D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

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D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena Sono una psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Supervisore EMDR.
Traumi e abusi

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Terapeuta EMDR

Nella discussione del ddl di riforma dell’articolo 609-bis del Codice penale (violenza sessuale), al Senato il concetto ...
24/01/2026

Nella discussione del ddl di riforma dell’articolo 609-bis del Codice penale (violenza sessuale), al Senato il concetto di «consenso libero e attuale» è stato eliminato, diversamente da quanto aveva fatto la Camera, che lo aveva introdotto come principio chiaro per definire la violenza sessuale.

Non è un dettaglio tecnico.
È una scelta culturale e simbolica enorme.

Togliere il riferimento esplicito al consenso significa tornare a spostare l’attenzione sul dissenso, sulla “volontà contraria”, sul comportamento della vittima.
Significa, ancora una volta, chiedere a chi subisce violenza di dimostrare di non volerla, invece di affermare con chiarezza che senza un sì libero, esplicito e presente non c’è legittimità.

Come psicologa so quanto questo arretramento sia pericoloso.
Perché molte persone non riescono a dire “no”: si bloccano, si immobilizzano, hanno paura.
E il silenzio non è consenso.

Questo passaggio al Senato non mi rassicura.
Mi preoccupa.
E credo sia importante dirlo ad alta voce.

💬 Tu come la vedi?
Pensi che togliere il riferimento al consenso sia un passo avanti o un passo indietro?
Parliamone nei commenti.

«Mi aveva detto che era separato.Non l’ho messo in discussione.Non perché fossi ingenua,ma perché parlava con una sicure...
23/01/2026

«Mi aveva detto che era separato.

Non l’ho messo in discussione.
Non perché fossi ingenua,
ma perché parlava con una sicurezza che mi faceva credere!

I vuoti tra un incontro e l’altro avevano sempre una spiegazione.
Le assenze non erano mai colpa sua.
La realtà veniva consegnata a pezzi, quanto bastava per tenermi lì.

Poi ho scoperto che non era separato.
Era organizzato.
Una vita ufficiale e una parallela.
E io stavo nella seconda.»

Mentire, in queste dinamiche, è una strategia relazionale.
Serve a evitare responsabilità, a mantenere accesso,
a restare al centro senza esporsi.

Con una struttura narcisistica la verità non è un valore.
È una variabile.
E l’altro viene lentamente spinto a dubitare di ciò che sente, di ciò che vede, di ciò che chiede.

In queste dinamiche tu non vieni incontrata come persona,
ma utilizzata come funzione:
per sentirsi visto, desiderato, potente, al centro.

👉 Se questa storia ti attraversa, non archiviarla come “una relazione sbagliata”.
Dalle un nome. È così che si smette di restare intrappolati.

Da bambina, Marta non veniva mai picchiata.Ma viveva in una casa dove il tono della voce faceva paura,dove l’amore arriv...
21/01/2026

Da bambina, Marta non veniva mai picchiata.
Ma viveva in una casa dove il tono della voce faceva paura,
dove l’amore arrivava solo se si stava buoni,
dove il silenzio era più terribile delle parole.

È cresciuta imparando a controllare le emozioni,
a intuire l’umore degli altri,
a mettere da parte i propri bisogni per non creare problemi.

Anni dopo, da adulta, Marta si è ritrovata in relazioni
in cui il controllo veniva scambiato per protezione
e la svalutazione per normalità.

Questa è una forma di violenza intrafamiliare invisibile,
che spesso si muove lungo catene transgenerazionali:
modelli relazionali appresi molto presto,
trasmessi senza intenzione, ma con effetti profondi.

Con l’approccio EMDR lavoriamo su questi vissuti precoci,
sulle memorie emotive che il corpo continua a riattivare nel presente,
aiutando la persona a distinguere ciò che appartiene al passato
da ciò che può essere scelto oggi.

Interrompere una catena non significa giudicare la propria famiglia.
Significa riconoscere il dolore e scegliere di non ripeterlo.

👉 Se senti che questa storia ti riguarda, sappi che è possibile lavorarci.
Il primo passo è dare un nome a ciò che hai vissuto.

Se ti senti spesso messa in attesa, questo post è per te!Ti è mai capitato di sentirti sempre la seconda scelta?Una pers...
19/01/2026

Se ti senti spesso messa in attesa, questo post è per te!

Ti è mai capitato di sentirti sempre la seconda scelta?

Una persona impara che è il “piano B” o la “ruota di scorta” nelle prime relazioni significative, molto prima dell’età adulta.

Succede soprattutto quando:
• l’amore è stato condizionato
(«ti vedo quando ho tempo», «ti vedo se fai come dico io», «prima c’è altro»)
• l’attenzione è stata incostante
a volte presente, a volte ritirata senza spiegazioni e silenzi
• si è dovuto adattarsi per non perdere il legame,
aspettare, accontentarsi, non disturbare
• si è stati importanti solo a tratti, mai davvero scelti
• il genitore era ipercritico e controllante,
attento a correggere, giudicare, monitorare più che a sintonizzarsi
e l’amore arrivava solo quando “facevi bene”

In questi contesti il bambino impara presto che:
👉 per essere visto devo adeguarmi e non disturbare o creare problemi
👉 per non perdere il legame devo aspettare
👉 il mio posto non è centrale, nessuno mi vede

Il messaggio implicito che si interiorizza è:
👉 «Arrivo dopo. Se avanza spazio.»

Da adulti questo schema non nasce dal nulla.
Si riattiva quando incontriamo persone che:
• tengono aperte più opzioni
• rimandano, disdicono, non decidono
• ci vogliono “quando possono”
• chiedono comprensione senza offrire reciprocità

E il corpo lo riconosce subito:
quella sensazione di essere sempre in attesa,
di doversi adattare,
di non essere mai davvero scelti.

Una cosa fondamentale però:
👉 non è un difetto di chi si sente piano B.
È una strategia appresa per restare in relazione.

Il lavoro adulto non è “imparare a farsi scegliere”,
ma imparare a scegliere contesti in cui non devi competere per un posto! 🙏















𝗔𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 è 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲.A volte ti senti il “𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕”.È normale che i figli abbi...
18/01/2026

𝗔𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 è 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲.
A volte ti senti il “𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕”.

È normale che i figli abbiano 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁à.
Ed è giusto così.
Ma 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁à non significa 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼.

Essere 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 e 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 richiede 𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à,
ma anche 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁à 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗼.

Stare con un genitore richiede
𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶 e 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗮,
da entrambe le parti.

La vera domanda allora diventa:
👉 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶?

C’è una 𝗳𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮?
Una 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮?
Oppure i figli diventano, anche inconsapevolmente,
una 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲?

🧠 𝗖𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 è 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲.
Ma 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼.

Perché sentirsi il “𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗕”
non dipende dall’avere figli,
ma 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

💬 𝗧𝗶 è 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝘁𝗶 𝗰𝗼𝘀ì?
Parliamone.

#𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
#𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁à
#𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶
#𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼
#𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁à
#𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶
#𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗼
#𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

«Ci siamo conosciuti due mesi fa.Era gentile.Sapeva ascoltare.C’era, sempre, con discrezione e cura.Mi raccontava del su...
16/01/2026

«Ci siamo conosciuti due mesi fa.
Era gentile.
Sapeva ascoltare.
C’era, sempre, con discrezione e cura.

Mi raccontava del suo dolore.
Di una ex “narcisista” che lo aveva distrutto.
Io gli ho creduto.
E l’ho accolto nel mio cuore.

Poi, dopo tre mesi, ho scoperto la verità.
Una denuncia penale per maltrattamenti proprio verso quella ex.

Quando gliel’ho detto,
è diventato un’altra persona.
Aggressivo.
Arrogante.
Possessivo.
Controllante.

Ho deciso di chiudere.
E lì è iniziato l’incubo.

Mi seguiva.
Me lo trovavo sotto casa.
Fuori dal lavoro.
Ovunque.

Ho cominciato ad avere paura.
Quella paura che arriva quando capisci che non stai più parlando con la persona che avevi conosciuto.»

La verità è questa:
la narcisista non era la sua ex.
Era lui.

Per questo è fondamentale imparare a valutare chi abbiamo davanti,
ascoltare i segnali,
non ignorare le incoerenze,
non confondere il vittimismo con la fragilità,
né la gentilezza iniziale con il rispetto profondo.

➡️Chi manipola spesso si presenta come ferito.
➡️ Chi controlla spesso si racconta come tradito.
Ma l’amore vero non fa paura.
Mai.

👉 Se questa storia ti risuona, fermati.
👉 Se qualcosa “non torna”, fidati di quella sensazione.
👉 Se hai bisogno di capire meglio cosa ti è successo, non farlo da sola.
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📕 L’amore è un’altra storia. 21 passi per rinascere dal trauma da abuso narcisistico con la terapia EMDR.

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7 affermazioni da dire ogni mattina consigliate da Louise Hay:1. Più amore dono, più amore ricevo2. Condivido la mia gio...
12/01/2026

7 affermazioni da dire ogni mattina consigliate da Louise Hay:
1. Più amore dono, più amore ricevo
2. Condivido la mia gioia con gli altri e gioisco dei loro successi, sapendo che ce n’è abbastanza per tutti
3. Sorrido alla vita e la vita mi sorride
4. Vado bene così come sono
5. Tutto ciò che deve essere è
6. Tutto avviene per il mio bene
7. Provo gratitudine per le benedizioni che la vita mi dona

Louise L. Hay è stata una scrittrice statunitense, autrice di numerosi libri di auto-aiuto, tra i quali il celebre Puoi guarire la tua vita, pubblicato per la prima volta nel 1984 e oggi considerato uno dei testi fondamentali del pensiero positivo.

Dovremmo vivere ogni giorno come fosse una festa.Perché ogni giorno riceviamo un regalo:un buono di 24 ore da spendere c...
11/01/2026

Dovremmo vivere ogni giorno come fosse una festa.
Perché ogni giorno riceviamo un regalo:
un buono di 24 ore da spendere come meglio possiamo.

A volte lo dimentichiamo.
A volte lo sprechiamo.
A volte lo difendiamo con cura.

Ma resta lì. Ogni giorno.
Pronto a ricordarci che il cambiamento comincia dalle scelte quotidiane.

Da quando mi sono separata sono sola…è una frase che sento spesso.E dietro non c’è solo la mancanza di una relazione,ma ...
08/01/2026

Da quando mi sono separata sono sola…
è una frase che sento spesso.
E dietro non c’è solo la mancanza di una relazione,
ma il vuoto di una rete, di abitudini, di contatti che prima sembravano “automatici”.

Ricostruire non è semplice.
Serve energia, fiducia, un po’ di coraggio.
E soprattutto serve curiosità.

Curiosità verso le persone che possiamo incontrare,
ma anche verso noi stesse:
chi sono oggi?
cosa mi interessa davvero ora?
cosa mi fa ve**re voglia di uscire di casa?

Nuovi hobby, corsi, gruppi, dire più spesso “sì” alle proposte aiutano.
Ma la vera svolta arriva quando smettiamo di aspettare di sentirci pronte.
La sicurezza non viene prima: nasce mentre ci proviamo.

È normale sentirsi impacciate, avere paura del rifiuto,
pensare che “a questa età” sia più difficile.
Non è vero.
Le relazioni non hanno età, hanno presenza.

Non dobbiamo piacere a tutti.
Non dobbiamo dimostrare nulla.
Basta esserci, con apertura e gentilezza verso noi stesse.

A volte non nasce subito un’amicizia profonda,
ma nasce un contatto, una risata, una piccola scintilla.
Ed è così che la rete si allarga: un incontro alla volta.

Più che aggiungere persone,
si tratta di fare spazio dentro.
Un po’ meno chiusura, un po’ più fiducia.
E lasciare che qualcosa di nuovo ci venga incontro. 💝










A volte la scelta più difficilenon è dire sì.È dire no!✋No a chi minimizza.✋ No a chi ti butta addosso la sua angoscia.✋...
07/01/2026

A volte la scelta più difficile
non è dire sì.
È dire no!

✋No a chi minimizza.
✋ No a chi ti butta addosso la sua angoscia.
✋ No a chi chiede spiegazioni che non ha il diritto di avere.
✋ No a chi vorrebbe che tu fossi “più comprensiva”,
anche quando ti sei già adattata troppo.

Proteggere te stessa
non è egoismo.
È maturità emotiva.

E ci sono momenti, come quelli importanti, simbolici, di passaggio, in cui la serenità non è un optional:
è un diritto.

Se una scelta ti permette di respirare,
di essere presente,
di non doverti difendere…
allora è una scelta legittima.
Anche se non piace a tutti.

💬 Tu, oggi, dove stai facendo fatica a mettere un confine?











«Perché filmavano invece di scappare?»È la domanda che molti si stanno facendo davanti alle immagini della tragedia di C...
04/01/2026

«Perché filmavano invece di scappare?»
È la domanda che molti si stanno facendo davanti alle immagini della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

Io, da psicologa, sento il bisogno di fermarmi un attimo prima di rispondere.

Perché il nostro cervello, quando il pericolo arriva all’improvviso, non sempre reagisce come pensiamo “razionalmente”.
Perché nei primi secondi lo shock può bloccare, confondere, rallentare.
Perché in un contesto di festa, luci, musica, folla, il pericolo non viene subito riconosciuto come reale.

E perché filmare, a volte, non è superficialità.
È un tentativo maldestro di dare un senso a ciò che non ne ha.
È una forma di congelamento.
È il corpo che non è ancora entrato nella modalità “scappa”, ma è rimasto sospeso.

Quello che mi colpisce di più, però, è la velocità con cui giudichiamo.
Come se di fronte a una tragedia fosse più facile puntare il dito che fermarsi ad ascoltare.

Forse, più che chiederci “perché non sono scappati”, dovremmo chiederci:
quanto siamo preparati, come comunità, a riconoscere e gestire il pericolo?

🖤 Un pensiero silenzioso e rispettoso per chi non c’è più.
🖤 E una cura particolare per chi è sopravvissuto.

Se vi arriva questa richiesta non sono io!Segnalate grazie 🙏🙌
02/01/2026

Se vi arriva questa richiesta non sono io!
Segnalate grazie 🙏🙌

Indirizzo

Strada Nazionale Per Carpi Sud 112
Modena
41123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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