Eyoga con Francesca

Eyoga con Francesca Uno spazio per ritornare nel corpo senza fronzoli. Ascolto, presenza, direzione interna. Dove crei fondamenta forti per una pratica che evolve ed illumina

04/02/2026

Ciò che la pratica continua a farmi scoprire. Ogni volta.
💜💜

02/02/2026

Krishna dice ad Arjuna che una scelta saggia nasce dal riconoscere il proprio dharma, cioè il proprio dovere profondo, legato a chi sei, ai tuoi valori e al tuo ruolo nella vita.

“È meglio compiere il proprio dovere, anche imperfettamente, che quello di un altro perfettamente.” (BG 3.35)

C’è un’idea molto diffusa nello yoga:che cambiare sempre renda la pratica più evoluta.Ma il corpo funziona in modo diver...
26/01/2026

C’è un’idea molto diffusa nello yoga:
che cambiare sempre renda la pratica più evoluta.

Ma il corpo funziona in modo diverso.

Un sistema nervoso sotto stimolo continuo
non impara.
Si difende (ecco perché aiuta a stare più in allerta e presenti)
Quando una sequenza è riconoscibile,
quando il ritmo è prevedibile,
il corpo smette di “tenere tutto”.

E solo allora può:
👉🏻affinare il movimento
👉🏻migliorare il controllo
👉🏻usare meno compensazioni

Ripetere non è fare meno.
È dare al corpo lo spazio di fare meglio.

❤️La vera evoluzione non è sorprendere il corpo.
È permettergli di fidarsi.

E quando si fida, cambia.
📌 Salva e seguimi se ami capire perché fai quello che fai

23/01/2026

Ci sono alcuni esercizi fondamentali da prendere in considerazione per ottenere controllo e sicurezza nelle posizioni.
per Urdhva Dhanurasana sono:
*rafforzo della flessione delle spalle
*rafforzo (oltre che dei glutei e bicipite femorale) del tricipite
*flessibilità del polsi.

Concetta mia, se ripeti questi semplici esercizi per qualche settimana vedrai che poi voli 😉😍

Quale altra posizione potrei fare? 🤩

22/01/2026

Quando apri i gomiti nel push up, sposti più peso sulle spalle e riduci la capacità di controllo: il carico si “scarica” avanti, la discesa accelera e le articolazioni pagano il prezzo quindi puoi farti male. 🥲
Cara Concetta, siccome io tengo a te, se mi tieni i gomiti stretti al busto il peso si distribuisce meglio 😏:
👉🏻più lavoro attivo di core e tricipiti
👉🏻leva più corta = maggiore controllo
👉🏻meno stress su spalle e gomiti

🫸🏻Non è questione di forza, ma di qualità + sicurezza del movimento. É la base.
in

19/01/2026

Non il corpo. Il metodo.

La sequenza che ripeti da anni.
Il modo in cui entri nelle posizioni.
L’idea che per migliorare serva sempre fare un po’ di più.

All’inizio funziona.
Ti rende più forte, più mobile, più sicur*.
Poi, lentamente, smette di creare adattamento
e inizia a chiedere compensazioni.
E nasce quel senso di colpa del doversi fermare.
Così il miglioramento si ferma, alcuni smettono addirittura.
È un passaggio poco raccontato,
soprattutto a chi pratica da tempo.
Raramente si riflette sul metodo utilizzato e spesso ci si dà la colpa per non riuscire, disconnettendo il vero scopo della pratica che é l’auto realizzazione e l’ascolto di sé (che poco hanno a che fare con la performance).

Il corpo cambia.
Il sistema nervoso cambia.
Le risorse cambiano.
Un metodo che non tiene conto di questo
prima o poi smette di funzionare.

Una pratica sostenibile non è quella che fai sempre uguale.
È quella che ha abbastanza intelligenza
da evolvere con te.

Sicurezza, qualità del movimento, adattabilità, integrazione sono dei pilastri.
Non come concetti astratti,
ma come condizioni reali perché il corpo possa migliorare senza esaurirsi.
Non serve ricominciare da capo.
Serve cambiare metodo.
Perché durare non è resistere.
È imparare a migliorare nel tempo.

14/01/2026

Ci insegnano che di più è sempre meglio.
Più fatica, più sudore, più spinta.
Ma il corpo non funziona così. E nemmeno la crescita.

Ciò che cerco di evitare il più possibile è confondere l’intensità con l’efficacia.

L’intensità può impressionare, ma è l’efficacia che trasforma.
Una pratica sostenibile lavora in profondità, non in superficie.
Costruisce forza senza bruciare, stabilità senza rigidità, presenza senza esaurimento.
Allenarsi (e vivere) non significa superarsi ogni volta,
ma sapersi ascoltare, adattare, rispettare i tempi.
È lì che avviene il vero cambiamento: silenzioso, costante, duraturo.

Quello che sembra “meno” oggi
è spesso ciò che ti rende davvero forte domani.
Non cerco l’intensità fine a sé stessa.
Cerco continuità, qualità, consapevolezza.
Perché è così che il corpo impara.
Ed è così che, nel tempo, diventiamo davvero forti. ❤️

Salva questo post e invialo a chi ha bisogno di sentire che che la forza vera si costruisce con costanza, non con eccessi. 🥰🥰🥰

Indirizzo

Molina Di Ledro

Orario di apertura

Martedì 08:30 - 20:00
Mercoledì 08:30 - 20:00
Giovedì 08:30 - 20:00
Venerdì 08:30 - 17:00
Sabato 08:00 - 12:00

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