04/11/2022
Viviamo nell'epoca delle soluzioni facili,
dell'antidolorifico al primo dolore,
del volere tanto ma senza sforzo,
dell'iperprotezione dei genitori verso i figli,
dell'apparenza piuttosto che della sostanza,
della superficialità anzichè profondità,
del riempire piuttosto che svuotare,
del mostrare agli altri la propria finta felicità, mentre dentro soffriamo da morire,
dell'insegnare a "gestire" senza voler "capire",
delle cose veloci perché non c'è mai tempo,
dall'essere connessi a una linea internet
ma sconnessi dai propri bisogni,
del riuscire a guardare uno schermo
e non riuscire a guardare negli occhi,
della fittizia sicurezza mentre dentro si è fragili come un cristallo,
dal mostrare i propri muscoli o il proprio seno per nascondere le proprie debolezze,
delle infinite lauree ma allo stesso tempo del non saper contattare e distinguere le proprie sensazioni, emozioni, e pensieri,
del conoscere un sacco di nozioni
senza conoscere se stessi,
dell'abitare il mondo
senza abitare la propria anima...
Siamo sicuri di voler continuare in questa direzione?
Sono molto sensibile a queste tematiche,
anche perché tocco con mano ogni giorno
gli effetti tendenzialmente disfunzionali che hanno negli esseri umani,
oltre alla ricerca neuroscientifica che sta mostrando come stia sempre più peggiorando e regredendo il funzionamento e le connessioni neurali del nostro cervello.
Da inizio 2023, inizierò a proporre serate private in cui parlerò e affronterò questi aspetti...