Anpi Nizza Lingotto

Anpi Nizza Lingotto Associazione Nazionale Partigiani D’Italia

Sezione “Giacomo Perotti MAVM – Alberto Appendino”
Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia
(Torino)

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Sezione di Torino Nizza Lingotto. Ora e sempre Resistenza!

TORINO E' PARTIGIANA Il Direttivo della sezione Anpi Nizza-Lingotto ha deciso che in occasione del corteo di sabato  31 ...
30/01/2026

TORINO E' PARTIGIANA
Il Direttivo della sezione Anpi Nizza-Lingotto ha deciso che in occasione del corteo di sabato 31 gennaio contro la chiusura del "Progetto Askatasuna" sfilerà dietro lo striscione del Coordinamento Antifascista Torinese, partenza da Porta Susa angolo Corso San Martino alle ore 14. Come enunciato nella piattaforma di convocazione della manifestazione riteniamo che essere partigiani voglia dire schierarsi e prendere posizione.
Assistiamo oggi ad una costante spogliazione dei diritti, una volontà da parte dei Governi di eliminare le voci non allineate, il dissenso, il conflitto. Scioperi, manifestazioni, varie forme di lotta che utilizzano la non violenza e la disobbedienza civile, vengono sempre più represse con la forza e la prepotenza istituzionale; ed
i governi, anziché trovare soluzioni politiche, mettono in atto strategie volte a criminalizzare il dissenso, per poterne fare solo una questione di ordine pubblico, quando invece il loro significato è profondamente politico e sociale.
Tra gli obiettivi la chiusura degli spazi sociali autogestiti, rari esempi di cultura dal basso e di luoghi di aggregazione popolare.
Per tutti questi motivi, come iscritti e militanti dell'Anpi, denunciamo questa situazione come una vera emergenza democratica ed oggi siamo in piazza per dire BASTA!!!

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIAPer non dimenticare i genocidi compiuti dal nazifascismo:Ebrei: 6 milioniCivili sovietici...
26/01/2026

27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA
Per non dimenticare i genocidi compiuti dal nazifascismo:
Ebrei: 6 milioni
Civili sovietici (non ebrei): 14 milioni
Perseguitati Politici: tra 1,5 e 2 milioni
Civili polacchi (non ebrei): 1,8 milioni
Rom (zingari): 500.000
Disabili: 250.000
Criminali, Omosessuali e "asociali": 70.000
Testimoni di Geova: 1.900

25/01/2026
LA SEZIONE NIZZA LINGOTTO HA ADERITO ALLA CONFERENZA DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA CON GLI STORICI BARBERO E D'ORSI DI M...
24/01/2026

LA SEZIONE NIZZA LINGOTTO HA ADERITO ALLA CONFERENZA DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA CON GLI STORICI BARBERO E D'ORSI DI MERCOLEDI' 28 GENNAIO

28/12/2025
19/12/2025

COMUNICATO SULLO SGOMBERO DI ASKATASUNA
Questa mattina all’alba ingenti forze di polizia, carabinieri e guardia di finanza in assetto antisommossa, dopo avere bloccato il quartiere Vanchiglia, chiuso due scuole, deviato il traffico e finanche il tragitto dei mezzi pubblici, hanno fatto irruzione nello stabile dell’ex asilo di corso Regina Margherita 47 già sede del centro sociale Askatasuna e da oltre due anni oggetto di un progetto, concordato tra un gruppo di cittadini e il Comune e accettato dal collettivo di Askatasuna, finalizzato, come si legge nelle delibere comunali, a mettere l’edificio in condizioni di sicurezza e di maggior agibilità per attività sociali, culturali e ricreative utili al territorio.

All’esito dell’irruzione le forze di polizia hanno provveduto a murare gli accessi all’edificio e a tagliare le utenze di acqua e luce. Il ministro dell’interno, il prefetto e i media parlano di “sgombero”: peraltro in maniera del tutto impropria, ché l’edificio era stato dismesso da Askatasuna (il cui collettivo ha continuato, peraltro, ad operare) e, secondo quanto comunicato dalla prefettura, la perquisizione effettuata ha solo accertato la presenza nei piani superiori di sei “attivisti” e due gatti (sic!): assai poco per dimostrare l’esistenza di un centro sociale operativo e in grado, addirittura, di attentare all’ordine pubblico!

