Gallone Giada

Gallone Giada Consulente per percorsi di sviluppo interiore. Theta healer certificata. Scopri chi sei, vivi chi vuoi essere.

Ci sono persone che vivono con un peso addosso:il peso del “devo”.Devo restituire.Devo dimostrare.Devo fare questo, devo...
25/02/2026

Ci sono persone che vivono con un peso addosso:il peso del “devo”.

Devo restituire.
Devo dimostrare.
Devo fare questo, devo fare quello.
Devo salvare una situazione.
Devo perché mi hanno aiutato.
Devo perché altrimenti deludo.
Devo perché mi sento in debito.

Ma fermiamoci un attimo a dirlo con onestà:
questa non è riconoscenza, questa è pressione.
Spesso è manipolazione mascherata da “buon senso”, da “gratitudine”, da “si fa così”.

Quando fai qualcosa solo per paura di deludere,solo per non perdere l’approvazione,solo per non sentirti in colpa,
non stai scegliendo. Stai subendo.

La riconoscenza è libera.
Nasce dal cuore, non dal ricatto emotivo.
Non ti stringe allo stomaco, non ti toglie il respiro, non ti costringe a tradirti.

Se qualcuno ti fa sentire in obbligo, in dovere, in debito eterno,non ti sta chiedendo presenza; ti sta chiedendo sottomissione.
E questo non ha niente a che fare con l’amore, con il rispetto, con la vera gratitudine.

Essere grati non significa annullarsi.
Non significa sacrificarsi per paura.
Non significa restare dove stai male per “dovere”.

La vera domanda è semplice:
“Lo sto facendo perché lo scelgo… o perché ho paura di dire di no?”

Da lì comincia la tua libertà .

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.

IL BAMBINO INTERIOREQuesta è la tematica che è stata affrontata insieme a .zero_claun, una formazione incentrata sul far...
22/02/2026

IL BAMBINO INTERIORE

Questa è la tematica che è stata affrontata insieme a .zero_claun, una formazione incentrata sul fare esperienza del proprio sé interiore, piccolo/a, lasciato troppo a lungo da parte, nella castrazione, nel trattenersi perché non abbastanza adeguato, comodo o compiacente.
La formazione è utile al fine di prendersi la RESPONSABILITÀ di quel bambino/a, prenderlo per mano e dargli tu stesso ciò che non ha ricevuto. Questo permette, poi, di portarsi nel mondo con più DIGNITÀ e responsabilità, sentendo ed accettando che non si può salvare nessuno ma che l'opportunità di una Vita libera è a portata di ognuno, alla distanza di un braccio. Il braccio di quel tuo bambino.

La voce del bambino interiore non urla, spesso sussurra.
La senti nei momenti in cui ti senti “di troppo”, quando ti trattieni, quando ti sminuisci, quando cerchi approvazione invece di verità.

È la parte di te che ha imparato presto ad adattarsi, che ha confuso l’amore con lo sforzo.
Che ha scambiato la sicurezza con il controllo.
Che ha deciso, un giorno, che per essere accolta doveva diventare “come gli altri volevano”.

Ascoltare il bambino interiore non significa tornare indietro.
Significa smettere di scappare da sé.
Significa riconoscere le ferite senza farsene un’identità.
Significa prendersi la responsabilità di diventare oggi l’adulto che allora è mancato.

La guarigione non è cancellare il passato.
È dare finalmente voce a ciò che è rimasto in silenzio troppo a lungo.
È scegliere di trattarti con la stessa cura che avresti voluto ricevere.
È smettere di chiederti “cosa c’è che non va in me”e iniziare a chiederti: “di cosa ho davvero bisogno?”

Il tuo bambino interiore non vuole essere aggiustato.
Vuole essere visto, ascoltato e scelto, ogni giorno.

Giada Gallone & Simone Borin

19/02/2026
La paura di sbagliare non fa rumore.Entra piano, si sistema. E a un certo punto la chiami prudenza.Cominci a trattenerti...
14/02/2026

La paura di sbagliare non fa rumore.
Entra piano, si sistema. E a un certo punto la chiami prudenza.

Cominci a trattenerti, a pesarti,
a controllarti, a chiederti se sei abbastanza prima ancora di provarci.

E senza accorgertene succede questo:
dove c’era slancio nasce l’esitazione, dove c’era desiderio nasce il calcolo, dove c’era verità nasce la strategia di non esporsi.

La perfezione non è un sogno,è una pressione.
È un filo teso su cui cammini ogni giorno, con l’idea che cadere significhi valere di meno.

Così l’errore smette di essere un passaggio e diventa una minaccia.
La fragilità smette di essere vita
e diventa qualcosa da nascondere, da correggere, da coprire.

