04/03/2026
Siete tutti invitati alla presentazione del libro di MASSIMO NOVELLI
"LA VITA STRAPPATA DI GUIDO TIEGHI" - UNA STORIA DI RESISTENZA -
martedì 10 marzo ore 18:30 alla Libreria Binaria in via Sestriere 34 a Torino.
In Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale molti prefetti, magistrati, questori e appartenenti alle forze dell’ordine gravemente compromessi con il passato regime furono lasciati nei loro posti di potere. Di conseguenza molti fascisti e ollaborazionisti vennero assolti o amnistiati per quanto commesso durante il conflitto, mentre al contrario migliaia di partigiani, non vedendo riconosciuta la legittimità bellica delle loro azioni militari vennero inquisiti.
Furono circa 20.000 gli ex-combattenti portati sul banco degli imputati dai tribunali ordinari della neonata Repubblica con l’accusa di aver preso parte durante la guerra a episodi di criminalità comune. Le esecuzioni di fascisti e collaborazionisti (che nella maggior parte dei casi erano avvenute a seguito di sentenze emanate da tribunali partigiani) vennero derubricate come omicidi
comuni, le requisizioni attuate per il sostentamento delle brigate furono considerate rapine, gli atti di sabotaggio addirittura divennero delle azioni stragistiche. Questo «processo alla Resistenza» si intensificò a partire dal 1948 con il Ministro Scelba e ha caratterizzato le fasi più “calde” dell’offensiva anticomunista nell’ambito della Guerra Fredda.
Una vicenda fra le tante: il libro di Massimo Novelli “La vita strappata di Guido Tieghi” racconta la storia di un giovane comunista, combattente partigiano garibaldino e giocatore di calcio nel ruolo di centravanti della Pro Vercelli, del Grande Torino (dove vinse lo scudetto 1946-47), del Novara, del Livorno e della Reggiana. Una grande promessa del calcio, si diceva che fosse prossimo a vestire la maglia della Nazionale per i Mondiali del 1950.
Le cose non andarono così. Il 21 dicembre del 1948, a 23 anni, venne arrestato a Vercelli e accusato di avere preso parte all’uccisione di quattro persone, appartenenti a una famiglia fascista, avvenuta il 7 maggio del 1945. Rimase in carcere, senza processo, per oltre 15 mesi, fino a quando la magistratura torinese lo riconobbe innocente. Ma Tieghi, prostrato dalla detenzione nel fisico e nel morale, non riuscì più a riprendersi.
Un destino segnato dalla guerra, un esempio di cosa succede quando la politica e i quotidiani condizionano la giustizia. Il libro intreccia la cronaca sportiva e la storia politica di un periodo vergognoso e poco conosciuto, quando le speranze di molti si infransero e per le migliaia di ex partigiani inquisiti, spesso in carcere per mesi o anni in attesa di giudizio, iniziò una nuova “Resistenza”.
In questo momento storico, per comprendere meglio come tutto ciò sia stato possibile, ci pare importante ricordare che dal 1948, data dell’entrata in vigore della Costituzione, fino all’effettiva istituzione del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) con la legge 195/1958, in attesa della piena attuazione dell’autonomia costituzionale, il controllo della magistratura (assunzioni, trasferimenti, promozioni, provvedimenti disciplinari) rimase sotto la pesante influenza del potere esecutivo.