R48 studio Pilates

R48 studio Pilates Studio Pilates e Power Yoga ,lezioni con small class e sedute di personal Pilates con Reformer

16/03/2026

Buon lunedì 😘
Inizia la settimana con pilates e mini ball 💪❤️💪

15/03/2026

Quando l'ANCA non ruota, è la SCHIENA che paga il conto.

Moltissime persone sentono la bassa schiena rigida e dolente, ma in realtà più che di "bassa schiena" bisognerebbe parlare di rigidità delle anche.

Il meccanismo è semplice e molto elegante, una volta che lo conosci.

Quando cammini, quando ti giri, quando fai un qualsiasi movimento che implica una rotazione del corpo, l'anca deve poter ruotare internamente.

È un movimento fine, ma che è fondamentale perché assorbe gran parte delle forze rotazionali.

Finché l'anca ruota bene, la colonna lombare sta tranquilla: non deve intervenire, si limita a stare stabile mentre le anche fanno il lavoro.

Il guaio è quando l'anca perde questa capacità di rotazione.

E la perde facilmente, perché i muscoli che la controllano (rotatori profondi, glutei, adduttori) tendono a irrigidirsi con la sedentarietà, con le posture mantenute, e semplicemente con il passare del tempo.

A quel punto, ogni volta che il corpo deve ruotare, l'anca non riesce a fare la sua parte.

E chi interviene per compensare?

La colonna lombare, che inizia a ruotare al posto dell'anca.

Il problema è che la lombare non è progettata per ruotare molto.

Le vertebre lombari hanno un range di rotazione limitatissimo, e quando sono costrette a farlo ripetutamente, le strutture (dischi, faccette articolari) finiscono sotto stress.

Uno studio pubblicato sull'HSS Journal ha analizzato proprio questo meccanismo, dimostrando come la perdita di rotazione interna dell'anca sia direttamente collegata al sovraccarico della colonna lombare.

Quando il range di rotazione dell'anca è stato ripristinato, il dolore lombare è migliorato in modo significativo.

E qui c'è la parte importante.

Non si tratta di avere "l'anca perfettamente allineata" o di raggiungere chissà quale grado di rotazione ideale.

Si tratta di avere muscoli che funzionano abbastanza bene da permettere all'anca di muoversi in modo fluido, così che la lombare non debba intervenire.

Glutei che si attivano bene, rotatori che non siano rigidi come cavi d'acciaio, adduttori che abbiano un minimo di elasticità: questo è sufficiente per togliere un sacco di stress dalla colonna.

E la cosa positiva è che tutto questo si allena.... serve un lavoro costante sulla mobilità e sul rinforzo dei muscoli dell'anca e del bacino.

Quando l'anca ricomincia a fare il suo lavoro, la lombare tira un sospiro di sollievo enorme 💪
Cit. M.C.

15/03/2026

DISCHI VERTEBRALI e SONNO: perché ti svegli più rigido di quando sei andato a letto (e cosa ci puoi fare).

Ti è mai capitato di andare a dormire relativamente bene e svegliarti con la sensazione di avere 20 anni in più?

I primi movimenti del mattino sono i più faticosi: scendere dal letto richiede una certa strategia, e l'operazione "mettersi i calzini" diventa una sfida di flessibilità.

Poi, dopo qualche passo e un po' di movimento, la "ruggine" se ne va e la schiena torna a funzionare.

Ma perché succede?

Se il riposo dovrebbe aiutare, come mai la mattina è il momento peggiore?

La spiegazione è affascinante, e non c'entra nulla il materasso.

C'entra il modo in cui funzionano i dischi vertebrali, quei cuscinetti che stanno tra una vertebra e l'altra.

Durante il giorno, stando in piedi o seduti, la gravità "schiaccia" i dischi, facendogli perdere un po' di idratazione e di volume.

Di notte succede il contrario: senza il carico della gravità, i dischi si reidratano come spugne che assorbono acqua.

