D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

  • Casa
  • Italia
  • Modena
  • D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena

D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena Sono una psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Supervisore EMDR.
Traumi e abusi

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale - Terapeuta EMDR

Stamattina abbiamo affrontato il Modulo 6.Quello che non puoi fare in modo leggero.Quello che cambia l’aria nella stanza...
20/02/2026

Stamattina abbiamo affrontato il Modulo 6.
Quello che non puoi fare in modo leggero.
Quello che cambia l’aria nella stanza.

Violenza di genere. Femminicidio.

Non come parola astratta.
Non come titolo di giornale.
Ma come fenomeno reale, concreto, quotidiano.

In Lamborghini, ancora una volta.
E ancora una volta occhi attenti. Silenzio pieno. Presenza vera.

Abbiamo parlato di violenza di genere, di escalation, di segnali che spesso vengono ignorati e normalizzati.
Abbiamo distinto tra conflitto e violenza.
Tra rabbia e dominio.
Tra responsabilità e giustificazioni.

Abbiamo guardato in faccia una domanda scomoda:
come si arriva fin lì?

E soprattutto:
dove si può interrompere la catena?

Nessun sensazionalismo.
Nessuna retorica.
Solo analisi, consapevolezza, pensiero critico.

La cosa che mi porto a casa oggi è la loro capacità di restare.
Di non scappare dal tema.
Di non banalizzare.
Di non ridere per alleggerire.

Restare è maturità.
Restare è responsabilità.

Questo progetto non è solo formazione.
È prevenzione culturale.
È allenamento allo sguardo.
È imparare a riconoscere prima, per non dover intervenire dopo.

E sì, anche oggi torno a casa stanca.
Ma con quella stanchezza buona.
Quella che sa di senso e pienezza!









18/02/2026

Reato di DEEPFAKE, l’uso dell’intelligenza artificiale diventa reato se diffama, umilia e denigra!

Dal 10 ottobre 2025 è entrata in vigore in Italia la Legge 132/2025 che introduce nel Codice Penale un nuovo reato specifico legato all’uso illecito dell’intelligenza artificiale, compresi i deepfake.
Secondo l’Articolo 612-quater del Codice Penale
diventa reato:

Pubblicare, diffondere o condividere, senza il consenso della persona ritratta:

immagini, video o audio generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale,
contenuti idonei a trarre in inganno sulla loro autenticità;
che causano un danno ingiusto alla vittima.

Pena prevista:reclusione da 1 a 5 anni

Cosa significa in concreto?

Non è punita la semplice creazione tecnica di un deepfake, ma la diffusione senza consenso quando il contenuto è ingannevole e provoca un danno (alla reputazione, alla privacy, all’immagine o alla vita personale/professionale della vittima).

La norma nasce per contrastare fenomeni sempre più diffusi come:

deepfake diffamatori
contenuti falsi a sfondo sessuale
manipolazioni audio/video con finalità fraudolente e/o truffaldine.

Questa legge, pertanto, rappresenta un passo fondamentale nella tutela dell’identità digitale e dell’onore delle persone nell’era dell’intelligenza artificiale.

È innegabile che l’uso dell’IA offra grandi opportunità, ma il suo impiego illecito ora comporta ormai responsabilità penale specifica, come è giusto che sia.
Avv. Luana Sciamanna

«Mi dicono: “lascialo, non vedi come ti tratta?”Fosse facile.E poi loro non capiscono che lui è buono e mi vuole bene.»Q...
16/02/2026

«Mi dicono: “lascialo, non vedi come ti tratta?”
Fosse facile.
E poi loro non capiscono che lui è buono e mi vuole bene.»

Questa è la grande trappola delle relazioni disfunzionali.

Perché fuori si vede il dolore.
Ma dentro si vive l’illusione.

Si vive il ricordo del love bombing,
delle promesse,
delle lacrime disperate,
dei momenti in cui sembra davvero cambiato.

