Studio di Psicologia Dott.ssa Francesca Polato

Studio di Psicologia Dott.ssa Francesca Polato Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio di Psicologia Dott.ssa Francesca Polato, Psicoterapeuta, Via Arzerdimezzo 4/a, Monselice.

"Lo psicologo ti accompagna in un viaggio alla ricerca della conoscenza di te stesso... non suggerisce, non consiglia, ma ti prende per mano nel cammino verso la tua libertà.” FORMAZIONE:

- Laurea Quinquennale in Psicologia - Università degli Studi di Padova

- Master di II livello in Criminologia e Scienze Forensi - Università La Sapienza di Roma

- Specializzazione in Psicoterapia Sistemico-Relazionale presso il Centro Padovano di Terapia della Famiglia

- Formazione EMDR (1° livello) - Crspsas

- Corso di Base sulla Psicologia delle Cure Primarie - International Society of Psychology

- Master Esperenziale in Psicoterapia Sistemica di Gruppo

ESPERIENZE CLINICHE:

- colloqui psicologici individuali e di coppia,

- colloqui familiari,

- colloqui con pazienti psichiatrici inseriti in Comunità Terapeutiche Riabilitative Protette,

- sostegno psicologico in Centri di Salute Mentale-ULSS,

- gruppi multifamiliari di psicoeducazione e gruppi psicoterapici,

- progettazione interventi nelle scuole, somministrazione questionari, reattivi mentali e tests psicologici,

- esperienze pratiche in ambito criminologico e progettazione per bandi della Comunità Europea,

- colloqui con bambini, pre-adolescenti e adolescenti (osservazione, interazione-gioco, somministrazione strumenti psicologici),

- applicazione metodo EMDR per il Disturbo Post Traumatico da Stress

- colloqui nell'ambito delle Cure Primarie (collaborazione con Medici di Medicina Generale)



SPECIALIZZAZIONI e AREE D'INTERVENTO:

Psicologia dello sviluppo e dell'età evolutiva,

Psicologia clinica,

Psicologia delle relazioni familiari,

Colloquio psicologico individuale, di coppia, familiare e dell'età evolutiva,

Disturbi dell'apprendimento e scolastici,

Anamnesi familiare,

Supervisioni cliniche e di gruppo,

Percorsi psicoeducazionali individuali e di gruppo,

Disturbi pervasivi dello sviluppo,

Consulenza per conflittualità coniugale e genitoriale,

Consulenza problematiche adolescenziali,

Disturbi del comportamento alimentare, depressione, Disturbo Post Traumatico da Stress,

Sostegno psicologico per problematiche sociali, relazionali, affettive,

Criminologia,

Psicologia delle Cure Primarie,

Metodo EMDR

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24/12/2025

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09/12/2025

🔴Bonus Psicologo 2025 — Graduatorie pubblicate

INPS ha pubblicato le graduatorie definitive dei beneficiari del Bonus Psicologo. È quindi iniziata la fase operativa per chi, tra i nostri pazienti, risulta idoneo al contributo.

👉 Cosa ricordare in questa fase:

📌Ogni beneficiario riceverà un codice univoco, da comunicarci al momento della presa in carico.
📌Le sedute andranno registrate direttamente sulla piattaforma INPS, come previsto dalla procedura.
📌Il bonus ha tempi di utilizzo definiti: può essere utile ricordarlo ai pazienti per evitare decadenze.

08/12/2025

🟦 𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐞

Il Ministero della Salute informa che sono state pubblicate sul sito INPS, nell’area riservata, le graduatorie dei beneficiari del Bonus Psicologo 2025. Per riallineare le annualità dei fondi 2024 e 2025, il Ministero ha disposto l’unificazione delle due annualità in un’unica graduatoria per il 2025, con uno stanziamento di 21,5 milioni di euro.

📌 𝐒𝐜𝐚𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢
• I beneficiari hanno 270 giorni dal 5 dicembre 2025 per utilizzare il contributo destinato alle sessioni di psicoterapia.
• Dal 2025, chi non effettua almeno una seduta entro 60 giorni dalla data di accoglimento della domanda (5 dicembre 2025) decade dal beneficio. È previsto uno scorrimento delle graduatorie, una sola volta.
• 𝐒𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐚𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢 𝟔𝟎 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐢.

💶 𝐋’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 (𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟓𝟎 € 𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐮𝐭𝐚) 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐞𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐥𝐮𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐞: 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐫𝐢.

ℹ️ Il rimborso delle sedute potrà avvenire solo dopo il trasferimento delle risorse da parte delle Regioni all’INPS.