Risultato: al risveglio i dischi sono più voluminosi e "turgidi" rispetto alla sera prima.

Sembra una buona notizia, e in parte lo è.

Ma questo aumento di volume crea una maggiore pressione interna nella colonna.

Se la schiena è già un po' rigida o c'è un piccolo stato infiammatorio di fondo, quella pressione extra si traduce in rigidità e fastidio.

A questo si aggiunge un secondo meccanismo: l'infiammazione "odia" l'immobilità.

Durante la notte, i muscoli restano fermi per ore.

Se c'è anche un minimo di infiammazione, il ristagno dei liquidi durante il sonno tende ad accentuarla.

È come una pozzanghera stagnante: finché l'acqua non si muove, tutto ristagna.

Ed ecco perché bastano pochi minuti di movimento per sbloccare la situazione: il movimento favorisce il "drenaggio" e permette ai tessuti di ritrovare elasticità.

La cosa importante da capire è che quella rigidità mattutina non significa che la schiena sta peggiorando.

Significa che i muscoli intorno alla colonna non riescono a gestire bene la pressione dei dischi reidratati e il ristagno della notte.

L'errore che molti commettono è pensare "mi fa male, quindi devo riposare di più".

In realtà è quasi sempre il contrario: la schiena al mattino chiede di essere attivata, non protetta.

Più i muscoli della zona sono allenati e funzionanti, più riescono ad assorbire quella pressione mattutina senza che tu la senta.

Persone con la stessa identica colonna possono svegliarsi in modo completamente diverso, semplicemente perché i muscoli di uno funzionano meglio di quelli dell'altro.

Non servono ore di esercizi: serve un lavoro mirato che metta i muscoli della schiena nelle condizioni di fare il loro lavoro, anche alle sette di mattina 💪
Cit .M. C.

Muscoli SCALENI: i piccoli muscoli del collo che ti "strozzano" i nervi del braccioNella parte laterale del collo, nasco...
15/03/2026

Muscoli SCALENI: i piccoli muscoli del collo che ti "strozzano" i nervi del braccio

Nella parte laterale del collo, nascosti sotto lo sternocleidomastoideo, ci sono tre piccoli muscoli che quasi nessuno conosce per nome: gli scaleni.

Anteriore, medio e posteriore: partono dalle vertebre cervicali e si attaccano alle prime due costole.

Non sono muscoli qualunque.

C'è un dettaglio anatomico che li rende speciali, e anche un po' infidi.

Tra lo scaleno anteriore e lo scaleno medio passa il PLESSO BRACHIALE, ovvero l'intero fascio di nervi che dal collo va al braccio, alla mano e alle dita.

Insieme ai nervi, ci passano anche l'arteria e la vena succlavia, i principali "tubi" che portano sangue al braccio.

In pratica, tra questi due muscoli c'è un corridoio strettissimo dentro il quale transita tutto ciò che serve al tuo braccio per funzionare: comandi nervosi, sensibilità, circolazione.

Quando gli scaleni sono rilassati e funzionano bene, il corridoio è aperto e tutto scorre senza intoppi.

Non ti accorgi nemmeno che esiste.

Ma quando si irrigidiscono, il corridoio si restringe.

E le strutture che ci passano in mezzo iniziano a soffrire.

Il risultato?

Formicolio alle dita, sensazione di debolezza al braccio, dolore che sembra partire dal collo e scende lungo la spalla.

A volte una strana sensazione di freddo o pesantezza alla mano.

In generale, anche senza grandi sintomi, più gli scaleni sono rigidi e più c'è un impatto negativo per le braccia: aumenta anche la possibilità di sviluppare tendiniti alla spalla e al gomito.

Ma perché gli scaleni si irrigidiscono così facilmente?

La risposta è un mix di fattori che si sommano in modo subdolo.

Il primo è la respirazione.

Gli scaleni sono muscoli "accessori" della respirazione: in teoria dovrebbero intervenire solo durante uno sforzo intenso, per aiutare ad alzare le costole e far entrare più aria.

