Studio Psicologico Anemos

Studio Psicologico Anemos Associazione di professionisti a sostegno e tutela della persona, del bambino e della famiglia

Riconoscere un proprio momento di difficoltà e rivolgersi ad uno psicologo vuol dire essere consapevoli di sé, valutare i propri limiti, le proprie ferite, e sentire la necessità di trasformarle in risorse. La possibilità di chiedere di chiedere aiuto rappresenta il primo importante passo verso lo stare meglio. Lo studio Anemos nasce dalla volontà di due professionisti nel settore della psicoterapia, una coppia nel lavoro come nella vita, impegnati quotidianamente sia con le persone che con le famiglie. Lo studio si propone di mettere a disposizione l'esperienza e la serietà professionale dei suoi operatori curando nel dettaglio i propri servizi che vanno dal supporto psicologico alla presa in carico di situazioni più ad alto rischio. lo Studio Anemos garantisce un PRIMO INCONTRO GRATUITO allo scopo di conoscerci e valutare assieme le possibilità di intervento, nonchè per fornire tutte le informazioni necessarie, dai costi alle modalità di lavoro.

Il Lunedì dell’Angelo arriva sempre con un’energia particolare: è il giorno dopo una festa “piena”, carica di significat...
06/04/2026

Il Lunedì dell’Angelo arriva sempre con un’energia particolare: è il giorno dopo una festa “piena”, carica di significati, aspettative, famiglia… e anche un po’ di stanchezza emotiva.
In chiave psicologica, può essere visto come uno spazio di transizione.
Non è più la festa, ma non è ancora il ritorno completo alla routine.
È una zona “di mezzo” in cui possiamo concederci qualcosa di prezioso: rallentare senza sentirci in colpa.
È il giorno perfetto per:
lasciare andare la pressione del “dover stare bene per forza”
ascoltare come stiamo davvero dopo giornate intense
scegliere la semplicità (una passeggiata, il silenzio, poche persone giuste)
fare spazio, dentro, dopo aver fatto spazio fuori
In fondo, il Lunedì dell’Angelo non è solo gite e picnic:
è anche un piccolo allenamento a stare nel passaggio.
E nei passaggi, spesso, succedono le cose più importanti.

Decluttering: quando fare spazio diventa terapeutico. Fare spazio fuori, a volte, è il primo modo per iniziare a fare sp...
05/04/2026

Decluttering: quando fare spazio diventa terapeutico.
Fare spazio fuori, a volte, è il primo modo per iniziare a fare spazio dentro.
Il decluttering non è solo buttare oggetti.
È scegliere cosa tenere… e cosa lasciare andare.
Ogni oggetto accumulato può raccontare qualcosa:
una fase, un legame, una parte di noi che forse non ci rappresenta più.
E allora riordinare diventa un gesto terapeutico: non perché risolva tutto,
ma perché ci mette in contatto con delle domande importanti.
Mi serve davvero?
Mi rappresenta ancora?
Perché faccio fatica a lasciarlo andare?
Lasciare andare non è perdere.
A volte è creare spazio per qualcosa di più autentico.
E no, non si tratta di avere una casa perfetta.
Si tratta di costruire un ambiente che ti somigli,
e in cui puoi respirare un po’ meglio.

La rabbia è una di quelle emozioni che abbiamo imparato a giudicare subito.“Non dovrei arrabbiarmi.”“Sto esagerando.”“Me...
05/04/2026

La rabbia è una di quelle emozioni che abbiamo imparato a giudicare subito.
“Non dovrei arrabbiarmi.”
“Sto esagerando.”
“Meglio lasciar perdere.”
E così la reprimiamo…
oppure la lasciamo esplodere quando ormai è troppo tardi.
Ma la rabbia non nasce per caso.
Nasce quando qualcosa dentro di noi è stato oltrepassato.
Un limite.
Un bisogno.
Un valore.
La rabbia non è contro gli altri.
È a favore di te.
Il punto non è eliminarla,
ma imparare ad ascoltarla senza farti travolgere.
Perché quando la riconosci,
può smettere di essere distruttiva
e diventare protettiva.