È così che nasce il trauma bonding:
un legame che confonde l’amore con l’abuso psicologico,
la speranza con la dipendenza,
la paura di perdere con la paura di restare.

Nel mio libro 𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 è 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮. 𝟮𝟭 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗼 𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗘𝗠𝗗𝗥 spiego:
– chi è il narcisista patologico
– come funziona il ciclo dell’abuso
– perché è così difficile andare via
– come lavorare sul trauma con l’emdr

Se anche tu ti sei sentita dire «lascialo»
ma dentro non riuscivi a farlo,
non sei debole.
Sei dentro una dinamica precisa.

E da quella dinamica si può uscire.

📕 Trovi il mio libro su Amazon.
𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 è 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮. 𝟮𝟭 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮 𝗱𝗮 𝗮𝗯𝘂𝘀𝗼 𝗻𝗮𝗿𝗰𝗶𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗘𝗠𝗗𝗥

https://www.patriziaintravaia.it/libro-l-amore-e-un-altra-storia/








Ieri vi ho scritto:💌 Single a San Valentino? Perfetto.«Ok, e io che faccio?»Ti scrivi una lettera d’amore.Non immaginavo...
15/02/2026

Ieri vi ho scritto:
💌 Single a San Valentino? Perfetto.
«Ok, e io che faccio?»
Ti scrivi una lettera d’amore.

Non immaginavo tutto questo.

Ecco le lettere che ho ricevuto.
Le vostre.
Senza filtri.
Vive.

«Cara me oggi e sempre merito il meglio, sono uscita, preso un bel caffè da sola, ho comprato un bel golfino per primavera
un, bel pranzetto e la libertà di essere serena senza falsi e bugiardi»

«Cara me, ti assolvo per tutte le volte in cui hai fatto del tuo meglio… E non è bastato»

«Cara me, rileggi questo post
dall’inizio ogni giorno prima di andare a dormire»

«Cara me, hai iniziato un percorso per te stessa, hai scelto un “progetto” fuori dal comune e ti sei regalata un San Valentino insieme a persone conosciute e tantissime sconosciute, ma tutte POSITIVE!!! Ce la farai!!!»

«Cara me, oggi per festeggiare mi sono regalata un viaggio con una mia amica 🥰🥰»

«Cara me, oggi festeggio la storia d’amore più lunga e tormentata della mia vita, quella con me stessa.
Io oggi canto a me❤️»

E sapete una cosa?
Mi ha scritto anche qualche uomo.

«Caro me oggi mi perdono per quando ho scambiato l’orgoglio per forza.»

«Caro me mi perdono per non aver saputo dire “ho bisogno”.»

Ecco cosa è successo.
Non un San Valentino di mancanza.

Ma un giorno di scelta.
Di riconciliazione.

Sono profondamente fiera di voi🤩
Di questa comunità che non si accontenta più di sopravvivere,
ma sta scegliendo di crescere.

Che sta imparando a non rincorrere l’amore,
ma a radicarlo dentro di sé.

💌 Single a San Valentino? Perfetto.Oggi il mondo è diviso tra cuori rossi, rose overpriced e cene con prenotazione fatta...
14/02/2026

💌 Single a San Valentino? Perfetto.

Oggi il mondo è diviso tra cuori rossi, rose overpriced e cene con prenotazione fatta a novembre.
E poi ci sei tu.

Che magari pensi: «Ok, e io che faccio?»

Te lo dico io.
Ti scrivi una lettera d’amore.
Sì, proprio a te.

Non quella motivazionale da frigo.
Una lettera vera. Calda. Intima. Ironica.

Puoi iniziare così…

«Cara me,
oggi non voglio chiederti di essere migliore.
Voglio solo dirti grazie.»

«Cara me,
ti vedo.
Anche quando fai finta di essere forte.»

«Cara me,
sei stata casa per tutti.
È tempo di esserlo anche per te.»

«Cara me,
ti assolvo per tutte le volte in cui hai fatto del tuo meglio…
e non è bastato.»