Ma quando il diaframma è bloccato, cosa che succede regolarmente in chi è sotto stress, gli scaleni vengono chiamati a lavorare ad ogni singolo respiro.

Migliaia di micro-contrazioni al giorno che non dovrebbero fare.

Il secondo è la postura.

La famosa posizione con la testa in avanti, tipica di chi sta al computer o guida molto, mette gli scaleni in accorciamento costante.

Non è che la postura sia "sbagliata" in sé, ma se i muscoli passano ore e ore in quella posizione, si adattano e diventano più rigidi.

Il terzo fattore è la tensione nervosa.

Come molti muscoli del collo, gli scaleni sono molto reattivi agli stati emotivi.

Nei periodi di forte stress si irrigidiscono di riflesso, e dato che lo stress moderno non ha una data di scadenza, rimangono contratti a lungo.

Tre fattori che si sommano, giorno dopo giorno, fino a quando il corridoio diventa troppo stretto e i nervi iniziano a protestare.

C'è un dettaglio che rende la situazione ancora più interessante dal punto di vista anatomico.

Gli scaleni non lavorano da soli: fanno parte di una catena che include il trapezio, lo sternocleidomastoideo, i muscoli sub-occipitali e il piccolo pettorale.

Quando uno di questi muscoli va in difficoltà, gli altri compensano.

Ed è per questo che spesso la tensione agli scaleni è solo un pezzo di un quadro più ampio di rigidità cervicale.

È anche il motivo per cui lavorare solo sugli scaleni, per quanto utile, di solito non basta.

Se allunghi gli scaleni ma il diaframma resta bloccato, il piccolo pettorale è rigido e il trapezio fa gli straordinari, nel giro di poco la situazione torna come prima.

La buona notizia è che trattandosi di muscoli, ci possiamo lavorare eccome.

E quando tutto il sistema cervicale torna a funzionare bene, il corridoio si riapre, i nervi smettono di essere compressi, e quei sintomi al braccio che sembravano "da ernia" spariscono.

Non servono manovre particolari.

Serve un lavoro ordinato e progressivo che rimetta in efficienza tutta la zona, dalla respirazione ai muscoli profondi del collo 💪
Cit. M.C.

Buona domenica 🤩Simpatico set da caffè anatomico 😁
15/03/2026

Buona domenica 🤩
Simpatico set da caffè anatomico 😁

😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣
14/03/2026

😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣

Buon sabato 🤩Buona lettura 😁"Sono una madre . Ho 2 figli . Sono andata dal dottore perché avevo perdita di memoria e dif...
14/03/2026

Buon sabato 🤩
Buona lettura 😁
"Sono una madre . Ho 2 figli . Sono andata dal dottore perché avevo perdita di memoria e difficoltà a concentrarmi." Il dottore mi dice che devo dormire 8 ore su 24. Ho mal di schiena .😁 L'ortopedico dice che devo fare attività fisica regolare e pilates 2-3 a settimana! Mio figlio minore deve essere seguito mentre fa i compiti, attività sportiva (aspetta ardentemente che lo guardo, seduta sulle gradinate).Mia figlia maggiore ha anche lei molti impegni, compiti,riunioni scolastiche, danza.Il medico dei miei figli dice che per la loro salute è necessario che io cucini cibi freschi. Che devo comprare tutto fresco , cucinare in casa e al momento. Ci vuole il doppio del tempo, per preparare tutto. Mio marito ed io abbiamo un pasto diverso , devo cucinare altro per noi. Il dottore ha detto che i figli dovrebbero prendere il sole e passare quotidianamente un'ora al parco all' aperto e che fa bene al cervello e al corpo intero. Le fatture mensili dicono che devo lavorare tutto il tempo. L' esperto di istruzione e sviluppo dice che la cosa migliore è lasciare che i bambini giochino ed esplorino il mondo e che possono sporcarsi , anche se questo significa lavare ogni giorno. Lo specialista in terapia di coppia dice che i due coniugi devono uscire per un appuntamento romantico o che passino del tempo insieme 1-2 volte a settimana. 😥 La scienza dice che il sesso è vita è che le Coppie armoniche lo praticano da 2 a 3 volte a settimana ......Le donne di carriera di successo dicono che una donna deve investire nelle proprie capacità, devono essere aggiornata e fare corsi e anche ritagliare del tempo per occuparsi del proprio aspetto, che si deve curare. Lo psicologo dice che ho bisogno di tempo solo per me. Quindi ora sto cercando un esperto di strategia che mi mostri come fa tutto in 24 ore . .......cit.
💪🏻❤️💪🏻

