06/01/2026
Il 6 gennaio 1980, a Palermo, la mafia assassinò Piersanti Mattarella.
Era la mattina dell’Epifania. Stava uscendo di casa con la famiglia per andare a messa, quando un sicario si avvicinò alla sua Fiat e sparò a sangue freddo. Aveva solo 44 anni. Da due anni era Presidente della Regione Siciliana.
Piersanti Mattarella aveva un’idea semplice e rivoluzionaria: una Sicilia con le carte in regola.
Per questo aveva promosso una legge urbanistica contro la speculazione edilizia, avviato controlli sugli appalti pubblici, scelto la strada della trasparenza e della legalità. Per la prima volta, in Sicilia, il cambiamento aveva preso forma concreta: Mattarella aveva intenzione di proseguire l’azione politica di Aldo Moro, assassinato pochi mesi prima.
Fu ucciso perché aveva toccato interessi profondi e diffusi, aveva dimostrato che la politica può essere servizio e non solo potere.
Ricordare Piersanti Mattarella non è solo un dovere della memoria: è una responsabilità verso il presente e il futuro della nostra democrazia.