Luisa Zaccarelli psicoterapeuta

Luisa Zaccarelli psicoterapeuta Psicologa, psicoterapeuta, neurobiologa e formatrice. Accompagno genitori e adulti nel percorso di diagnosi della neurodivergenza
www.luisazaccarelli.it

Ho una frase che uso spesso con i genitori che vengono da me esausti, preoccupati, a volte anche arrabbiati con loro ste...
07/04/2026

Ho una frase che uso spesso con i genitori che vengono da me esausti, preoccupati, a volte anche arrabbiati con loro stessi per non riuscire a “gestire” il comportamento del loro figlio o della loro figlia.

“Ogni comportamento che non capiamo è una soluzione a un problema che non abbiamo ancora visto!”

Non è una formula consolatoria. È una bussola clinica.

Se vuoi approfondire, ne parlo anche nel mio libro La Stanza delle Differenze, in uscita a breve. Ogni capitolo è una stanza, perché ogni persona ha il suo modo di abitare il mondo e di comunicare da lì.

04/04/2026

Respirazione 4-7-8.

Espiri lentamente → il corpo si calma
perché attivi il sistema nervoso che abbassa l’attivazione.

Quando il corpo rallenta, anche la mente segue.

Se la provi, scrivimi nei commenti come va ✨
Buona Pasqua 🌿

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Oggi, 2 aprile, è la   Quest’anno ho scelto di partire da un’intervista che ha fatto discutere, quella alla Dott.ssa Dam...
02/04/2026

Oggi, 2 aprile, è la
Quest’anno ho scelto di partire da un’intervista che ha fatto discutere, quella alla Dott.ssa Dame Uta Frith — una delle ricercatrici che più ha contribuito a far riconoscere l’autismo come condizione neurologica — che ha dichiarato al TES Magazine di non credere più che l’autismo sia uno spettro.
Alcune delle sue affermazioni mi hanno lasciata perplessa e le commento qui.

Trovate l’intervista integrale (in inglese) di Dame Uta Frith su www.tes.com/magazine

01/04/2026
Una delle frasi che sento più spesso — da genitori, da colleghi, a volte anche da persone che stanno valutando una diagn...
31/03/2026

Una delle frasi che sento più spesso — da genitori, da colleghi, a volte anche da persone che stanno valutando una diagnosi per sé stesse — è: “Ma non sembra così autistico/a!”

Quella frase nasce da un’immagine molto precisa e molto parziale di cosa sia l’autismo. Un’immagine che esclude tutto ciò che non corrisponde a quel profilo specifico.

Lo spettro non è una linea su cui ci si posiziona più o meno vicini all’autismo. È una costellazione di caratteristiche che si combinano in modo unico in ogni persona. Chi ha un profilo ad alta autonomia può lavorare, avere relazioni, funzionare — e allo stesso tempo portare una fatica invisibile che nessuno vede perché ha imparato a nasconderla molto bene.

Conoscere i diversi profili non serve a catalogare le persone, serve piuttosto a smettere di usare “sembra normale” come criterio diagnostico.

29/03/2026

Ci tenevo a fare un po’ di chiarezza sulla diagnosi di ADHD del ragazzo tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa a Trescore Balneario.
Non è importate solo per gli psicoterapeutici formarsi, ma anche per insegnanti e genitori, non si può più prescindere per non mandare avanti clichè che possono generare solo ulteriore disagio.

C’è un paziente che torna spesso nei miei pensieri. Anni di terapia per l’ansia, percorsi per la depressione, un tentati...
27/03/2026

C’è un paziente che torna spesso nei miei pensieri. Anni di terapia per l’ansia, percorsi per la depressione, un tentativo con i disturbi alimentari. Tutto plausibile, tutto coerente. Tutto parziale.

Quando abbiamo iniziato a guardare anche la possibilità di una neurodivergenza, qualcosa si è spostato. Non perché le difficoltà fossero sparite — ma perché finalmente avevano un contesto.

La diagnosi mancata negli adulti purtroppo non è l’eccezione ma la regola, soprattutto per chi ha imparato a mascherare bene.

