Anpi Nizza Lingotto

Anpi Nizza Lingotto Associazione Nazionale Partigiani D’Italia

Sezione “Giacomo Perotti MAVM – Alberto Appendino”
Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia
(Torino)

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Sezione di Torino Nizza Lingotto. Ora e sempre Resistenza!

REFERENDUM: PROGRAMMA DEI VOLANTINAGGIsabato 28 febbraio ore 10 mercato di corso Spezia; giovedì 12 marzo ore 10 mercato...
24/02/2026

REFERENDUM: PROGRAMMA DEI VOLANTINAGGI
sabato 28 febbraio ore 10 mercato di corso Spezia;
giovedì 12 marzo ore 10 mercato di via Onorato Vigliani;
sabato 14 marzo ore 10 tra Lingotto ed Eataly.

20/02/2026

“Esprimiamo la nostra forte contrarietà nell’apprendere che l’Italia parteciperà come Paese osservatore al Board of Peace. Il Board è un’organizzazione il cui presidente a vita, quindi oltre qualsiasi mandato istituzionale, è Trump. L’accesso avviene solo su suo invito, previo pagamento di un miliardo di dollari. La ambigua e indefinita figura di osservatore è un palese tentativo di aggirare l’art. 11 della Costituzione che prevede la “condizione di parità con gli altri Stati”. Nessun Paese UE, tranne l’Ungheria, ha accettato l’invito. Tutte le forze di opposizione hanno contrastato la decisione del governo italiano. La Santa Sede non parteciperà al Board. Si tratta di una gigantesca operazione immobiliare di natura neocoloniale che prescinde dal diritto del popolo palestinese ad avere una patria. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza che legittima il Board nega in sostanza la stessa carta dell’ONU. Il Board di fatto surroga e tendenzialmente sostituisce le Nazioni Unite. Il governo deve recedere da una decisione sbagliata che contribuisce a legittimare un nuovo ordine mondiale fondato non sulla forza del diritto, ma sul diritto della forza.”

✍️ Segreteria nazionale ANPI

PIENA SOLIDARIETA' AGLI ATTIVISTI DEL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA COLPITI DAI PROVVEDIMENTI CAUTELARIAll' alba di oggi...
19/02/2026

PIENA SOLIDARIETA' AGLI ATTIVISTI DEL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA COLPITI DAI PROVVEDIMENTI CAUTELARI

All' alba di oggi sono stati colpiti da misure cautelari di varia natura 18 giovani compagni e compagne del Coordinamento Torino per Gaza per le mobilitazioni avvenute durante il "Blocchiamo Tutto" in favore del popolo palestinese e contro le politiche genocidiarie e colonialiste messe in atto dallo Stato d'Israele.
La repressione non si arresta e continua ad essere l'unica risposta da parte di un governo incapace ad ascoltare le giovani generazioni impegnate nelle lotte per la giustizia e contro la guerra.
Per questi motivi esprimiamo forte preoccupazione per l'involuzione democratica del nostro paese e nel contempo ribadiamo il nostro rifiuto delle politiche complici del genocidio del popolo Palestinese e proni a tutte le criminali politiche degli Usa, al punto di sedersi al tavolo del Board of Peace trumpiano che sancisce la distruzione e la completa appropriazione di Gaza e della Cisgiordania.
Nel contempo denunciamo la falsità della narrazione mediatica che veicola la notizia di una tregua in Palestina, mentre continuano i massacri.
L' intero contesto internazionale, sempre più teatro di guerre finalizzate ai profitti ci mostra che la mobilitazione popolare è imprescindibile, contro ogni barbarie e contro la repressione del dissenso.
Pertanto, la nostra scelta è stata ed è quella di continuare a lottare per la libertà del dissenso, contro la repressione e per una Palestina libera e democratica.
ANPI sezione Nizza Lingotto di Torino

TORINO E' PARTIGIANA Il Direttivo della sezione Anpi Nizza-Lingotto ha deciso che in occasione del corteo di sabato  31 ...
30/01/2026

TORINO E' PARTIGIANA
Il Direttivo della sezione Anpi Nizza-Lingotto ha deciso che in occasione del corteo di sabato 31 gennaio contro la chiusura del "Progetto Askatasuna" sfilerà dietro lo striscione del Coordinamento Antifascista Torinese, partenza da Porta Susa angolo Corso San Martino alle ore 14. Come enunciato nella piattaforma di convocazione della manifestazione riteniamo che essere partigiani voglia dire schierarsi e prendere posizione.
Assistiamo oggi ad una costante spogliazione dei diritti, una volontà da parte dei Governi di eliminare le voci non allineate, il dissenso, il conflitto. Scioperi, manifestazioni, varie forme di lotta che utilizzano la non violenza e la disobbedienza civile, vengono sempre più represse con la forza e la prepotenza istituzionale; ed
i governi, anziché trovare soluzioni politiche, mettono in atto strategie volte a criminalizzare il dissenso, per poterne fare solo una questione di ordine pubblico, quando invece il loro significato è profondamente politico e sociale.
Tra gli obiettivi la chiusura degli spazi sociali autogestiti, rari esempi di cultura dal basso e di luoghi di aggregazione popolare.
Per tutti questi motivi, come iscritti e militanti dell'Anpi, denunciamo questa situazione come una vera emergenza democratica ed oggi siamo in piazza per dire BASTA!!!

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIAPer non dimenticare i genocidi compiuti dal nazifascismo:Ebrei: 6 milioniCivili sovietici...
26/01/2026

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA
Per non dimenticare i genocidi compiuti dal nazifascismo:
Ebrei: 6 milioni
Civili sovietici (non ebrei): 14 milioni
Perseguitati Politici: tra 1,5 e 2 milioni
Civili polacchi (non ebrei): 1,8 milioni
Rom (zingari): 500.000
Disabili: 250.000
Criminali, Omosessuali e "asociali": 70.000
Testimoni di Geova: 1.900

25/01/2026
LA SEZIONE NIZZA LINGOTTO HA ADERITO ALLA CONFERENZA DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA CON GLI STORICI BARBERO E D'ORSI DI M...
24/01/2026

LA SEZIONE NIZZA LINGOTTO HA ADERITO ALLA CONFERENZA DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA CON GLI STORICI BARBERO E D'ORSI DI MERCOLEDI' 28 GENNAIO

28/12/2025
19/12/2025

COMUNICATO SULLO SGOMBERO DI ASKATASUNA
Questa mattina all’alba ingenti forze di polizia, carabinieri e guardia di finanza in assetto antisommossa, dopo avere bloccato il quartiere Vanchiglia, chiuso due scuole, deviato il traffico e finanche il tragitto dei mezzi pubblici, hanno fatto irruzione nello stabile dell’ex asilo di corso Regina Margherita 47 già sede del centro sociale Askatasuna e da oltre due anni oggetto di un progetto, concordato tra un gruppo di cittadini e il Comune e accettato dal collettivo di Askatasuna, finalizzato, come si legge nelle delibere comunali, a mettere l’edificio in condizioni di sicurezza e di maggior agibilità per attività sociali, culturali e ricreative utili al territorio.

All’esito dell’irruzione le forze di polizia hanno provveduto a murare gli accessi all’edificio e a tagliare le utenze di acqua e luce. Il ministro dell’interno, il prefetto e i media parlano di “sgombero”: peraltro in maniera del tutto impropria, ché l’edificio era stato dismesso da Askatasuna (il cui collettivo ha continuato, peraltro, ad operare) e, secondo quanto comunicato dalla prefettura, la perquisizione effettuata ha solo accertato la presenza nei piani superiori di sei “attivisti” e due gatti (sic!): assai poco per dimostrare l’esistenza di un centro sociale operativo e in grado, addirittura, di attentare all’ordine pubblico!

La finalità dell’operazione di polizia, come è chiaro nei tempi e nella dinamica e come si legge tra le righe delle dichiarazioni del ministro, è quella di contrastare le mobilitazioni contro il genocidio in Palestina e contro le derive autoritarie e la repressione delle opinioni dissenzienti in atto in città e nel Paese, assumendo come pretesto alcuni episodi di violenza a cui avrebbero partecipato, tra gli altri, attivisti del collettivo Askatasuna destinatari di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Evidente, infatti, è la sproporzione – a dir poco – tra il perseguimento di eventuali reati e l’operazione di polizia realizzata, preparata, del resto, da campagne di stampa risalenti e martellanti, da iniziative anche istituzionali della destra e da una criminalizzazione che ha condotto addirittura a un processo penale nei confronti di esponenti di Askatasuna per il delitto di associazione a delinquere, la cui esistenza è stata esclusa all’esito del dibattimento di primo grado dal Tribunale di Torino.

L’operazione di polizia appare, dunque, nient’altro che una rivincita del Governo contro le ripetute smentite, anche giudiziarie, delle sue politiche di ordine pubblico e contro la scelta del Comune di avviare un dialogo con realtà antagoniste in vista di un governo della città inclusivo e capace di dare spazio a tutte le sue componenti nella prospettiva del superamento di contrapposizioni violente e improduttive.

A fronte di questa operazione, sorprende e preoccupa l’atteggiamento del sindaco di Torino che, lungi dall’opporsi – come pure sarebbe stato doveroso – a un intervento teso a vanificare un proprio progetto, ha dichiarato in tempo reale la “cessazione” del patto di collaborazione (intervenuto, tra l’altro, non con Askatasuna ma con i proponenti il percorso di riqualificazione) in conseguenza dell’“accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali” (circostanza idonea a motivare richieste di chiarimento e successive prescrizioni ma non certo a determinare la chiusura d’autorità – e da parte di altri – dell’edificio e del progetto per esso elaborato).

In questa situazione, come sottoscrittori della lettera con cui, sin dal settembre 2023, abbiamo sostenuto il progetto di trasformazione dell’ex asilo di corso Regina Margherita in bene comune a disposizione della città, esprimiamo la più ferma protesta per l’operazione di polizia tesa ad impedirlo, chiediamo alla Giunta comunale e alle forze politiche che la sostengono di adoperarsi per la riattivazione del progetto e ribadiamo il nostro impegno ad operare in tale direzione, convinti che le complesse dinamiche cittadine richiedono dialogo e confronto e non interventi autoritari e repressivi che – è facile prevederlo – determineranno solo ulteriori contrapposizioni e violenze

Torino, 18 dicembre 2025

Maria Chiara Acciarini

Giorgio Airaudo

Alessandra Algostino

Eleonora Artesio

Sandro Busso

Amedeo Cottino

Angelo d’Orsi

Leopoldo Grosso

Roberto Lamacchia

Livio Pepino

Gianfranco Ragona

Marco Revelli

13/12/2025

Mentre l’apologia del fascismo viene tollerata e difesa in nome di una presunta libertà di espressione, chi la contesta viene esposto alla gogna mediatica e politica. Il caso di Mattia …

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