13/03/2026

Amiamo quello che facciamo: insegnare un sistema di educazione al movimento che unisce intuizione e scienza, intelligenza e creatività. Che disciplina, !
Buon venerdì 💪❤️💪

08/03/2026

Buona domenica ❤️
Buona lettura ☺️
La Giornata Internazionale della Donna arriva ogni anno l’8 marzo. Per molti è il giorno delle mimose, delle cene tra amiche, dei messaggi sui social. Ma dietro questa data c’è una storia molto più lunga, complessa, a tratti scomoda.

Le origini non hanno nulla di romantico. Nascono da lotte sociali, scioperi, diritti negati. All’inizio del Novecento, negli Stati Uniti e in Europa, le donne cominciarono a organizzarsi per chiedere condizioni di lavoro più dignitose, il diritto di voto, la fine dello sfruttamento nelle fabbriche. Una delle mobilitazioni più importanti fu lo sciopero delle operaie tessili a New York City nel 1908, che contribuì a rendere visibile una realtà spesso ignorata.

L’idea di dedicare una giornata alle donne prese forma nel 1910, durante una conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen. Fu la politica tedesca Clara Zetkin a proporre una giornata mondiale per rivendicare i diritti femminili. Non parlava di festa. Parlava di diritti.

L’8 marzo si consolidò come data simbolica anche dopo un altro evento storico. Nel 1917, a San Pietroburgo, migliaia di donne scesero in piazza chiedendo pane e pace. Quella protesta contribuì a innescare la Rivoluzione russa. Anche lì non c’erano mimose. C’era fame, stanchezza, voglia di cambiare il mondo.

Col tempo questa giornata ha assunto significati diversi nei vari paesi. In Italia la mimosa diventò il simbolo della ricorrenza nel 1946, scelta dall’Unione Donne Italiane perché era un fiore economico, semplice da trovare, e capace di sbocciare proprio nei primi giorni di marzo.

Ma intorno all’8 marzo esistono anche molte controversie. Una delle più diffuse riguarda l’idea che la festa ricordi un incendio in una fabbrica tessile di New York City dove sarebbero morte molte operaie. La tragedia realmente avvenuta fu l’Incendio della Triangle Shirtwaist Factory nel 1911. Morirono 146 lavoratori, la maggior parte donne. Tuttavia l’8 marzo non nasce direttamente da quell’evento, anche se negli anni la memoria collettiva ha spesso mescolato le due cose.

E qui si apre un’altra riflessione. Oggi la giornata delle donne vive una specie di doppia vita. Da una parte resta un momento di denuncia. Si parla di violenza, disparità salariali, diritti ancora incompleti. Dall’altra, spesso viene trasformata in una celebrazione commerciale fatta di slogan, sconti e frasi prefabbricate.

Il rischio è che il significato si perda per strada.

Perché l’8 marzo non dovrebbe essere una festa nel senso più leggero del termine. È più simile a una lente attraverso cui guardare la storia, e il presente. Un giorno che ricorda quanto sia costato ottenere diritti che oggi sembrano scontati. E quanto lavoro resti ancora da fare.

Forse il punto non è regalare una mimosa.
Il punto è ricordare perché qualcuno, più di un secolo fa, ha deciso che un giorno all’anno doveva servire a parlare di tutto questo.

E magari, ogni tanto, anche ad ascoltare davvero.

