D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

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D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena Sono una psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Supervisore EMDR.
Traumi e abusi

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Terapeuta EMDR

Vi aspetto in diretta stasera alle 18,30. Questo il link per collegarvi https://www.facebook.com/share/18UEXLdXGS/?mibex...
21/04/2026

Vi aspetto in diretta stasera alle 18,30.
Questo il link per collegarvi

https://www.facebook.com/share/18UEXLdXGS/?mibextid=wwXIfr

Sono onorata dell’invito di Luana Sciamanna, avvocata.

Stasera alle ore 18:30 sarò in diretta sulla sua pagina Facebook e sul suo canale YouTube per parlare di un tema che incontro ogni giorno nel mio lavoro:

le relazioni di non amore.

Durante la diretta parleremo di:

▪️ come riconoscere una relazione disfunzionale
▪️ i segnali dell’abuso narcisistico
▪️ gli strumenti per proteggersi e ricostruire se stessi

Sarà un momento di confronto e di riflessione, con uno sguardo psicologico e giuridico, per fare chiarezza su dinamiche che spesso restano invisibili.

Se questo tema ti tocca da vicino
o pensi possa essere utile a qualcuno,
condividi la diretta.

Vi aspetto in diretta.









Stamattina ero online con le classi quarte dell’ITET Giacinto Girardi, di Cittadella (Pd), insieme a Filomena Lamberti, ...
21/04/2026

Stamattina ero online con le classi quarte dell’ITET Giacinto Girardi, di Cittadella (Pd), insieme a Filomena Lamberti, sopravvissuta a una grave violenza.

Una presenza che non è solo testimonianza.
È una storia che attraversa il corpo,
ma arriva dritta alla coscienza.

Non abbiamo parlato di “grandi gesti”.
Abbiamo lavorato su ciò che non si vede.

I segnali invisibili della violenza.

Quelli che non fanno notizia.
Quelli che non hanno ancora un nome.
Quelli che si confondono con l’amore.

«Mi scrive sempre.»
«Vuole sapere dove sono.»
«Se si arrabbia è perché ci tiene.»

Ci siamo fermati lì.
In quella zona ambigua in cui il controllo non è ancora riconosciuto come tale,
ma inizia a restringere lo spazio.

Dove il dubbio viene subito zittito.
Dove il disagio viene normalizzato.
Dove ci si adatta… un passo alla volta.

Il problema non è solo la violenza quando esplode.
Il problema è tutto ciò che la prepara.

Silenziosamente.
La violenza raramente inizia con uno schiaffo.
Inizia con qualcosa che non torna…
e che impariamo a ignorare.

Allenare lo sguardo a vedere prima è fondamentale.
È consapevolezza.

Un grazie sincero ai ragazzi che hanno partecipato con vivo interesse, ai docenti dell’Istituto, alla Polizia Municipale e al Comune di Cittadella
per aver reso possibile questo spazio di confronto e di pensiero.

👉 Qual è quel segnale che, col senno di poi, avresti voluto riconoscere prima?

Qualche mese fa ti avevo parlato di un progetto che mi stava particolarmente a cuore. ��Si chiamava «Uomini, rispetto e ...
17/04/2026

Qualche mese fa ti avevo parlato di un progetto che mi stava particolarmente a cuore. ��Si chiamava «Uomini, rispetto e relazioni» ed era un percorso formativo dedicato ai ragazzi del 4° anno professionale del Lamborghini Training Center.

Oggi quel progetto si è concluso, ma quello che abbiamo seminato continuerà a crescere.

Te ne parlo perché quello che abbiamo imparato tutti, me compresa, in questi mesi non appartiene solo a quei ragazzi: il rispetto si può imparare a qualunque età, e seminare sempre.
Insieme a questi giovani uomini abbiamo aperto spazi che spesso restano chiusi. ��Abbiamo parlato di:
* maschilità oltre gli stereotipi
* rispetto come scelta consapevole e non come obbligo imposto
* manipolazione, consenso, violenza
* quello che troppo spesso viene dato per normale, chiedendoci se normale significhi davvero sano
�È stato un progetto vivo, emotivo, a tratti sorprendente. Ci siamo trovati dentro domande autentiche e abbiamo ascoltato storie vere.

Mi sono emozionata insieme a loro.

E uno dei momenti che mi è rimasto più nel cuore è una frase detta da un ragazzo, verso la fine di uno degli incontri:

«Non ce lo aveva mai chiesto nessuno: che uomini vogliamo essere.»

Vi aspetto in diretta il 21 aprile. Questo il link per collegarvi https://www.facebook.com/share/18UEXLdXGS/?mibextid=ww...
16/04/2026

Vi aspetto in diretta il 21 aprile.
Questo il link per collegarvi

https://www.facebook.com/share/18UEXLdXGS/?mibextid=wwXIfr

Sono onorata dell’invito di Luana Sciamanna, avvocata.

Martedì 21 aprile alle ore 18:30 sarò in diretta sulla sua pagina Facebook e sul suo canale YouTube per parlare di un tema che incontro ogni giorno nel mio lavoro:

le relazioni di non amore.

Le relazioni dovrebbero farci stare bene.
Farci crescere.
Farci sentire al sicuro.

Ma cosa succede quando una relazione diventa qualcosa di diverso?

Quando ci confonde.
Quando ci svuota.
Quando, poco alla volta, iniziamo a dubitare di noi stessi.

Durante la diretta parleremo di:

▪️ come riconoscere una relazione disfunzionale
▪️ i segnali dell’abuso narcisistico
▪️ gli strumenti per proteggersi e ricostruire se stessi

Sarà un momento di confronto e di riflessione, con uno sguardo psicologico e giuridico, per fare chiarezza su dinamiche che spesso restano invisibili.

Se questo tema ti tocca da vicino
o pensi possa essere utile a qualcuno,
condividi la diretta.

Vi aspetto in diretta.









Ci sono relazioni che ci nutrono, che ci fanno sentire vistə, compresə, al sicuro.E poi ci sono quelle altre.Quelle che ...
03/04/2026

Ci sono relazioni che ci nutrono, che ci fanno sentire vistə, compresə, al sicuro.

E poi ci sono quelle altre.

Quelle che ci svuotano, un giorno alla volta, così lentamente che quasi non ce ne accorgiamo. Fino a quando un giorno ci guardiamo allo specchio e con una gran confusione in testa ci chiediamo: “Sono io il problema?”

Non è sempre facile riconoscere queste relazioni.

Non si palesano con urla, violenze evidenti o gesti eclatanti che ti fanno dire "Ecco, questo è inaccettabile".

Spesso è tutto molto più sottile e appunto confuso. E ci si ritrova solo più stanchi, più insicuri, più soli, anche quando si è in due.

I segnali che meritano attenzione

Ti riconosci in qualcuna di queste situazioni?

✔️ Ti senti in colpa ogni volta che esprimi un tuo bisogno, come se chiedere qualcosa per te fosse un tradimento o un capriccio.

✔️ Ti controlli continuamente per non dire la cosa sbagliata, per non fare quel gesto che potrebbe creare attrito, per non disturbare l'equilibrio precario che hai imparato a mantenere in punta di piedi.

✔️ Ti sembra di perdere pezzi di te pur di far funzionare le cose: i tuoi interessi, le tue amicizie, le tue passioni, la tua voce. Tutto si è fatto più piccolo.

✔️ Ti chiedi spesso, con una sensazione che ti opprime il petto: "Sono io il problema? Sono io troppo sensibile, troppo esigente, troppo complicatə?"

Se anche solo una di queste frasi ti ha fatto fermare un attimo a pensare
"Sì, è esattamente così",
allora c'è qualcosa che merita la tua attenzione.

Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato con l’accusa di aver avviato un piano concreto per una strage in una scuola.Seco...
01/04/2026

Un ragazzo di 17 anni è stato arrestato con l’accusa di aver avviato un piano concreto per una strage in una scuola.

Secondo le indagini:
▪️ aveva raccolto materiale su armi ed esplosivi
▪️ si ispirava a modelli di stragi già avvenute in scuole
▪️ frequentava ambienti online estremisti

Gli investigatori parlano di una progettualità concreta, non di un gesto impulsivo.

Il padre ha dichiarato:
«Per come lo conosco io, è impossibile»

Questa distanza tra ciò che appare e ciò che accade è il punto più delicato.

Perché ci mette davanti a una verità scomoda:

👉 non sempre chi è vicino riesce a vedere.

Oggi molti ragazzi costruiscono parti importanti della loro identità online, in spazi che agli adulti restano invisibili.

E lì, a volte, trovano:
▪️ appartenenza
▪️ riconoscimento
▪️ modelli distorti

⚠️ Non è solo una storia di cronaca.
È una domanda educativa.

Siamo davvero in contatto con il mondo interno dei nostri figli?
O ci fermiamo a ciò che appare?

Se senti che questo tema ti tocca, fermati un momento a riflettere:
quanto conosci davvero il mondo interno dei tuoi figli?

In questi giorni, a seguito di un grave fatto di cronaca, è stato citato il disturbo ADHD.È fondamentale chiarire un pun...
31/03/2026

In questi giorni, a seguito di un grave fatto di cronaca, è stato citato il disturbo ADHD.

È fondamentale chiarire un punto:

👉 L’ADHD non spiega e non giustifica la violenza.

Come sottolinea AIFA APS – Associazione Italiana Famiglie ADHD,
«l’ADHD, di per sé, non spiega né giustifica un gesto violento… sarebbe un errore clinico e culturale associare automaticamente un episodio così grave a una diagnosi neuroevolutiva.»

Si tratta di un disturbo che può comportare difficoltà di attenzione, impulsività e autoregolazione,
non è una diagnosi di aggressività.

Associare automaticamente un gesto violento a una diagnosi
è un errore clinico e culturale.

Quando accadono episodi così gravi, abbiamo una responsabilità:

✔️ evitare semplificazioni
✔️ comprendere la complessità
✔️ usare le parole con cura

Perché le parole possono fare chiarezza…
oppure creare stigma e confusione.

💬 La complessità va rispettata, non ridotta a etichette.

La notizia della docente accoltellata a scuola da un suo studente ha scosso profondamente tutti noi.Un evento che interr...
28/03/2026

La notizia della docente accoltellata a scuola da un suo studente ha scosso profondamente tutti noi.
Un evento che interroga, che inquieta, che lascia senza parole.

Per questo, sul fronte dell’intervento psicologico, è stato attivato fin dalle primissime ore un 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨.

Un team di psicoterapeuti EMDR è attualmente impegnato sul campo per sostenere la 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 e le 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 colpite indirettamente da questo evento traumatico.

È stata costituita una 𝐭𝐚𝐬𝐤 𝐟𝐨𝐫𝐜𝐞 composta dall’équipe interna alla scuola e da colleghi dell’Associazione EMDR Italia, con l’obiettivo di offrire un 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 in una situazione di forte shock.

Intervenire subito, in questi contesti, fa la differenza.
Permette di contenere, dare senso, prevenire la cristallizzazione del trauma.

Ritengo importante condividere questo aggiornamento, per il valore che assume per l’intera comunità professionale e per la testimonianza concreta di come competenza e tempestività possano fare la differenza nei contesti di emergenza.

Mi ha colpito molto la storia della docente accoltellata nei corridoi di una scuola di Trescore Balneario (Bergamo)Uno s...
26/03/2026

Mi ha colpito molto la storia della docente accoltellata nei corridoi di una scuola di Trescore Balneario (Bergamo)

Uno studente che entra a scuola con un coltello
e una pi***la scacciacani nello zaino.

Indossa una maglietta con scritto «vendetta».
Riprende l’aggressione con il cellulare.

1. 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼
Non siamo di fronte a un 𝗮𝗰𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗼𝘂𝘁 immediato.
C’è una 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮 che si struttura nel tempo,
un’idea che si consolida fino a diventare azione.

2. 𝗦𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮
La scritta «vendetta», gli oggetti, la ripresa video
non sono accessori.
Sono parte di una 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗵𝗶𝗰𝗮.

3. 𝗙𝗮𝗹𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
La domanda è:
dove si interrompe la capacità di 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶ò 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮?

Quando l’emozione non trova spazio simbolico,
l’azione prende il posto del pensiero.

4. 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗻𝗲𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à
A 13 anni il funzionamento psichico è in costruzione.
Servono 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Se mancano, il rischio è il 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗼.

5. 𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶
Dall’altra parte c’è una docente.
Figura educativa, ma anche 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼.

Oggi agli insegnanti si chiede molto più della didattica:
gestire emozioni, conflitti, fragilità
senza strumenti adeguati.

6. 𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮
Ragazzi sempre più soli nella gestione delle emozioni,
𝗶𝗽𝗲𝗿𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶 ma poco accompagnati nell’elaborazione.

Questo non è un episodio isolato.
È un 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗼𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮.

Il pensiero va a lei,
colpita mentre svolgeva il suo lavoro, in un luogo che dovrebbe essere sicuro.

E va anche a questo ragazzo,
perché a 13 anni nulla è ancora definitivo.

Se non ci fermiamo a capire prima,
continueremo a intervenire solo dopo.

Il tuo piccolo detox emotivo.Non serve stravolgere tutto.A volte basta fermarsi.Prenditi 10 minuti di silenzio vero.Diec...
21/03/2026

Il tuo piccolo detox emotivo.

Non serve stravolgere tutto.
A volte basta fermarsi.

Prenditi 10 minuti di silenzio vero.
Dieci minuti solo per te.

Senza telefono.
Senza distrazioni.
Senza dover essere niente per nessuno.

Prendi un foglio bianco
e scrivi tutto ciò che, in questo momento della tua vita, senti che ti appesantisce.

Senza censurarti.
Senza giudicarti.

Lascia emergere quello che c’è:

Un’abitudine che ripeti per inerzia
ma che non ti nutre più.

Un pensiero ricorrente
che ti blocca o ti toglie energia.

Una relazione
che ti svuota invece di riempirti.

Un’aspettativa
che ti porti dietro da troppo tempo.

Poi fermati.
Respira.

E, accanto a ogni cosa che hai scritto, chiediti:

«Voglio davvero portare questo con me nella nuova stagione?
Mi serve ancora?
Mi fa bene?»

A volte la vera svolta
non è aggiungere.

È lasciare andare.

La primavera non arriva solo fuori.Arriva dentro.È un invito silenzioso a rinascere.A fare spazio.A lasciare andare ciò ...
21/03/2026

La primavera non arriva solo fuori.
Arriva dentro.

È un invito silenzioso a rinascere.
A fare spazio.
A lasciare andare ciò che abbiamo accumulato per mesi, per anni…
spesso senza accorgercene.

Sai cosa ci blocca più spesso?

Quella voce interiore che parla così forte da coprire tutto il resto:

«Dovresti essere più…»
«Non sei mai abbastanza…»
«Non è il momento giusto…»
«Figurati se sei capace…»

Una voce così familiare
che finiamo per scambiarla per verità.

E così restiamo fermi.
Rimandiamo.
Ci tratteniamo.

Fare spazio non significa cancellare chi siamo stati.
Significa scegliere.

Scegliere cosa tenere
e cosa possiamo finalmente lasciare andare.

Può voler dire smettere di adattarsi a ruoli
che non ci appartengono più.

Togliere maschere indossate così a lungo
da dimenticare il volto che c’è sotto.
Quello autentico.

E allora forse la domanda non è
«Cosa devo diventare?»

Ma:

«Chi sarei
se non dovessi dimostrare niente a nessuno?
Se potessi scegliere liberamente,
senza paura del giudizio,
senza l’ossessione di essere all’altezza?»

La primavera, a volte,
comincia proprio da qui.

L’arroganza è il modo più rumoroso di nascondere il vuoto.A volte si presenta come sicurezza,come forza,come «io so, io ...
20/03/2026

L’arroganza è il modo più rumoroso di nascondere il vuoto.

A volte si presenta come sicurezza,
come forza,
come «io so, io valgo, io sono più».

Ma se ascolti bene,
non c’è solidità.

L’arroganza non è potere.
È una difesa.

E nelle relazioni,
si sente.

Perché dove c’è arroganza
non c’è spazio per l’incontro,
per l’ascolto,
per il rispetto.

E senza rispetto,
non c’è relazione che possa farci stare bene.

Scegliere di non restare
è un atto di amore verso sé stessi.

Ti è mai capitato di avere a che fare con una persona arrogante?
Come ti sei sentitə?

Indirizzo

Strada Nazionale Per Carpi Sud 112
Modena
41123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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