16/12/2025
È arrivato il “filmone” di Natale...
E purtroppo, insieme alle luci e ai buoni propositi, porta con sé l’ennesima ventata di abilismo.
Nel film "Oi vita mia", scritto, diretto e interpretato da Pio e Amedeo, Amedeo pensa bene di dare dello stupido a Pio definendolo “mongoloide”.
Una ragazza interviene per correggerlo:“si dice diversamente abile” (espressione comunque discutibile) ma invece di fermarsi e riflettere, Amedeo rincara la dose: indica un ragazzo con sindrome di Down e dichiara: “Lui è diversamente abile, lui (Pio) è mongoloide”.
Seguono risate a non finire...
Oggi termini come “mongoloide” e “mongolo”, utilizzati per offendere o per dare dello "stupido" sono purtroppo ancora troppo utilizzati...
Possibile che non ci si renda conto della violenza implicita di un linguaggio che riduce e svaluta la persona, trasformandola in bersaglio di stigma??
Nel mondo e anche in Italia sono state portate avanti campagne importanti per far capire quanto queste parole siano sbagliate, quanto feriscano e quanto contribuiscano a costruire barriere culturali e sociali.
E siamo sinceramente stanchi, anche noi, di doverlo ripetere.
Alcuni termini, quando usati come insulto, diventano armi: sottili, ma devastanti.
E allora, sì: quando un film decide di veicolare ancora questo messaggio, lo viviamo come un passo indietro, un colpo inferto alla dignità delle persone con sindrome di Down.
Persone che ogni giorno lottano per mostrare chi sono davvero: cittadini capaci, presenti, determinati a vivere una vita piena, a costruire il proprio futuro, a raccontarsi con le proprie parole.
Ed è proprio questo il punto: la dignità non è negoziabile.
E non accetteremo mai che venga calpestata, neanche per una "battuta" perché se questa si riduce all'utilizzo di un linguaggio discriminatorio, non solo è evidente che il contenuto manca, ma va contrastata con tutte le nostre forze.
E che nessuno dica più: "Eh ma allora non si può più dire niente!"
No, perché finché queste persone non avranno i gli stessi diritti e possibilità di tutte e di tutti non si può.
E non perché "sennò si offendono" ma perché dietro quelle parole si nasconde un mondo aberrante di cui tutti dobbiamo farci carico.
Altrimenti non cambierà mai.
Vorreiprendereiltreno
CONDIVIDIAMO IL POST E CERCHIAMO DI SENSIBILIZZARE!
Link al trailer incriminato
https://www.youtube.com/watch?v=2TQVimmgWyM&t=120s
CoorDown