23/09/2019
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LA POSTURA
Nel 1837 Charles Bell si domandò “Come riesce un uomo a mantenere una postura eretta o inclinata contro il vento che soffia su di lui ? e’ evidente che egli possiede un senso attraverso il quale conosce l’ inclinazione del proprio corpo e che possiede l’ attitudine ad aggiustarla e correggere ogni scarto in rapporto alla verticale”
Con l’ intenzione di sintetizzare e circoscrivere in una sola definizione, la piu ‘ completa e precisa possibile, il concetto di postura, ci si accorge ricercandole quanto sia complesso districarsi fra le molteplici composizioni di essa. la ragione probabilmente risiede nella complessità della natura umana.
Per dimostrare la difficoltà di reperirne una totalmente esaustiva si riportano alcuni esempi:
La postura è la capacità del nostro corpo di assumere e cambiare posizione nell’ ambiente di vita.
La postura umana è l’assetto tridimensionale spaziale dei vari piani e segmenti del corpo somatico.
La postura è la posizione che il corpo assume per controbilanciare la forza di gravità in una situazione di riposo o in movimento.
La postura è la posizione che il corpo assume per controbilanciare la forza di gravità in una situazione di riposo o in movimento.
La postura è la posizione che il corpo assume sia da fermo che in movimento.
La postura è la posizione che il corpo assume nella vita di relazione ed è corretta quando le varie parti del corpo si dispongono in maniera fisiologica.
La postura è la disponibilità e la capacità di una persona di mettere in relazione le varie parti del corpo in modo da assicurare ora e per il futuro la massima efficienza nella funzione comportamentale e nel funzionamento psicologico.
La postura è la scienza del corretto allineamento e della corretta gestione motoria del corpo umano in rapporto alla forza di gravità.
La postura è la sinergia con cui le varie parti del corpo nella loro interezza psicofisica concorrono all’attuazione di qualsiasi gesto.
La postura è il linguaggio non verbale del soggetto.
La postura è ciascuna delle posizione assunte dal corpo contraddistinta da particolari rapporti tra i diversi segmenti somatici.
Altri grandi studiosi hanno dato altrettante belle definizioni di postura:
KENDALL: la postura è rappresentata dall’insieme delle posizioni di tutte le articolazioni del corpo in un certo momento;
BOCCARDI: qualsiasi atteggiamento, definito dai rapporti che si stabiliscono tra i vari segmenti corporei, che possiamo assumere nello spazio;
TRIBASTONE: può essere considerata l’insieme dei rapporti esistenti tra l’intero organismo, le varie parti del corpo e l’ambiente che lo circonda;
CAILLIET: è espressione somatica di emozioni, impulsi e regressioni…riflessione inconscia nell’atteggiamento esteriore della propria condizione interiore, la propria personalità;
CARADONNA: la posizione che il corpo o una sua componente assume grazie alle proprietà passive dei legamenti e dei vincoli articolari ed alle proprietà attive dei muscoli tonici, in armonia con la forza di gravità;
GESELL: è l’embriologia del comportamento che determina l’orientamento del bambino nei confronti dell’ambiente;
HOUSSAY: la postura dipende dall’attività integrata di tutta una serie di meccanismi riflessi coordinati che la determinano, la mantengono, la ristabiliscono;
GAGEY: è il risultato della somma dei riflessi vestibolo e cervico-spinali che attraverso la percezione della forza di gravità e della posizione del capo nello spazio attivano la muscolatura estensoria antigravitaria della colonna e degli arti inferiori per consentire l’atteggiamento desiderato;
GUIDETTI: parla di equilibrio come “il sesto senso”. Consiste nella condizione in cui sono garantiti una posizione corretta del corpo nello spazio con la consapevolezza di questa posizione, un orientamento dello sguardo che consenta di tenere adeguatamente sotto controllo cosa avviene nell’ambiente circostante, un ritmo del battito cardiaco e del respiro adatto alla situazione, il benessere psicologico in ogni condizione ambientale;
Dalla lettura di queste definizioni si comprende come sia difficile scegliere una definizione su tutte ed inoltre si evidenzia un diversità di concezione della stessa, infatti, si passa da concezioni puramente meccanicistiche a puramente mentalistiche.
la definizione scelta qui di seguito coniuga le due mentalita’ ma non per una scelta dettata dalla saggezza(in medio stat virtus) ma dalla consapevolezza che non si puo ’ rendere avulso il corpo dalla psiche.
