02/09/2025
"Non è un luogo qualunque, questo.
Qui si sono seduti dolori con il cappotto ancora addosso, silenzi che pesavano come massi,
vite appese a un filo invisibile di disperazione o speranza.
E no, non ho soluzioni pronte in tasca.
Non devo “aggiustare" nessuno.
Ma so restare.
So sedermi accanto senza scappare.
So tenere lo sguardo, anche quando trema tutto.
E questo, a volte, è già guarigione.
In questa stanza ho visto nascere decisioni, crollare maschere, riemergere respiri e sorrisi.
Ho visto la forza travestita da fragilità
e la fragilità che diventava forza.
Essere terapeuta non significa avere risposte.
Significa fare spazio.
A ciò che fa male.
A ciò che vuole nascere.
A ciò che sei e che ancora non sai di essere.
Lo dico spesso: non guido nessuno.
Io cammino con te.
E se inciampi, mi abbasso.
Se piangi, resto.
Se resti in silenzio, lo rispetto, e piano lo riempiremo, di emozioni e poi di parole.
Perché ogni voce, prima o poi, torna a farsi sentire.
E ogni anima, se la ascolti abbastanza a lungo,
trova la strada.
E allora capisco che non stavo solo guarendo gli altri.
Stavo guarendo anche me.
Nel silenzio.
Nel riflesso.
In quel filo invisibile che unisce
chi ha il coraggio di mostrarsi
a chi ha il coraggio di restare"
Oscar Travino
❤️