggregabilità eritrocitaria, fibrinolisi difettosa e soprattutto aumentata produzione del fattore di crescita endoteliale (VEGF).
Tali alterazioni determinano una progressiva compromissione del lume dei capillari e della funzione endoteliale di barriera, con conseguente ischemia ed ipossia retinica che successivamente stimola la risposta neovascolare del VEGF.

La retinopatia diabetica viene classificata in 2 forme:
👉 RD non proliferante ( RDNP)
👉 RD proliferante ( RDP)

L' iniezione intravitreale di farmaci corticosteroidi e anti-VEGF rappresenta una terapia di recente introduzione per la terapia dell' edema maculare diffuso che non risponde alla fotocoagulazione laser convenzionale impiegata come trattamento di prima scelta.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculistaIl Glaucoma Il glaucoma rappresenta un gruppo eterogeneo di malattiedell’occhi...
10/12/2020

👁 GUARDA CHIARO - La rubrica dell'oculista
Il Glaucoma

Il glaucoma rappresenta un gruppo eterogeneo di malattie
dell’occhio caratterizzate prevalentemente da elevata pressione intraoculare associata ad un quadro clinico di atrofia del nervo ottico, riduzione del campo visivo e calo dell’ acuita’ visiva permanente. Si tratta di una patologia per lunghi periodi misconosciuta dal paziente, spesso asintomatica che, quando si rivela, e’ gia’ nella sua fase avanzata.

Risulta quindi fondamentale il controllo della pressione
oculare per evitare progressione della malattia e per preservare il campo visivo tanto che negli ultimi anni si è introdotto il concetto di pressione target ovvero, il valore di IOP più alto utile a rallentare sufficientemente il peggioramento della patologia e quindi preservare la qualità di vita del paziente per tutta la sua durata.
La cura della malattia si base, quindi sul controllo della IOP, e il
raggiungimento della pressione target, si avvale di:
🔸 una terapia medica basata fondamentalmente in colliri
ipotonizzanti che nella maggior parte dei casi risulta’
completamente risolutiva
🔸 una terapia laser spesso di ausilio alla terapia medica
🔸 una terapia chirurgica o parachirurgica nei casi più
complessi.

Sarà il medico, nel monitoraggio del glaucoma negli anni, a
identificare la terapia più idonea al paziente , perseguendo
sempre il concetto di compliance, aderenza e persistenza alla
terapia , ovvero verificando che il paziente segua le
prescrizioni, condivida un percorso medico- paziente per il
trattamento della patologia, cucito sul suo stile di vita e teso alla risoluzione di eventuali problemi, e assicurandosi che assumi regolarmente la terapia senza mai interromperla.

📍 Siamo in Via Ippolito Nievo 58
📞 Per info: 392.7082094

Indirizzo

Via Ippolito Nievo 58
Modena
41124

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott. Gianluca Maini - Medico Oculista pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott. Gianluca Maini - Medico Oculista:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare