D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

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D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena Sono una psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Supervisore EMDR.
Traumi e abusi

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Terapeuta EMDR

La notizia della docente accoltellata a scuola da un suo studente ha scosso profondamente tutti noi.Un evento che interr...
28/03/2026

La notizia della docente accoltellata a scuola da un suo studente ha scosso profondamente tutti noi.
Un evento che interroga, che inquieta, che lascia senza parole.

Per questo, sul fronte dell’intervento psicologico, è stato attivato fin dalle primissime ore un 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨.

Un team di psicoterapeuti EMDR è attualmente impegnato sul campo per sostenere la 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 e le 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 colpite indirettamente da questo evento traumatico.

È stata costituita una 𝐭𝐚𝐬𝐤 𝐟𝐨𝐫𝐜𝐞 composta dall’équipe interna alla scuola e da colleghi dell’Associazione EMDR Italia, con l’obiettivo di offrire un 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 in una situazione di forte shock.

Intervenire subito, in questi contesti, fa la differenza.
Permette di contenere, dare senso, prevenire la cristallizzazione del trauma.

Ritengo importante condividere questo aggiornamento, per il valore che assume per l’intera comunità professionale e per la testimonianza concreta di come competenza e tempestività possano fare la differenza nei contesti di emergenza.

Mi ha colpito molto la storia della docente accoltellata nei corridoi di una scuola di Trescore Balneario (Bergamo)Uno s...
26/03/2026

Mi ha colpito molto la storia della docente accoltellata nei corridoi di una scuola di Trescore Balneario (Bergamo)

Uno studente che entra a scuola con un coltello
e una pi***la scacciacani nello zaino.

Indossa una maglietta con scritto «vendetta».
Riprende l’aggressione con il cellulare.

1. 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼
Non siamo di fronte a un 𝗮𝗰𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗼𝘂𝘁 immediato.
C’è una 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮 che si struttura nel tempo,
un’idea che si consolida fino a diventare azione.

2. 𝗦𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮
La scritta «vendetta», gli oggetti, la ripresa video
non sono accessori.
Sono parte di una 𝗻𝗮𝗿𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗵𝗶𝗰𝗮.

3. 𝗙𝗮𝗹𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
La domanda è:
dove si interrompe la capacità di 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶ò 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮?

Quando l’emozione non trova spazio simbolico,
l’azione prende il posto del pensiero.

4. 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗻𝗲𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à
A 13 anni il funzionamento psichico è in costruzione.
Servono 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Se mancano, il rischio è il 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗼.

5. 𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶
Dall’altra parte c’è una docente.
Figura educativa, ma anche 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼.

Oggi agli insegnanti si chiede molto più della didattica:
gestire emozioni, conflitti, fragilità
senza strumenti adeguati.

6. 𝗨𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮
Ragazzi sempre più soli nella gestione delle emozioni,
𝗶𝗽𝗲𝗿𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶 ma poco accompagnati nell’elaborazione.

Questo non è un episodio isolato.
È un 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗼𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮.

Il pensiero va a lei,
colpita mentre svolgeva il suo lavoro, in un luogo che dovrebbe essere sicuro.

E va anche a questo ragazzo,
perché a 13 anni nulla è ancora definitivo.

Se non ci fermiamo a capire prima,
continueremo a intervenire solo dopo.

Il tuo piccolo detox emotivo.Non serve stravolgere tutto.A volte basta fermarsi.Prenditi 10 minuti di silenzio vero.Diec...
21/03/2026

Il tuo piccolo detox emotivo.

Non serve stravolgere tutto.
A volte basta fermarsi.

Prenditi 10 minuti di silenzio vero.
Dieci minuti solo per te.

Senza telefono.
Senza distrazioni.
Senza dover essere niente per nessuno.

Prendi un foglio bianco
e scrivi tutto ciò che, in questo momento della tua vita, senti che ti appesantisce.

Senza censurarti.
Senza giudicarti.

Lascia emergere quello che c’è:

Un’abitudine che ripeti per inerzia
ma che non ti nutre più.

Un pensiero ricorrente
che ti blocca o ti toglie energia.

Una relazione
che ti svuota invece di riempirti.

Un’aspettativa
che ti porti dietro da troppo tempo.

Poi fermati.
Respira.

E, accanto a ogni cosa che hai scritto, chiediti:

«Voglio davvero portare questo con me nella nuova stagione?
Mi serve ancora?
Mi fa bene?»

A volte la vera svolta
non è aggiungere.

È lasciare andare.

La primavera non arriva solo fuori.Arriva dentro.È un invito silenzioso a rinascere.A fare spazio.A lasciare andare ciò ...
21/03/2026

La primavera non arriva solo fuori.
Arriva dentro.

È un invito silenzioso a rinascere.
A fare spazio.
A lasciare andare ciò che abbiamo accumulato per mesi, per anni…
spesso senza accorgercene.

Sai cosa ci blocca più spesso?

Quella voce interiore che parla così forte da coprire tutto il resto:

«Dovresti essere più…»
«Non sei mai abbastanza…»
«Non è il momento giusto…»
«Figurati se sei capace…»

Una voce così familiare
che finiamo per scambiarla per verità.

E così restiamo fermi.
Rimandiamo.
Ci tratteniamo.

Fare spazio non significa cancellare chi siamo stati.
Significa scegliere.

Scegliere cosa tenere
e cosa possiamo finalmente lasciare andare.

Può voler dire smettere di adattarsi a ruoli
che non ci appartengono più.

Togliere maschere indossate così a lungo
da dimenticare il volto che c’è sotto.
Quello autentico.

E allora forse la domanda non è
«Cosa devo diventare?»

Ma:

«Chi sarei
se non dovessi dimostrare niente a nessuno?
Se potessi scegliere liberamente,
senza paura del giudizio,
senza l’ossessione di essere all’altezza?»

La primavera, a volte,
comincia proprio da qui.

L’arroganza è il modo più rumoroso di nascondere il vuoto.A volte si presenta come sicurezza,come forza,come «io so, io ...
20/03/2026

L’arroganza è il modo più rumoroso di nascondere il vuoto.

A volte si presenta come sicurezza,
come forza,
come «io so, io valgo, io sono più».

Ma se ascolti bene,
non c’è solidità.

L’arroganza non è potere.
È una difesa.

E nelle relazioni,
si sente.

Perché dove c’è arroganza
non c’è spazio per l’incontro,
per l’ascolto,
per il rispetto.

E senza rispetto,
non c’è relazione che possa farci stare bene.

Scegliere di non restare
è un atto di amore verso sé stessi.

Ti è mai capitato di avere a che fare con una persona arrogante?
Come ti sei sentitə?

Sono onorata dell’invito di Luana Sciamanna, avvocata.Martedì 21 aprile alle ore 18:30 sarò in diretta sulla sua pagina ...
15/03/2026

Sono onorata dell’invito di Luana Sciamanna, avvocata.

Martedì 21 aprile alle ore 18:30 sarò in diretta sulla sua pagina Facebook e sul suo canale YouTube per parlare di un tema che incontro ogni giorno nel mio lavoro:

le relazioni di non amore.

Le relazioni dovrebbero farci stare bene.
Farci crescere.
Farci sentire al sicuro.

Ma cosa succede quando una relazione diventa qualcosa di diverso?

Quando ci confonde.
Quando ci svuota.
Quando, poco alla volta, iniziamo a dubitare di noi stessi.

Durante la diretta parleremo di:

▪️ come riconoscere una relazione disfunzionale
▪️ i segnali dell’abuso narcisistico
▪️ gli strumenti per proteggersi e ricostruire se stessi

Sarà un momento di confronto e di riflessione, con uno sguardo psicologico e giuridico, per fare chiarezza su dinamiche che spesso restano invisibili.

Se questo tema ti tocca da vicino
o pensi possa essere utile a qualcuno,
condividi la diretta.

Vi aspetto in diretta.









15/03/2026

Le relazioni dovrebbero farci stare bene, farci crescere e farci sentire al sicuro.
Ma cosa succede quando il rapporto diventa qualcosa di diverso? Quando una relazione ci confonde, ci svuota o ci fa dubitare di noi stessi?

Martedì 21 aprile alle ore 18:30 vi aspetto in diretta sulla mia pagina Facebook e sul mio canale YouTube per parlare di:

“Le relazioni di non amore: guida pratica per riconoscerle e proteggersi”.

Insieme a me ci sarà la psicologa e psicoterapeuta Patrizia Intravaia, autrice del libro “L’amore è un’altra storia”,
con cui approfondiremo:
▪️ come riconoscere le relazioni disfunzionali
▪️ i segnali dell’abuso narcisistico
▪️ gli strumenti per proteggersi e ricostruire se stessi

Sarà un momento di confronto e informazione, con uno sguardo sia giuridico che psicologico, per aiutare a fare chiarezza su dinamiche che spesso restano invisibili.

✨ Se il tema ti interessa o pensi possa essere utile a qualcuno, condividi questo evento!

Ti aspetto in diretta!

«Io mi fermo quando lei mi dice NO.»Questa frase non l’ho scritta io.L’hanno scritta i ragazzi del Lamborghini Training ...
10/03/2026

«Io mi fermo quando lei mi dice NO.»

Questa frase non l’ho scritta io.
L’hanno scritta i ragazzi del Lamborghini Training Center.

È nata alla fine del progetto
«Uomini, rispetto e relazioni»,
quando ho chiesto loro di costruire insieme una Carta del Rispetto.

Una regola semplice da cui partire:

«Io mi fermo quando…»

E loro hanno continuato così:

— «Io chiedo il consenso prima di un rapporto sessuale.»
— «Io mi fermo quando sono arrabbiato.»
— «Io mi fermo quando lei è a disagio.»
— «Io mi fermo quando finisce il rispetto reciproco.»
— «Io mi fermo quando mi chiede di separarci.»
— «La lascio libera di prendere le sue decisioni.»
— «Io rispetto il suo modo di essere.»
— «La donna può vestirsi come vuole.»
— «Io rispetto la privacy della donna.»
— «Io rispetto il corpo della donna.»

Non sono frasi perfette.
Sono pensieri che stanno nascendo.

E quando un ragazzo inizia a pensare
«io posso fermarmi»,
succede qualcosa di importante.

Il rispetto smette di essere una parola.
Diventa una scelta.

Se un ragazzo impara a fermarsi, cambia una relazione.
Se lo imparano in tanti, cambia una cultura.










Abbiamo concluso il progetto«Uomini, rispetto e relazioni»con i ragazzi del Lamborghini Training Center 🤩Non volevo fini...
09/03/2026

Abbiamo concluso il progetto
«Uomini, rispetto e relazioni»
con i ragazzi del Lamborghini Training Center 🤩

Non volevo finire con una lezione.
Volevo finire con una scelta 🥰

Così ho chiesto loro di scrivere insieme una Carta del Rispetto.
Una frase semplice da cui partire:

«Io mi fermo quando…»

E da lì i ragazzi hanno prodotto la loro
Carta del rispetto

🙌 «Io mi fermo quando lei mi dice NO.»
🙌 «Io chiedo il consenso prima di un rapporto sessuale.»
🙌 «Io mi fermo quando sono arrabbiato.»
🙌 «Io mi fermo quando lei è a disagio.»
🙌 «Io mi fermo quando mi chiede di separarci.»
🙌 «La lascio libera di prendere le sue decisioni.»
🙌 «Io rispetto il suo modo di essere.»
🙌 «La donna può vestirsi come vuole.»
🙌 «Io rispetto la privacy della donna.»
🙌 «Io rispetto il corpo della donna.»

Non sono slogan.
Sono passaggi di consapevolezza e comportamenti concreti.

Perché il rispetto non nasce dalle regole imposte.
Nasce quando qualcuno capisce quando e perché fermarsi.

E in quel momento succede qualcosa di importante:
la responsabilità diventa scelta.

Sono molto orgogliosa di questi ragazzi.
E del pensiero critico che stanno imparando a costruire.











Dire: «Questa relazione mi fa male»è un atto di lucidità.Finché rimani nella confusione, continui a muoverti dentro la s...
08/03/2026

Dire: «Questa relazione mi fa male»
è un atto di lucidità.

Finché rimani nella confusione, continui a muoverti dentro la stessa dinamica,
sperando che qualcosa cambi da solo.

Ma quando trovi le parole per dare un nome a ciò che stai vivendo,
qualcosa si sposta.

Non sei più soltanto dentro la situazione.
Inizi a osservarla.

E quando inizi a osservare una dinamica,
non ne sei più completamente prigionierə.

È proprio lì che nasce la prima forma di libertà.

Non sempre è la libertà di andarsene subito.
A volte è semplicemente la libertà di vedere con chiarezza.

E la chiarezza, spesso,
è il primo passo che cambia tutto.

L’8 marzo non è una mimosa. È una domanda.Che posto occupo nella mia vita?Sto vivendo relazioni in cui posso essere davv...
08/03/2026

L’8 marzo non è una mimosa. È una domanda.

Che posto occupo nella mia vita?

Sto vivendo relazioni in cui posso essere davvero me stessa
oppure sto ancora cercando di essere ciò che gli altri si aspettano da me?

Quante volte ho messo da parte i miei bisogni per paura di perdere qualcuno o qualcosa?

Quanto spazio mi concedo oggi
per la mia libertà,
per la mia voce,
per la mia dignità?

Nel mio lavoro incontro tante donne.
Donne intelligenti, forti, capaci…
che però hanno passato anni a dubitare di se stesse.

L’8 marzo è un momento per fermarsi e guardarsi dentro.

Per ricordare che l’amore non dovrebbe mai chiedere a una donna di diventare più piccola.

È un giorno che ci ricorda quanta strada è stata fatta
e quanta ancora ne resta da fare.

A tutte noi donne auguro questo:
di sentirsi libere di essere se stesse.

Perché la libertà non è un privilegio.
È un diritto.

Cos’è una relazione tossica?Una relazione tossica non è solo quella apertamente violenta.È anche quella in cui non puoi ...
07/03/2026

Cos’è una relazione tossica?

Una relazione tossica non è solo quella apertamente violenta.
È anche quella in cui non puoi essere te stessə senza pagare un prezzo emotivo.

Un prezzo che, nel tempo, si manifesta così:

• manipolazioni sottili
• colpa instillata con dolcezza
• «ti amo» alternati a silenzi punitivi
• una tensione costante che ti tiene in allerta

Piccole violenze psicologiche seguite da una carezza,
una promessa,
un momento di apparente serenità.

Ed è proprio questa alternanza a creare dipendenza.

Perché il cervello si aggrappa ai momenti buoni
e minimizza quelli che feriscono.

Così, poco a poco, inizi a pesare le parole,
a ridimensionare i tuoi bisogni,
a chiederti se sei troppo sensibile,
troppo esigente,
troppo fragile.

E invece no.

Una relazione sana non ti fa dubitare continuamente di te stessə.
Non ti costringe a camminare sulle uova.
Non ti fa sentire sempre “troppo”.

Se per essere amatə devi ridurti,
quello non è amore.

Indirizzo

Strada Nazionale Per Carpi Sud 112
Modena
41123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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