👉 Le graduatorie sono consultabili nell’area riservata del sito INPS: www.inps.it

Leggi la news sul sito OPER: https://www.ordinepsicologier.it/it/notizie/633

04/12/2025

La recente storia di un adolescente deceduto per suicidio dopo mesi di interazioni con un chatbot richiama l’attenzione su temi critici dell’Intelligenza Artificiale. In situazioni di fragilità, strumenti progettati per mantenere vivo il dialogo possono diventare una presenza ambigua e condizionante.

Al Corriere della Sera, la Professoressa Valentina Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, evidenzia che «qui l’empatia è solo simulata: un calcolo, non una relazione.» Famiglie e scuole non possono essere lasciate sole in questa sfida educativa.

Serve un’alfabetizzazione affettiva e digitale condivisa, che aiuti a comprendere il funzionamento dell’IA e costruire contesti in cui la tecnologia resti uno strumento e non diventi un sostituto dell’altro.

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/adolescenza/25_novembre_30/gli-adolescenti-e-il-lato-oscuro-dei-chatbot-08bcae7a-d391-4434-989f-e82d2c512xlk.shtml?refresh_ce

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donneTanto si può fare, iniziamo dalle relazioni e d come o...
25/11/2025

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
Tanto si può fare, iniziamo dalle relazioni e d come ognuno di noi vive la propria relazione. Un piccolo passo che ci aiuta a capire come affrontare il disagio e come prevenirlo!



Dora Maar Ritratto di Pablo Picasso

La stessa Dora arrivò a dire di Picasso che “non è un uomo, è una malattia”.

Sempre di più si leggono articoli o interventi che parlano di “Amore Tossico”. Non mi piace il nome: Amore Tossico.
Certo, gli esperti hanno trovato delle caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze tossiche e quindi hanno pensato di definire tossico l’amore che non fa bene, l’amore che crea dipendenza, l’amore che nella sua contraddizione in termini nn è amore. Allora non chiamiamolo Amore Tossico.
E’ già difficile per chi vive una relazione conflittuale accettare di vivere in questa relazione, se poi gli appiccichiamo un’etichetta, una definizione così patologica, quella persona si sentirà ancora più malata, ancora più isolata, e avrà anche più paura di farsi aiutare.
Allora cosa possiamo fare?
Innanzitutto l’Amore è universale, cioè possiamo amare qualsiasi cosa, persona, oggetto o situazione.
Poi l’Amore è soggettivo. Chiediamo per curiosità all’amico, al collega, al nostro partner, ad un parente “Che cos’è l’Amore per te?”. Sentiremo tante definizioni, tante versioni diverse di questa parola. Ognuno col suo punto di vista, ognuno con la sua esperienza, ognuno con i suoi ricordi di infanzia e giovinezza.
Se accettiamo che l’amore sia universale, soggettivo, allora possiamo accettare che anche l’Amore si ammali e che di conseguenza possa guarire senza appesantirlo con etichette diagnostiche o pregiudizi di colpevolezza e anormalità.
Domandiamoci piuttosto “Come mai vivere una relazione affettiva può a volte portare a dipendenza, a impotenza? Perché scivoliamo e ci facciamo trascinare in situazioni così difficili da gestire che poi soccombiamo a tali situazioni?”
Non è sicuramente facile rispondere in pochi passaggi perché ognuno di noi ha la sua storia, il passato che ha inevitabilmente scritto il nostro presente e futuro.
Tuttavia possiamo iniziare a riflettere facendoci queste domande per entrare in contatto con una realtà che fa male ma che può essere cambiata.
E poi affidarsi ad un esperto, sconosciuto, neutrale, esterno al sistema di relazioni che stiamo vivendo e ripercorrere insieme a lui le tappe della nostra vita.
Così ne usciremo vincitori, ma non di una battaglia contro qualcuno ma vincitori di noi stessi. Perché ci apprezzeremo di più, ci guarderemo allo specchio con occhi diversi, perché avremo più energie e risorse per vivere la vita con naturalezza e senza paure.
Dott.ssa Francesca Polato

“Ci sono abissi che l’amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali.”
Honoré de Balzac

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04/11/2025

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Psicologi dello Sport e Scuola Genitori: al via il piano strategico in 5 punti, con 50 professionisti in campo, per lo Sport giovanile

Cinque obiettivi, altrettanti progetti specifici. E, di conseguenza, anche un “pokerissimo” di Tavoli di Lavoro dedicati.

Ai nastri di partenza l'operazione congiunta tra FIPsiS (Federazione italiana Psicologi dello Sport) e SGSp (Scuola Genitori Sportivi) per creare una nuova cultura nello sport, partendo dalla base del movimento e dalle figure adulte.

Un lavoro specifico e capillare quello necessario con i genitori dei giovani atleti, per aiutarli a capire come sostenere al meglio il percorso agonistico dei figli, senza soffocarne passione e talento. E prevenendo quindi le tante degenerazioni, che spesso degenerano anche in violenze di vario genere.

Quasi 50 gli psicologi dello sport aderenti a FIPsiS che saranno coinvolti nei 4 Tavoli di Lavoro, coordinati dalla presidentessa Marina Gerin e dal Direttore di Scuola Genitori Sportivi Alessandro Crisafulli.

1) Web magazine “Mamme e Papà da Serie A” sul sito www.scuolagenitorisportivi.it

Membri: Elisa Maggi, Maria Esposito, Francesca Dessena, Matteo Losito, Stefano Cigui, Martina Marchionni, Lucia Battaglia, Salvatore Armando Cammarata e Isabella Gasperini.

2) Studio scientifico su influenza e impatto dei genitori su benessere dei giovani sportivi e dropout

Membri: Maria Esposito, Rita Bassetto, Alessia Giuliani, Federica Elia, Elisa Deponte, Ilaria Valerii, Renata Del Giudice, Silvia Marchi, Roberto Benis e Lorenza Bicchieri.

3) Percorso formativo per i club “Società Sportiva Certificata Scuola Genitori Sportivi e FIPsiS”. ��

Membri: Sabina Amico, Francesca Valori, Aldo Gambardella, Miriam Jahier, Valeria Resta, Francesca Rinco, Laura Rismondo, Roberto Benis, Chiara Sergotti, Elena Allegretti

4) “Carta dei Doveri e dei Diritti del Genitore Sportivo” basata su evidenze scientifiche.

Membri: Isabella Genchi, Ilaria Zambrini, Michela Ferro, Alberto Silvestri, Sara Lonati, Patrizia Miolo, Maria Grazia Vozzi, Ivana Maria Vetrano, Antonio Cortese, Andrea Simone e Francesca Cerretani.

5) Un convegno nazionale in primavera chiuderà il piano strategico, presentando dati, strumenti e buone pratiche operative a tutta la comunità sportiva.

Membri: Kerol Kravos, Patrizia Multari, Miriam Jahier, Alessandro Fusaro, Alessandro Massaro, Caterina Montalbano, Renata Del Giudice, Stefania Cribioli e Francesco Palazzo.

E’ una priorità riconoscere nelle relazioni disfunzionali queste sottili dinamiche perché aiutano ad affrontare il disag...
29/10/2025

E’ una priorità riconoscere nelle relazioni disfunzionali queste sottili dinamiche perché aiutano ad affrontare il disagio e risolvere la conflittualità!

Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona porta l’altra a mettere in dubbio le proprie percezioni, emozioni o ricordi.
È un processo relazionale graduale, che può manifestarsi in ambito affettivo, familiare, amicale o professionale.

Le principali conseguenze del gaslighting includono:
• confusione e perdita di fiducia in sé
• senso di colpa e vergogna immotivati
• dipendenza emotiva
• isolamento e difficoltà nel chiedere supporto

Comprendere queste dinamiche è fondamentale per riconoscere la portata psicologica del fenomeno e superare la visione riduttiva della manipolazione come semplice conflitto relazionale.
Interventi psicologici mirati, orientati alla consapevolezza e al rafforzamento dell’autonomia personale, sono efficaci per ristabilire fiducia e benessere.

28/10/2025

La tragica vicenda accaduta in provincia di Palermo, che ha coinvolto due fratelli, vittime di violenze da parte della madre e del suo compagno, ci ricorda quanto sia fondamentale prestare attenzione ai segnali di disagio e imparare a leggere i comportamenti, anche quando la sofferenza non viene espressa apertamente.

Come sottolinea Enza Zarcone, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Sicilia, «traumi di questo tipo incidono profondamente sulla personalità dei minorenni. Il corpo diventa luogo di dolore, mentre si spezza la fiducia negli adulti — tanto più quando la figura che dovrebbe proteggerti, come la madre, diventa complice dell’abuso».

Perché un percorso di recupero e di superamento del trauma sia possibile, è indispensabile la presenza di una rete di adulti capaci di ascoltare, accogliere e proteggere.

«Il malessere può essere visibile ma per coglierlo ci vuole uno sguardo allenato e contenitori opportuni. Uno di questi potrebbe essere l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole: uno strumento di prevenzione e tutela» conclude.

L’ascolto è il primo atto di protezione.

Fonte articolo: Giornale di Sicilia

13/10/2025

NEWS
In un’ottica di sinergia di interessi ed intenti per il progresso dell’applicazione degli strumenti più atti allo sviluppo di una psicologia clinica dello sport al servizio del territorio sportivo tutto, sia professionistico che amatoriale e come ambiente di crescita, il 15 settembre 2025 si sono incontrati in un meeting la Presidente Emdr-Italia Dott.ssa Isabel Fernandez, il Prof. Giovanni Lodetti Docente Università Statale di Milano e Direttore A.I.P.P.S., la Presidente FIPsiS Dott.ssa Marina Gerin e la Dott.ssa Elisa Deponte Consigliere direttivo Nazionale FIPsiS e Membro e ricercatrice A.I.P.P.S.
L’incontro fruttuoso ha messo le basi per sviluppare in collaborazione un protocollo di intenti divulgativi e formativi per un intervento Emdr specificatamente per rispondere ai grandi bisogni emergenti dal territorio sociale sportivo al servizio della psicologia clinica dello sport, area nella quale ricade a come ricerca e sviluppo scientifico e come arricchimento culturale e teorico per l’intero movimento della psicologia dello sport in generale.
Dalla ricerca scientifica, come solida base su cui fondare le pratiche di intervento, si svilupperanno proposte di formazione per gli specialisti, per fornirli di utili strumenti di lavoro e formazioni per i diversi attori del mondo dello sport, nell’ottica dell’impegno dell’arricchimento culturale trasversale.
Una data importante in Italia, caleidoscopio di interventi innovativi e interventi nell’area della prevenzione del disagio e della promozione del benessere della popolazione che vive e cresce con e nello sport. Una grande valenza all’interno delle politiche di welfare che ben prosegue il lavoro iniziato 30 anni fa dalla Psicologia clinica dello Sport.

10/10/2025

La mente è parte di noi, come il corpo, come il cuore.
Oggi, nella Giornata Mondiale della Salute Mentale e Giornata Nazionale della Psicologia, ricordiamo quanto sia importante prendersene cura ogni giorno.
La Psicologia ci aiuta a dare voce a ciò che viviamo, a ciò che non comprendiamo, a ritrovare equilibrio, a migliorare i nostri stili di vita, a costruire legami di fiducia e consapevolezza.

G. arriva nel mio studio, si sedie, mi guarda ed esclama: “Mi fa piacere raccontarti anche le piccole cose perché tu dai...
06/10/2025

G. arriva nel mio studio, si sedie, mi guarda ed esclama: “Mi fa piacere raccontarti anche le piccole cose perché tu dai emozioni a quello che per me ormai è diventato tutto piatto.”
Quando il lavoro ti piace, quando trovi soddisfazione in quello che fai, quando riesci anche ad essere utile a qualcuno!
Grazie di ♥️ a tutti voi, che credete in me ogni volta che entrate da quella porta!

Leggi con immensa attenzione e curiosità! 😍😉
23/09/2025

Leggi con immensa attenzione e curiosità! 😍😉

🔴Oggi ricorre l’anniversario della morte del fondatore della Psicoanalisi e questo racconto è sempre bello ed emozionante.

“COSÌ SIGMUND FREUD RIUSCÌ A SALVARMI LA VITA”

Il padre della psicoanalisi nel ricordo dell’ultima paziente ancora viva, Margarethe Walter (89 anni nel 2006): "Fu l’unica persona che volle ascoltarmi".
“Mi ha salvato la vita!", esclama Margarethe Walter davanti al famosissimo numero 19 della Berggasse a Vienna. Sono passati settant’anni dall’ultima volta che è stata qui, nella primavera del 1936, poche settimane prima dell’esame di maturità. Qui la signora, oggi ottantottenne, visse i 45 minuti che le cambiarono "totalmente" la vita, nell’ambulatorio del dottor Sigmund Freud.
Margarethe era sbalordita: "Non era un ambulatorio normale! Non c’erano pazienti in sala d’attesa! Non si sentiva odore di canfora e non si vedevano infermiere vestite di bianco!". Inoltre al centro della stanza c’era un divano, come a casa, in salotto, "coperto stranamente da un tappeto, con tantissime frange".
Perché la ragazza era lì? Il medico di famiglia aveva diagnosticato una banale bronchite e inoltre, ma questo lei non doveva saperlo, "un malessere interiore". Da qui il consiglio di rivolgersi al dottor Freud, un luminare in questo campo, come si diceva a Vienna.

"Ero la ragazza più sola di Vienna!", ricorda Margarethe. "Sola, servita e riverita, chiusa in casa e con quasi assoluta certezza non amata. Nessuno mi ha mai tenuto in grembo, né preso per mano, non si davano baci!". La madre era morta di parto, la matrigna era fredda e avida, la nonna anziana e molto apprensiva, persino il suo unico compagno di giochi, il cane di casa, era vecchissimo e sempre stanco.

Naturalmente il padre era inavvicinabile. Chiaramente non si parlava e soprattutto non con lei. Non si ricevevano ospiti, neppure il fine settimana nella villa in campagna. "E tutto quello che mi riguardava veniva stabilito alle mie spalle e dall’alto!".

Sigmund Freud fa il suo ingresso. La sua presenza discreta, ma decisa, riempie la stanza. Ha 80 anni. "Piccolo, barba bianca, abito grigio, un po’ curvo". Margarethe Walter sistema una sedia nello studio di Freud, oggi trasformato in museo, esattamente nel punto in cui era seduta 70 anni fa. L’arredamento dell’epoca è documentato da fotografie. Sistemiamo la sedia su cui era seduto il padre di fronte a lei. Davanti al famoso divano bisogna immaginare un tavolino basso. "Il dottor Freud si sedette esattamente in mezzo a noi".

C’è silenzio e all’improvviso Margarethe chiude gli occhi e lascia che le appaia come in sogno il personaggio che ancora oggi la ammalia: "Era un uomo vecchissimo che mi ha guardato con occhi attenti". Esita, ride., Era fisicamente molto fragile ma pieno di energia!" "Mi chiede come mi chiamo, ma risponde mio padre per me. Mi chiede della scuola ed è mio padre a rispondere. Che cosa faccio nel tempo libero: risponde mio padre. Anche la risposta alla domanda su che lavoro mi piacerebbe fare non esce dalla mia bocca. Proprio come a casa!", dice oggi la paziente riferendosi ad allora: "Stavo lì come un pacchetto!".
Freud tace. E ad un tratto dice al padre di Margarethe in tono cordiale, come se fosse la cosa più naturale: "La prego, vada nella stanza accanto. Vorrei parlare con sua figlia da solo". Gira la sedia verso di lei, le si avvicina e le si rivolge apertamente. "Adesso siamo soli", dice e immediatamente la tensione si allenta. "La soggezione iniziale, sparita d’incanto".
E lei parla, parla: "Lui ha esaudito per la prima volta il mio perenne desiderio di aprirmi a qualcuno: Sigmund Freud è stata la prima persona che abbia davvero mostrato interesse nei miei confronti, che volesse sapere qualcosa di me, l’unico che realmente è stato ad ascoltarmi".

Margarethe lascia libero sfogo "all’odio per la matrigna, per la scuola, per le passeggiate domenicali", dice che non può avere amiche, che deve indossare abiti e scarpe che non sono di suo gusto. Che non si può immaginare quanto è sola e quindi recita brani di teatro o veste con la carta crespa le figure degli scacchi del padre fingendo di essere nel medioevo.

"Non distoglie lo sguardo da me, mi osserva, e la sua partecipazione mi avvolge come un abbraccio". Così gli confessa che dopo vari tentativi ha scoperto che la chiave del pendolo è "identica a quella della libreria" così che finalmente ha potuto scoprirne i segreti. "La notte, accanto alla nonna che russa, divoro i libri piccanti riposti dietro quelli di Grillparzer e di Goethe".

Freud volle a quanto pare sapere tutto di lei, anche i dettagli riguardanti la nonna Maria, la nonna classe 1856, con cui Margarethe doveva condividere la stanza, nonché i particolari dei suoi vestiti che aveva conservato dalla rivoluzione del ’48. Freud ascoltava, e "quando prendevo fiato mi incoraggiava con un "e poi?"".
Di nuovo Freud rivolge "i suoi occhi, buoni, incredibilmente attenti" alla giovane donna. "Il suo era un interesse così totale che mi aprì qualcosa dentro che nessuno aveva mai voluto aprire".
Settanta anni dopo la donna avverte ancora il fascino vibrante e la gioia di avere fiducia. "Tutto ad un tratto ero contenta", una sensazione fino ad allora sconosciuta. Si sentì "a suo agio", "come se dopo un, pasto particolarmente buono, qualcuno da sopra avesse aperto una finestra e avesse detto: Non guardare sempre per terra! Guarda avanti! Tutto è possibile!".

(Articolo di PETER ROSS, La Repubblica, p. 19, traduzione di Emilia Benghi - copyright Die Zeit - la Repubblica)

Indirizzo

Via Arzerdimezzo 4/a
Monselice
35043

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