20/02/2026
Stamattina abbiamo affrontato il Modulo 6.
Quello che non puoi fare in modo leggero.
Quello che cambia l’aria nella stanza.
Violenza di genere. Femminicidio.
Non come parola astratta.
Non come titolo di giornale.
Ma come fenomeno reale, concreto, quotidiano.
In Lamborghini, ancora una volta.
E ancora una volta occhi attenti. Silenzio pieno. Presenza vera.
Abbiamo parlato di violenza di genere, di escalation, di segnali che spesso vengono ignorati e normalizzati.
Abbiamo distinto tra conflitto e violenza.
Tra rabbia e dominio.
Tra responsabilità e giustificazioni.
Abbiamo guardato in faccia una domanda scomoda:
come si arriva fin lì?
E soprattutto:
dove si può interrompere la catena?
Nessun sensazionalismo.
Nessuna retorica.
Solo analisi, consapevolezza, pensiero critico.
La cosa che mi porto a casa oggi è la loro capacità di restare.
Di non scappare dal tema.
Di non banalizzare.
Di non ridere per alleggerire.
Restare è maturità.
Restare è responsabilità.
Questo progetto non è solo formazione.
È prevenzione culturale.
È allenamento allo sguardo.
È imparare a riconoscere prima, per non dover intervenire dopo.
E sì, anche oggi torno a casa stanca.
Ma con quella stanchezza buona.
Quella che sa di senso e pienezza!