17/01/2022
Una signora con diabete domanda se al ristorante è opportuno pungersi il dito e fare l’insulina al tavolo.
L’esperta di etichetta e galateo risponde che ogni operazione medica deve essere fatta nella privacy più totale, quindi meglio effettuare le azioni mediche a casa, oppure nel bagno, ma non nella parte dei lavandini perché comunque c’è gente ma ‘nel locale adibito a wc dove è possibile appartarsi’.
Chi risponde purtroppo evidenzia una non conoscenza della malattia diabete di tipo 1, ma anche una non conoscenza generale dei processi che portano all’accettazione di malattie gravi e che non guariscono.
Allora mi permetto di spiegare alla signora Anna Ubaldeschi Wedding Events Creator - Maestro in Galatei cosa sia il diabete di tipo 1, brevemente.
Si tratta di una malattia autoimmune che viene da bambini nella metà dei casi, che non si può prevenire e non si cura. L’unico modo per rimanere in vita è fare insulina, tutti i giorni, più volte al giorno, per tutta la vita.
L’insulina è il nostro salvavita, va fatta in diversi momenti della giornata, ma soprattutto prima dei pasti. Subito prima dei pasti.
La vita di una persona con diabete di tipo 1 impone controlli costanti della glicemia e molte punture di insulina ogni giorno. Questo per non morire.
Il diabete di tipo 1 è l’unica malattia in cui il malato decide in autonomia le dosi di insulina, un ormone che può essere mortale. I livelli di glicemia cambiano repentinamente in un diabetico di tipo 1 e non dipendono solo da ciò che si mangia, ma anche dall’attività fisica, dagli Stati d’animo, dalla temperatura dell’aria, da moltissimi fattori che è troppo lungo elencare. La gestione di questi livelli di glicemia è fondamentale e deve essere rapida, sia per farla salire (con lo zucchero) se si rischia l’ipoglicemia e quindi lo svenimento e il coma, che per farla scendere (con insulina) per evitare un altro tipo di coma e complicanze come cecità, amputazione di arti, insufficienza renale, infarti, ictus e molto altro.
Appare quindi evidente che il controllo della glicemia e l’infusione di insulina per una persona con diabete di tipo 1 siano atti normali tanto quanto prendere un bicchiere di acqua e necessari tanto quanto respirare.
Se faccio l’insulina a casa e poi vado al ristorante, nel tempo che ci vuole a fare il percorso potrei morire.
I locali WC dei ristoranti, oltre ad essere luoghi mediamente sudici e sicuramente non igienici, non hanno punti di appoggio. Per fare una puntura di insulina ho bisogno di punti di appoggio per prendere gli aghetti e infilarli nella penna, lasciare il tappo, etc. In un bagno sporco è altamente sconsigliato, oltrechè complesso fare procedure iniettive.
Infine, e questo in verità è il primo dei motivi che fanno apparire il suo post al limite del disumano, oltrechè pericoloso dal punto di vista medico: il diabete di tipo 1 è una malattia che sconvolge la vita alle famiglie (immagini quando viene ad un bambino di un anno) e delle persone che lo hanno. Il processo di accettazione di una malattia grave, che impone una vita di controlli e attenzioni costanti, con il cervello sempre impegnato a fare il pancreas (cosa difficilissima, sarebbe per assurdo più facile fare ad esempio il cuore) è un processo difficilissimo. I tassi di depressione e purtroppo anche di suicidio nelle persone con diabete di tipo 1 sono più alti della media.
È evidente quindi che tutto ciò che afferisce al prendersi cura di se e alle operazioni per rimanere in vita deve essere fatto nella maniera più semplice e naturale possibile, ovunque si voglia e quando medicalmente necessario.
Fare l’insulina in pubblico fa parte delle necessità di una persona con diabete di tipo 1 e del suo percorso di accettazione della malattia.
Peraltro come vede dalla foto, non c’è nulla di sconveniente o di ineducato nel farlo.
Sa, dire a un diabetico di tipo 1 di andare in bagno a fare l’insulina, sarebbe come dire ad una mamma di dare il biberon o il latte dal seno al suo bambino seduta su un WC pubblico.
Spero che questo lungo (e mi scuso) post le abbia fatto capire quanto la sua risposta sia sbagliata.
Peraltro non lo avremmo mai visto se la signora Dirce Baracchini non lo avesse condiviso pubblicamente sul suo profilo ieri. E da lì infatti abbiamo preso lo screenshots.
A nome di 25 mila malati della community di Portale Diabete, nella quale la invito ad entrare per conoscere meglio il diabete di tipo 1, sono quindi a chiederle:
1. Delle scuse
2. Di correggere la sua risposta: L’insulina e la misurazione della glicemia, essendo atti medici salvavita, si fanno quando vanno fatti, ovunque la persona si senta più a suo agio. Di fronte alle necessità mediche salvavita tutto viene dopo.
Spero comprenderà la necessità di queste due azioni, ora che conosce meglio la malattia.
Grazie!
Aggiungo, infine, che i malati hanno gli stessi diritti dei sani, che la malattia non va nascosta e che l’intera società deve aiutare ad accettarla. Quel che lei scrive è irricevibile dal punto di vista medico, sociale e umano. La prego di rettificare al più presto.