Non c’è niente di sbagliato in chi ha paura di non essere all’altezza.
C’è un peso che non gli appartiene.
C’è un metro che non misura la vita, ma la prestazione.
C’è uno sguardo su di sé che consuma invece di nutrire.

E intanto:
quante persone si stanno trattenendo?
Quante si stanno riducendo per non sbagliare?
Quante stanno rinunciando a sé stesse per sembrare “giuste”?

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.


interiore


Non è sempre “un blocco”.A volte è fatica, a volte è paura, a volte è mancanza di allenamento alla costanza.A volte è se...
08/02/2026

Non è sempre “un blocco”.

A volte è fatica, a volte è paura, a volte è mancanza di allenamento alla costanza.
A volte è semplicemente che non ci stiamo assumendo fino in fondo la responsabilità di muoverci.

Sì, i blocchi esistono, le ferite esistono.
Le parti di noi che proteggono, che frenano, che hanno paura, esistono.
Ma c’è una verità scomoda che vale la pena dirsi: continuare a sentirsi solo bloccati può diventare un alibi elegante per non esporsi.

Per non scegliere.
Per non insistere.
Per non reggere la frustrazione dei piccoli passi ripetuti.
Per non allenare la determinazione quando l’entusiasmo non c’è.

La manifestazione non è magia.
È prima di tutto vita concreta, è presenza
è azione imperfetta.
È costanza quando non hai voglia, è responsabilità di ogni passo, anche piccolo, anche scomodo.

Non diventi ciò che desideri “capendo” soltanto.
Diventi ciò che desideri praticandolo.
Ogni giorno, un po’,di nuovo e ancora.

A volte il vero lavoro non è “togliere un blocco”. È smettere di usarlo come scusa.
E iniziare ad allenare la parte di te che sceglie, che agisce, che resta.

Con gentilezza, sì , ma anche con fermezza.
Perché la tua vita non si cambia pensandola.
Si cambia vivendola.

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.

L’abbondanza la crei tu,o continui a mendicarla.Non arriva perché “te la meriti”, arriva quando smetti di vivere in dife...
25/01/2026

L’abbondanza la crei tu,o continui a mendicarla.

Non arriva perché “te la meriti”, arriva quando smetti di vivere in difesa.

Finché resti dove non sei nutrita/o, finché scegli il poco pur di non perdere, finché baratti la tua verità con un briciolo di sicurezza, non stai aspettando l’abbondanza,
la stai respingendo.

L’abbondanza non ama chi si rimpicciolisce.
Non si avvicina a chi ha paura di deludere.
Non cresce nei luoghi in cui ti tradisci ogni giorno, chiamandolo adattamento.

La crei quando smetti di:

giustificare chi ti svuota

spiegarti a chi non ascolta

restare dove il minimo ti sembra già tanto

Perché ciò che non scegli tu, continuerà a sceglierti contro.

L’abbondanza inizia nel punto più scomodo,
quando decidi che non sei più disponibile al poco.
Nemmeno se costa solitudine.
Nemmeno se tremi.

E da lì, o cambi vita o smetti di chiamare “destino”ciò che è solo paura di sceglierti.

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.

La mente è una grande narratrice.Racconta storie, costruisce futuri, anticipa dolori.Il problema è che la maggior parte ...
17/01/2026

La mente è una grande narratrice.
Racconta storie, costruisce futuri, anticipa dolori.
Il problema è che la maggior parte di quelle storie non accade mai.

Eppure il corpo le vive tutte.
Ogni paura immaginata diventa tensione.
Ogni scenario temuto diventa peso sul petto.
Ogni “e se…” diventa una prigione.

Ci preoccupiamo per ciò che non sta accadendo, per ciò che forse accadrà,
per ciò che la mente ha inventato per proteggersi ma che in realtà ci allontana dalla vita.

La mente crede che controllare significhi pensare di più.
La coscienza sa che vivere significa sentire di più.

Quando torni nel presente, ti accorgi che proprio ora non c’è nulla da temere.
C’è solo un respiro che entra e uno che esce.
C’è solo questo istante che chiede di essere abitato.

La pace non nasce quando il futuro è sicuro.
Nasce quando smetti di abitare il futuro
e torni a vivere qui.

E qui, quasi sempre, sei già al sicuro.

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.

È il dolore a farci paura?O è quello che potremmo scoprire dentro il dolore?Perché se lo attraversi davvero, non puoi pi...
10/01/2026

È il dolore a farci paura?
O è quello che potremmo scoprire dentro il dolore?

Perché se lo attraversi davvero, non puoi più fingere.
Non puoi più raccontarti che “non dipende da te, che “non era il momento, che “non potevi farcela”.

Dentro quel dolore c’è una verità scomoda,
c’è la tua forza, c’è la tua responsabilità,
c’è la tua possibilità di cambiare.

E questo spaventa più di qualsiasi sofferenza.

Così restiamo sulla soglia.
Resistiamo.
Ci distraiamo.
Analizziamo.
Accumuliamo parole, spiegazioni,spiritualità, strategie.
Tutto pur di non entrare.

Perché entrare significa morire a una versione di te che conosci.
E rinascere in una che non puoi controllare.

Ma c’è un punto che la vita non smette mai di ricordarti,quello che non attraversi, ti attraversa.
Sotto forma di ansia, autosabotaggio, relazioni sbagliate, stanchezza dell’anima.

Il dolore che eviti oggi,diventa la prigione di domani.

E invece il dolore che scegli di guardare
diventa una porta.

Non una porta comoda.
Non una porta rapida.
Ma una porta vera.

E dietro quella porta non c’è la distruzione.
Ci sei tu, senza maschere, senza scuse, senza catene.

È per questo che la paura è così insistente,
sa che se passi di lì, non torni più indietro uguale.

E in fondo, è questo che stai davvero evitando.

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone.

Chiudo l’anno 2025 con rispetto.Per tutto ciò che è stato vero.Per ciò che ha fatto rumore dentro.Per ciò che non si è r...
30/12/2025

Chiudo l’anno 2025 con rispetto.

Per tutto ciò che è stato vero.
Per ciò che ha fatto rumore dentro.
Per ciò che non si è risolto, ma ha insegnato a restare.

Ringrazio la vita per tutto ciò che mi ha insegnato.
Per la sofferenza che ho scelto di abbracciare, senza indurirmi.
Per avermi mostrato chiaramente
chi ha cercato di pugnalare alle spalle
per elevarsi, e così facendo ha solo rivelato se stesso.

Grazie per le nuove collaborazioni nate, anime preziose e stimolanti.
Grazie a chi per me è famiglia, dono immenso.

Grazie a chi ha scelto questo spazio
non per trovare risposte rapide, ma per imparare a stare nelle domande.

Grazie a chi ha avuto il coraggio
di non indossare maschere, di rallentare,
di ascoltare anche ciò che avrebbe preferito evitare.

Il lavoro che facciamo insieme, produce trasformazioni silenziose.
Quelle che cambiano il modo di stare nella vita.

Entro nel nuovo anno senza promesse.
Con una presenza più radicata.
E con una gratitudine consapevole.

Grazie, per la fiducia, per il tempo, per la verità condivisa.

Abbracciate questa vita e fate in modo che sia la vostra.

Buon 2026 .

Vi abbraccio tutti al mio cuore,
Giada Gallone.

Ciao creature, questo è un augurio che nasce dal cuore.Grazie per aver camminato con me,per esservi fermati,per aver avu...
24/12/2025

Ciao creature, questo è un augurio che nasce dal cuore.

Grazie per aver camminato con me,per esservi fermati,per aver avuto il coraggio di guardarvi dentro,anche quando non era facile.

Vi auguro un tempo in cui ascoltarvi di più
e giudicarvi di meno.
Un tempo in cui non serva essere forti,
ma veri.

Che possiate riconoscervi anche nei giorni lenti,anche quando tutto chiede solo silenzio.

Io vi auguro presenza, verso la vostra vita,
verso ciò che conta davvero.

Grazie per la fiducia.

Buon Natale e Felice anno nuovo.

Vi abbraccio al cuore, Giada Gallone.

Il flusso di coscienza non va fermato.Va ascoltato.È un movimento vivo, continuo,fatto di pensieri, immagini, memorie, s...
17/12/2025

Il flusso di coscienza non va fermato.
Va ascoltato.

È un movimento vivo, continuo,
fatto di pensieri, immagini, memorie, sensazioni che attraversano la mente come acqua che scorre.
Quando provi a controllarlo, si irrigidisce.
Quando lo temi, diventa rumore.
Quando lo ascolti, si ordina da solo.

Nel flusso di coscienza emergono parti antiche e parti nuove.
Voci che chiedono attenzione, non soluzioni.
Emozioni che non vogliono essere guarite subito,ma riconosciute.

La crescita non nasce dal bloccare ciò che passa,ma dal restare presenti mentre passa.
È lì che avviene l’evoluzione:
quando smetti di identificarti con ogni pensiero e inizi a riconoscerti come lo spazio che li contiene.

Il flusso di coscienza è una soglia.
Se lo attraversi con presenza, diventa chiarezza.
Se lo eviti, si trasforma in confusione.

E a un certo punto accade qualcosa di sottile ma decisivo:
non sei più trascinata dal flusso, ci danzi dentro.

Quella è coscienza che evolve.

Ti abbraccio al cuore, Giada Gallone















Indirizzo

Via Decima , 14
Montagnana
35044

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

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