05/04/2026
Ci sono momenti in cui non succede “niente di grave”.Eppure qualcosa cambia.Ti senti diverso.Più stanco.Più distante.Men...
02/04/2026

Ci sono momenti in cui non succede “niente di grave”.
Eppure qualcosa cambia.
Ti senti diverso.
Più stanco.
Più distante.
Meno coinvolto.
E allora ti dici che passerà.
Che è solo un periodo.
A volte è vero.
A volte no.
Ci sono segnali che non fanno rumore,
ma chiedono comunque attenzione.
Ascoltarli non significa ingigantire.
Significa iniziare a capire.
Se ti riconosci in uno di questi “quando”, forse è il momento di fermarti un attimo e ascoltarti davvero.
Nel nostro studio trovi uno spazio per farlo, senza giudizio.

ADHD di tipo combinato: quando il caos è dentro… ma non si vedeL’ADHD di tipo combinato è quello che unisce due mondi:da...
02/04/2026

ADHD di tipo combinato: quando il caos è dentro… ma non si vede
L’ADHD di tipo combinato è quello che unisce due mondi:
da una parte l’iperattività e l’impulsività, dall’altra la difficoltà a mantenere l’attenzione, organizzarsi, restare sul pezzo.
Ma c’è qualcosa che spesso sfugge.
Nelle donne, l’ADHD raramente assomiglia allo stereotipo del bambino “che non sta fermo”.
È più silenzioso. Più interno. Più mascherato.
Si manifesta come: – mente sempre in movimento
– difficoltà a organizzarsi, ma con tentativi continui di compenso
– procrastinazione seguita da picchi di iperproduttività
– disregolazione emotiva (sensibilità intensa, reazioni rapide)
– senso costante di essere “troppo” o “non abbastanza”
E soprattutto: una fatica invisibile.
Molte donne imparano presto a “funzionare comunque”:
diventano perfezioniste, iper-responsabili, attente a non deludere.
Ma quel funzionamento ha un costo altissimo: ansia, esaurimento, senso di inadeguatezza.
Per questo l’ADHD di tipo combinato nelle donne è spesso difficile da diagnosticare.
Perché? Perché non disturba.
Perché si adatta.
Perché si nasconde dietro performance apparentemente adeguate.
E allora capita che venga scambiato per: – ansia
– depressione
– tratti di personalità
– “sei solo disorganizzata”
Ma no, non è “solo così”.
È un modo diverso di funzionare.
Che merita di essere visto, compreso, nominato.
Perché dare un nome non è etichettare.
È iniziare a capirsi.

Oggi non è solo una data.È un invito.A guardare oltre le etichette.A fare spazio alle differenze senza volerle aggiustar...
02/04/2026

Oggi non è solo una data.
È un invito.
A guardare oltre le etichette.
A fare spazio alle differenze senza volerle aggiustare.
A riconoscere che ogni modo di essere al mondo ha valore.
L’autismo non è qualcosa da “correggere”,
ma una realtà da comprendere, rispettare e accogliere.
La vera inclusione inizia quando smettiamo di chiedere agli altri di adattarsi a noi
e iniziamo, davvero, a incontrarli.
💙

La paura ha una cattiva reputazione.La immaginiamo come qualcosa da eliminare, superare, zittire il prima possibile.Ma l...
01/04/2026

La paura ha una cattiva reputazione.
La immaginiamo come qualcosa da eliminare, superare, zittire il prima possibile.
Ma la paura, in realtà, nasce per proteggerci.
Il problema non è sentirla.
Il problema è quando prende il sopravvento.
Quando ci convince a rinunciare,
a restare fermi,
a non provare.
E così, senza accorgercene, iniziamo a vivere più per evitare che per scegliere.
Eppure la paura non è sempre un limite.
A volte è una porta.
Ci parla di ciò che conta,
di ciò che è fragile,
di ciò che temiamo di perdere.
Ascoltarla non significa darle il controllo.
Significa darle un senso.

Non serve diventare senza paura.
Serve imparare a non lasciare che decida tutto lei.

Indirizzo

Via Umberto Maddalena, 72
Montecelio
00012

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 15:00

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