La finalità dell’operazione di polizia, come è chiaro nei tempi e nella dinamica e come si legge tra le righe delle dichiarazioni del ministro, è quella di contrastare le mobilitazioni contro il genocidio in Palestina e contro le derive autoritarie e la repressione delle opinioni dissenzienti in atto in città e nel Paese, assumendo come pretesto alcuni episodi di violenza a cui avrebbero partecipato, tra gli altri, attivisti del collettivo Askatasuna destinatari di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Evidente, infatti, è la sproporzione – a dir poco – tra il perseguimento di eventuali reati e l’operazione di polizia realizzata, preparata, del resto, da campagne di stampa risalenti e martellanti, da iniziative anche istituzionali della destra e da una criminalizzazione che ha condotto addirittura a un processo penale nei confronti di esponenti di Askatasuna per il delitto di associazione a delinquere, la cui esistenza è stata esclusa all’esito del dibattimento di primo grado dal Tribunale di Torino.

L’operazione di polizia appare, dunque, nient’altro che una rivincita del Governo contro le ripetute smentite, anche giudiziarie, delle sue politiche di ordine pubblico e contro la scelta del Comune di avviare un dialogo con realtà antagoniste in vista di un governo della città inclusivo e capace di dare spazio a tutte le sue componenti nella prospettiva del superamento di contrapposizioni violente e improduttive.

A fronte di questa operazione, sorprende e preoccupa l’atteggiamento del sindaco di Torino che, lungi dall’opporsi – come pure sarebbe stato doveroso – a un intervento teso a vanificare un proprio progetto, ha dichiarato in tempo reale la “cessazione” del patto di collaborazione (intervenuto, tra l’altro, non con Askatasuna ma con i proponenti il percorso di riqualificazione) in conseguenza dell’“accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali” (circostanza idonea a motivare richieste di chiarimento e successive prescrizioni ma non certo a determinare la chiusura d’autorità – e da parte di altri – dell’edificio e del progetto per esso elaborato).

In questa situazione, come sottoscrittori della lettera con cui, sin dal settembre 2023, abbiamo sostenuto il progetto di trasformazione dell’ex asilo di corso Regina Margherita in bene comune a disposizione della città, esprimiamo la più ferma protesta per l’operazione di polizia tesa ad impedirlo, chiediamo alla Giunta comunale e alle forze politiche che la sostengono di adoperarsi per la riattivazione del progetto e ribadiamo il nostro impegno ad operare in tale direzione, convinti che le complesse dinamiche cittadine richiedono dialogo e confronto e non interventi autoritari e repressivi che – è facile prevederlo – determineranno solo ulteriori contrapposizioni e violenze

Torino, 18 dicembre 2025

Maria Chiara Acciarini

Giorgio Airaudo

Alessandra Algostino

Eleonora Artesio

Sandro Busso

Amedeo Cottino

Angelo d’Orsi

Leopoldo Grosso

Roberto Lamacchia

Livio Pepino

Gianfranco Ragona

Marco Revelli

13/12/2025

Mentre l’apologia del fascismo viene tollerata e difesa in nome di una presunta libertà di espressione, chi la contesta viene esposto alla gogna mediatica e politica. Il caso di Mattia …

ASSEMBLEA CITTADINA VENERDI' 12 DICEMBRE ORE 18.30ORGANIZZATA DAL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA TORINOComunicato del Coordi...
08/12/2025

ASSEMBLEA CITTADINA VENERDI' 12 DICEMBRE ORE 18.30
ORGANIZZATA DAL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA TORINO
Comunicato del Coordinamento.
Nel mese di ottobre, in diverse scuole torinesi, attivisti di Gioventù Nazionale (l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia) hanno tentato di diffondere volantini contro “la cultura maranza” contenenti messaggi di odio contro minoranze indicate come incompatibili con i valori nazionali. In alcuni casi, come al Primo
Artistico, la provocazione è stata impedita da studenti e docenti, mentre al Liceo Einstein è stata protetta dalla polizia in tenuta antisommossa che ha “fermato” uno studente quindicenne, ammanettandolo e portandolo in questura. L’episodio è stato considerato particolarmente grave dalle associazioni della società
civile e dai sindacati, che hanno manifestato pubblicamente la loro solidarietà, e ha suscitato forte indignazione per l’evidente volontà di intimidire un movimento studentesco apertamente schierato per la Palestina e contro le politiche di riarmo.
Il Coordinamento Antifascista Torinese, in contatto con studenti e genitori, ha avviato un confronto anche al fine di rendere pubblica e visibile la solidarietà verso le nuove generazioni che si affacciano alla politica, dando voce alla comunità scolastica (studenti, famiglie, insegnanti e sindacati) e avviando una riflessione sulle forme con cui contrastare i tentativi fascisti di diffondere messaggi di odio e islamofobia soprattutto in scuole e zone della città, come Barriera di Milano, dove è onsistente la presenza di allieve/i di seconda generazione.
Si inserisce in questo contesto l’assemblea cittadina che si terrà venerdì 12 dicembre a partire dalle 18.30 in via Baltea n. 3
a cui sono invitati, con il mondo della scuola e dell’associazionismo, cittadine e cittadine.

DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA .........L'EVENTO E' STATO ANNULLATO CAUSA CENSURA!!!
05/12/2025

DEMOCRAZIA IN TEMPO DI GUERRA .........L'EVENTO E' STATO ANNULLATO CAUSA CENSURA!!!

COMUNICATO DI ANGELO D’ORSI
A pochi giorni dall'evento “Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione”, previsto per il giorno 9 dicembre al Teatro Grande Valdocco di Torino, nel quale il sottoscritto avrebbe dialogato con il collega Alessandro Barbero, con l’adesione di importanti nomi della cultura, della scienza, del giornalismo, della comunicazione – da Luciano Canfora a Carlo Rovelli, da Marco Travaglio a Alessandro Di Battista, da Donatella Di Cesare a Elena Basile, da Moni Ovadia a Vauro Senesi, da Marc Innaro a Enzo Iacchetti… - ci viene comunicato questa mattina dalla proprietà del teatro, che lo spazio non ci verrà concesso. E ciò a dispetto di un regolare contratto, che peraltro era giunto dopo una lunga gestazione da parte della proprietà del teatro, al punto che eravamo intenzionati a differire l’evento a gennaio quando finalmente una decina di giorno or sono ci è giunto il via libera; sicché abbiamo deciso di confermare la data del 9 dicembre.
Al di là delle motivazioni pretestuose e della rottura unilaterale di un regolare contratto – per cui abbiamo già allertato il nostro team legale per avviare azione di richiesta risarcitoria dei danni che questo comportamento ci procura – non possiamo non rilevare che il fatto conferma perfettamente le nostre preoccupazioni sulla limitazione degli spazi di libertà nel Paese e in generale l'inquietante deriva politica e culturale di una democrazia ormai palesemente illiberale, a dispetto della facciata. Di questo avremmo voluto parlare nel corso della serata.
Intanto mentre a nome di tutto lo staff che ha lavorato per settimane per preparare l’evento, esprimo rammarico a chi aveva prenotato i posti, e a quanti, colleghi e amici che avevano data la loro disponibilità, a partecipare (a cominciare dal prof. Barbero), chiedo a quanti mi sono stati vicini in questo mese di “passione”, a quanti hanno a cuore i principi della legalità democratica sancita dalla nostra Costituzione, a quanti anelano soltanto ad essere correttamente informati, per poter assumere una posizione in merito alle gravissime problematiche del nostro tempo, di sostenermi in questo nuovo capitolo di lotta. Ancora una volta non si tratta solo di Angelo d’Orsi, ma di coloro che, esponendosi in prima persona, mirano semplicemente a esprimere il loro pensiero anche quando esso non sia “in linea” con quello dei poteri forti, palesi o occulti che siano.
In ogni caso, l’evento si terrà. Nei primi giorni della prossima settimana comunicheremo data e luogo. Però, intanto, annuncio che la sera del 9, quella dell’evento negato, faremo un sit-in di protesta davanti alla sede del Comune di Torino, come luogo simbolo di una città che è di tutti, e deve essere di tutti, una città medaglia d’oro della Resistenza, la città di Gramsci e di Gobetti, per semplificare, di Norberto Bobbio e di Gastone Cottino, e di tanti e tante che si sono battuti per la libertà.
Torino, 5 dicembre 2025

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