Come clinici, abbiamo la responsabilità di aggiungere quella domanda al nostro sguardo.
Non per etichettare — ma per non lasciare le persone a spiegarsi con una storia incompleta.

Per cambiare questa narrazione, in collaborazione con Fab Lab di ,a breve partirà un corso per psicologi e psicoterapeuti su autismo, ADHD e funzionamento neurodivergente.
Trovi maggiori informazioni e il programma completo nel link in bio!
Per qualsiasi domanda scrivimi in privato o contatta Errepiù 🙏🙂

Per anni ho sentito persone descriversi con le stesse parole: troppo sensibile, troppo intensa, troppo difficile.E la co...
24/03/2026

Per anni ho sentito persone descriversi con le stesse parole: troppo sensibile, troppo intensa, troppo difficile.

E la cosa che mi colpisce ogni volta non è la parola in sé. È l’aggettivo “troppo”.
Come se il problema fosse la quantità.
Come se bastasse dimezzarsi per stare bene.

Un cervello neurodivergente non è un cervello che esagera ma un cervello che elabora il mondo in modo diverso — e che spesso ha imparato a farlo in silenzio, da solo, senza una mappa.

La fatica che molte persone portano è infatti il risultato di anni di adattamento a contesti che non erano pensati per loro.

Da quel funzionamento — da come si è davvero — si può iniziare a costruire qualcosa di più sostenibile.

20/03/2026

Negli ultimi anni la domanda clinica legata alle neurodivergenze è aumentata in modo significativo, in particolare in età adulta e nei profili ad alto funzionamento e alto masking. Parallelamente, molti professionisti riferiscono una difficoltà nel tradurre le diagnosi formali in una reale comprensione clinica e in interventi terapeutici efficaci e rispettosi del funzionamento neurodivergente.

Il percorso formativo La Stanza delle Differenze nasce con l’obiettivo di colmare questo scarto, offrendo una formazione che integri modelli teorici aggiornati, lettura clinica dei casi e riflessione sul ruolo del terapeuta, evitando approcci semplificanti o esclusivamente test-centrici.
Il percorso è strutturato in due fasi, con un accesso graduale e supervisionato, e prevede la possibilità di entrare in una rete di professionisti che, attraverso il Fab lab della , condivideranno un modello clinico comune.

Nel link in bio trovate maggiori informazioni nonché il programma del corso.

Per anni ti hanno detto che eri troppo sensibile, troppo emotiva, troppo difficile.  Nessuno ti ha detto che forse il tu...
17/03/2026

Per anni ti hanno detto che eri troppo sensibile, troppo emotiva, troppo difficile.

Nessuno ti ha detto che forse il tuo cervello funziona semplicemente in modo diverso, e che c’è un nome per questo.

Le donne neurodivergenti vengono diagnosticate in ritardo di anni, a volte di decenni. Perché i criteri diagnostici sono stati scritti sugli uomini.
Perché noi impariamo presto a mascherare, ad adattarci, a sembrare “a posto”. Ma c’è un costo enorme in tutto questo. E non è una tua mancanza.

Se ti ritrovi in queste parole — se hai trascorso anni a chiederti cosa non va in te — questo carosello è per te.
Salvalo.
Mandalo a qualcuna che potrebbe averne bisogno.

E se vuoi parlarne, sono qui. 💌

14/03/2026

Una diagnosi formalmente corretta non basta. Vi spiego perché.

Perché amore e fatica possono coesistere.La doppia eccezionalità può portare grande intensità mentale, sovraccarico, dif...
10/03/2026

Perché amore e fatica possono coesistere.
La doppia eccezionalità può portare grande intensità mentale, sovraccarico, difficoltà esecutive o sensoriali. La genitorialità richiede
organizzazione, flessibilità e gestione continua delle richieste, tutte aree che possono essere più faticose.
Non significa essere un cattivo genitore, significa avere un sistema nervoso molto sollecitato.

Indirizzo

Modena

Telefono

+393938396029

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