«Cara me,
non sai quanto sei stata coraggiosa
nelle scelte che nessuno ha applaudito.»

«Cara me,
meriti un amore che non ti faccia restringere.
Nemmeno di un millimetro.»

San Valentino non è la festa delle coppie.
È la festa dell’amore.

E se c’è una relazione che ti accompagnerà per tutta la vita,
è quella con te stessa.

Stasera niente attesa di messaggi.
Accendi una candela.
Versati un bicchiere di qualcosa che ti piace.
E scriviti parole che nessuno ti ha mai detto abbastanza.

Spoiler:
sei molto più desiderabile di quanto pensi.
E molto più completa di quanto ti hanno fatto credere.

Buon San Valentino,
alla donna che sei.

Conclusa la terza giornata del progetto!E torno a casa con un bellissimo carico di dopamina 🥰Se mi vedeste ora capireste...
13/02/2026

Conclusa la terza giornata del progetto!
E torno a casa con un bellissimo carico di dopamina 🥰

Se mi vedeste ora capireste.
Sorrido da sola.

Oggi in Lamborghini, dalle 10 alle 16 insieme.
Sei ore.
Intense.
Dense.

E loro?
Con gli occhi incollati. Fino alla fine.
Curiosi. Presenti. Coinvolti.

Incredibile.
Sono davvero fantastici questi ragazzi 🤩

Al mattino siamo entrati nel cuore di un tema delicatissimo:
amore, controllo e possesso.
Abbiamo smontato frasi che sembrano romantiche ma non lo sono.
Abbiamo distinto tra cura e controllo, tra presenza e invasione, tra scelta e annullamento di sé.

Ci siamo chiesti:
Quando la gelosia è un campanello d’allarme?
Quando il sacrificio diventa perdita di sé?
Quando “lo faccio per amore” nasconde invece bisogno di controllo?

Silenzio in aula.
Pensiero vero.

Nel pomeriggio siamo andati ancora più a fondo:
manipolazione e strategie diffuse.

Gaslighting.
Colpevolizzazione.
Inversione delle responsabilità.
Normalizzazione del controllo.
Vittimizzazione.
Svalutazione.

E la cosa che mi ha colpita di più?
La loro capacità di riconoscere dinamiche già viste, già sentite, già respirate attorno a loro.

Questo è il punto.
Non dare risposte preconfezionate.
Ma allenare il loro pensiero critico.

E oggi il pensiero era acceso. Vivo.
Si sentiva.

Grazie ragazzi.
Per l’energia.
Per la profondità.
Per avermi ricordato ancora una volta perché questo lavoro ha senso.

E sì… la dopamina la condivido volentieri con voi 💛









Entro in aula al Training Center Lamborghini e capisco subito che non sarà un incontro “scontato”.Parliamo di consenso.M...
12/02/2026

Entro in aula al Training Center Lamborghini e capisco subito che non sarà un incontro “scontato”.

Parliamo di consenso.
Ma le certezze vacillano quasi subito.

«Doc, ma consenso è tipo… dare il permesso?»

Non era una provocazione.
Era una domanda autentica.
E potente.

Ed è proprio lì che volevo arrivare.

Perché il mio obiettivo non è dare risposte preconfezionate.
È sviluppare capacità di pensiero critico.
Allenare la mente a non fermarsi alla prima definizione.
A non accontentarsi di quello che “si dice”.

«Se non dice no, vuol dire sì?»

«Se una persona cede perché non vuole discutere, è consenso?»

«Se insisto abbastanza e alla fine accetta, ho fatto qualcosa di sbagliato?»

All’inizio esitazioni.
Poi riflessioni.
Poi collegamenti.

Abbiamo capito insieme che il consenso non è un “permesso” burocratico.
Non è una firma.
Non è un silenzio interpretato a proprio favore.

È un sì libero.
Non condizionato dalla paura.
Non ottenuto per pressione.
Non strappato per insistenza.

E può cambiare.
Anche all’ultimo momento.

«Anche se prima aveva detto sì?»
Sì.

In quel momento un ragazzo ha detto:
«Allora il rispetto viene prima di tutto.»

Esatto.

Il consenso non è solo una questione relazionale.
È una questione culturale.
Di responsabilità.

Il mio lavoro è questo:
creare spazi in cui i ragazzi possano pensare, dubitare, rivedere le proprie convinzioni.

Perché quando imparano a farsi la domanda giusta
«Questa persona è davvero libera di scegliere?»
non stanno solo capendo cos’è il consenso.

Stanno diventando adulti più consapevoli 🥰







𝐙𝐨𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨, una ragazza di 17 anni, è stata 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐚 e gettata in un canale nella notte tra venerdì e sabato.Un ragazzo...
11/02/2026

𝐙𝐨𝐞 𝐓𝐫𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨, una ragazza di 17 anni, è stata 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐚 e gettata in un canale nella notte tra venerdì e sabato.
Un ragazzo di 20 anni ha 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 l’omicidio.

I giornali titolano:
“Uccisa perché si è 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚𝐭𝐚”
“Il 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 alla base dell’uccisione”
“Strangolata dopo un approccio rifiutato”.

Quando si dice «è stata uccisa perché lo ha rifiutato» si compie uno 𝐬𝐥𝐢𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐨: si sposta il 𝐟𝐨𝐜𝐮𝐬 dall’azione del colpevole al comportamento della vittima.

Il 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐨 è un atto 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐨.
È espressione di libertà.

Quando la narrazione diventa:
• «se non si fosse rifiutata…»
• «lo aveva lasciato…»
• «aveva iniziato un’altra relazione…»

si costruisce implicitamente un 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐨.

La 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 non è il rifiuto.
La causa è la 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚 di chi non accetta quel rifiuto.

Nel percorso legislativo tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, il concetto di 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 è stato oggetto di discussione e modifiche, con la sostituzione in alcune formulazioni con il termine 𝐝𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨.

Perché questo è culturalmente rilevante?
• 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 → implica un «si» esplicito, libero, informato.
• 𝐃𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 → richiede che la vittima dimostri un «no».

Ed è proprio in questi spostamenti 𝐬𝐞𝐦𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐢 che si annida la cultura della 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Zoe non è stata uccisa perché si è rifiutata.
È stata uccisa perché qualcuno ha scelto la 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚.

Il rifiuto è un 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨.
La violenza è un 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨.

Quando la narrazione mediatica collega le due cose, anche implicitamente, contribuisce a mantenere una cultura che fatica a spostare la 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à dove deve stare: su chi agisce l’aggressione.

Quando senti “se non si fosse rifiutata…” cosa succede dentro di te?

Se non sapete cosa fare nel week end e amate la lettura, vi consiglio Sono tornato per te di Lorenzo Marone.Una storia d...
07/02/2026

Se non sapete cosa fare nel week end e amate la lettura, vi consiglio Sono tornato per te di Lorenzo Marone.

Una storia d’amore che parla di resistenza.

Racconta la storia di Cono e Serenella, due ragazzi del Sud che si amano in un tempo difficile, segnato dalla povertà e dall’avanzare della seconda guerra mondiale.

Cono viene deportato in un campo di concentramento dopo l’8 settembre 1943.

Nel luogo dove tutto è disumanizzazione,
Cono sopravvive tenendo viva un’unica promessa: tornare da Serenella.

È un libro che racconta un amore che non si spegne anche quando tutto sembra perduto.
Una memoria che salva, che tiene insieme ciò che la violenza tenta di cancellare.
Parla di dignità quando ogni diritto viene tolto,
di corpi prigionieri e di cuori che, ostinatamente, continuano a resistere.

Lorenzo Marone scrive una storia essenziale e potente, dove l’amore non è retorica ma àncora, forza silenziosa, motivo per restare vivi.

Lo consiglio perché ci ricorda che, anche nei tempi più bui,
qualcuno può tenerti in vita con una promessa:
«Tornerò per te».



Ci sono momenti, durante gli incontri con i ragazzi, in cui capisci che stai toccando qualcosa di vero!È successo anche ...
05/02/2026

Ci sono momenti, durante gli incontri con i ragazzi, in cui capisci che stai toccando qualcosa di vero!

È successo anche questa volta 😃

Parlavamo di stereotipi.
Di aspettative.
Di quelle etichette che arrivano prima ancora che tu possa dire chi sei.

È emerso chiarissimo:
ai maschi viene chiesto di essere forti, muscolosi, determinati, leader.😵‍💫

Alle femmine di essere dolci, comprensive, sensibili.🥹

E poi succede questo.
Se un ragazzo è gentile, dolce, sensibile…
scatta l’etichetta.
«Sei una femminuccia!».

Non come complimento.
Come confine.

Ci siamo fermati lì.
Abbiamo messo tutto in discussione, senza giudizio, senza prediche.
Solo domande vere.

E piano piano hanno iniziato a dirlo loro:
che anche un maschio può essere dolce senza perdere forza.
Che la sensibilità non toglie valore, lo aggiunge.
Che essere se stessi costa, ma costa molto di più rinnegarsi.

In quel momento ho visto qualcosa muoversi 🤩
Un allentarsi delle spalle.
Uno sguardo che cambia.

Ed è lì che capisco perché adoro questo lavoro😍

👉 Tu che stai leggendo:
quale stereotipo ti ha fatto sentire “sbagliata” o “sbagliato” nella tua vita?
Scrivimelo nei commenti. Continuiamo la riflessione insieme.








Che emozione stamattina! 😃Di quelle che ti restano addosso per tutto il giorno 😍Parto diretta alla  Lamborghini per inco...
04/02/2026

Che emozione stamattina! 😃
Di quelle che ti restano addosso per tutto il giorno 😍

Parto diretta alla Lamborghini per incontrare i ragazzi del Training Center 🥰

Arrivo.
Entro.
Reception.
Firma qui.
Ancora qui.
Un altro documento.
Patto di riservatezza n. 847 🤣
Videocamera oscurata.
Microfono off.

Per un attimo ho pensato: ok, adesso mi danno il badge e decolliamo 🚀
Sembrava di entrare alla NASA 😂

Poi apro la porta dell’aula.
E tutto cambia!

È iniziato oggi il progetto «Uomini, rispetto e relazioni», un percorso pensato per parlare ai ragazzi di consapevolezza emotiva, rispetto, responsabilità nelle relazioni e prevenzione della violenza di genere, andando oltre gli slogan e gli stereotipi e lavorando sul pensiero, sulle domande, sulla realtà.

Il primo incontro è stato dedicato al maschile e a come cultura e modelli ci condizionano;
a come si costruisce l’idea di “essere uomini”,
a ciò che pesa senza essere mai nominato,
a quello che spesso viene scambiato per normalità.

Ho trovato ragazzi entusiasti, partecipi, attenti.
Capaci di ascoltare, di intervenire con profondità, di sorprendere per lucidità e sensibilità.
Quando succede, lo senti subito: sai che sei nel posto giusto, con le persone giuste!

Grazie a ciascuno di loro🙏
Per la presenza vera.
Per il rispetto.
Per la voglia di capire, non solo di ascoltare.

La prossima settimana ci rivediamo per il secondo incontro, dove entreremo nel tema del rispetto e del consenso, dei confini, delle scelte e delle responsabilità nelle relazioni.

Si continua.
Ed è solo l’inizio di questa nuova grande avventura 🤩

P.S. Nessuna foto dall’aula (missione top secret 😅), ma questo è il luogo dove tutto è iniziato.








Indirizzo

Strada Nazionale Per Carpi Sud 112
Modena
41123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a D.ssa Patrizia Intravaia Psicologa Psicoterapeuta - Terapeuta EMDR - Modena:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare