12/10/2021
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Cheratocongiuntivite Vernal
La cheratocongiuntivite “Vernal” (VKC) è una congiuntivite di tipo allergico a decorso cronico.
🔸 Le cause di questa malattia a carico di entrambi gli occhi sono quasi sconosciute. Si ipotizza sia la somma di fattori ambientali e dell’interazione tra il sistema nervoso, il sistema endocrino e quello immunitario.
La patologia si presenta soprattutto nei primi anni di vita del paziente ed in genere scompare spontaneamente con l’inizio della maturità psico-fisica (18-20 anni).
🔸I sintomi si verificano in primavera e aumentano lungo tutto l’arco dell’estate per poi regredire in autunno-inverno.
Tende ad essere fortemente invalidante: chi ne è affetto avverte la presenza di corpuscoli all’interno dell’occhio, nonché forte prurito ed abbondante lacrimazione. Non è esclusa la difficoltà alla visione per la comparsa di un “velo” che impedisce di distinguere lettere ed immagini. Il fastidio alla luce del giorno è più che accentuato. Il soggetto colpito da questa forma di cheratocongiuntivite tende a evitare fonti luminose artificiali costringendosi all’uso di apposite lenti oscurate. La VKC può interessare la cornea con complicanze che se non curate tempestivamente conducono a danni permanenti della vista.
Esistono terapie per prevenire le ricadute e controllare le fasi attive della malattia la cui sicurezza ed efficacia deve essere migliorata. Nelle forme lievi o moderate può essere sufficiente il trattamento antistaminico topico e antinfiammatori non-steroidei.
Il trattamento delle forme croniche di allergie oculari necessita dell'intervento convergente di oculista, allergologo e/o immunologo.
Obiettivo del presente studio è stato verificare in una casistica ampliata di bambini affetti da VKC l’effi cacia del trattamento oculare con la concentrazione minima di ciclosporina 1% e di identifi care eventuali fattori prognostici della malattia nella popolazione oggetto di studio
La ciclosporina ha numerosi effetti favorevoli:
🔸 inibisce l’attivazione dei linfociti T interferendo pertanto con i fenomeni di ipersensibilità cellulo-mediata;
🔸 inibisce la produzione di IL-2 e dei suoi recettori;
🔸 riduce l’espressione degli antigeni del complesso di istocompatibilità di classe II a livello della superficie delle cellule del sistema immunocompetente.
Inoltre la ciclosporina
🔸può interferire con le reazioni di ipersensibilità legate alla degranulazione delle mastcellule, con conseguente effetto anti-pruriginoso;
🔸 riduce il livello di ECP e di eosinofili nelle lacrime, in causa nella formazione delle papille giganti e delle lesioni corneali (ulcera a scudo) nella VKC;
🔸è in grado di penetrare nella congiuntiva, nella cornea e nella sclera dopo somministrazione topica;
🔸controlla rapidamente la flogosi e consente una riduzione dell’utilizzo di steroidi in oltre il 75% dei pazienti trattati fin dal settimo giorno di terapia, la quale va protratta per 4-6 mesi, per evitare possibili recidive nel giro di circa 2 mesi.
Rispetto ai corticosteroidi la ciclosporina
🔸non provoca alterazioni del cristallino;
🔸non aumenta la pressione oculare;
🔸non viene assorbita in modo significativo a livello sistemico attraverso la congiuntiva come documentato dal fatto che i livelli ematici sono generalmente indosabili in questi pazienti.
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