“LA POSTURA È L’ ESPRESSIONE SOMATICA DELL’ ATTEGGIAMENTO RELAZIONALE DELLO PSICOSOMA UMANO CON LA PROPRIA INTERIORITÀ E CON L’ AMBIENTE CHE LO CIRCONDA“
Per completare il concetto di postura sono necessarie altre considerazioni importanti che spesso non hanno il giusto risalto :
La postura corporea è una funzione integrata individuale su cui agiscono psiche, soma e ambiente esterno con infinite variabili. Un’analisi completa e univocamente esaustiva di tutte queste variabili è attualmente impossibile, anche se resta come obiettivo teleologico della ricerca.
Con un attento esame clinico e un altrettanto bilancio funzionale possibilmente integrato da esami strumentali (es. la baro-podometria) si può comunque intervenire sulle variabili più importanti e comuni da reperire, con buoni risultati.
Migliorare la postura individuale è quasi sempre possibile intervenendo appropriatamente,ma per ottimizzare stabilmente ciò è indispensabile la partecipazione del soggetto.
Al concetto di postura si associa il concetto di equilibrio. Si dice che un corpo è in equilibrio meccanico quando le somme di tutte le forze e dei momenti, agenti su di esso, sono pari a zero. Sotto queste condizioni la velocità del corpo rimane costante nel tempo, un caso particolare è quello di un corpo con velocità nulla, il quale risulta anche in equilibrio statico.
L’equilibrio è la condizione per cui un corpo sta fermo, o, muovendosi, conserva un suo determinato assetto, dovuta alla reciproca compensazione delle forze che agiscono sul corpo. Lo si può suddividere in:
Statico: quando lo stato di quiete di un corpo, supposto inizialmente fermo, che si verifica quando esso non è sottoposto ad alcuna forza, o è sottoposto a forze che hanno risultante nulla;
Dinamico: quando lo stato di un corpo che, inizialmente in movimento, viene assoggettato a forze a risultante nulla (oppure a forze che vengono annullate dall'inerzia), per cui si muove con moto rettilineo uniforme.
In fisiologia non esiste l’equilibrio statico, ma l’unica forma di equilibrio possibile è quella dinamica, dove si hanno continue modificazioni interne ed esterne per adattarsi alle varie situazioni, cioè alle varie forze cui il corpo è sottoposto.
Per cui nell’individuo il sistema dell’equilibrio lavora con lo scopo di mantenere la proiezione del centro di gravità nel poligono di sostentamento, con il quale si intende il perimetro complessivo che unisce tutti gli appoggi al suolo del soggetto. In questo caso non ha grossa importanza l’economia del sistema
L’equilibrio è il risultato finale della strategia impiegata da un individuo per assumere e mantenere qualsiasi posizione del proprio corpo in una determinata circostanza, reagendo alle forze interne ed esterne a cui continuamente è sottoposto cercando di ottenere:
Minimo consumo energetico (nella maniera più economica possibile);
Massimo equilibrio dinamico (con la massima stabilità possibile);
Minimo stress psico-fisico (con il massimo confort possibile);
Le capacità senso-percettive rappresentano i presupposti di base per realizzare qualsiasi attività in maniera consapevole. Esse devono essere attivate, esercitate ed apprese perché dipendono in gran parte dalla sollecitazione sensoriale. Assenza di percezioni o di stimoli sufficienti determina il mancato sviluppo di funzioni psicofisiologiche.
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