- Emozioni cit .
Buon 8 marzo a tutte le donne 💐

05/03/2026

Buon giovedì 🫶
basta un’ora — una sola — per cambiare completamente la qualità del tuo corpo e del tuo respiro.

Dopo una lezione di Pilates succede questo:
• il respiro si allunga,
• la schiena si libera,
• la mente si fa più leggera,
• ti ritrovi più centrata, più presente, più tu.

Questa è la magia del Pilates: non ti toglie solo tensioni, ti restituisce energia.
💪❤️💪

05/03/2026

Viviamo in un’epoca dove la sedentarietà è diventata la regola e la debolezza fisica è socialmente accettata.

🔹 Troppo normale vedere una donna di 40 anni incapace di aprire un barattolo.
🔹 Troppo normale l’uomo di mezza età, grasso, stanco e acciaccato sul divano.
🔹 Troppo normale l’80enne col bastone, piegato dai dolori.

Ma tutto questo non è né giusto né normale.

La nostra società è diventata talmente malata, debole e dolorante, che accettiamo queste abnormità come se fossero normali.

È solo il risultato di uno stile di vita malato, della totale mancanza di forza e muscoli. Intanto, il grasso viscerale – quello letale – abbonda. E la sedentarietà? Peggio di qualsiasi altra malattia: annulla persino i benefici di quei tre miseri allenamenti settimanali che molti si illudono bastino.

Eppure, la gente si ostina a ripetere il solito schema:
✔️ Ignorare gli effetti del proprio stile di vita.
✔️ Andare dal medico solo quando la malattia arriva.
✔️ Sperare di guarire con una pillola per poi tornare alle vecchie abitudini.

📢 News flash: la soluzione non è nella medicina, né negli integratori miracolosi che i ciarlatani continuano a vendere. Non esistono programmi, né farmaci o integratori, in grado di offrire garanzie per prolungare la qualità della vita, al di là di un'attività fisica costante e di una corretta alimentazione.

Il problema è la voglia di farlo.

Sei TU l’artefice del tuo stato di salute. Vuoi sentirti forte, energico e libero dai dolori? Devi fare qualcosa ORA, non quando sarà troppo tardi.

"Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada della salute." (Ippocrate)
Cit Muscolarmente

04/03/2026

Il retto addominale è un muscolo contenitivo e stabilizzatore, questa è la sua funzione primaria. Ricordo inoltre che si tratta di un muscolo unico, NON ESISTONO ADDOMINALI ALTI E BASSI.

Sai qual è il momento in cui lavora maggiormente?

- Quando sei seduto sul wc a espletare le tue funzioni
- Quando ridi
- Quando tossisci
- Quando sollevi dei carichi consistenti (per chi lo fa nella giusta maniera)

Allo stesso modo lavora quando mantieni un corretto allineamento delle curve e del tronco. O quando mantieni l'equilibrio in certe situazioni di instabilità (anche su un treno o su una nave, per dire).

E allora, ogni tanto, facciamo lavorare questo addome anche in maniera più "funzionale", rispetto ai soliti abusati e tutt'altro che funzionali crunch.

Abusati soprattutto per l'ossessione "tartaruga", che tra l'altro si ottiene solo tramite un'alimentazione impeccabile e non casuale.

Infine ricorda che un tronco forte ti aiuta e ti sostiene anche negli esercizi fondamentali (squat, stacchi ecc.), nonché nella vita di tutti i giorni 😉

Ora, prima di buttarti a capofitto su sfide improbabili, basate solo sulla durata, preoccupati di costruire un buon plank, in neutralità delle curve e senza compensi.

Una volta raggiunto un buon livello di controllo, stabilità e forza, si possono inserire tutte le varianti !
Cit.
Se la tartaruga vuoi alimentazione impeccabile fai 😁 ...

Indirizzo

Via Roma 48
Monte Di Procida
80070

Telefono

+393335778552

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando R48 studio Pilates pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a R48 studio Pilates:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare